Adiantum Adiantum su Facebook English Français Deutsch Espanol Class Action
[ ]

Ricerca sulla violenza agli uomini e polemiche: i criteri usati sono quelli ISTAT

Area Cultura


Imposta Adiantum come pagina iniziale Stampa l'articolo Invia l'articolo per Email Aggiungi ai Preferiti


Ricerca sulla violenza agli uomini e polemiche: i criteri usati sono quelli ISTAT
La conferenza stampa sulla ricerca del 2012

17/03/2013 - 21.12

La ricerca è stata pubblicata a Novembre scorso, ma ancora non si placa la protesta di chi non accetta che anche le donne italiane sanno essere violente, quando lo vogliono. Il 14 novembre 2012, infatti, a Roma è stata presentata una “Indagine conoscitiva sulla violenza verso il maschile” (Pasquale Giuseppe Macrì, Yasmin Abo Loha, Giorgio Gallino, Santiago Gascò, Claudio Manzari, Vincenzo Mastriani, Fabio Nestola, Sara Pezzuolo, Giacomo Rotoli) pubblicato in Rivista di Criminologia, Vittimologia e Sicurezza – Vol. VI – N. 3 – Settembre-Dicembre 2012).

Secondo questo autorevole studio, più di 5 milioni di uomini sono vittima di violenza da parte delle donne e 3, 8 milioni hanno subito uno stupro. Il gruppo di studiosi capitanato dal professor Pasquale Giuseppe Macrì dell'Università di Arezzo, e composta dal dottor Fabio Nestola, curatore centri Studi Fenbi ed Ecpat, dalla Dottoressa Yasmin Abo Loha, coordinatore Ecpat Italia e dalla Psicologa Sara Pezzuolo, ha individuato un campione di 1056 uomini, di età compresa tra i 18 e i 70 anni, e ha posto loro domande a proposito del rapporto con le donne. È emerso che molti uomini sono vittime di atti persecutori e violenza proprio da parte delle compagne. “Purtroppo non si vuole parlare di questi temi, e quando si parla di violenza si tende a pensare solo a quella sulle donne , in qualche caso sui bambini” dice la Dottoressa Yasmin Abo Loha, coordinatrice Ecpat Italia ed esperta di abusi e pedofilia, “il nostro intento era quello di colmare un vuoto scientifico”.

L’indagine, regolarmente depositata presso il CNR (dal quale ha ricevuto verifica di conformità tecnica e bibliografica), ha portato a risultati sorprendenti: il 77% degli intervistati ha dichiarato di aver subito almeno una volta violenza psicologica da parte di una donna e il 63%, rispondendo alle domande degli studiosi, ha ammesso di aver subito violenza fisica proprio da parte di un’esponente del gentil sesso. Proiettando i dati su scala nazionale lo studio ha individuato che in Italia ci sono cinque milioni di uomini vittime di violenza fisica, 6 milioni vittima di violenza psicologica, oltre 3,8 milioni di violenza sessuale e 2,5 milioni di atti persecutori da parte delle donne.

“I dati sono perfettamente sovrapponibili a quelli della violenza sulle donne” diceva Yasmin Abo Loha, “eppure l’Italia è l’unico Paese in cui non si indaga e non si parla di violenza sugli uomini sia maggiorenni che minorenni. Troppo a lungo la violenza è stata considerata come un fenomeno di genere e non indagato nella totalità”.

Immediatamente dopo la sua pubblicazione, si è scatenato un putiferio di proteste e precisazioni, ampiamente previste. Secondo la dottoressa Giuliana Olzai (Università La Sapienza, cattedra in Statistica), il campione analizzato non sarebbe idoneo a rappresentare "seppure in miniatura" l'universo statistico di riferimento perchè "..il campione deve essere individuato in modo da consentire, con un rischio definito di errore, la generalizzazione all'intera popolazione: criterio non seguito in questo studio". Inoltre "I questionari, in forma anonima, prevedevano la compilazione in versione cartacea o elettronica. I questionari compilati via web sono stati raccolti ed archiviati tramite un software che impedisce l’invio multiplo dallo stesso ID, per ridurre la possibilità che un singolo soggetto potesse compilare più questionari". A riguardo va osservato che non può essere neanche esclusa a priori la possibilità che uno stesso soggetto abbia potuto compilare più questionari con ID diversi".

Questione di metodo, pertanto. Però è bene precisare che la metodologia utilizzata è proprio quella che la stessa ISTAT ha osservato in occasione della ricerca del 2006 commissionata dalla Pollastrini - allora Ministra per le P.O. - e coadiuvata dai centri antiviolenza. Anche allora, mirabolanti furono i risultati: 6.723.000 donne, di età compresa tra i 14 e i 60 anni, vittime di atti di violenza almeno una volta nella vita. In pratica, la ricerca di allora descrisse un Paese composto da uno stupratore ogni quattro abitanti uomini.

A parte gli strumenti di raccolta - intervista telefonica nella ricerca della Pollastrini, questionari web per quella del 2012 - le note medologiche dell'ISTAT pare siano state replicate volutamente e fedelmente dal team facente capo al prof. Macrì dell'Università di Arezzo.

Pertanto, delle due l'una: o l'ISTAT (e i centri A.V.) hanno barato sulla violenza dei cittadini italiani di sesso maschile, o le italiane non sono da meno. 


Fonte: Redazione

Non ci sono allegati per questa notizia



Torna indietro

Questa Notizia è stata letta 15509 volte
Delegazioni
Dona ad Adiantum

Notizie Correlate


Telefono Rosa Piemonte e i dati farlocchi sulla violenza di genere (maschile)

di FABIO NESTOLA - Passato l’8 marzo, come da copione, saltano fuori numeri terrificanti sulla violenza domestica. L’allarme,...
09/03/2017 - 19:17
Telefono Rosa Piemonte e i dati farlocchi sulla violenza di genere (maschile)

Il contrasto alla violenza va agito senza fare distinzioni di genere

La scelta di due Comuni, come quelli di Ardea e Pomezia, di avviare un percorso unitario contro la violenza, è sicuramente una...
23/11/2016 - 00:39
Il contrasto alla violenza va agito senza fare distinzioni di genere

Niente è come te, di Sara Rattaro. Un libro sulle sottrazioni internazionali

Accade spesso, in una coppia di nazionalità mista, che uno dei due genitori venga allontanato dai propri figli senza un ragionevole...
20/08/2015 - 15:15
Niente è come te, di Sara Rattaro. Un libro sulle sottrazioni internazionali

Il Soffio di Un Bambino, di Carlo Ioppoli. Presentazione a Roma 3

Dopo una pletora di testi mediocri e autocelebrativi (miseramente falliti al botteghino), in cui sedicenti adulti si sono...
19/02/2015 - 19.18
Il Soffio di Un Bambino, di Carlo Ioppoli. Presentazione a Roma 3

Selfie-mania, gli studi Ad Minchiam degli atenei USA contro gli uomini

di FABIO NESTOLA. Secondo i ricercatori della Ohio State University ragazzi, giovani adulti e uomini che si fanno troppi selfie...
11/01/2015 - 18.47
Selfie-mania, gli studi Ad Minchiam degli atenei USA contro gli uomini

Il Femminismo del Gender e le istituzioni internazionali. di Silvio Altarelli

Non è raro leggere sulla stampa che l’ONU sarebbe contro il condiviso, oppure che l’ONU adotti un'atteggiamento...
09/02/2014 - 17.03
Il Femminismo del Gender e le istituzioni internazionali. di Silvio Altarelli


Le Notizie più Lette


Inserisci un commento Inserisci un commento


Ci sono 10 commenti


18.09  di giovedì 18/07/2013
scritto da  Vincenzo Mastriani
Gentile/egregio "Salvo", su una cosa sono molto d´accordo con Lei: presentarsi con nome e cognome non è importante. Infatti, sono sempre stato contrario a quella che è una autolimitazione del giudizio: "lo asserisce XXX, quindi è da credere/valido/attendibile --- da non credere/non valido/inattendibile". Come se ciascuno di noi avesse in fronte uno o più bollini blu, determinanti per la credibilità individuale; ritengo sia una brutta aberrazione della capacità di giudizio individuale.
Se Lei è interessato/a all´argomento "Violenza domestica agita contro gli uomini" (davvero non lo credo), tagli la testa al toro e promuova Lei stesso/a una indagine simile.
Vedrà che a parità di metologia, avrà gli stessi risultati.
Se poi ritiene (e solo una ipotesi), che una tale indagine non sia necessaria perché la violenza femminile è inesistente o trascurabile, allora, pur senza la credibilità di chi ha bollini blu Le direi che ha i paraocchi.
Intanto, a tempo perso si documenti sulle più gravi violenze femminili del 2012 in Italia, delle quali probabilmente non è venuto/a a conoscenza, causa media unidirezionali > http://violenza-donne.blogspot.it/2012/11/alcuni-casi-di-omicidi-e-tentati_22.html

08.47  di sabato 25/05/2013
scritto da  per Salvo, o chiunque si nasconda dietro questo nome
Ehilà, mi ero perso il solito commento denigratorio del buon Salvo.
Mi perdoni, qualcuno deve segnalarmelo perchè non torno tutti i giorni sui miei post per leggere i commenti.

S?- (...) cosa fa il Nestola-Adiantum?Si trincera dietro la frase:
"La validità scientifica - piaccia o meno ai detrattori - è stata riconosciuta dal Comitato Scientifico della rivista che l´ha pubblicata, come sempre accade per qualsiasi pubblicazione di livello."
Cio´ e´ corretto. ma un po´ di conoscenza della sociologia della scienza aggiungerebbe che il riconoscimento del Comitato Scientifico di una rivista e´ necessario -- mantenendo che la rivista sia riconosciuta secondo standard internazionali, cosa che qui non e´ chiara.

FN) - È chiara per chi vuole approfondire
Per chi si limita ad denigrare il lavoro altrui rimanendo invischiato nella propria ignoranza, chiara non sarà mai.
Non abbiamo scritto “studio pubblicato su una rivista scientifica della quale preferiamo non fare il nome”.
Il nome c’è, come c’è il link e la homepage dalla quale si possono soddisfare tutte le curiosità

S?)- In Italia c´e´ una marea di riviste con ´comitati scientifici´che pubblicano articoli che nessuno mai leggera´ ma che contano nel cmputare i Kg delle pubblicazioni. Ma il ricnoscimento del Comitato Scientifico non e´ sufficiente a stabilire la scientiticita´ dell´articolo. C´e´sempre la probabilita´ di TIPO I: accettare un´idea quandoe´falsa. Criterio piu´ promettente e´ che l´articolo venga letto, citato, e criticato ... e che nel lungo tempo riesca a sopravvivere (e quindi ad essere citato e criticato in modi piu´ severi).

FN) - E certo, che vuoi che sia un comitato scientifico composto da docenti universitari, che analizza uno studio per due mesi prima di avvalorarlo?
Arriva un Salvo qualunque che lo disprezza, quindi è ovvio che lo studio sia da gettare alle ortiche.
Chi è più autorevole di Salvo? È un dettaglio trascurabile che “il Salvo” si nasconda dietro uno pseudonimo mentre altri non hanno problemi a metterci nome e cognome.
Vorremmo tranquillizzare il povero Salvo-che-ha-paura-di-rendersi-identificabile: l’indagine viene letta e citata negli ambienti accademici che a noi interessano. Se la disprezza Salvo, sinceramente, ci fa ridere di gusto. O di commiserazione, non saprei.

S?) - Assumendo che il primo criterio -- riconoscimento da parte del Comitato Scientifico -- sia stato rispettato, quale contributo ha questo articolo avuto nel campo? In parole concrete: chi/quanti lo hann letto? chi/quanti lo hanno criticato su basi teoriche, concettuali, metododologiche e empiriche? Hanno gli autori risposto alle critiche, o pensano di non doverlo fare perche´ comunue il pezzo e´ stato pubblicato? Eperche ora si censurano / reprimoo le critiche, svelando solo i commenti che supportano e elogiano l´articolo.

FN) - Gli autori rispondono alle critiche, eccome!
Adiantum non è l’unico terreno di confronto, il povero Salvo se ne faccia una ragione
Gli autori sono in grado di documentare dettagliatamente ogni singolo passaggio dell’indagine, soddisfano le legittime curiosità e rispondono a critiche, dubbi, perplessità.
Chiederci “quanti hanno letto l’indagine” è un criterio ridicolo. Uno studio scientifico non acquista valore in base al numero di persone che lo vedono, qualcuno spieghi a Salvo che questo è il criterio del Grande Fratello e Novella 2000.
È un menzogna che vengano censurate le critiche, prova ne sia che anche la mail dello pseudo-Salvo è stata pubblicata.
Mi dicono che il webmaster censuri gli insulti (bastardi, schifosi, fascisti, etc.) ma questo è un altro discorso.

S?) - A mepiacerbbe vedere tutti i commenti per valutare aanche il nei loro confronti. Ma gli obiettivi politici-ideologici del Nestola - Adiantum non gli permettono prescrivono chiusura e segreteza.

FN) - Mamma mia quanto è intelligente questo Salvo! Ha capito quali sarebbero gli obiettivi politici-ideologici che nemmeno io sapevo di avere.
Mi illumini, di grazia: quali sarebbero?

Fabio Nestola

16.31  di domenica 19/05/2013
scritto da  Freddy
Beh lo studio è stato fatto nello stesso metodo con cui lo ha fatto l´Istat.Io stesso ho subito e subisco violenza dalla moglie.Molti miei amici lo subiscono (percosse umiliazioni,ecc.ecc) Non va giu´ il fatto che anche le donne sono violente come gli uomini. E´ una verita scomoda che bisogna nasondere, tacere. Inoltre la cosa sbalorditiva è che non si parla o si sminuisce o si attenua l´ infanticidio,che numeri alla mano supera di il fenomeno del femminicidio.I mass media lo dicono, in maniera sueprficiale.
GRAZIE
Freddy

09.06  di mercoledì 10/04/2013
scritto da  x Nikki
infatti le notizie non ci sono
Ma gli episodi si, solo che non vengono riportati
Almeno non dai media nazionali, di vittime maschili parlano solo giornali ed emittenti locali.
Se viene ammazzato un uomo non parte la troupe televisiva per intervistare mezzo paese, filmare i funerali, il processo, la fiaccolata in memoria della vittima, etc.
Domanda scomoda sulle vittime maschili: non se ne parla ufficialmente perchè non ci sono, o ufficialmente non ci sono perchè non se ne parla?

Ho pronta una corposa documentazione per rispondere a questo dubbio, apparentemente intricato. Sarà oggetto di una relazione il prossimo 8 maggio a Roma, nikki è invitato/a

fn

23.52  di domenica 07/04/2013
scritto da  mikki
Infatti nei telegiornali e giornali è pieno di notizie di mogli o compagne che uccidono i propri mariti o compagni.


1 - 2


La redazione si riserva di eliminare o correggere i commenti ritenuti offensivi, volgari e volutamente provocatori

Ogni opinione espressa in questi commenti è unicamente quella del suo autore, si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Adiantum manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.


Area Riservata - © Adiantum 2008 - 2021 - Codice Fiscale: 97611760584