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Sulla vicenda del bambino di Padova bisogna analizzare i fatti - di Fabio Nestola

Parlando con franchezza...


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Sulla vicenda del bambino di Padova bisogna analizzare i fatti - di Fabio Nestola
La madre del bambino

12/10/2012 - 15.57

Si susseguono i commenti ma non si tratta di ragionare di testa o di pancia, si tratta di analizzare i fatti. Non le opinioni, i fatti. Ed i fatti dicono che nel filmato:

- si vede un bambino che fa resistenza passiva

- si sente una voce femminile che urla contro i poliziotti (la zia)

Perché il bambino viene prelevato contro la sua volontà?

I fatti dicono che per la madre c’è la revoca della potestà genitoriale - già da 5 anni, secondo quanto dichiarato dal Questore di Padova dr. Montemagno -, che Servizi Sociali hanno fatto cinque tentativi in due anni per eseguire l’allontanamento in maniera non traumatica, ottenendo solo rifiuti.

I fatti dicono che, dopo anni di ostracismo della famiglia materna, la Corte d’Appello di Venezia ha stato emesso un provvedimento che stabilisce l’allontanamento dalla madre, il collocamento temporaneo in istituto ed il recupero graduale del rapporto col padre.

Sulle modalità dell’allontanamento esistono due possibilità:

  • disposto senza l’uso della forza
  • disposto con l’uso della forza (motu militari)

La sera di mercoledì 10 non si conoscevano i particolari della vicenda, poteva esserci una modalità violenta disposta dal magistrato oppure un eccesso di violenza usato arbitrariamente dalle forze dell’ordine.

In seguito i dettagli sono emersi, il provvedimento diceva di eseguire l’allontanamento dalla madre “con discrezione”, per cui i fatti dicono che le responsabilità dell’accaduto vanno in una sola direzione:  il sottosegretario del Viminale è chiamato a rispondere dell'accaduto in Parlamento, il presidente della Camera ha chiesto ulteriori approfondimenti al Questore di Padova,  il capo della Polizia Manganelli si è scusato pubblicamente con i familiari ed ha aperto un’inchiesta interna.

Quindi è chiaro che, a prescindere dalle motivazioni all’origine dell’allontanamento, la modalità con la quale è stato eseguito non è stata decisa ne’ dal tribunale ne’ dagli assistenti sociali.

n.b. le parole utilizzate nei comunicati ufficiali hanno un senso preciso: Manganelli si è scusato non con la madre ma con tutti i familiari, quindi anche col padre. Ammette una situazione malgestita che ha danneggiato tutti, anche questo è un dato di fatto.

I fatti dicono che il padre non ha violato alcuna norma: aveva titolo per essere quel giorno in quel luogo a riprendersi il figlio, tentava di ristabilire la legalità in esecuzione di un provvedimento del Tribunale, mentre la zia tentava di impedire che il provvedimento fosse eseguito.

I fatti dicono che in precedenza vi sono stati diversi tentativi, protratti per anni, di risolvere in maniera soft l’allontanamento. La famiglia materna non ha mai mostrato di essere collaborativa e si è sempre opposta al provvedimento del tribunale.

Fin qui i fatti

Ora le considerazioni, i dubbi, le riflessioni

Dopo 5 anni di revoca della potestà genitoriale, ci si scandalizza per una esecuzione forzosa? Semmai sarebbe il caso di chiedersi perché siano trascorsi 5 anni.

Quale condizionamento ha subito il bambino in questo periodo? Quale ostilità antipaterna?

Senza l’intervento di chi ha tentato di opporsi al dispositivo giuridico (quindi un intervento illegale, oltre che irrazionale), esisterebbe il video choc?

La sceneggiata era pianificata, con nonni e zie con telecamera al seguito?

Il caos è stato creato volutamente, per avere risalto mediatico?

È l’intervento della polizia ad aver traumatizzato tutti i bambini - sia il diretto interessato che gli altri alunni della scuola - o piuttosto la scena platealmente isterica con grida, insulti, minacce, malori etc.?

Difenditi in tribunale e prova a far cambiare il provvedimento, non puoi semplicemente rifiutarti di eseguirlo e scagliarti contro i poliziotti che agiscono su mandato del giudice.

Se l’opposizione casareccia all’esecuzione di un provvedimento fosse legittima, allora sarebbe giusto legittimare anche l’ostruzionismo dei familiari e le sassate ai poliziotti in occasione dell’arresto di un camorrista.

Ultima considerazione: la PAS

A mio avviso è controproducente insistere sul riconoscimento della PAS. Il fronte dei negazionisti gongola, non aspettava altro che distorcere l’informazione riconducendo la colpa del video-choc al tribunale che ha riconosciuto la PAS.

Non serve trovare una definizione, serve stabilire un principio

Il principio è che i rapporti tra genitori e figli non devono essere inquinati, ostacolati, interrotti.

Poco importa che gli ostacoli arrivino tramite certificati medici di comodo, incontri negati, vacanze cancellate, denigrazione sistematica o condizionamenti pianificati.

I figli non possono essere manipolati in alcun modo, devono poter conservare la propria spontaneità in assenza di condizionamenti esterni.

Chi vuole togliere al Tribunale la possibilità di accertare eventuali manipolazioni è un criminale; lo è nella misura in cui riconosce implicitamente il diritto di condizionare i bambini per farne alleati nella guerra tra ex.

Il bene tutelato è il diritto dei figli a conservare rapporti con entrambi i genitori, violare tale diritto deve configurarsi come maltrattamento in famiglia (art.572 cp)

Poi la chiamassero PAS, MMS, manipolazione, condizionamento, brain washing, plagio, induzione al rifiuto dell’altro … sempre di maltrattamento si tratta.

Bisogna sorridere della reazione rabbiosa dei mastini antiPAS, con comprensiva accondiscendenza come si usa di fronte ad un bambino che fa i capricci. Il grado di maturità è lo stesso.


Fonte: Redazione - Fabio Nestola

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Ci sono 10 commenti


00.46  di sabato 20/10/2012
scritto da  Ezio L.
dopo giorni e giorni dmi cazzate, un parere illuminato
Sto scoprendo adesso Adiantum, una miniera

11.07  di domenica 14/10/2012
scritto da  stefano
trovo giusto questo tuo commento Clara. Una buona madre non ha niente da temere se il suo lavoro ├Ę stato genuino e la sua educazione equilibrata e serena. Ma se dietro l´"AMORE per i figli si nasconde una patologia o un´eccesso di possessivit├á, autoritarismo, arroganza, presunzione e falsit├á, ecco che tutte queste diventano una miscela esplosiva che emergono nel rapporto in seno alla famiglia ed alla societ├á. Questo tipo di persone, egoiste e possessive, pur di non perdere il loro "potere" sulla prole e il patrimonio che da essi ne deriva (a 360 grandi), sono disposte a tutto. Parlo della esperienza degli altri ma soprattutto della mia esperienza. Ho l´affidamento di mia figlia, dopo che lei ha espresso davanti al giudice la volont├á di stare con me. Lei non vuole pi├╣ sentir parlare della mamma. Non la chiama, non la vede e non la sente. Ieri le ho chiesto di chiamarla per chiederle come sta. E´ pur sempre la mamma. La telefonata, lunga non pi├╣ di un minuto, si ├Ę interrotta con un vaff finale. Non importa questo, per me ├Ę importante che madre e figlia si siano sentite. Questo deve fare un genitore che pensa al bene supremo dei figli. Gli deve dare sempre l´opportunit├á di incontrarsi/scontrarsi con il suo genitore e mettere ordine alle idee ed ai cassetti della memoria e delle emozioni. Un minuto solo al telefono e gi├á poco dopo era pi├╣ calma e "pi├╣ completa". Se non lo avessi chiesto io, lei non l´avrebbe mai fatto. Io posso placare le sue lacrime e lo posso fare anche mettendola in contatto col genitore (tanto odiato) che crede o che ritiene di non voler vedere. Un genitore che non ha niente da temere non impedisce ai figli di incontrare l´altro genitore ancorch├ę separato o divorziato. Se lo impedisce vuol dire non solo che ha qualcosa da temere, ma soprattutto che ha qualcosa da nascondere, come l´odio innato verso tutto e tutti e l´aggressivit├á latente e felina pronta a scatenarsi.

17.07  di sabato 13/10/2012
scritto da  CLARA
Quello che mi ha fatto piu´ arrabbiare nell´intera vicenda ├Ę

la posizione della zia! Ha organizzato tutto ad hoc! Si ├Ę voluta
sostituire alla madre. Quando l´ho sentita parlare in televisione
dopo aver visto il video ho pensato: Che bene vuole quella donna
al bambino? Si sta sostituendo alla figura materna, perch├Ę?? E´ parsa molto maleducata anche con il poliziotto che era intervenuto in TV a Pomeriggio 5, mi ├Ę parso pi├╣ che altro una guerra alle istituzioni e alla Magistratura. Ha un p├▓ dell´estremista, condividete? Secondo me le sole persone che hanno
bisogno di psichiatra sono i nonni materni, la zia e la mamma! Non si pu├▓ spopolare cos├Č la situazione alquanto delicata del bambino, CHE COMUNQUE HA BISOGNO DI VEDERE ANCHE IL PADRE per una crescita equilibrata. Quando sar├á adulto capir├á da SOLO senza condizionamenti le ragioni del padre e della madre che resteranno comunque i loro GENITORI. Sono anch´io una madre separata ma nonostante possa avere numerosi problemi con il padre
del mio bambino ritengo che sia giustissimo che si vedano spesso.
Anzi ├Ę spesso il padre che cerca tutti i modi per non venire a prenderlo, trova mille scuse e mi arrabbio perch├Ę NON E´ GIUSTO NEI CONFRONTI DI MIO FIGLIO.Le guerre tra ex coniugi o ex compagni si combattono lontano dai figli e soprattutto, visto che sono la causa di molte separazioni, i familiari e i parenti si lasciano LONTANI!!!!!!!!!!!!!!!!!!Mi auguro che diano la PENA adeguata al nonno e alla zia e curino bene la mamma, ne ha proprio bisogno.

14.18  di sabato 13/10/2012
scritto da  raffaele bottacchi


Non capisco una cosa:

la differenza che fa tra resistenza passiva e resistenza attiva di un bambino di 10 anni contro un poliziotto alto 2 metri. Forse avrebbe dovuto dare un bel cazzotto al poliziotto per fare resistenza attiva? E che valore ha la differenza fra le due reazioni nel momento in cui il bambino dice "AIUTATEMI"---"NON RESPIRO"? forse era premeditato anche questo per montare lo scandalo mediatico?. Siamo seri, il bambino ├Ę stato portato via con scarsa sensibilit├á come un "NO TAV" io non credo di avere dubbi in merito ma ├Ę una opinione personale e rispetto quella degli altri.


"Difenditi in tribunale e prova a far cambiare il provvedimento, non puoi semplicemente rifiutarti di eseguirlo e scagliarti contro i poliziotti che agiscono su mandato del Giudice".

Qui non c´era gi├á pi├╣ niente da difendere da 5 anni credo sia inutile dare un ulteriore aiuto per una riflessione a questa donna che secondo me andava punita punto e basta, e dei Giudici per l´opinione che mi sono fatto non mi fido per niente, ogni caso e ogni dispositivo andrebbe valutato a s├Ę anche se in questo caso mi sembra sia stato eccezionale per la correttezza, talmente eccezionale che adesso come conseguenza stanno cercando di far credere che la PAS sia una bella favola.




13.51  di sabato 13/10/2012
scritto da  Sal
Ci sono troppi paletti e imposizioni dai tribunali, con genitori che si fanno guerra per anni, che con ritardo esasperante intervengono, come in questo caso, dopo 5 anni.
Secondo me i tribunali devono smetterla di entrare a gamba tesa all´interno delle questioni famigliari, decidendo separazioni, tempi e orari con i figli, siano le famiglie ad autogestirsi e non, come succede oggi nei tribunali, privilegiando magari prima un genitore e dopo anni l´altro e creando molti pi├╣ problemi che soluzioni, forse servirebbe un po di sana autogestione nei rapporti con i figli e con l´altro genitore, anche in maniera anarchica? certo, se ├Ę necessario, ed ├Ę come sempre stato in passato anche recente nelle famiglie senza l´intervento di forze estranee, e sono sicuro che le coppie, di colpo, la smetterebbero di farsi la guerra nei tribunali inutilmente, a colpi di sentenze discutibilissime, facendo arricchire avvocati e tutto l´indotto: case famiglie, assistenti, psicologi, ecc.. che spesso lucrano vergognosamente. Quindi, concludendo, eliminare molte leggi che travalicano il diritto naturale, che sono ostentatamente contro la famiglia, e far decidere ai genitori, rendendoli di conseguenza responsabili e non a caccia di privilegi da una separazione.


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