Nonni e separazioni. Quando il patto generazionale viene meno - di Giovanni Caruso*Psicologia in linea
04/06/2010 - 23.16La fase post separazione, molto spesso è caratterizzata da una costellazione di eventi (contrasto, lutto, odio, ricorso alle autorità per l’affido, per questioni economiche, per la casa ecc) che viene definita “dissociazione coniugale”. Il sistema familiare attraversa una fase altamente destabilizzante tanto per i partner che attuano la separazione, quanto per i figli che in tale periodo corrono un rischio psicopatologico, relativamente alto nei due terzi dei casi. Proprio i figli che dovrebbero essere “soggetto primo” nella separazione, spesso sono oggetto “usato” nella lotta, dove i confini della coniugalità vengono confusi con quelli della genitorialità, la cui distinzione è, non solo utile per poter continuare ad essere buoni genitori, ma essenziale per la salute psichica dei figli. Un altro confine che, molto spesso, viene abbattuto è quello intergenerazionale. Quel patto di rispetto dei confini e delle competenze tra generazioni che modulano il buon funzionamento del sistema familiare. Quando parliamo di sistema familiare, infatti, intendiamo un sistema “gerarchico” delineato da "confini" tra una generazione e l'altra, come se si trattasse di aree geografiche o regioni appartenenti, però, ad uno stesso stato. La famiglia, quindi, si presenta come un insieme non solo di individui, ma anche di generazioni gerarchiche con confini propri che comprende i nonni, i genitori e i figli. La gerarchia, non intesa come potere, ma come attuazione della propria competenza genitoriale, ha un ruolo fondamentale per il buon funzionamento familiare, e ciò, in particolar modo, quando sono presenti bambini o adolescenti. La seconda caratteristica di un buon funzionamento del sistema familiare è la chiarezza dei confini tra i sottosistemi, secondo cui ogni generazione ha il diritto al rispetto e alla non invasione del suo spazio e ha il dovere di rispettare e non invadere lo spazio altrui. Così per esempio sappiamo che tanto più un figlio è piccolo, tanto più le scelte competono ai genitori, i nonni giocano con i nipoti e supportano i genitori senza interferire con le loro scelte. Grazie ai confini abbiamo imparato a parlare ai nonni in certo modo ed ai fratelli in un altro, ecc. Nella fase della separazione della coppia, anche i confini tra i nonni e genitori, che prima avevano assicurato l’intimità della coppia e della famiglia, saltano. I nonni coinvolti nella separazione in questa fase, assumono un ruolo molto importante di supporto sia per i partner e soprattutto per i nipoti. Il loro compito va dal sostegno economico ed affettivo, a volte di semplice vicinanza, fino a sostituirsi ai genitori anche per lunga durata e a volte in modo permanente. Il supporto dei nonni è insostituibile. Lo ha riconosciuto anche uno studio della Camera di Commercio su dati ISTAT secondo cui le famiglie risparmiano 50 miliardi l’anno grazie all’aiuto dei nonni. Preziosi come babysitter, risorsa in tempo di vacanze, l’appoggio offerto dai nonni durante la scuola, è ancora più prezioso. La chiarezza di ruoli, tuttavia, permette ai nonni di fare i nonni e ai genitori di fare i genitori. Che il genitore sia rispettato come tale e si possa rispettare egli stesso è una necessità non solo sua, ma anche dei figli. Il bambino, infatti, ha bisogno di sentire che i suoi genitori hanno l'autorità (l'autorevolezza) per essere genitori. Quando il patto generazionale viene meno come spesso accade nelle separazioni, assistiamo a nonni che invadono gli spazi dei genitori, e genitori che delegano ai nonni gran parte della crescita e quindi educazione dei propri figli creando confusione tanto nei ruoli quanto nelle funzioni genitoriali (i nonni babysitter). Si verifica così quel fenomeno che viene chiamato “inserimento disgregante della terza generazione (nonni) nella lotta”; il conflitto viene allargato alle famiglie d’origine , i nonni entrano nel conflitto per salvaguardare la coppia o il proprio figlio, dando consigli, assumendo posizioni rigide ,vengono esaltate le qualità e la disponibilità di alcuni nonni a discapito degli altri e si evidenziano le mancanze del genitore non presente e dei suoi genitori. Pur nell’intenzione di proteggere i nipoti talvolta i nonni, travolti nel vortice, si buttano nella mischia per distruggere “l’altro” non rendendosi conto che il bambino ha bisogno di avere nei genitori, anche separati, il suo punto di riferimento. Quei nonni che correggono (o criticano) i propri figli di fronte ai nipoti o cercano di correggere sui nipoti stessi certi input educativi dei genitori, o peggio denigrano uno o entrambi i genitori non solo non sono utili a nessuno, ma diventano dannosi ai bambini proprio in quanto tolgono loro la possibilità di avere un punto di riferimento stabile e sicuro che permette loro una crescita psicofisica ottimale. Non è pensabile, né accettabile che i nonni possano sostituirsi ai genitori. Molto utili e saggi, al contrario, sono quei nonni che pur non rinunciando al ruolo di supporto così prezioso, non solo non si lasciano travolgere dall’immaturità che spesso caratterizza la coppia nella fase della separazione, ma si pongono in una posizione distinta e aiutano la coppia a tenere ben distinti la separazione coniugale dalla “intesa genitoriale”, che è lo spazio dove continuare ad esercitare la competenza genitoriale ,che è l’esito ottimale di ogni separazione. Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 1258 volte
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