Adiantum Adiantum su Facebook English Français Deutsch Espanol Class Action
[ ]

Lo sciacallaggio mediatico del Manifesto e la crociata femminista della Romanin - di Fabio Nestola

In Primo Piano


Imposta Adiantum come pagina iniziale Stampa l'articolo Invia l'articolo per Email Aggiungi ai Preferiti


Lo sciacallaggio mediatico del Manifesto e la crociata femminista della Romanin - di Fabio Nestola
Angela Romanin

09/08/2017 - 07:09

A leggere certa roba viene il voltastomaco. 

Ormai, nel dilagante degrado mediatico, non dovrebbe sorprenderci più nulla di quanto appare in tv, in rete o sulla carta stampata; eppure non riusciamo ad abituarci allo sciacallaggio di chi, pur di portare acqua al proprio mulino, è pronto ad infangare persino la memoria delle persone scomparse, calpestandone la disperazione e facendo scempio  di logica e razionalità, prima ancora che dell’intelligenza di chi legge.

La notizia: Ferrara, strage in famiglia per lo sfratto - Un uomo di 77 anni ha ucciso moglie e figlio, ha dato fuoco alla casa e si è tolto la vita prima che arrivasse l’ufficiale giudiziario

Si è visto in rovina, sotto sfratto e a un passo dal perdere per sempre la casa dove i suoi avi avevano vissuto da secoli. E così a 77 anni il signor Galeazzo Bartolucci di Ferrara, antiquario molto conosciuto in città e discendente di un’antica famiglia nobile decaduta, ha prima ucciso i suoi familiari sparando a moglie e figlio di rispettivamente di 73 e 48 anni, poi ha dato fuoco all’abitazione che di lì a poche ore avrebbe perso, infine è sceso in strada e si è sparato alla testa.(…) https://ilmanifesto.it/strage-in-famiglia-per-lo-sfratto/

 

Ecco l’ennesima tragedia d’agosto, e  c’è subito chi si getta sulla carogna mediatica, da spolpare e poi vomitare reinterpretata  a proprio uso e consumo.

Il  Manifesto nota immediatamente la bieca speculazione leghista, che col deputato Pagano ha colto l’occasione per collegare la strage ferrarese all’arrivo dei migranti.

Ok, sappiamo che per qualcuno anche i terremoti e lo scioglimento dei ghiacciai sarebbero colpa dei négher.  

Poi però lo stesso articolo del Manifesto riporta il parere di tale Angela Romanin, della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna. E qui non coglie nessuna bieca speculazione.

Evidentemente animata dal sacro fuoco della crociata femminista (che com’è noto è garanzia di cristallina imparzialità, ovviamente politically correct) la Romanin[1] si lancia in accuse vomitevoli.

O meglio: per gli altri lettori del Manifesto non so, ma per me vomitevoli lo sono state. Letteralmente.

La Romanin[2] non ha dubbi, il dramma ferrarese è “una storia di femicidio, una storia che ci parla del possesso e della volontà di fare male”.

La volontà di fare male?

Che schifo.

Pur di battere sulla grancassa dell’allarme femicidio[3], pretende di classificare come femminicidio ciò che femminicidio non è. 

Non la sfiora il dubbio che il  sig. Bartolucci abbia voluto evitare ai familiari l’umiliazione dello sfratto e di un futuro sotto la soglia di povertà;  forse ha provato a tenere nascosto il tracollo finanziario ma di fronte all’ineluttabile epilogo ha voluto evitare a moglie e figlio la mortificazione pubblica? Forse a 77 anni aveva perso le forze per lottare ancora? Forse, invece di essere spinto da volontà di nuocere al prossimo, intendeva addirittura “proteggere” i familiari, sottraendoli alla vergogna? Forse si è arreso, nobile decaduto, di fronte ai fasti di un passato e di un blasone che vivevano ormai solo nell’illusione dei ricordi? Oltre al tracollo finanziario, cosa si sa della situazione sanitaria del Sig. Bartolucci e della moglie  Sig.ra Mangolini? La depressione vale solo se è post partum, oppure può insorgere anche per il crollo della dignità?

Domande che possono porsi solo i comuni mortali ma lei, Angela Romanin[4], unta dal dono dell’onniscienza, evidentemente è certa di sapere tutto della vita, del travaglio interiore e dei drammi che hanno inquinato gli ultimi anni di esistenza della famiglia Bartolucci.

È femminicidio perché il marito-orco era spinto dalla volontà di fare male.

Lo ha deciso lei, punto.  

Sa spiegare dove sarebbero le peculiarità che caratterizzano un femminicidio?

O meglio, ciò che il movimento d’opinione promotore del reato specifico di femminicidio ha propagandato come punti fermi.

Dov’è “o mia o di nessuno”? Dove sono l’uccisione della donna in-quanto-donna, la prevaricazione di genere, il dominio e l'oppressione, la gelosia morbosa, l’incapacità maschile di accettare il rifiuto femminile? Dov’è il marito omicida della moglie che vuole lasciarlo, o l’amante respinto che sa reagire ad un “no” solo col sangue, o lo stalker che uccide la donna dalla quale è ossessionato?

Non c’è nulla che riconduca alla prevaricazione di genere, ne’ all’odio misogino.

"O mia o di nessuno" compare nella dinamica della tragedia, ma non è rivolto affatto alla moglie bensì alla casa che infatti viene data alle fiamme nel momento in cui c'è la certezza di perderla. Meglio bruciata che in mano ai creditori.

Bartolucci ha ucciso anche il figlio prima di suicidarsi, la Romanin[5]  potrebbe sostenere che sparare ad un figlio sia meno grave che sparare alla moglie? Oppure che il figlio lo ha ammazzato solo per far soffrire la moglie che odiava, in una rivisitazione al maschile del mito di Medea?

 

“(…) La letteratura scientifica – ricorda Angela Romanin – dice che vivere un momento di crisi anche economica è da considerarsi un fattore di rischio capace di portare al femminicidio se nel contesto familiare ci sono già stati maltrattamenti in famiglia. Noi questo non possiamo più saperlo (…)”

 

Ah ecco, non possiamo più saperlo …

Però ha l’incrollabile certezza che sia femminicidio, lo dice due righe prima, per cui i maltrattamenti in famiglia devono esserci stati.  

Sono in rete  decine di articoli sulla notizia, forse centinaia, ma nessuna testata riporta il minimo screzio moglie/marito e nemmeno  padre/figlio, come movente sia gli inquirenti che le fonti giornalistiche convergono su una crisi economica di lunga data che proprio il giorno della tragedia sarebbe culminata con lo sfratto.

Però l’omicida-suicida è un uomo e la narrazione femminista insiste da anni sul fatto che gli uomini sono violenti in famiglia, in Italia più che altrove[6], la violenza è un problema culturale radicato nella società quindi nessuno è escluso, tutti gli uomini italiani andrebbero rieducati, nessuna donna è al sicuro, il mostro ha le chiavi di casa, etc … conosciamo le declinazioni del mantra. 

Quindi in quanto uomo il sig. Bartolucci deve essere stato violento, deve aver maltrattato familiari, lo fanno tutti, perché proprio lui dovrebbe essere diverso?

E poi sono morti sia il presunto maltrattante che i presunti maltrattati; fin troppo facile insinuare il dubbio delle violenze in famiglia, tanto chi può smentirle?

Anche se non saltasse fuori nessuna denuncia,  esposto, referto di pronto soccorso o altro, la narrazione gender oriented ha pronta una soluzione ben rodata: tutte le donne sono vittime di violenza, quelle che non denunciano sono proprio le più terrorizzate dalla reazione dell’orco che le opprime. 

Quindi chi denuncia è sicuramente vittima di violenza, chi non denuncia lo è ancora di più.

Se ne deduce che la strage di Ferrara sarebbe l’episodio conclusivo di una lunga serie di violenze che i padri-padroni infliggono a donne e bambini, pure quando come nel caso specifico il bambino ha 48 anni.  

Che bisogno c’è di gridare al femminicidio quando la disperazione per i problemi economici è l’unica molla che ha armato la mano omicida? Ma si, gonfiamo i numeri, cataloghiamo come femminicidio qualsiasi donna uccisa da un uomo, anche per rapina o per incidente stradale.

Lo schifo della forzatura di Angela Romanin[7] non è stato colto dal giornalista del Manifesto, che si è distratto ed ha notato soltanto lo sciacallaggio targato Lega, ma io purtroppo sono stato male perchè gli sciacallaggi li noto tutti.

Infatti non scrivo per il Manifesto.

Non ho padroni che mi dicano cosa si può e cosa non si può scrivere, non ho editori che mi suggeriscano quali errori si devono far notare e quali invece è conveniente ignorare.

Lunga vita agli spazi liberi

Lunga vita, Adiantum.

 

FN

 

 


[1] della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna

[2] della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna

[3] Femminicidio o femicidio? Le pasionarie decidano una buona volta quale definizione preferire per l’allarme creato.

[4] della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna

[5] della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna

[6] Narrazione miseramente smentita dai dati ufficiali del Ministero dell’Interno, che parlano dell’Italia come uno dei Paesi più sicuri per le donne, con le violenze in calo, gli stupri in calo, i femminicidi in calo, etc.

[7] della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna


Fonte: redazione

Non ci sono allegati per questa notizia



Torna indietro

Questa Notizia è stata letta 946 volte
Delegazioni
Dona ad Adiantum

Notizie Correlate


Lo sciacallaggio mediatico del Manifesto e la crociata femminista della Romanin - di Fabio Nestola

A leggere certa roba viene il voltastomaco. 

Ormai, nel dilagante...

09/08/2017 - 07:09
Lo sciacallaggio mediatico del Manifesto e la crociata femminista della Romanin - di Fabio Nestola

AIAF si indigna per le linee guida di Brindisi, Orlando risponde: lavoriamo per il Condiviso

Oh, ecco com’è stata recepita dal Ministro la vibrante protesta AIAF.....Il MIUR riconosce che...

02/05/2017 - 13:34
AIAF si indigna per le linee guida di Brindisi, Orlando risponde: lavoriamo per il Condiviso

Linee sul Condiviso nei tribunali, si aggiunge Salerno. ISTAT ammette il flop: chi lo dice ad AIAF?

L’ISTAT pubblica un’analisi dei dati emergenti dalla giurisprudenza 2005/2015, ed ammette la...

11/04/2017 - 11:51
Linee sul Condiviso nei tribunali, si aggiunge Salerno. ISTAT ammette il flop: chi lo dice ad AIAF?

AIAF, guerra o pace? - di Fabio Nestola

Non si placa il polverone sul tribunale di Brindisi, colpevole di emanare delle linee guida senza...

26/03/2017 - 19:19
AIAF, guerra o pace? - di Fabio Nestola

AIAF, attenzione, un hacker sta spacciando per vostro un falso comunicato! - di Fabio Nestola

Sorge un legittimo dubbio nel leggere il comunicato stampa dell’AIAF, un testo col quale gli...

13/03/2017 - 10:06
AIAF, attenzione, un hacker sta spacciando per  vostro un falso comunicato! - di Fabio Nestola

Se questi sono giudici....

Ore 08.30. Attendo che arrivi la Circumvesuviana per recarmi in udienza. Sono separato, e devo andare in...

12/12/2016 - 17:06
Se questi sono giudici....


Le Notizie più Lette


Inserisci un commento Inserisci un commento


Non ci sono ancora commenti


La redazione si riserva di eliminare o correggere i commenti ritenuti offensivi, volgari e volutamente provocatori

Ogni opinione espressa in questi commenti è unicamente quella del suo autore, si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Adiantum manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.


Area Riservata - © Adiantum 2008 - 2017 - Codice Fiscale: 97611760584