DDL 957, i nuovi nemici del Condiviso. Roberta Lerici e il flop del 22 AprileIn Primo Piano
19/04/2010 - 18.01Di Fabio Nestola*. La storia recente dell'affidamento condiviso (ci son voluti 14 anni di lavori parlamentari per approvarlo, e altri 4 per non applicarlo) ci insegna che i nemici della Riforma sono tanti, organizzati in lobby tanto potenti, in quanto a presenza parlamentare, quanto "felpate" nello stile. Negli ultimi mesi, però, è emerso un altro gruppo avverso alla Bigenitorialità, il quale opera con diverso stile - aggressivo e ai limiti della denuncia - per compensare la mancanza dell'anelato potere. Per approfondirne gli aspetti, cominciamo con un fatto di cronaca che riporto fedelmente, in quanto spettatore diretto dell'avvenimento. Il 22 Aprile, a Roma, andava in onda una manifestazione, che si annunciava roboante, organizzata dalle donne dell’Italia dei Valori di fronte il tribunale dei minori dell’Urbe. Questa la cronaca impietosa. Riunione annunciata per le ore 10,30 in largo Perosi, per raggiungere successivamente via dei Bresciani, sede del Tribunale. Alle 10,00 già c’erano alcune persone, attorno ad un furgone per il trasporto di generi alimentari. Alle 10,30 si contavano all’incirca 30 manifestanti, compresi diversi bambini, con magliette del Comitato Vittime Giustizia Minorile e palloncini bianchi. Quindi si sono unite al gruppo una decina di ragazze in tuta ginnica, appartenenti ad una società sportiva di Aprilia. In tutto i manifestanti erano circa 50 (anche se probabilmente si dirà che erano 300, e la questura ne ammetterà 25...), provenienti da Latina e dintorni; in maggioranza donne, ragazze e bambini, con una sparuta partecipazione maschile. Non c’era traccia del fiume di partecipanti da Roma, chiamati a raccolta con il tam tam in rete, blog, gruppi Facebook ed altro. In via dei Bresciani Roberta Lerici ha chiesto al servizio d’ordine di allontanare Vincenzo Spavone (Presidente della GESEF) in quanto personaggio a lei non gradito, per usare un eufemismo. Al pacifico Spavone, ovviamente, è stato consentito da Polizia e Carabinieri di rimanere, visto che non creava alcun ostacolo alla manifestazione. Non c’erano gli estremi per allontanare nessuno con la forza, ma basta la sola pretesa - pur se palesemente illegittima - a fare luce sui principi democratici che animano la promotrice dell’iniziativa. Una troupe del tg5 ha effettuato alcuni minuti di riprese, intervistando anche il Senatore Stefano Pedica, l’unico esponente IDV che ha sposato l’iniziativa rispondendo alle sollecitazioni dell’organizzatrice. In sostanza: annunciate folle oceaniche, presenti poche decine di persone con figli al seguito per fare numero. Al di la di questa breve cronaca, non credo sia interessante analizzare il flop dell’iniziativa (d’altronde i numeri parlano chiaro: chi sperava di mobilitare le masse, all’ultima tornata elettorale nel Lazio ha racimolato in tutto 156 preferenze - non proprio uno tsunami di voti, come le augurava una fan sul blog RL da Rignano Flaminio). Potrebbe invece essere interessante analizzare l’acredine aggressiva e violenta che ha dimostrato Roberta Lerici negli ultimi mesi. I suoi blog sono farciti di odio antimaschile, mascherato da battaglie a favore delle donne. Non accetta contraddittorio, se sei un discepolo asservito ai complimenti scodinzolanti ti accetta, altrimenti censura tutto. Non le critiche aggressive, che sarebbe anche legittimo filtrare, ma viene cassata qualunque osservazione non allineata, anche se civile, pacata, documentata. E’ una vera e propria crociata, quella intrapresa da Roberta Lerici contro l’affido condiviso. Da qualche tempo, infatti, la Nostra ha dissotterrato l’ascia di guerra contro gli uomini in generale ed i padri in particolare, spingendosi fino ad affermare che il padre che chiede di stare con i propri figli potrebbe essere un pedofilo. Negli ultimi giorni, poi, è letteralmente terrorizzata dal DDL 957, la cui calendarizzazione farebbe presagire un futuro “...scenario in cui l'affido condiviso sia concesso per obbligo e sempre, a prescindere dai conflitti e dalle violenze che un uomo può commettere nei confronti della ex moglie o un genitore può commettere nei confronti dei figli....”. “I figli sono proprietà esclusiva delle madri, se un padre chiede di occuparsene deve avere un disturbo comportamentale” è un grossolano riassunto del lerici-pensiero. Per arrivare a tanto, usa ed abusa della teoria secondo la quale ogni soggetto di genere maschile sarebbe cronicamente incline allo stupro, alla violenza, alle percosse, alla sottomissione della donna in generale e della propria compagna in particolare. Dimenticavo: per lei ogni padre separato potrebbe abusare dei propri figli, e sembra che sposi la teoria secondo la quale la nuova versione del condiviso "agevola e legittima la pedofilia e il femminicidio" (proprietà intellettuale di femminismoasud). Non sa, la nostra Lerici, che per esplicita ammissione di un esercito di avvocati, magistrati e consulenti dei tribunali, (curiosamente solo donne, tra l’altro) la stragrande maggioranza delle denunce presentate dalle madri si rivelano false accuse, costruite al solo scopo di eliminare l’ex dalla vita dei figli. Non sa, Roberta Lerici, o non vuole sapere? Quale che sia la verità, esistono due sole ipotesi: o è in malafede e mente sapendo di mentire, oppure non conosce affatto la materia che pretende di trattare da esperta. Delle due, l’una. Non esiste una terza ipotesi. A volte prima di partire lancia in resta può essere utile documentarsi, studiare, approfondire… si evitano pessime figure e anche qualche querela. Negli scritti pubblicati sui diversi blog (bambini coraggiosi, femminismo a sud ed altri) Roberta Lerici parla di affido condiviso come una barbarie per donne e bambini, nonché di legge che tutela i pedofili e gli assassini. Lancia una allarme inesistente, stravolgendo il senso di una normativa che conosce a livello approssimativo. Non è una giusperita, emerge in maniera imbarazzante da ciò che scrive, ma pretende di pontificare da esperta di Diritto paventando scenari disastrosi. Sangue, orrore e morte, stupri, percosse, abusi sessuali sull’infanzia come se piovesse; terrorismo psicologico, non certo informazione documentata e competente. Sarebbe troppo lungo, dispersivo e soprattutto noioso contestare una ad una le affermazioni farneticanti della Lerici. Basti dire che ha preso di mira anche la PAS (Parental Alienation Sindrome, il disturbo comportamentale descritto da Richard Gardner) sostenendo che i bambini indotti a non frequentare i padri saranno costretti a vederli ugualmente (consegnati al carnefice, testuale) o rinchiusi in istituto, poichè ai padri basta dire “c’è la PAS” ed automaticamente viene incolpata la madre di condizionamento. E i consulenti d’ufficio e di parte, cosa esistono a fare ? E’ talmente avvezza, la nostra Roberta, al fatto che una denuncia costituisca automaticamente certezza del reato, che pretenderebbe di mantenere il diritto di denunciare come esclusiva prerogativa femminile. Mal sopporta gli accertamenti e le lungaggini del diritto: se una donna ha denunciato ci sarà una ragione, che motivo avrebbe di mentire ? Il motivo c’è, eccome ! Lo ha descritto, coralmente, un esercito di donne intellettualmente oneste: La falsa denuncia è il modo più semplice per liberarsi del compagno, marito o convivente che sia Per assecondarla propongo: aboliamo la magistratura e stabiliamo questa prassi:
- Basta una denuncia per stabilire le misure da adottare nella separazione - Se denuncia un padre, si archivia: sono stupratori, assassini, violenti - Se denuncia una madre, si condanna: c’è la certezza del reato, senza fase istruttoria .
In pratica, il paradiso delle donne intellettualmente disoneste. Per fortuna quelle oneste sono la maggioranza. Sarà per questo motivo che Roberta Lerici, per fortuna di tutti noi, non ha un gran seguito ?
* Presidente FeNBi – Federazione Nazionale per la Bigenitorialità Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 7844 volte
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| 16.41 di mercoledì 05/05/2010 | ||
| scritto da fabio calabresi | ||
| ho appena
spedito la diffida al ministero , aspetto la ricevuta di ritorno appena ottenuta manderò tutto presso
la vostra sede di roma, tra qualche giorno,vi racconterò la mia vicenda.
Ho avuto anche la guardia di finanza che ha certificato i miei redditi "congrui e coerenti" ma non è bastato a far diminuire gli alimenti, specifico anche che il mio legale lo ha richiesto per la mia ex, ma ovviamente nulla è avvenuto! saluti | ||
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| 13.40 di mercoledì 05/05/2010 | ||
| scritto da Redazione | ||
| PER FABIO CALABRESI. Ci scriva integralmente la sua storia all´indirizzo redazione@adiantum.it. Se è d´accordo, saremo lieti di pubblicarla, nel rispetto della legge sulla privacy per i terzi. Grazie | ||
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| 10.44 di mercoledì 05/05/2010 | ||
| scritto da fabio calabresi | ||
| é VERO;
HO FATTO DUE DENUNCE, REGOLARMENTE ARCHIVIATE, UNA LEI,e SENZA CHIAMARMI HO AVUTO ANNO E DUE MESI DI
RECLUSIONE CON LA CONDIZIONALE; MI SONO DIFESO,E...... ASOOLTO CON FORMULA PIENA, ADDURITTURA
RICHIESTO DAL PUBBLICO MINISTERO!!!!!!!
AIUTATECI!!!!!!!!!!!! | ||
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| 11.12 di venerdì 30/04/2010 | ||
| scritto da dario | ||
| ...niente di nuovo
all´orizzonte!
Ci sono riusciti prima i comunisti, che pur di accaparrarsi i voti del serbatoio femminile, hanno dato spazio e forza alla follia femminista che ha causato lo sfascio della famiglia italiana..... Fallita l´utopia comunista con tutti i suoi crudeli e folli regimi, ne approfitta l´Italia dei valori, dando voce alle deliranti disperate donne-mogli- madri italiane, pur di accaparrarsi i loro preziosi voti. Meditate padri, meditate! | ||
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| 10.20 di lunedì 26/04/2010 | ||
| scritto da U-boot | ||
| Più che altro
bisognerebbe chiedere a Di Pietro, uomo di Diritto, le ragioni della "asimmetria" nelle valutazioni
della magistratura nei casi indicati proprio da Fabio Nestola. La asimmetria consiste proprio in
questo: se una madre denuncia il marito, magari con accuse false o montate ad arte, le conseguenze
sono immediate (vedi allontanamento della prole dal padre, magistratura in agitazione con tanto di
procedimenti penali di abusi o stalking) ma anche quando le accuse si rivelino infondate, alla madre
si pardona tutto (una psicologa ha recentemente scritto in una CTU "è comprensibile"). Se un marito
denuncia la madre, le conseguenze sono dilazionate nel tempo e si scontrano col "pre" giudizio"
(tutto è perdonato).
Per non parlare delle psicologhe della ASL e dei servizi sociali: esistono psicologhe delle ASL, mogli di avvocati, i quali, in barba ad ogni deontologia, si "offrono" per difendere donne in procinto di separasi. Miracolosamente le stesse psicologhe dele ASL diventano "operatrici di supporto", che operano sfacciatamente sui figli delle clienti dei propri mariti avvocati, inviando tanto di relazioni ai trbunali dei minori! Conseguentemente il maschio di turno si vede schierati contro ASL, psicologhe, e, naturalmente, la propria ex-moglie, oltre a non poter vede più i propri figli, oltre a rischiare il patrimonio, la rispettabilità e la libertà personale. Come mai il conflitto di interesse è un concetto tanto sbandierato per personalità politiche di spicco e poi, nella quotidianità del cittadino, il marcio dei conflitti di interesse donne-psicologhe-avvocati è blandito? Come mai questa ennesima asimmetria, ancora una volta, di "genere"? E´ una questione di diritto o di buon senso? | ||
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