Class Action sul condiviso: il Ministero invia ispettori nei tribunali. Avvocati "nel pallone"Class action Vs Ministero della Giustizia
28/05/2010 - 10.23110.... Non è un limite di velocità, ma il numero delle diffide individuali inviate al Ministero della Giustizia, durante il mese di Aprile, dagli altrettanti aderenti alla Class Action. Tante sono bastate per indurre il ministero ad inviare gli ispettori, in alcuni tribunali, per verificare cosa stia succedendo. Le diffide, intanto, vengono doverosamente inserite nei fascicoli, e questo è un primo atto di garanzia verso i diretti interessati, perchè giocoforza si costringe i magistrati a prestare ancora maggiore attenzione alla causa in corso, e ad approfondire l'analisi delle motivazioni che hanno portato il singolo procedimento verso una determinata direzione (quella che ha originato l'atto di diffida), piuttosto che verso un'altra (quella attesa, secondo il dettato della L.54/2006). Ma le reazioni non si sono fatte attendere. In Trentino, agli avvocati di alcuni aderenti sarebbe stata consegnata una copia della diffida inviata al ministero, e sono state chieste, anche se con garbo, spiegazioni. I legali, colti da improvviso timore, si sarebbero riservati di rimettere il mandato. In Puglia, dove il Ministero avrebbe già inviato gli ispettori, il Giudice (donna) incaricato di seguire la causa di uno degli aderenti, ritenendo che la missiva di cui sopra faccia, direttamente, riferimento a lei ed al suo operato, ha avanzato al Presidente del Tribunale competente richiesta di astenersi dal proseguire la discussione. La richiesta verrebbe giustificata con l'affermazione che chi ha scritto la diffida abbia alluso alla circostanza per cui il giudice istruttore è un magistrato donna, e ciò avrebbe costituito un elemento di sfavore nei suoi confronti. Niente di più inesatto. La lettera di diffida individuale fa riferimento, con chiarezza, ad una ".......sensazione di essere discriminato per sesso, nonché una vera e propria perdita della certezza dei diritti....", e le raccomandate sono state inviate senza tenere in nessun conto il sesso del magistrato, che sarà uomo o donna a seconda dei casi. Pare che lo stesso Presidente del tribunale abbia fatto desistere il giudice dalla paventata astensione. Tutto sommato, a parte la "sparata" sul genere del giudicante, saremmo portati a pensare che tali reazioni sono fisiologiche in chi non è abituato ad essere oggetto di rilievi direttamente portati dal cittadino. E' una delle più gravi conseguenze della legge Vassalli, che in più di venti anni ha abituato la Magistratura civile a vivere sotto una campana di vetro. Però, mentre l'inserimento della diffida nel fascicolo è un atto dovuto, bisogna riconoscere che la stessa richiesta di astensione dal giudizio rappresenta un atto di onestà da parte del giudice, e non il prodotto di una desiderata sottrazione da eventuali responsabilità nel merito. Purtroppo, non possiamo affermare la stessa cosa riguardo agli avvocati che si sono affrettati ad abbandonare (è il caso di dirlo) il proprio assistito senza alcuna spiegazione. E' proprio ciò che è accaduto: i legali interessati hanno rimesso il mandato tout court, fornendo verbalmente le spiegazioni (lei non si doveva permettere......) ma evitando accuratamente di metterle per iscritto. Quindi, per quanto costituzionalmente e umanamente ineccepibili, le missive inviate al ministero della Giustizia pare che abbiano fatto andare "nel pallone" questa speciale categoria di legali. Nella vicenda pugliese, per esempio, l'avvocato avrebbe detto al proprio cliente che ha "sbagliato praticamente tutto a voler fare il 'paladino' ed a cacciarsi in questa situazione. Che questa azione altro risultato non avrà che l'addebito della separazione con tutte le conseguenze, gravi, del caso". Non contento di ciò, avrebbe rincarato la dose dicendo che "conseguentemente alla 'scellerata azione', il giudice stesso si sentirebbe non solo 'osservata', ma anche 'giudicata' - dal Ministero - e che per questo motivo ritiene che "il magistrato in questione abbia ricevuto un danno, che lui (l'avvocato) non potrà più entrare 'serenamente' in un aula di tribunale in cui presiede quel giudice, e che lo stesso 'gliela farà pagare cara' ". In sintesi, viene rivolta una gravissima offesa proprio nei confronti del magistrato, il quale sarebbe capace, secondo le stesse parole del legale, di "vendicarsi" su di lui o, peggio ancora, sull'utente. Noi escludiamo che questa sia una ipotesi degna di essere condiderata, e preferiamo accreditare le gravi affermazioni come l'estemporanea boutade di un professionista che probabilmente, fino a quel momento, non aveva tutelato fino in fondo il proprio assistito. Se fosse vero ciò che l'avvocato avrebbe detto a chi ha poi segnalato il fatto, si aprirebbe una questione delicatissima sul potere dei magistrati, e sul loro modo di disporne. Se tutto ciò fosse vero, non si comprende che lavoro facciano i legali, e che fine faccia il diritto alla difesa. L'Italia è piena di avvocati onesti, combattivi e coscienziosi, rivolgetevi a loro. La possibilità di essere piantati in asso da quegli altri, magari in prossimità di una delle tante udienze di cui è costellata una separazione giudiziale, può trasformarsi in un inaspettato colpo di fortuna per l'utente, e in una chance in più per i legali - tantissimi, per fortuna - che lavorano bene. Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 20307 volte
|
Notizie Correlate
Le Notizie più LetteCronache dai tribunali:
L´affido condiviso secondo il tribunale dei minori
di Roma
Cronache dai tribunali:
Il pernottamento in casa paterna secondo il tribunale dei minori di Roma
Class action Vs Ministero della Giustizia:
Class Action sul condiviso: il Ministero invia ispettori nei tribunali....
Psicologia in linea:
Capire il tuo bambino attraverso
l´interpretazione dei suoi...
Class action Vs Ministero della Giustizia:
ADIANTUM lancia una class action contro il Ministero della Giustizia
|
||||||||||||||||||||||||||||||
| ||||||||||||||||||||||||||||||
| 17.17 di lunedì 21/02/2011 | ||
| scritto da sabrina | ||
| Mio marito vorrebbe comunicarvi la sua esperienza con il Tribunale dei minori di Perugia, i Servizi Sociali e Psicologi vari che si sono "occupati" del suo problema con i suoi due figli, avuti da una precedente convivenza....ma abbiamo paura e vorremmo un consiglio su come rendere pubblici questi notizie senza che poi si rischi di subire ritorsioni. Dopo quello che abbiamo passato, e che hanno passato i bambini, non vorremmo correre ulteriori rischi, già la situazione ancora oggi è davvero problematica, pur essendo riuscito (sulla carta) ad ottenere l´affidamento condiviso disgiunto dei suoi figli, pur essendo la madre ammonita, i servizi indagati, ed il Tribunale silente da circa due anni | ||
| | ||
| 19.12 di venerdì 28/01/2011 | ||
| scritto da el assl ech cherkii | ||
| no fai niente e no hai paura di niente ,invice io vivo nella paura,sono un straniero da 20 anni in italia ,e molto grazie a questo bel paese che me ha colto e me ha dato la possibilita di lavorare e avere una familia comi tutti essere normale,dal 2008 che sono gittato per stada fuore di la mia casa e mei figli (sono piu di 2anni e mezzo che lotto per mei diretti a tre kilimetre da me e e vivo nell buoio totale o io sono morto o mei figli sono morte ),ogne volta che avviscino di mei diretti trovo un pastoni mezzo i ruote( falsita) ,tutti e dennuce anche quella del provvidemento di allonamento di protezione d urgenza (dal 2008 ancora in corsso) no sapevo niente comi un cortello mezzo ai spalle .ni assestente sociale ni nessuno no me ha chiesto che cosa io ho fatto (condannato da la partenza)mi hanno messo nell fango fino all collo per la prima volta nella mia vita vio a una vita che no stata mai la mia (un uomo per beni)e la truma che ho subito ,la macanza di mei figli quella di falsifita nell mio compto da per tutto ...ho scoperto che ho il mio nome nella lista nera all livello nazionale danni materiale e morale ho persso molto tempo e passatato molto tempo (la P A S )no lo so se ho perso tutto anche la mia giovanto (20 anni in italia )e me trovo ni saluti ni cervello con i mani vuote ..mai ho fatto cose eligale o fatto mali a nessuno ...e una storia da scrivere veremente sono femato nel tempo (2008)no so che cosa fare ho persso anche lavoro a 51 anni in questo modo sono finito e no voglio tornare cose alla mia madre a questa eta.....a trovare un piato caldo... | ||
| | ||
| 14.42 di giovedì 02/12/2010 | ||
| scritto da Massimiliano | ||
| Concordo che purtroppo esiste un omertoso atteggiamento delle categorie,le quali cercano di non scatenare conflittualità accese,essenzialmente perchè altrimenti alla fine si rischierebbe che il potere + forte finisca persino per annientare le voci fuori dal coro.Mi spiace tanto di sentire della mamma che sta lontano dai figli,chiunque si renda autore di questi gesti non può che trovare la condanna..A questa mamma ed a tutte coloro che hanno l´apertura mentale dico di far sentire forte la vostra voce insieme a quelle dei papà veri(niente a che vedere con quelli puramente anagrafici).Solo così si potrà abbandonare la logica dei figli come strumenti di garanzia...per troppe donne credo siano anche questo visto che garantiscono la casa ed il mantenimento praticamente a vita.Per il conportamento degli avvocati,deprecabile chi lascia addirittura il proprio assistito,ma comunque è chiaro che la dove esiste l´impunità si crea la dittatura del + forte ossia il giudice. Il mio avvocato,per quanto voglia perorare la mia causa non perde occasione per dirmi che lui può chiedere al giudice,ma se poi questo decide a prescindere?Esiste persino il problema di scrivere memoriali succinti e generici, quelli precisi e dettagliati sono osteggiati e spesso respinti in blocco con conseguente perdita di diritto dell´utente finale padre...
I giudici sono pure furbi,emettono sentenze standard perchè così sono abbastanza sicuri che gli eventuali gradi di giudizio successivi non li sconfesseranno...e visto che passa tanto tempo semmai arriva ad integrare non a dire che il giudice ha malgiudicato... Quando poi si fa una diffida al magistrato chi lo giudica?Un´altro magistrato!Il detto che tra cani non si mozzicano lo ricordiamo? Andare avanti un diritto,ma ci si avvilisce nel sentire certe cose!! | ||
| | ||
| 12.36 di sabato 13/11/2010 | ||
| scritto da zenti roberto | ||
| Il 7 dicembre, dovrò affrontare a Roma l´udienza di separazione giudiziale chiesta da mia moglie, la quale dopo avermi detto "non ti amo più", ha avuto il barbaro coraggio di chiedere un affido condiviso che in realtà è un affido esclusivo, la casa coniugale che abbiamo comprato di cui dobbiamo pagare il mutuo per altri 23 anni e il mio allontanamento immediato........spero tanto che qualcosa si stia smuovendo per tutte quelle persone che si sono viste scippare dignità, figli, affetti e case...............da giudici incuranti delle vigenti leggi.
Grazie per il vostro operato........buon lavoro a tutti voi. | ||
| | ||
| 13.09 di mercoledì 20/10/2010 | ||
| scritto da angela | ||
| Vero, gli ispettori dovrebbero essere mandati in tutti i Tribunali d´Italia... a favore dei minori e di chi subisce il potere trovandosi dilapidati economicamente e psicologicamente da giudiziarie mal gestite | ||
| | ||
1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9
La redazione si riserva di eliminare o correggere i commenti ritenuti offensivi, volgari e volutamente provocatori
Ogni opinione espressa in questi commenti è unicamente quella del suo autore, si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Adiantum manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.