Vademecum per adulti e figli sulla separazione: dalla famiglia alla coppia genitorialePsicologia in linea
13/06/2010 - 16.53(Parte Prima) - Il modo in cui i genitori si occupano della separazione e del divorzio ha un enorme effetto sul modo in cui i figli affronteranno le loro vite. Essa implica lo stesso processo a cui vai incontro quando muore una persona amata: è il processo dell'afflizione. Questo processo è doloroso e per alcuni genitori può essere necessario molto tempo, anche anni, per venirne fuori. Benché le persone lo sentano in maniera diversa, molti attraversano:
I figli spesso non conoscono il modo per esprimersi chiaramente, perciò mostrano il loro dolore in maniere diverse. Di conseguenza possono:
Tutti i figli devono sentirsi amati da entrambi i genitori. I genitori devono pensare prima ai bisogni dei figli e poi ai loro. I figli hanno bisogno di sapere che i genitori sono ancora pronti a badare a loro e ad essere coinvolti nelle loro vite.
Da 0 a 2 anni
Da 3 a 5 anniI figli:
Da 6 a 8 anniI bambini:
Da 9 a 11 anniI bambini:
Da 12 a 16 anniL'adolescenza implica maggiore indipendenza dai genitori e generalmente è un periodo difficile, perciò una separazione può essere un peso aggiuntivo. Gli adolescenti:
Fonte: O. Facchinetti e S. Trentin - traduzione da Child and Youth Health and Parenting SA Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 1902 volte
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| 16.21 di mercoledì 23/06/2010 | ||
| scritto da Stefano G. | ||
| per giosinoi
hai ragione o meglio, io penso che stiamo tutti dalla stessa parte (bene dei figli e dei bambini in generale, ri-equilibrio immediato della situazione attuale, discriminatoria e iniqua), e che stiamo sostenendo le stesse idee e con tutti intendo sia noi tre che stiamo scrivendo commenti, sia chi ha scritto l´articolo, sia soprattutto Adiantum che tanto sta facendo in proposito, e che io personalmente sostengo in tutte le forme che mi sono possibili quello che volevo evidenziare è la pericolosità (secondo la mia opinione) di determinati approcci, che se letti -come suggerisci tu- nel modo corretto portano alle giuste conclusioni, ma che si prestano davvero troppo ad essere letti in modo sbagliato, e quindi offrono una facile sponda a chi continuamente sbandiera affermazioni pretestuose per mantenere le proprie rendite di posizione | ||
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| 11.46 di martedì 22/06/2010 | ||
| scritto da giosinoi | ||
| Ai precedenti commentatori:
Vi suggerisco di rileggere l´articolo considerando l´obiettivo bigenitoriale in senso umano, anche come suggerimento di sviluppo verso un sistema sociale che elimini le tensioni della guerra di genere scatenata dai poteri lucranti dello stato. Cioè rileggere non con critica prettamente tecnica - qualsiasi scritto sarebbe opinabile facilmente - ma come spunto formativo di opinioni necessarie e non ancora codificate nell´ordinamento lacunoso. Qua si propongono contributi, non bibbia, non serve commentare per annullare ma serve per integrare o correggere, e non vedo scritture correttive alternative da Voi proposte. Personalmente, non facendo parte della redazione, trovo sensibile codificare da angolazioni socialmente novate gli elementi della struttura familiare, oggi appannaggio delle lobby speculative professionali che ne trattano solo in funzione del guadagno che ne possono ricavare (favorendo il guadagno della magistratura). Per non notare che in Parlamento praticamente ignorano gli elementi fattuali del problema famiglia e minori, pur conoscendone il "titolo", per cui ogni contributo è valido purchè si tratti urgentemente la materia rivoluzionando il lacunoso ed incompleto diritto di famiglia. E´ sempre in aiuto dei nostri figli - di padre e di madre - che ne stiamo parlando, e non per farci belli a disquisire. Cordialmente, Giuseppe | ||
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| 10.54 di lunedì 14/06/2010 | ||
| scritto da Stefano G. | ||
| concordo in pieno con il commento precedente
anche se è chiaro che l´impostazione schematica è dovuta alla necessità di condensare concetti molto ampi nelle poche righe di un memorandum, il problema enorme è che sulla materia dei figli, "riserva indiana" di quella minoranza di donne cretine che non sa più come sfogare le proprie frustazioni sugli uomini, c´è gente che continua a ragionare come se la società non fosse stra-cambiata, più e più volte, negli ultimi decenni tutti questi concetti sono palesemente falsi e servono solo alle donne a mantenere con i denti lo status quo che hanno furbescamente raggiunto negli anni scorsi, grazie all´essersi costituite preventivamente in associazioni (in italia: uguale lobby di potere) e avere sempre e sistematicamente recitato la parte delle vittime (facendo passare il concetto: donne uguale "poverine"..) la massima responsabilità di questo stato di cose PURTROPPO è della Magistratura per il falso affido condiviso(e sottolineo purtroppo perchè è una istituzione in cui credevo molto..) e continuare a sostenerlo è come sostenere che le donne devono stare a casa a fare la calzetta, a lavare i piatti e preparare la cena al marito che torna stanco dal lavoro | ||
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| 23.56 di domenica 13/06/2010 | ||
| scritto da Alessandro MB | ||
| Con tutto il rispetto delle opinioni degli altri, mi sembra che gran parte di queste riflessioni siano fuori pista, e a tratti puro qualunquismo anni 70!
Visto che si è voluto creare una sorta di schema teorico e lontano dalla realtà, sarei curioso di sapere cosa scriverebbero relativamente alla realtà quotidiana, perché sembra che teorizzino il genitore unico madre o padre che sia. Frasi come "dipendono molto da chi si prende cura di loro" (i figli) sono una tale banalità che è sconcertante, anche perché frasi di questo tenore calate nella realtà nella quale le madri hanno praticamente sempre i figli, danno luogo ad un sillogismo che si avviluppa su se stesso senza una via di uscita. Genitore collocatario -> figli dipendono dal genitore che si prende cura di loro -> devono stare con il genitore collocatario -> figli dipendono dal genitore che si prende cura di loro .... quindi ===> l’altro genitore deve “andare a quel paese”! Complimenti per l’analisi che hanno fatto, probabilmente hanno anche attinto ai loro importanti studi universitari, dei geni. E’ per frasi come queste che i tribunali Italiani allontanano i padri anche se magari accudivano i figli più della madre per via dei diversi impegni lavorativi, e poi è teorizzato il concetto di “re-inserimento graduale” del padre. Una porcata come questa se non fosse uno scherzo, ha dell’incredibile. Prima si allontana un genitore, poi proprio perché non è presente, se questi insite per vedere i figli allora bisogna re-inserirlo gradualmente! Una follia pura, soprattutto ai danni di bambini che subiscono tutto ciò certamente senza potere capire e razionalizzare la follia che domina i tribunali Italiani. Sono non decine, non centinaia, ma migliaia i casi documentati nei quali dei bambini piccoli creano un legame con degli adulti che non sono i loro genitori ma anzi sono persone che ad esempio li hanno rapiti ….. ecc ecc (tralasciamo il resto). Questo banalmente confermerebbe la tesi che "dipendono molto da chi si prende cura di loro"!!! Allora i bambini rapiti li lasciamo magari ai loro aguzzini? Ma che belle analisi! Che gioia per i giudici queste deliranti affermazioni. Ma anche frasi come “saranno quasi certamente molto dipendenti fisicamente ed emozionalmente dal genitore che maggiormente si è occupato delle cure giornaliere; la separazione da questa persona per un lungo periodo può essere estremamente traumatico per il bambino” (i figli) è fuorviante come la precedente. Non tiene per nulla presente la possibilità che nella società moderna (e non in quella che anno vissuto chi ha scritto questo articolo), entrambi i genitori lavorano ed entrambi i genitori si prendono cura dei figli, questo già prima della separazione! Inoltre l’ambiguità di affermazioni come “lungo periodo” fa venire il nervoso, sembra scritto dal peggiore ufficio dei servizi sociali Italiani. Cosa è un “lungo periodo”? Un giorno, una settimana, un mese, un anno, 10 anni, tutta la vita!?! In una materia così delicata io non sopporto più leggere articoli del genere con la pretesa che siano importanti e diano indicazioni utili solo perché pubblicati da una rivista con pretese di autorevolezza. Articoli di questo tenore mostrano per l’ennesima volta come fonti del tipo “Child and Youth Health and Parenting SA” diano spazio a dichiarazioni fuori dal tempo e fuori dalla realtà. Anche articoli come questo contribuiscono all´oorore che subiscono i nostri figli. Su una materia così delicata non basta avere una laure in medicina o psichiatria (che Dio li perdoni) o in psicologia, ecc ecc, ci vuole attenzione, sensibilità, rispetto! Ci vuole umanità e bisognerebbe essere informati e tenere presente come le diverse società sono cambiate nel tempo, compresi "i modelli" delle famiglie che esistono nelle diversissime attuali società. | ||
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