ADIANTUM lancia una class action contro il Ministero della GiustiziaClass action Vs Ministero della Giustizia
17/01/2010 - 08:37Il prossimo 15 Giugno (farà fede il timbro postale) scadrà il termine per presentare le adesioni alla Class Action che ADIANTUM intenterà al Ministero della Giustizia per la mancata vigilanza sull'applicazione della L. 54/2006. Ancora sessanta giorni, quindi, per scaricare i due allegati da spedire al Ministero (diffida individuale) e ad ADIANTUM (questionario e mandato a diffidare), dopo i quali verrà spedito l'atto di diffida collettivo e, entro i successivi novanta giorni, l'istanza presso il TAR competente. La quota di adesione individuale alla Class Action è stata fissata in 78,00 euro (settantottoeuro). Ricordiamo, a tutti coloro che avevano inviato la loro pre-adesione on-line, che ciò non è sufficiente ai fini di una partecipazione formale, ma è necessario seguire le istruzioni, scaricare e inviare la documentazione richiesta. Pertanto, ad oggi, soltanto chi ha già trasmesso la diffida individuale al ministero (allegato n. 1), e l'Allegato Unico presso la sede ADIANTUM di Roma, avrà diritto a partecipare, una volta versata la quota. Quest'ultima sarà richiesta soltanto in prossimità della scadenza del 15 Giugno (non prima), e sarà annunciata da un avviso (via mail) con descrizione delle modalità di pagamento. Il mancato versamento del contributo individuale comporterà l'annullamento dell'adesione. Come è nata questa iniziativa ? Facciamo un salto indietro di tre mesi, allorquando ci si è resi conto che la mancata vigilanza sulla puntuale e omogenea applicazione, nei tribunali, della L. 54/2006 (c.d. Affido Condiviso), il conseguente danno esistenziale causato a bambini e genitori, nonchè i negativi effetti patrimoniali, derivanti dalle lunghe e costose battaglie giudiziarie sostenute dai genitori al solo scopo di ottenere un diritto la cui applicazione è invece prevista per legge, andavano in qualche modo evidenziati e imputati allo Stato. Pertanto, alla luce di ciò, l'unica strada fino a quel momento inesplorata era proprio l'azione collettiva, che ADIANTUM ha deciso di intentare al Ministero della Giustizia. Ma c´è di più. L´azione andava proposta anche in considerazione dei pessimi "standard qualitativi ed economici stabiliti dalle autorità preposte alla regolazione ed al controllo del settore, da cui deriva la lesione diretta, concreta e attuale dei predetti interessi" (norma di attuazione dell’articolo 4 della legge 4 marzo 2009 n. 15 in materia di efficienza delle pubbliche amministrazioni). Sotto accusa, pertanto, il difetto di vigilanza, l´eccessiva burocratizzazione che svilisce la norma, e le attese ingiustificabili che i minori coinvolti sono costretti a subire nell´ambito dei procedimenti giudiziari in materia di affidamento. La prima diffida partirà subito dopo la scadenza del 15 Giugno e, entro i 90 giorni successivi, anche in presenza di segnali positivi da parte del Ministero, scatterà il ricorso al TAR. Centinaia i casi raccolti dall´Osservatorio Nazionale sul condiviso, ben distribuiti in tutto il territorio della Repubblica. A quasi quattro anni dall´entrata in vigore della L. 54, aggirarla sembra ormai diventata una prassi strutturale nei tribunali italiani, con grave nocumento per i minori che sono coinvolti in un sistema di affidamento ancora sostanzialmente mono-genitoriale. E se le cose vanno male nei tribunali ordinari, dove qualche timido segnale positivo arriva da alcune sedi (Venezia, per esempio), la situazione è allarmante nei tribunali minorili, dove un rito che non prevede contraddittorio distrugge ogni anno centinaia di genitori incolpevoli e, sopratutto, i loro bambini, spesso allontanati immotivatamente dalla propria famiglia a seguito di accuse strumentali. Infatti, almeno l'80% (c'è chi parla del 95%) del totale delle false accuse (e con esse anche quelle di abuso sessuale) nelle vicende di separazione risultano false. Fonte: ADIANTUM Vedi Allegato Torna indietro Questa Notizia è stata letta 11023 volte
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| 07.55 di sabato 30/04/2011 | ||
| scritto da nadia | ||
| avevo avuto la stessa idea anch io e son felice di quest iniziativa, io stessa avevo intuito, pure non essendo avvocato, ma solo come persona coinvolta in una separazione le gravi inadiempenze e lacune del sistema giudiziario che si lega a tali fatti e aderirò ad Adianrum. | ||
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| 14.03 di venerdì 19/11/2010 | ||
| scritto da ottimo articolo | ||
Un complimento vivissimo a chi ha scritto questo articolo: temo sia proprio vero che almeno l´80% (c´è chi parla del 95%) del totale delle false accuse (e con esse anche quelle di abuso sessuale) nelle vicende di separazione risultano false, e i Tribunali agiscono in forma totalmente e diametralmente opposta a quanto la vita racconta | ||
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| 15.41 di venerdì 29/10/2010 | ||
| scritto da annalisamarchese@alice.it | ||
| Spero che nelle separazioni giudiziali si intervenga con operatori preparati e soprattutto trasparenti nel rispetto del diritto alla bigenitorialità. Come mamma di due splendidi ragazzi, oggi sono costretta a vivere soltanto dei loro ricordi;dal 2008 non riesco più a vederli.Dal 2006,in seguito a separazione giudiziale,vi è stato un affido condiviso, con collocamento dei minori alla madre e divisione della casa coniugale.Ciò permise al padre di massacrare la volontà dei piccoli che dovettero schierarsi dalla parte del genitore predominante.Artatamente, il padre con l´ausilio della propria madre,facendo ostruzionismo e denigrando la figura materna,riuscì a far cambiare il collocamento e successivamente annullare la madre. Infatti non adempì agli obblighi genitoriali e ciò perdurò grazie alla confusione e alla menzogna.Ne scaturì una grave psicopatologia per la figliola di appena 12 anni e un grave disagio per il figlio minore. Questi dovette rimuovere i ricordi positivi avuti con la mammma e incredibilmente un 709 ter impose incontri protetti con la madre. Nessun operatore fu in grado di far incontrarevi figlioli con la loro madre.Le lungaggini processuali e la notevole confusione isolarono completamente la figura materna. Nonostante continue sollecitazioni agli organi competenti e all´ambiente in cui i minori vivevano non fu possibile mantenere vivo il legame d´attaccamento. Nel 2009,su ordine del Trib. dei Min. interviene una mediazione familiare,in cui la psichiatra evidenzia una grave forma di PAS.Ciò attira la furia del genitore collocatario che querela l´operatore. Seguirà una CTU.Ma anche stavolta essa si rivelerà superficiale e scorretta.Non viene consentita alcuna relazione fra i minori e la madre. Nel corso della CTU la COrte di Appello, avendo preso atto della scorrettezza e della manipolazione palese a tutti,da parte del padre,affida i figli alla madre perchè riprenda il rapporto con loro, con impedimento temporaneo del padre di avere rapporti con i minori. Ciò è stato disatteso e sfruttando il rifiuto della minore di ormai 14 anni, il padre ottiene un decreto da parte del trib. dei minori.Si assegnano ai servizi sociali del comune dove il padre lavora e così, un´assistente sociale,già in passato coinvolta,propone il collocamento dei ragazzi al fratello del padre. Oggi la madre vive una condizione di forzato isolamento. Le viene impedito financo di lasciare una merendina al figliolo di ormai 9 anni. Non le è possibile avere incontri con i figli dato l´ostruzionismo del fratello del padre e data la sordità dell´assistente sociale alle richieste d´aiuto della madre. Spero un giorno poter restituire la libertà ai miei figli e comunque la serenità di essere amaati da entrambi i genitori,nel rispetto delle regole. Spero che le autorità giudiziarie si rendano conto che occorrre scegliere operatori scevri da compromessi, che aiutino veramente i minori a rielaborare il loro lutto e soprattutto a far emergere ciò che involontariamente hanno rimosso e li aiutino a riallacciare
i rapporti con le figure parentali che sono state violentemente allontanate come i nonni. | ||
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| 10.51 di venerdì 11/06/2010 | ||
| scritto da alfonso fornabaio | ||
| Oggi 11 giugno ho contestualmente inviato R/R al Min. Giustizia e a Adiantum per la class action; attendo Vs notizie per i passi successivi, e spero che accada qualcosa di buono per tutti noi. A presto | ||
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| 19.05 di mercoledì 02/06/2010 | ||
| scritto da Pino FALVELLI | ||
| Vorrei cortesemente sapere se sono in regola con la "CLASS ACTION",atteso che sarò fuori dal 6 al 20 giugno.Non voglio perdere l´ occasione per cercare di ottenere finalmente un pò di giustizia, visto che fino ad ora sono stato umiliato ed offeso con provvedimenti giudiziari che ritengo quantomeno assurdi. Mi hanno tolto l´ intera casa coniugale composta di 2 grandi e distinti appartamenti per assegnarla tutta alla ex che, senza alcun preavviso, aveva precedentemente lasciato il tetto coniugale ed un minore per cambiare il percorso della sua vita, costringendomi ad andare in affitto, nonchè, mi hanno tolto i tre quarti del mio stipendio per darlo a lei a titolo di mantenimento per lei stessa e per il figlio, lasciandomi con pochi spiccioli ( qualche mese 1,62 €., 58 €., ecc.), sebbene la ex aveva redditi propri e accertati e documentati che gli consentivano di automantenersi. E´ una VERGOGNA ! | ||
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