Volontariato, la grande fuga dei giovani dall´impegno civileVolontariato
22/07/2010 - 16.49
Sono sempre meno i giovani che si impegnano nel volontariato. La crisi di adesioni rischia di compromettere il lavoro e la sopravvivenza di molte associazioni. Sul campo le braccia che gratuitamente guidano ambulanze, puliscono i boschi, aiutano nelle operazioni d’ufficio sono molte di meno. Mancano forze fresche a favore della collettività.
Da tempo c’è un calo di presenze fra i giovani e di mezza età. Spesso i volontari sono persone in pensione, generalmente con i figli sistemati. Il motivo? Forse in alcuni casi il volontariato ti pone dinanzi a a situazioni pesanti dal punto di vista emotivo, sostengono alcuni. Inoltre il problema principale dei giovani è quello di trovare lavoro, e quando hai queste preoccupazioni non sei sereno. C'è una carenza educativa, innanzitutto, se è vero che nelle fila delle associazioni di volontariato i primi posti vuoti sono quelli dei giovani. Una carenza culturale, perché sempre più a stento trovano posto nelle scelte di vita le occasioni di generosità e di rapporto con gli altri, il desiderio di aprirsi a nuove esperienze ed incontri. Però, non sempre la colpa va ricercata nel lavoro che manca per i giovani, anche perché sono moltissimi i giovani che lavorano eppure non praticano volontariato. In realtà si avverte sempre più il disimpegno il disinteresse verso gli altri. C'è da dire, comunque, che il mondo del volontariato è molto cambiato in questi anni. Un grosso indotto un tempo era rappresentato dall'obiezione di coscenza: o andavi sotto la naia o eri spedito a dar una mano come obiettore. Era un grosso aiuto in risorse umane che lo stato metteva a disposizione. Via la naia obligatoria, è finita la festa. Inoltre, non cè molta preparazione da parte di molte ONLUS, nonostante si abbia adesso, con soli 2 anni di vita, la possibilità di "sfruttare" la posizione giuridica e di usufruire dei finanziamenti europei. Resta quindi relativa la sensibilità che i giovani mostrano verso il volontariato, ormai riservato a pochi e destinato ad una ulteriore riduzione, a meno che non venga introdotto nel nostro Paese un programma didattico che insegni, fin dalla tenera età, il valore dell'aiuto e della solidarietà. Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 921 volte
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