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Vademecum per adulti e figli sulla separazione: dalla famiglia alla coppia genitoriale

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Vademecum per adulti e figli sulla separazione: dalla famiglia alla coppia genitoriale

13/06/2010 - 16.53

(Parte Prima) - Il modo in cui i genitori si occupano della separazione e del divorzio ha un enorme effetto sul modo in cui i figli affronteranno le loro vite. Essa implica lo stesso processo a cui vai incontro quando muore una persona amata: è il processo dell'afflizione. Questo processo è doloroso e per alcuni genitori può essere necessario molto tempo, anche anni, per venirne fuori. Benché le persone lo sentano in maniera diversa, molti attraversano:

  • shock e diniego - le cose sono molto disorientanti, ed è difficile credere (o forse non vuoi credere) che la separazione stia realmente avvenendo
  • tristezza - forte senso di perdita, a volte rammarico, a volte senso di colpa
  • rabbia e biasimo - a volte accusiamo noi stessi, il nostro partner o qualcun altro (che abbiano avuto qualcosa a che fare con la situazione o meno)
  • determinazione o andare avanti - accettare la situazione, adattarsi alla vita.
I figli attraversano lo stesso processo di afflizione. Comunque, poiché probabilmente non capiscono veramente perché sta accadendo tutto ciò, spesso si sentono:
  • scioccati
  • arrabbiati e tristi per la perdita di una famiglia unita
  • abbandonati o respinti dal genitore che se ne va
  • timorosi che se un genitore se ne è andato potrebbe andarsene anche l'altro
  • confusi sul fatto che sia giusto amare il genitore che non vive più con loro
  • colpevoli, perchè pensano che la separazione debba essere in qualche modo responsabilità loro
  • arrabbiati con il genitore che non vive con loro.
I figli spesso non conoscono il modo per esprimersi chiaramente, perciò mostrano il loro dolore in maniere diverse. Di conseguenza possono:
  • divenire aggressivi o capricciosi
  • ritirarsi
  • diventare 'aderenti'
  • agire in maniera infantile per la loro età (ad esempio, i bambini che si erano abituati alla pulizia possono ricominciare a bagnarsi o sporcarsi)
  • avere incubi, o avere difficoltà ad andare a dormire
  • cambiare le loro abitudini alimentari.
Come genitore tu ti puoi sentire:
  • esausto o pieno di risentimento per le responsabilità giornaliere nel fare il genitore da solo
  • confuso per il comportamento dei tuoi figli
  • arrabbiato, se credi che l'altro genitore sia inaffidabile o disonesto
  • solo, se i tuoi figli non stanno con te
  • timoroso che i tuoi figli non vogliano stare con te e preferiscano l'altro genitore
  • preoccupato nell'affrontare il procedimento legale
  • bene perché hai fatto progetti per dividersi le responsabilità e prendersi cura delle necessità dei figli
  • contento di poterti divertire con tuo figlio
  • felice di avere più tempo libero.
Gli ''Atti di Legge della Famiglia'', nei paesi occidentali, non parlano di 'diritti dei genitori', ma di responsabilità dei genitori e diritti dei figli.
  • Entrambi i genitori hanno la responsabilità della continuazione delle cure, del benessere e dello sviluppo dei bambini. Le decisioni importanti sulla salute, la scuola, la religione e le decisioni legali (es. fare un passaporto al figlio, cambiargli il nome) devono essere prese da entrambi i genitori.
  • I figli hanno il diritto di conoscere ed essere curati da entrambi i genitori.
  • I figli hanno il diritto ad un contatto regolare con entrambi i genitori (e altre persone particolari, inclusi altri membri della famiglia).
  • Nel prendere decisioni per i figli, la più importante considerazione da tenere presente è fare gli interessi del bambino (non quelli del genitore).
  • I genitori dovrebbero tenere in considerazione il punto di vista dei figli.
  • I figli hanno bisogno di protezione da qualunque danno, incluso l'assistere a violenze.
  • Le decisioni sui figli dovrebbero essere basate sulle condizioni particolari di ogni figlio.
Tutti i figli devono sentirsi amati da entrambi i genitori. I genitori devono pensare prima ai bisogni dei figli e poi ai loro. I figli hanno bisogno di sapere che i genitori sono ancora pronti a badare a loro e ad essere coinvolti nelle loro vite.

Da 0 a 2 anni

I figli:
  • dipendono molto da chi si prende cura di loro
  • saranno quasi certamente molto dipendenti fisicamente ed emozionalmente dal genitore che maggiormente si è occupato delle cure giornaliere; la separazione da questa persona per un lungo periodo può essere estremamente traumatico per il bambino
  • hanno un concetto del tempo molto differente dagli adulti; alcune ore possono sembrare un'eternità; anche il mondo della notte può essere diverso (e pauroso) per loro
  • possono essere molto sensibili ai conflitti tra i genitori
  • fremono per il genitore assente, specialmente se è quello a cui si sentono più attaccati
  • hanno bisogno di periodi brevi ma frequenti di contatto. Una visita di una notte è spesso troppo stressante. Quando il genitore vicino non era in precedenza veramente unito al figlio, potrebbe essere utile che l'altro genitore fosse presente, almeno all'inizio. Se ciò è troppo difficile, può aiutare ad alleviare la situazione qualcuno con cui il bambino si senta a suo agio.

Da 3 a 5 anni

I figli:
  • sono un po' meno dipendenti dai loro genitori
  • in genere hanno una comprensione elementare di ciò che comporta una separazione; può sembrare come una grande crisi
  • hanno più senso del tempo dei bambini più piccoli, ma un breve periodo di tempo sembra già molto più lungo che per gli adulti
  • spesso fremono per il genitore assente - cose come foto o telefonate possono essere degli utili ricordi
  • possono sopportare di stare lontani dal genitore addetto alle cure di notte, se vengono preparati bene; il conflitto tra i genitori può rendere i bambini meno propensi ad affrontare il contatto di una notte
  • sono sensibili al fatto che un genitore critichi l'altro, tendendo a percepire ciò come critica verso di loro
  • spesso inventano ciò che non capiscono. Possono parlare di ciò che sperano come se fosse vero, cosicché tu non puoi sempre prendere per vero tutto ciò che dicono . . . mentre non dicono bugie, possono però dire la loro verità piuttosto che la tua.

Da 6 a 8 anni

I bambini:
  • sono molto più abili a parlare dei loro sentimenti
  • spesso fantasticano di avere nuovamente i genitori uniti
  • possono cercare di badare ai loro genitori, sia quello con cui vivono sia quello che vanno a trovare, che spesso viene considerato tutto solo
  • possono cercare di prendersi la responsabilità per gli accordi quando i genitori non riescono a concordare
  • possono incolparsi della separazione
  • spesso esprimono i loro sentimenti con problemi di comportamento, di studio a scuola e sintomi fisici come mal di testa e dolori
  • sono a proprio agio nei contatti di una notte, con ferie di una settimana o più, e periodi più lunghi tra le visite (es. fine settimana alternati)
  • trovano che le visite di una notte durante la settimana scolastica siano spesso disturbanti. Può sembrare loro di non sapere dove sono e cosa stanno facendo.

Da 9 a 11 anni

I bambini:
  • in genere possono parlare dei loro sentimenti e sono in grado di capire in parte le esperienze e i sentimenti degli altri
  • sono spesso molto consapevoli di sentirsi nel mezzo
  • talvolta si adoperano per riunire i genitori
  • possono schierarsi, diventando il 'soldato' di un genitore, specialmente quando il conflitto tra i genitori è forte
  • possono sopportare che i contatti siano meno frequenti e per periodi più lunghi, e riescono a viaggiare a lungo per far visita a un genitore o altri congiunti
  • hanno bisogno di conservare le loro attività, sport, altri gruppi e amicizie, perciò i progetti di visita devono tenere in considerazione i desideri del bambino e le sue attività
  • può mantenere contatti significativi per posta o telefono.

Da 12 a 16 anni

L'adolescenza implica maggiore indipendenza dai genitori e generalmente è un periodo difficile, perciò una separazione può essere un peso aggiuntivo. Gli adolescenti:
  • hanno bisogno di tempo e spazio per lavorare sui loro sentimenti relativi alla separazione dei genitori
  • sviluppano un loro senso di ciò che è giusto o sbagliato; possono essere critici nei confronti del comportamento di un genitore o di entrambi
  • possono reagire alla separazione diventando ribelli
  • possono facilmente mettere un genitore contro l'altro per sfuggire dal loro controllo (es. spostarsi da una casa all'altra)
  • possono reagire con rabbia e rifiuto se vengono oppressi dai genitori
  • spesso si prendono molta responsabilità per un genitore, per fratelli e sorelle, o per i carichi domestici
  • hanno bisogno di flessibilità per fare in modo che gli accordi di visita seguano i desideri del ragazzo. Nel predisporli i genitori dovrebbero parlare col figlio e prendere in considerazione i suoi desideri e le sue attività.

Fonte: O. Facchinetti e S. Trentin - traduzione da Child and Youth Health and Parenting SA

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Ci sono 4 commenti


16.21  di mercoledì 23/06/2010
scritto da  Stefano G.
per giosinoi

hai ragione
o meglio, io penso che stiamo tutti dalla stessa parte (bene dei figli e dei bambini in generale, ri-equilibrio immediato della situazione attuale, discriminatoria e iniqua), e che stiamo sostenendo le stesse idee

e con tutti intendo sia noi tre che stiamo scrivendo commenti, sia chi ha scritto l´articolo, sia soprattutto Adiantum che tanto sta facendo in proposito, e che io personalmente sostengo in tutte le forme che mi sono possibili

quello che volevo evidenziare è la pericolosità (secondo la mia opinione) di determinati approcci, che se letti -come suggerisci tu- nel modo corretto portano alle giuste conclusioni, ma che si prestano davvero troppo ad essere letti in modo sbagliato, e quindi offrono una facile sponda a chi continuamente sbandiera affermazioni pretestuose per mantenere le proprie rendite di posizione

11.46  di martedì 22/06/2010
scritto da  giosinoi
Ai precedenti commentatori:
Vi suggerisco di rileggere l´articolo considerando l´obiettivo bigenitoriale in senso umano, anche come suggerimento di sviluppo verso un sistema sociale che elimini le tensioni della guerra di genere scatenata dai poteri lucranti dello stato.
Cioè rileggere non con critica prettamente tecnica - qualsiasi scritto sarebbe opinabile facilmente - ma come spunto formativo di opinioni necessarie e non ancora codificate nell´ordinamento lacunoso.
Qua si propongono contributi, non bibbia, non serve commentare per annullare ma serve per integrare o correggere, e non vedo scritture correttive alternative da Voi proposte.
Personalmente, non facendo parte della redazione, trovo sensibile codificare da angolazioni socialmente novate gli elementi della struttura familiare, oggi appannaggio delle lobby speculative professionali che ne trattano solo in funzione del guadagno che ne possono ricavare (favorendo il guadagno della magistratura).
Per non notare che in Parlamento praticamente ignorano gli elementi fattuali del problema famiglia e minori, pur conoscendone il "titolo", per cui ogni contributo è valido purchè si tratti urgentemente la materia rivoluzionando il lacunoso ed incompleto diritto di famiglia.
E´ sempre in aiuto dei nostri figli - di padre e di madre - che ne stiamo parlando, e non per farci belli a disquisire.
Cordialmente, Giuseppe

10.54  di lunedì 14/06/2010
scritto da  Stefano G.
concordo in pieno con il commento precedente

anche se è chiaro che l´impostazione schematica è dovuta alla necessità di condensare concetti molto ampi nelle poche righe di un memorandum, il problema enorme è che sulla materia dei figli, "riserva indiana" di quella minoranza di donne cretine che non sa più come sfogare le proprie frustazioni sugli uomini, c´è gente che continua a ragionare come se la società non fosse stra-cambiata, più e più volte, negli ultimi decenni

tutti questi concetti sono palesemente falsi e servono solo alle donne a mantenere con i denti lo status quo che hanno furbescamente raggiunto negli anni scorsi, grazie all´essersi costituite preventivamente in associazioni (in italia: uguale lobby di potere) e avere sempre e sistematicamente recitato la parte delle vittime (facendo passare il concetto: donne uguale "poverine"..)

la massima responsabilità di questo stato di cose PURTROPPO è della Magistratura per il falso affido condiviso(e sottolineo purtroppo perchè è una istituzione in cui credevo molto..)

e continuare a sostenerlo è come sostenere che le donne devono stare a casa a fare la calzetta, a lavare i piatti e preparare la cena al marito che torna stanco dal lavoro

23.56  di domenica 13/06/2010
scritto da  Alessandro MB
Con tutto il rispetto delle opinioni degli altri, mi sembra che gran parte di queste riflessioni siano fuori pista, e a tratti puro qualunquismo anni 70!
Visto che si è voluto creare una sorta di schema teorico e lontano dalla realtà, sarei curioso di sapere cosa scriverebbero relativamente alla realtà quotidiana, perché sembra che teorizzino il genitore unico madre o padre che sia.
Frasi come "dipendono molto da chi si prende cura di loro" (i figli) sono una tale banalità che è sconcertante, anche perché frasi di questo tenore calate nella realtà nella quale le madri hanno praticamente sempre i figli, danno luogo ad un sillogismo che si avviluppa su se stesso senza una via di uscita. Genitore collocatario -> figli dipendono dal genitore che si prende cura di loro -> devono stare con il genitore collocatario -> figli dipendono dal genitore che si prende cura di loro .... quindi ===> l’altro genitore deve “andare a quel paese”! Complimenti per l’analisi che hanno fatto, probabilmente hanno anche attinto ai loro importanti studi universitari, dei geni. E’ per frasi come queste che i tribunali Italiani allontanano i padri anche se magari accudivano i figli più della madre per via dei diversi impegni lavorativi, e poi è teorizzato il concetto di “re-inserimento graduale” del padre. Una porcata come questa se non fosse uno scherzo, ha dell’incredibile. Prima si allontana un genitore, poi proprio perché non è presente, se questi insite per vedere i figli allora bisogna re-inserirlo gradualmente! Una follia pura, soprattutto ai danni di bambini che subiscono tutto ciò certamente senza potere capire e razionalizzare la follia che domina i tribunali Italiani.
Sono non decine, non centinaia, ma migliaia i casi documentati nei quali dei bambini piccoli creano un legame con degli adulti che non sono i loro genitori ma anzi sono persone che ad esempio li hanno rapiti ….. ecc ecc (tralasciamo il resto). Questo banalmente confermerebbe la tesi che "dipendono molto da chi si prende cura di loro"!!! Allora i bambini rapiti li lasciamo magari ai loro aguzzini? Ma che belle analisi! Che gioia per i giudici queste deliranti affermazioni.
Ma anche frasi come “saranno quasi certamente molto dipendenti fisicamente ed emozionalmente dal genitore che maggiormente si è occupato delle cure giornaliere; la separazione da questa persona per un lungo periodo può essere estremamente traumatico per il bambino” (i figli) è fuorviante come la precedente. Non tiene per nulla presente la possibilità che nella società moderna (e non in quella che anno vissuto chi ha scritto questo articolo), entrambi i genitori lavorano ed entrambi i genitori si prendono cura dei figli, questo già prima della separazione! Inoltre l’ambiguità di affermazioni come “lungo periodo” fa venire il nervoso, sembra scritto dal peggiore ufficio dei servizi sociali Italiani. Cosa è un “lungo periodo”? Un giorno, una settimana, un mese, un anno, 10 anni, tutta la vita!?! In una materia così delicata io non sopporto più leggere articoli del genere con la pretesa che siano importanti e diano indicazioni utili solo perché pubblicati da una rivista con pretese di autorevolezza.
Articoli di questo tenore mostrano per l’ennesima volta come fonti del tipo “Child and Youth Health and Parenting SA” diano spazio a dichiarazioni fuori dal tempo e fuori dalla realtà.
Anche articoli come questo contribuiscono all´oorore che subiscono i nostri figli. Su una materia così delicata non basta avere una laure in medicina o psichiatria (che Dio li perdoni) o in psicologia, ecc ecc, ci vuole attenzione, sensibilità, rispetto! Ci vuole umanità e bisognerebbe essere informati e tenere presente come le diverse società sono cambiate nel tempo, compresi "i modelli" delle famiglie che esistono nelle diversissime attuali società.


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