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Lo sciame inferocito - di Fabio Nestola e Sara Pezzuolo

Parlando con franchezza...


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Lo sciame inferocito - di Fabio Nestola e Sara Pezzuolo
Sara Pezzuolo e Fabio Nestola

20/11/2012 - 12.48

L’imprudente che stuzzica un alveare deve aspettarsi come reazione uno sciame di api inferocite ... e fin qui non ci piove. Ma quando lo sciame inferocito attacca pure chi l’alveare non l’ha nemmeno sfiorato, qualche domanda c’è da farsela.

È in corso una aggressione indiscriminata  - e vistosamente disinformata oltre che offensiva- agli autori di un’indagine sulle vittime maschili di violenza. Le vittime femminili vengono studiate da tutti, da anni: enti pubblici e privati, Ministeri ed associazioni, la politica ed i media se ne occupano con continuità. 

Giustissimo, si tratta di una emergenza: sociale per certi aspetti, politica per altri, mediatica per altri ancora. E' violenza e, come tale deve essere condannata.

Sembra invece, contrariamente ad ogni logica, che sia una sorta di affronto parlare di vittime maschili. L'unico argomento lecito sono le vittime femminili e chi parla anche di altro viene deriso, insultato, delegittimato, stigmatizzato con varie etichette lesive della dignità personale.

Da più parti si tenta di connotare l'indagine come una bufala e gli autori come feroci reazionari schierati contro le donne. Nulla di più falso. 

È comprensibile che un nutrito fronte abbia scelto di parlare solo di vittime femminili ignorando le vittime maschili.  Non vuoi occupartene? E' lecito

E' un po' meno lecito pretendere che non se ne occupi nessuno, chi si azzarda a farlo viene lapidato mediaticamente.

Chi studia le vittime maschili è nemico delle donne, ecco il messaggio prevalente

Curioso, vale solo per questo campo.

Chi studia la sclerosi multipla non viene accusato di essere nemico dei malati di AIDS.

Chi studia inondazioni e smottamenti non viene accusato di essere contro le vittime dei terremoti.

Chi studia la malavita organizzata non è nemico delle vittime di criminali comuni: Saviano si occupa di camorra ma nessuno lo accusa di essere contro la vecchietta uccisa dal tossico o contro il barbone bruciato dal branco.

Le persone scelgono un settore di approfondimento e lo sviluppano, tutto qui, senza per questo essere nemici delle vittime di altri settori più o meno analoghi.

Ai fini di studio non ha alcuna rilevanza nemmeno il fattore numerico: è un affronto occuparsi della vivisezione dei cani, solo perché i criceti da laboratorio sono di più?

È un affronto occuparsi dei diritti gay, solo perché gli eterosessuali sono di più?

Invece sembra che riconoscere l’esistenza anche delle vittime maschili non sia politically correct.

Deve passare il messaggio che esistono solo vittime femminili

Chi dice che ci sono anche vittime maschili è un  “bastardo fascista” o “talebano antifemminista”

Curioso è l’atteggiamento autoritario di chi detta le regole su cosa sia giusto studiare.

Lecito che una persona o un gruppo di persone scelgano di non occuparsi delle vittime maschili, un po’ meno lecito pretendere che non se ne occupi nessun altro.  

È un oscurantismo che olezza di MinCulPop.

Un controllo invasivo su cosa si debba e cosa non si debba studiare, un tentativo minaccioso di monopolio dell’informazione: il depositario unico della Verità considera un nemico da abbattere chi tratta altri argomenti.

Attenzione! La colpa del “nemico” è quella di aver osato dire qualcosa fuori dal coro, senza per questo delegittimare il coro.

L’indagine sulle vittime maschili, infatti, non sposta di un millimetro la necessità inderogabile di prendere posizione a favore delle vittime femminili di violenza.

Le donne vittime ci sono, nessuno lo nega, è gravissimo che ci siano ed il problema sociale va affrontato studiando le contromisure istituzionali, sanzionando i colpevoli, organizzando ampia opera di prevenzione.

Però non viene considerato il concetto di “persona vittima di violenza”, a prescindere dal genere di autori e vittime.

La criticità, quindi, risiede nel fatto che qualcuno ha la pretesa di controllare e filtrare gli argomenti sui quali la cittadinanza debba essere informata.

Tale atteggiamento è figlio di democrazia e libertà d’informazione, o di un grave pregiudizio ideologico?

Lasciamo le considerazioni a chi legge.  


Fonte: Redazione

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Ci sono 6 commenti


16.53  di martedì 20/11/2012
scritto da  Laura

Grande plauso a Fabio Nestola. Che altro commentare.



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