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La Chiesa apre alla Bigenitorialità ? - di V. Vezzetti, C. Marchi e E. Emanuele

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La Chiesa apre alla Bigenitorialità ? - di V. 

Vezzetti, C. Marchi e E. Emanuele

06/04/2010 - 10.28

Nel milanese un padre separato “a distanza” dal figlio, pur se in regime di affido condiviso, viene a sapere, durante il week end con il proprio bimbo, che il crocefisso che il piccolo porta inopinatamente al collo vale come promessa di battesimo al parroco.

Il figlio, di 8 anni, è il frutto di un´unione esclusivamente civile (matrimonio in Comune) e non è mai stato battezzato. La madre non ha mai professato, al pari del padre, un credo religioso (anche se, a differenza del coniuge, è stata comunicata e cresimata).

Il padre rimane stupito del fatto che tali decisioni, su cui forse potrebbe avere inciso il parere dei nonni materni, possano essere assunte senza il suo proprio consenso. Consulta un legale e viene a sapere che il Battesimo, secondo la Chiesa, può essere concesso al bimbo anche se solo uno dei due genitori lo richiede. Uno solo. Inoltre, in casi selezionati, il bambino potrebbe essere condotto davanti al tribunale ecclesiastico poiché, oltre il compimento dei sette anni, per la Chiesa è possibile la testimonianza diretta della propria volontà. L´aspetto particolare della faccenda, però, risiede nel fatto che il bimbo ha ormai 8 anni e, a differenza di un lattante, per ricevere il Sacramento ha bisogno imprescindibile di un percorso di catechesi.

Pertanto, da un punto di vista meramente legale, la strada percorribile sarebbe quella d´interrompere il percorso attraverso un ricorso 709 ter cpc. Si arresterebbe così il cammino capace di condurre il bimbo alla ricezione del Sacramento. Se la madre proseguisse nel condurre il bambino alla catechesi contrariamente a un´ipotetica ordinanza del giudice, sarebbe passibile di procedimento penale secondo quanto previsto dall´art. 388 cp (inottemperanza dolosa al provvedimento del giudice) e il sacerdote, persistendo nell´accoglienza pur se edotto della illiceità della condotta, sarebbe persino passibile di concorso nel medesimo reato.

Il punto, nel caso, starebbe nello stabilire se il magistrato di uno Stato non confessionale potrebbe individuare l´interesse del minore nell´adesione a 8 anni ad un credo religioso o, piuttosto, nella sospensione di questa scelta che lascerebbe aperta una pluralità di opzioni (cattolicesimo, ebraismo, induismo, islamismo ecc.) tra cui quelle di agnosticismo e ateismo.

La questione è per il momento destinata a rimanere senza risposta; infatti l´evoluzione della vicenda è la seguente: il padre allerta il legale, invia una diffida alla consorte ad assumere iniziative unilaterali di tale portata e spedisce un reclamo alla diocesi e al sacerdote. Consulta nel frattempo diversi sacerdoti che gli forniscono differenti pareri: due affermano che, sic rebus stantibus, non se la sentirebbero di procedere al Battesimo di un bimbo di 8 anni contro il parere di un genitore, anche alla luce della non provata fede materna. Un altro asserisce invece che ambedue i genitori dovrebbero fare un passo indietro rispetto al dono più grande che si possa fare a un bimbo. Dal suo punto di vista afferma che egli procederebbe, pur dopo il percorso prescritto, invitando i coniugi a sondare preventivamente la volontà del bimbo.

Il problema, però, viene risolto dal sacerdote stesso che spedisce al padre lettera raccomandata AR, inviata anche per conoscenza alla Diocesi, in cui afferma testualmente:

“non era per me chiaro che l´affido fosse condiviso e che lei non fosse consapevole che l´iscrizione comportasse l´adesione ai sacramenti (mi sembra di capire che lei era già a conoscenza da tempo del fatto che suo figlio frequenta il catechismo), di fatto è consuetudine che chi partecipa al cammino poi approda ai sacramenti... -omissis- . Ora che lei mi ha messo a conoscenza della situazione prendo atto della sua volontà. Da questo momento è chiaro che il bimbo non può ricevere i sacramenti senza l´esplicita volontà di entrambi i genitori. Vi invito dunque a indagare con discrezione la volontà del ragazzo.Voi che lo conoscete meglio di me potete valutare la sua posizione, sia per il desiderio di ricevere i sacramenti, sia per continuare il cammino di catechismo (che potrebbe continuare non più vincolato dalla ricezione dei sacramenti”.

Sembra una timida apertura della Chiesa alla Bigenitorialità, peraltro documentata da un atto (la raccomandata) di un suo “funzionario” (il sacerdote), anche se dettata dalle circostanze (la diffida del genitore). E’ un passo avanti, ma la strada è ancora lunga. Lunghissima.

 

Vittorio Vezzetti

Carlo Marchi

Ernesto Emanuele


Fonte: Redazione

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