Tanti magistrati non capiscono che hanno contribuito a creare una cultura sbagliataIo penso che...
06/06/2010 - 22.08Commento di Antonello. Per capire come stanno le cose, è sufficiente vedere chi ha firmato le proposte di legge per la modifica della 54/2006...Non mi pare ci sia la firma del Ministro per le Pari Opportunità. E´ da anni che sostengo che quel ministero è nelle mani sbagliate. E´ da anni che non vengo smentito dai fatti e dalle "opere" della Ministra. Io parto sempre dal principio che se in un paese "civilizzato" come il nostro si debba arrivare a fare la guerra "tra sessi" per fare il padre vuol dire che tanto civile non lo è affatto, e se siamo in queste condizioni una certa responsabilità la magistratura, e non solo i politici, se la deve riconoscere. Certo non tutta la magistratura, ci mancherebbe, ma quella parte che per anni ha usato il suo potere per "farla pagare" agli uomini dovrebbe, se ne possiede l´onestà intellettuale, farsi un esame di coscienza. Forse molti di loro non si rendono conto che con i loro provvedimenti hanno contribuito e non poco a creare una falsa realtà e una cultura sbagliata. Ed è questo che viene rimproverato. Possono pure aver agito in buona fede ma hanno sbagliato e se sono in buona fede devono riconoscere che l´errore non può continuare a durare. Una donna che entra in un´aula di tribunale con la convinzione che tutto ciò che dirà verrà preso per oro colato e quello che dirà l´ex marito verrà messo sotto analisi serrata, non avrà lo stesso peso specifico, oppure con la convinzione che tanto la casa rimarrà a lei, otterrà una rendita vitalizia e potrà “gestire” i figli (il termine è il più adatto considerata appunto la tendenza) come meglio vorrà utilizzandoli da subito come clava contro l’ex di turno, è in possesso di una "sottocultura" generalizzata nata e radicata negli anni che la magistratura ha contribuito a diffondere con le sentenze a senso unico emesse per decenni e decenni. Oggi non si può più parlare di errore, è dovere delle persone intellettualmente oneste, parlare di “errore voluto”, cercato per ottenere scopi diversi dal "bene del minore". Allora queste persone che continuano a "sbagliare" in questo senso dovrebbero essere allontanate dalla magistratura. Fanno il male dei bambini e quindi il male della società che per troppi anni è stata falsata da provvedimenti "sbagliati". Il Ministero delle Pari Opportunità non ha contribuito affatto ad arginare questo “errore”; la crescita esponenziale di vite distrutte da sentenze aberranti che negano la figura paterna relegandola a semplici bancomat è frutto anche della loro distrazione, per non parlare di disonestà intellettuale e culturale. Chi è a capo di questo ministero dovrebbe essere il meno esposto a critiche e il più attento agli “equilibri familiari” che a stento e con grandi sacrifici, anche di vite umane, si sta cercando di ottenere. D’altro canto un minore che cresce in un ambiente più equilibrato sarà certamente un futuro adulto più equilibrato e quindi un peso in meno per la società. In sostanza una risorsa e non un problema. Gli stessi padri biologici che dopo l’amplesso si dimenticano del frutto, hanno una grave colpa che dovrebbe essere sanzionata efficacemente (stessa pena vale per le madri), ma è anche vero che questo genere di padri è in via di estinzione (per il grande e inconfessato dispiacere di molte donne, magistrate e ministre comprese) e forse sarebbe già estinto da un pezzo se non fosse intervenuta la “sottocultura” che per logica conseguenza rallenta lo sviluppo della società. Troppi sono in padri che finiscono i loro giorni in carcere (o morti suicidi) perché esasperati da un sistema disonesto che li vede vittime sacrificali e troppo poche sono le madri che finiscono in carcere perché hanno ammazzato i loro figli a causa della “sindrome post partum”. Troppo facilmente si condanna a priori un uomo e troppo facilmente di giustifica a priori una donna. E’ arrivata l’ora di eliminare tutte queste diseguaglianze. E’ ora di guardare alla donna come un essere umano che occupa un piano identico all’uomo sia per i vantaggi sia per le responsabilità. Donna non significa necessariamente madre. E madre non significa necessariamente quella figura eterea e sacrale che abbiamo avuto come esempio nei secoli passati. Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 598 volte
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| 20.48 di lunedì 07/06/2010 | ||
| scritto da Fabrizio Zucchelli | ||
| Leggendo questi commenti non trovo altro che buon senso. Ma com´ è possibile che non riusciamo a trovare un modo per abbattere questo muro senza fondamenta. Ma com´ è possibile che questa gente non capisca che una separazione può avere addirittura degli aspetti positivi per un bambino. L´ adattarsi ad ambienti diversi è un esercizio che aiuta a sviluppare l´ intelligenza, ad affrontare con più sicurezza gli imprevisti...
Io credo che i bimbi piccoli con i loro genitori separati e sereni possano addirittura crescere meglio e più consapevoli della realtà vera della nostra società. Mi chiedo a volte perchè non si comincino a fare dei cartoni dove i protagonisti siano anche genitori separati e sopratutto perchè non si fondi finalmente un partito politico che ci difenda in parlamento... | ||
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| 18.20 di lunedì 07/06/2010 | ||
| scritto da U-boot | ||
Antonello ha perfettamente ragione. I magistrati ci hanno messo del proprio, nel creare una cultura sbagliata. Ci ha messo del proprio anche il Minitero della Pari Opportunità, che a ben vedere propone prevalentemente questioni al femminile, anzichè rivolgerle a tutti coloro che la parità reale non l´hanno (penso ai portatori di handicap, ad esempio). Leggendo le pagine di Adiantum ci ha messo del proprio anche Ikea, con la storia della "mamma che è sempre una mamma". Ci hanno messo del proprio anche i pubblicitari (nel 2008 Toscani mostrava due bimbi, femmina e maschio, con sotto le scritte "vittima" e "carnefice"; http://www.pinkblog.it/post/1801/bimbi-nudi-come-carnefice-e-vittima-nella-campagna-di-toscani-contro-la-violenza-sulle-donne). A ben leggere, dalle lettere pubblicate da Adiantum, emergerebbe che ci hanno messo del proprio anche le ASL e i servizi sociali. Nel mio caso ci ha messo del proprio anche la psicologa ASL che ha preso in carico mio figlio, la quale è anche la moglie dell´avvocato di mia moglie (alla faccia del conflitto di interesse). Un vero "sabba" dell´idiozia, tutta al femminile. Aggiungo che, nonostante le evidenze, non sembra siano stati proposti seri modelli alternativi a queste idiozie. Nè sembra cessare la grancassa delle novelle femministe che liquidano gli omicidi delle madri, giunti alle cronache, con presunte ragioni di depressioni post partum (mai diagnosticate, ovvio, se non a fatto accaduto), con un nuovo appello alla necessità di consultare esperti di supporto, psichiatri e psicologi, in grado di individuare il "disagio". L´uomo, il marito, non c´è più: c´è l´esperto. Penso che i segnali della necessità di un cambiamento sono evidenti, il disagio delle famiglie anche. Non li si vuole ancora vedere. | ||
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