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I bambini allontanati e i giudici: la catena della follia nasce da uno Stato incompetente

Cronache dai tribunali


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I bambini allontanati e i giudici: la catena della follia nasce da uno Stato incompetente

11/10/2012 - 10.07

Il filmato mandato in onda dalla trasmissione "Chi l'ha visto?" ha sconvolto l'Italia. L'allontanamento forzato e violento di un bambino da un genitore, qualunque sia la causa, colpisce la nostra parte più emotiva e fa conoscere una realtà che è nota agli addetti ai lavori ma che il resto della Nazione quasi ignora.

Da quando il video ha fatto il giro della Rete, si sono scatenate le "opposte fazioni" che vedono i due generi costantemente in lotta, in materia di figli. Solo se la vicenda verrà trattata col giusto equilibrio, però, il filmato lascerà il segno negli operatori della giustizia familiare. Qualunque speculazione sulle cause che hanno spinto i giudici a prendere la decisione di allontanare il bambino dalla madre non aiuteranno a rivelare la natura del problema.

Sotto accusa, in questa brutta storia, sono le modalità con cui il figlio della coppia separata è stato allontanato. Modi brutali, da stato autoritario e fascista.

Uno stato impreparato e incompetente, di fronte ai soprusi di un genitore (senza distinzione di genere), adopera strumenti assurdi e violenti come questo. 

Perchè il problema sta a monte. Le famiglie separate sono abbandonate a loro stesse proprio nel momento più duro della separazione, quando atti e comportamenti sono da "manicomio a cielo aperto". Il mancato intervento delle Istituzioni genera vere e proprie follie, commesse da persone che fino ad un momento prima erano perfettamente sane di mente.

A ben vedere, è una catena della follia:

è folle unirsi in matrimonio senza aver prima prestato giuramento morale di fronte l'altare della Bigenitorialità e della non-violenza;

è folle pensare che i figli siano una nostra proprietà;

è folle disciplinare una separazione psichica ed emotiva in un'aula di tribunale;

è folle cercare di impedire all'altro genitore di relazionarsi con i propri figli;

è folle ragionare in termini di vendetta e risultato personale;

è folle ritenere che la giustizia familiare possa essere perseguita senza prendere in carico l'intero nucleo di genitori, figli e nonni;

è folle non prevedere pene severe - fino alla detenzione in carcere - per chiunque tenti di impedire ai figli di instaurare una buona relazione con uno dei genitori (o con entrambi);

è folle, infine, assegnare alla pubblica autorità l'esecuzione di un ordine preso senza conoscere la "verità familiare".

Lo Stato, di fronte a drammi come questo, agisce come uno stato di polizia, invece di farsi carico, una volta per tutte, del problema delle famiglie separate. La Mediazione Familiare obbligatoria (come condizione di procedibilità), è ancora ostacolata dalla ricca e potente lobby degli avvocati. Anche molti giudici non la vedono di buon occhio, ma la maggioranza di essi ne parla con divina benevolenza. La Mediazione, da sola, forse non basterebbe, ma sarebbe una svolta. Per questo fa paura.

Sembra assurdo scriverlo, ma se non si dà alla separazione la medesima dignità e la stessa "consacrazione" del matrimonio, altre pazzie come questa accadranno, inesorabilmente, sotto i nostri occhi.


Fonte: Redazione

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Ci sono 19 commenti


19.16  di venerdì 12/10/2012
scritto da  raffaele bottacchi
Ora siamo tutti a confontarci sulla pagliuzza e non vediamo più la trave della mancata applicazione della 54.
Anche io condivido totalmente questo articolo eccezionale,unica cosa per confrontarmi con i vari commenti, mi chiedo perchè applicare la procedura dell´"arresto" al bambino e non curare la madre con i suoi parenti con l´elettroshock. Sto scherzando ma è tutto qua. Ora sarebbe il caso di stendere un velo pietoso e portare a conoscenza di tutti i teledipendenti il rimedio a questo sistema marcio del finto condiviso che si chiama DDL 957.
Complimenti per l´articolo, da conservare. (Nestola vero?)

16.52  di venerdì 12/10/2012
scritto da  Max
La mediazione farà paura a certe lobby,ma seppure auspicherei che venga messa obbligatoria,chi ha avuto a che fare con genitori malevoli,sa che costi quel che costi non rinunceranno a scippare i figli all´altro!La mediazione sarà in questi casi fallita in partenza, anche perché c´Ã¨ da dire che ciò che sia giusto fare non sembra trovare un pensiero unico nella stessa comunità psicologica prima ancora che giuridica. Recarsi da un mediatore quindi presupporrebbe che egli per primo creda veramente nella bigenitorialità e nella realizzazione della stessa attraverso una reale convivenza del figlio, ma non certo ogni due settimane e magari un giorno infrasettimanale.Provare a spiegare ad un genitore possessivo che per il bene del figlio è vivere anche con l´altro è no difficile,forse impossibile.Poiché ribatterà che a lui risulta che invece sia nocivo per il bambino che faccia continui spostamenti senza considerare il luogo comune per cui i bambini hanno + bisogno della mamma che del padre.
Quindi tali procedimenti, a mio parere,possono funzionare solo la dove già i genitori erano convinti di dividersi le responsabilità.Negli altri casi,soprattutto se sai che l´orientamento giurisprudenziale ti favorisce,perchè doversi accontentare di 50, quando posso avere 80?Quindi la mediazione avrà successo quando tutti i soggetti o la stragrande maggioranza concorderanno sull´affidamento paritetico.Ma non basta neanche quello, poiché per scardinarlo l´affidamento paritetico basta non riconoscere certe pratiche sporche di manipolazione mentale e condizionamento (aimé ancora controverse non tanto nel riconoscere che ci siano, quanto negli strumenti che si hanno per dimostrala).Per il genitore manipolatore, è il bambino che non vuole l´altro genitore o che esprime la preferenza di restare + vicino al manipolatore. Banalmente per il manipolatore basta far intendere al bambino che l´andare dall´altro comporti un rischio per quel rapporto affettivo o insinuando un senso di colpa. La frase del bambino magari sarà semplice..."ma xxxx mi manca....mi aspetta a casa....." per venirmi in mente una situazione possibile.Quanti psicologi/psichiatri sono disposti a dirmi che la cosa può essere scoperta?Purtroppo si fa sempre molto rumore intorno alla PAS concentrandosi su questioni tecniche e dimenticando quelle sostanziali, ossia la manipolazione allo scopo di alienare.Se non si decide di punire tali pratiche pesantemente e celermente non si potrà ottenere il vero affido condiviso,anche se all´inizio della vicenda tutti partissimo al 50%.Domani basterebbe una false denuncia per ribatare il tutto in un colpo solo oppure basterebbe una lenta ma inesorabile manipolazione. La strada è tortuosa, ma lo è ancora di + la dove non ci sia una vera informazione/formazione dei professionisti ed anche del cittadino comune.

14.10  di venerdì 12/10/2012
scritto da  Paolo CCDU
Condivido totalmente. C´Ã¨ bisogno di una riforma vera e non possiamo più aspettare. Che i politici si prendano la responsabilità di far cessare questi abusi che non cesseranno ma se non si estirpano le radici del problema.

13.16  di venerdì 12/10/2012
scritto da  aaaaa
tutto vero ma la domanda nasce spontanea se la stessa cosa fosse successo a un papa´ ci sarebbe stato tutto questo clamore..... ma smettiamola e una cosa strumentalizzata quanti padri e sopratutto quanti figli sono violentati quotidianamente da chi ostacola i rapporti e da chi (signori mAGISTRATI) lo permette scusate la crudeltà ma ne ho le tasche piene..... vorrei vedere una sola volta i mass media che prendono le parti dei nostri figli e dicano e giusto che abbiano ugual tempo con entrambi i genitori e non sempre e solo con uno ciao scusatemi di nuovo da un esasperato.....

10.56  di venerdì 12/10/2012
scritto da  renato
ancora una volta il problema è sempre lo stesso: la separazione di un genitore dai figli a causa di una cattiva interpretazione della legge dei giudici (e in parte agli avvocati). Qualunque coniuge coivolto lo sa bene. Nella senteza presidenziale si usano dei moduli prestampati nei quali è scritto ( ... P.Q.M. autorizza i coniugi a vivere separatamente) cosa che i coniugi stavano già facendo da almeno un anno. E poi cominciano a scrivere le loro decisioni, che essenzialmente consistono nel separare un coniuge dai propi figli. Basterebbero che cominciassero a pensare che un genitore non può essere separato in alcun modo dal proprio figlio (a meno dei casi espressamente previsti dalla legge) chiunque esso sia.


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