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Il fervore di Napolitano ha pesato sul caso di Lucia Annibali, rispetto a quello di William Pezzullo

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Il fervore di Napolitano ha pesato sul caso di Lucia Annibali, rispetto a quello di William Pezzullo

03/04/2014 - 12.32

Mi ha fatto riflettere l’articolo sul William Pezzullo. Nessun organo di informazione nazionale ha messo a confronto le pene erogate a Luca Varani e Elena Perotti.

Perché? In entrambi i casi i criminali sono ex delle vittime, il movente è l’atroce vendetta per un amore finito, le vittime riportano lesioni permanenti gravissime.

Allora mi chiedo come mai da due casi così simili scaturiscano pene tanto diverse, figlie di capi d’imputazione tanto diversi: uno 20 anni per tentato omicidio, voleva e poteva uccidere; l’altra 10 anni per lesioni, non voleva e non poteva uccidere .

Forse la vittima di Varani ha rischiato la vita, mentre in fondo la Perotti non ha combinato grossi guai?

Eppure il percorso sanitario di William dice il contrario: è stato tre mesi in rianimazione tra la vita e la morte, sono riusciti a salvarlo ma ha perso gli occhi e le orecchie, l’acido ha corroso non solo la pelle ma anche alcuni muscoli, ha subito oltre 10 interventi chirurgici, l’ultimo innesto per recuperare la mobilità del collo è fallito e sta peggio di prima (ilgiorno.it/brescia del 20.09.2013 - Il giorno.it/brescia è l’unico quotidiano web che pubblica notizie su William).

No, il motivo della disparità di trattamento non può essere la diversità di conseguenze per le vittime, in quanto la vittima infinitamente più grave è quella il cui aguzzino ha avuto metà della pena.

Non sono dermatologa ne’ oculista, ma non servono competenze particolarmente sofisticate per capire che gli esiti delle aggressioni su Lucia Annibali e William Pezzullo non sono paragonabili: a lei hanno strappato la bellezza e la serenità, a lui hanno strappato la vista. Oltre alla bellezza e alla serenità, ma in confronto alla vista sono dettagli.

Non sono nemmeno una giurista e devo avere fiducia nell’imparzialità dei magistrati, sicuramente avranno avuto gli strumenti per valutare la gravità di quanto commesso da Luca Varani, almeno doppia rispetto a quanto commesso da Elena Perotti.

Come non lo so, ma l’hanno fatto.

Da semplice lettrice mi sorge però un dubbio. In tutto ciò il Presidente Napolitano ha avuto un ruolo? L’enorme risonanza mediatica legata all’onorificienza, alle celebrazioni, ai ricevimenti al Quirinale, ha avuto qualche influenza sugli sviluppi giudiziari? Elevare ufficialmente Lucia Annibali a simbolo del coraggio delle vittime di stalking e di violenza, ha avuto qualche influenza sugli sviluppi giudiziari?

Io, se fossi il magistrato che doveva giudicare Luca Varani, avrei raccolto un messaggio subliminale fin troppo preciso: ne abbiamo fatto un caso esemplare, sia chiaro che deve uscire una punizione esemplare. Una sentenza che sia anche un monito, un messaggio chiaro a testimoniare l’intransigenza della Giustizia nei confronti dei violenti.

La più alta carica dello Stato si è esposta in prima persona, con un fervore mai dimostrato in precedenza nemmeno per le vittime decapitate dai Talebani, nemmeno per le migliaia morti nei cantieri, nemmeno per i bambini sgozzati a ripetizione. Il Presidente è anche al vertice del CSM, quindi il messaggio acquista forza proprio in virtù dello spessore di chi lo lancia: non facciamo scherzi, ci vuole la mano pesante.

Se fossi un magistrato mi sentirei in qualche modo guidata dai poteri forti verso una pena esemplare, se fossi un magistrato una certa pressione la subirei.

Per fortuna non lo sono, loro sono sicuramente impermeabili a qualsiasi sollecitazione. L’unico obiettivo è la protezione nei confronti delle vittime.

Quando sono donne.

 

ALI CHE GUEVARA


Fonte: Redazione

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C'è 1 solo commento


19.20  di giovedì 03/04/2014
scritto da  gerardo spira
La riflessione è ancora più pregevole di tanti altri commenti, perché è stata arricchita da una nota trattata con equilibrata riverenza. Non era il caso! Premesso che entrambi i fatti portano ad una stessa conclusione penale, valgono poi le abilità tecniche della Giustizia. Qui giocano tanti elementi: la difesa, le istruttorie, la condizione personale, il rumore mediatico e anche il Presidente della Repubblica. Il comune cittadino, però di fronte a queste decisioni resta perplesso e si pone la domanda" ma non è sempre la stessa Giustizia italiana?" E qualcuno azzarda il sospetto che queste sentenze possano aver subito le influenze di genere. E così ritorniamo sul concetto di libertà della cultura giuridica, sul valore assoluto della dignità umana e soprattutto sulla Giustizia codificata, unica ed imparziale, da Palermo a Milano.Due vite, comunque, sono rovinate. Due vite uguali nelle speranze, uguali nelle promesse, nelle prospettive del futuro. La Giustizia e il Presidente della Repubblica hanno detto che non è così.


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