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Psicopatologia della separazione. La coppia durante la vita - di M.A. Salluzzo

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Psicopatologia della separazione. La coppia durante 

la vita - di M.A. Salluzzo

11/04/2010 - 13.47

Con l’approvazione della legge sul divorzio nel 1970 si pensò ingenuamente che eliminando la convivenza, a poco a poco, le difficoltà sarebbero andate a posto e che la separazione legale (fisica e non psicologica) dei coniugi avrebbe potuto risolvere soddisfacentemente il loro disagio di coppia. Ma non si pensò a valutare ab origine la diversità delle situazioni di disagio, e che in molti casi la separazione fisica avrebbe potuto portare persino ad un inasprimento delle difficoltà.

A questo punto, ci si dovrebbe rassegnare ad ammettere che il fenomeno della separazione/divorzio, generalmente, possa nascere o da una vera e propria psicopatologia della coppia e/o dell’individuo, o da esigenze evolutive legate alla difficoltà di superare le tappe cruciali del proprio sviluppo psicologico, quelle che diversi autori interpretano come aspetto sociale emergente di un fenomeno che potremmo definire come crisi di mezza età (Dicks H. V., 1992), oppure da un fisiologico esaurimento del rapporto, oppure da un insieme di questi fattori. I motivi solitamente addotti (tradimenti, relazioni extraconiugali, violenze fisiche e psichiche, ecc.) non devono ingannare, perché, anche se possono essere in parte reali, tipicamente essi vengono usati per mascherare quelli fondanti, più profondi, che restano inconsci, o per lo più solo vagamente coscienti.

L’avvenuta crescita dei figli, e la delusione per aver raggiunto con la propria dedizione alla famiglia solo degli scopi impersonali (ciò che potremmo definire una creatività biologica, legata alla nascita e all’accudimento dei figli), spesso colgono impreparati, a metà della loro vita, i partner che si accorgono improvvisamente di essere incastrati in un progetto di vita diverso da ciò che i loro bisogni evolutivi personali, prepotentemente, gli sottopongono come futuro obiettivo da raggiungere (ciò che potremmo definire una creatività psicologica, la realizzazione di sé).

Ciò che le coppie sembrano desiderare dopo la separazione è la libertà dalla schiavitù di un vincolo basato su esigenze superate. Ciò che maggiormente sembra attrarre i separati sono le esperienze di realizzazione di sé (Francescato D., 1994). I legami affettivi su cui si è fondata l’unione di coppia e della famiglia, vagheggiati come eterni in gioventù, sono stati sentiti, in

età successiva, come limitanti la libertà personale necessaria a conseguire la realizzazione di sé.

Un altro punto di vista, non incompatibile col precedente, è quello psicoanalitico espresso da Didier Anzieu (1986): “La prima esperienza di coppia realizzata da due partner giovani generalmente inizia con una fase di illusione a due. […] La fase seguente, quella della disillusione, può comportare la dissoluzione della coppia che riconosce con rancore e risentimento di essere stata cieca su se stessa … […] Le coppie di innamorati che si costituiscono …sulla base di questa illusione, che le rende da un punto di vista immaginario eterne […] condividono le stesse idee, le stesse letture, gli stessi studi e gusti, le stesse attività. Si comunicano costantemente i loro pensieri. […] Realizzano così una coppia di gemelli immaginari, senza distinzione sessuale e, al limite, interscambiabili.

Laddove non sono simili, si consolano scoprendosi complementari. […] Tuttavia questa complementarietà è mal vista nel momento in cui aumenta di importanza, perché attenta all’ideale di una pari condivisione di tutte le attività, responsabilità, possibilità e realizzazioni, risvegliando rivalità ed esponendo così i membri della coppia alla lotta per il potere, tanto temuta e disprezzata. Una fusione simbiotica li salda insieme in … uno spazio d’inclusione reciproca. Il lavoro psicoanalitico con coppie in difficoltà mostra spesso come ciascun partner nella prima infanzia sia stato molto dipendente … dall’immagine materna e non abbia potuto separarsi dalla sua famiglia d’origine se non portandosi dietro la pelle immaginaria di questa madre. La coppia si avvolge in queste due pelli immaginarie materne … involucro narcisistico idealizzato. All’interno di esso i due giovani si sentono votati al progetto di una unione eccezionale. Entrambi non hanno acquisito un Io pelle relativamente autonomo".


Fonte: Redazione

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