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DDL 957 e Class Action sul condiviso, un mix efficace. Attenzione a non rimanere indietro

DDL 957 E PDL 2209


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DDL 957 e Class Action sul condiviso, un mix 

efficace. Attenzione a non rimanere indietro

25/04/2010 - 12.24

Più di una persona, spinta dall'entusiasmo e dalle rinnovate speranze di una modifica parlamentare del condiviso, sta ancora aspettando prima di aderire alla Class Action contro il Ministero della Giustizia.

E’ un errore, e chi lo sta facendo, pur avendo intenzione di aderire, si sbaglia e rischia di rimanere irrimediabilmente indietro.

Molte sono le ragioni che, invece, spingerebbero verso una maggiore partecipazione, proprio adesso che è cominciato il cammino parlamentare del DDL 957. Paradossalmente, un clima istituzionale sereno avrebbe distratto un po’ l’attenzione dei possibili nuovi aderenti, e la scena sarebbe stata rubata, con il favore di tutti noi, dai lavori parlamentari del disegno di legge. Poco male se siamo solo in duecento, avremmo detto.

Da qualche giorno tutto sembra essere cambiato, ma niente è perduto.

Sarebbe ragionevole pensare che l’attuale frattura politica all’interno della maggioranza, grave e di non facile soluzione, non faccia dormire sonni tranquilli a chi aveva sperato, all’indomani delle elezioni regionali, in tre anni di governo senza eccessive frizioni. Questa fase della storia del Paese rischia di ingessare ulteriormente l’attività parlamentare, molto più di quanto non sia accaduto nei due anni precedenti, con buona pace delle attese riforme. Tra queste, il completamento del Condiviso.

A ben vedere, però, lo “strappo” del Presidente della Camera potrebbe creare nuovi scenari, con un probabile ritorno del Parlamento al suo ruolo principale, cioè quello di legiferare. E’ noto a tutti, infatti, che pochissime leggi di iniziativa parlamentare siano state varate nel precedente biennio, preferendo l’esecutivo affidarsi allo strumento del decreto legge e della fiducia.

Il ripristino del dibattito parlamentare, in tal senso, potrebbe essere salutare per la nostra democrazia, dal momento che la commistione tra i poteri – in teoria imputabili esclusivamente agli organi previsti dalla Costituzione – ha trovato in tal modo terreno fertile e ha inciso notevolmente sulla vita degli italiani.

Si prenda, ad esempio, lo scandalo della L. 54/2006: al di là della rabbia (legittima) di quanti ne subiscono quotidianamente la disapplicazione, questa vicenda ha dimostrato, in tutta evidenza, che nel nostro Paese una legge del Parlamento può essere aggirata da un altro organo - la Magistratura - che avrebbe solo la funzione di applicarla. Nella pratica, i giudici hanno “legiferato” il c.d. domicilio prevalente, istituto inesistente nel dettato della legge. Riflettendoci, la mancata applicazione del mantenimento diretto è essa stessa, a contrario, una chiara invasione dei magistrati nel potere legislativo che la Costituzione delega alle camere in via esclusiva.    

La restituzione del potere legislativo al Parlamento, pertanto, sarebbe di buon auspicio per i lavori del DDL 957. La sua calendarizzazione è solo l'inizio di un lungo cammino, e quando il testo arriverà alla Camera, dove sarà accorpato con gli altri progetti di legge (PDL 2209, in primis), l'avvocatura dello Stato probabilmente sarà già al lavoro per difendersi da quanti avranno avuto la perseveranza di aspettare e andare avanti con la Class Action e, poco più in là, con la Corte Europea. Anni di falso affidamento condiviso pretendono un giusto risarcimento per chi ne è stato toccato, e la Politica non è stata meno colpevole della Magistratura nel rinviare la soluzione istituzionale del problema.

Diciamolo pure, adesso che i parlamentari si sono svegliati un pò, a qualcuno forse spiace dar loro addosso con un procedimento giudiziario collettivo......ma anche questa sensazione è un errore. E' il frutto del nostro tradizionale "buon cuore", ma pur sempre un errore. 

La Class Action, infatti, è una causa collettiva che va contro il Ministero in qualità di organo amministrativo, e non politico. Chi amministra un governo assume precise e cogenti responsabilità amministrative nei confronti dei cittadini, e non può sottrarsi dal verificare esposti e denunce dirette ad una parte delle Istituzioni. Nel caso del condiviso, la volontà di non investigare ha raggiunto il "livello di complicità", e si è tradotto in un simmetrico concorso di colpa nello scandalo italiano del condiviso.

L'iniziativa collettiva che si sta intraprendendo, poi, costituirà un grande mezzo di pressione che si aggiungerà proprio nel momento in cui i lavori parlamentari saranno avanzati, rafforzandone l’indirizzo verso soluzioni non mediate da eccessivi emendamenti.

E se l’attuale clima politico produrrà una crisi di Governo ? Cosa succederà al DDL 957 e al PDL 2209 ? Ce lo chiediamo tutti, e ne temiamo l’esito incerto e l’allungamento dei tempi. Ma se ciò dovesse accadere, chi sarà andato avanti con la Class Action avrà ancora una bella carta da giocare. 


Fonte: Redazione

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Ci sono 6 commenti


10.28  di sabato 01/05/2010
scritto da  Luca
Ho aderito alla class action e ho provato un piccolo piacere a veder arrivare a casa la ricevuta del plico da me inviato ad ADIANTUM .Dobbiamo essere in tanti ma vi rendete conto delle ingiustizie che subiamo ?In tribunale siamo solo considerati animali pagatori e nulla più!!!! giudici, assistenti sociali,etc dimostriamo che debbono cominciare a fare i conti con noi riprendiamoci la dignità .quindi spero saremo in molti ad aderire fatelo almeno per i nostri figli.

23.34  di domenica 25/04/2010
scritto da  stefano saoncella
ci vuole più attenzione quando arriva la "trasformazione della famiglia" come più di quando la si ha quando la si costituisce con il matrimonio, religioso, civile o le unioni di fatto...e l´affidamento condiviso dev´essere la prassi comune per ristabilire una convivenza di ruoli e di aspettative tra il padre e la madre...
per cui sottoscrivo in pieno la proposta...

22.40  di domenica 25/04/2010
scritto da  Paolo
Io credo che l´adesione a questa meritevole iniziativa, sia un fatto dovuto per chiunque abbia almeno un minimo di senso di giustizia, non solamente per delle questioni magari "subite", ma anche per porgere ai nostri figli e a tutta la società civile, un futuro meno iniquo e invece più equilibrato e corretto.

16.10  di domenica 25/04/2010
scritto da  Michele
CONDIVIDO IN PIENO L´ARTICOLO SOPRA ESPOSTO.
Ma temporeggiare o congelare è scelta devastante, che potrebbe portare al fallimento le nostre speranze.
E´ inutile che nei nostri commenti manifestiamo spirito d´iniziativa , se non proprio di rivoluzione, e poi diventiamo flaccidi e dormienti quando è necessario invece essere attivi e di carattere.E´ un grande errore allentare o mollare le adesioni alla Class Action, poiche sarà proprio la numerosa adesione a questa causa collettiva, (se dovesse fallire il tutto per via della crisi), che spingerà l´azione politica dei governanti per l´approvazione del PDL 957 e del PDL 2209.
In politica sono i numeri che contano e che determinano le scelte e noi dobbiamo dimostrare di averli.
Per ultimo vorrei dire agli altri padri separati come me, ma scusate, per le condizioni di sofferenza in cui versate voi e i vostri figli e per la limitata spesa che è necessaria per l´iniziativa collettiva, avete ancora bisogno che qualcuno vi spinga o vi convinca a non desistere dall´impegno personale?.
Sia chiaro a tutti che, questa di ora sarà sicuramente l´unica ed ultima opportunità di riscatto per noi genitori e non mi stanco mai di ripetere dei NOSTRI FIGLI.

14.38  di domenica 25/04/2010
scritto da  roberto
anni e anni di ingiustizia,padri e figli uccisi dal sistema,la class action è il minimo che si possa fare,la speranza che ci sia qualcosa che interrompa questa mala giustizia.Avanti tutta!!!


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