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Denunce per i c.d. reati di genere, la Procura di Bologna svela i dati: archiviate nella metà dei casi

Cronache dai tribunali


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Denunce per i c.d. reati di genere, la Procura di Bologna svela i dati: archiviate nella metà dei casi

25/02/2018 - 21:01

Curioso autogol per la Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere. 

Un articolo che riporta i dati diffusi dalla Procura di Bologna testimonia come, almeno per quanto riguarda il capoluogo emiliano, i numeri parlino chiaro: in quattro anni (2013-2016) sono stati iscritti 3.220 reati di genere, ma nello stesso periodo ci sono state 1.692 archiviazioni, cioè il 53%.

L’articolo specifica che la metà delle denunce (non è vero, sono più della metà, nda) vengono archiviate al termine della fase istruttoria; questo significa che la maggior parte delle denunce si rivelano infondate.

Se ne deve dedurre una delle seguenti ipotesi:

  1. i magistrati inquirenti bolognesi sono tra i più incapaci in Italia, devono cambiare mestiere in quanto non riescono a vedere le atroci violenze subite dalle donne locali
  2. esiste un larghissimo utilizzo strumentale della falsa denuncia, che quindi all’approfondimento giudiziario si rivela infondata.   

Delle due una, non esiste una terza ipotesi.

Perché o le carte denunciano fatti reali, ed allora emerge la colpa grave dei magistrati nel non saperle o volerle sanzionare; oppure i magistrati (donne e uomini) sanno fare bene il loro lavoro quindi la maggior parte delle denunce sono fondate sul nulla e si sgretolano alla prima verifica.

Sarebbe interessante, sulla falsariga di Bologna, conoscere i dettagli sulle archiviazioni anche nelle altre Procure italiane. Verranno mai diffusi dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere?

Anche un altro aspetto è da considerare, per conoscere i contorni reali del fenomeno “violenza di genere”:

  • parte la denuncia, che è solo il primo step;
  • poi con le archiviazioni  arriva la prima scrematura, vale a dire casi che non vanno ad intasare il lavoro dei già congestionati Tribunali in quanto non hanno i requisiti minimi per un rinvio a giudizio;
  • tuttavia nemmeno i casi rinviati a giudizio costituiscono la certezza di colpevolezza per il presunto reo e di genuinità delle dichiarazioni della presunta vittima. Com’è noto il processo può arrivare ad una condanna, come ad una assoluzione per il 530 cp, I o II comma.

 

Ed abbiamo velocemente analizzato solo la prima fase, senza ricordare che di gradi di giudizio ne esistono tre.

Resta un fatto incontestabile: citando continuamente solo i dati relativi alle denunce presentate si ottiene l’effetto di creare un allarme artificiale gonfiando i contorni del fenomeno “violenza”, mentre continua a latitare una analisi approfondita che tenga conto della corpose scremature che, come testimonia Bologna, solo nella prima fase cancellano oltre la metà dei cosiddetti reati di genere.

Si può sapere ogni 100 denunce quante esitano in una condanna, dalla più blanda (ammonimento) alla più dura (ergastolo) ?

Quante non svaniscono per strada?  

Chissà se pubblicherà questi dati la Commissione Parlamentare …

 

FN

 
 

Fonte: redazione

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