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Roma: genitori in piazza contro la malagiustizia familiare. Politica assente, al via il non-ti-voto

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Roma: genitori in piazza contro la malagiustizia familiare. Politica assente, al via il non-ti-voto
I manifestanti al Pantheon

04/10/2012 - 23.42

Il 4 ottobre si è svolta la seconda edizione della manifestazione denominata "La Bigenitorialità salva le famiglie". Numerose associazioni (oltre 40) sono scese in piazza del Pantheon, a Roma, per chiedere a gran voce nuove misure legislative che, rispetto alle sorti dei figli, "non osteggino l'applicazione delle leggi dello Stato e non neghino ai bambini i loro piu' elementari diritti civili e il dettato delle convenzioni internazionali".

"La legge sull'affido condiviso - spiega all'Adnkronos Fabio Nestola, presidente della Federazione nazionale bigenitorialita' e portavoce nazionale degli Stati generali sulla Giustizia Familiare (SGGF) - e' una 'legge tradita', un contenitore nel quale il contenuto e' rimasto quello ante-legge, ovvero l'affido esclusivo per cui, nella stragrande maggioranza dei casi, uno dei due genitori finisce per vedere il figlio sempre e solo 3 ore a settimana e due domeniche al mese. Insomma - ammonisce - nella realta' dei fatti c'e' sempre un genitore 'pianeta' e l'altro 'satellite. Un dato per tutti: da un'analisi sulle sentenze, risulta in media che il bambino trascorre l'83% del tempo con genitore e il 17% con l'altro".

 La protesta delle associazioni, molte quelle dei padri presenti oggi, e' rivolta inoltre contro la "farraginosa macchina  della giustizia minorile", "una vera giungla fra tribunali civili, minorili, corti d'appello e giudici tutelari",  sostiene Vincenzo Spavone - da più di un decennio impegnato sui temi della separazione - che per questo chiede "l'istituzione  del Tribunale unico della famiglia per risolvere anche i tanti casi ingiusti di affidamento di  minori ai servizi sociali, che muovono tra l'altro un business incredibile. Un bambino in casa famiglia oggi  costa circa 200 euro al giorno: con tutti i soldi spesi nel tempo per mantenerlo non si potrebbe aiutare la famiglia, per  esempio dando lavoro o sussidi a un genitore, visto che il maggior numero di allontanamenti deriva da problemi economici?".

In piazza c'erano anche i nonni, con l'Associazione nonne e nonni penalizzati dalle separazioni che - come denuncia  la presidente Maria Bisegna "troppo spesso vengono emarginati e allontanati dai propri nipoti".

Rispetto allo scorso anno, quando la manifestazione si svolse a piazza Montecitorio, si è sentita l'assenza della politica. Quella che promette (e nulla fa) questa volta ha ritenuto opportuno eclissarsi, lasciando spazio a quei pochi parlamentari che hanno dimostrato di possedere la giusta sensibilità per affrontare i problemi della malagiustizia familiare. Tutto il resto del "palazzo" - e certamente quella parte che è impegnata ad ostacolare il decreto anti-corruzione - non si è fatto vivo. 

Il voto della prossima primavera rimane uno dei pochi mezzi con cui il popolo delle famiglie possa realmente condizionare il proprio futuro e quello dei figli. Il defilamento della politica dai temi del 4 Ottobre conferma l'assoluta necessità di battere su questo tasto. "Io non voto per i partiti contrari alla vera Bigenitorialità" sarà il motivo conduttore di una campagna di informazione che, siamo certi, fa paura ai politicanti con la coda di paglia.

Le aperture si faranno dopo le elezioni. Prima, servono solo certezze e impegni scritti. Serve un contratto con la Società Civile in tema di tutela dei bambini, firmato da ogni singolo parlamentare e contenente il suo impegno a lavorare, ora e in futuro, perseguendo gli obiettivi sottoscritti. Una lista di "chi c'è e chi non c'è", da diffondere nella Rete, ossia nell'ambiente dove milioni di votanti si incontrano e dialogano ogni giorno.

Cominciamo subito, al lavoro.


Fonte: Redazione

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Ci sono 14 commenti


19.44  di mercoledì 10/10/2012
scritto da  raffaele bottacchi
OK Luca sono d´accordo ma quello di cui parli è Accademia, lo sappiamo, il fatto è che senza piazza quelli pensano che siamo nessuno e non si fanno vedere. Una piazza con 10.000 e vedi come escono a fare il teatrino!

22.35  di martedì 09/10/2012
scritto da  luca
Caro Raffaele quello che intendo dire è che chi sta dentro montecitorio e dintorni sa benissimo ,conosce benissimo la situazione dei separati solo che se ne fregano altamente perchè è un business che non va disturbato.
Quindi manifestare è un diritto ,fa onore ma ,opinione personale,è sterile. (dimmi quanti parlamentari sono usciti fuori a parlarvi)
Quello che ci serve è la consapevolezza che siamo una marea a cui hanno rovinato d´ufficio la vita nostra e quella dei figli.
E dobbiamo riprenderci la figura paterna e maschile e lo possiamo fare solo se ci uniamo in un movimento ed entriamo lĂ  dentro allora si.
Per favore mettiti a pensare che interessi muovono le separazioni :avvocati periti vari assistenti sociali case famiglia,centri diurni, tribunali procure ecc.
E un sistema legalizzato per trasferire ricchezza famigliare a certe categorie.
La vita Il diritto ,la dignitĂ ,nostra e dei nostri figli sono cose che per loro non sono importanti.

19.10  di martedì 09/10/2012
scritto da  raffaele bottacchi
Per Luca
Francamente non riesco a capire il tuo discorso, ripeto....e come pensi di entrare per cambiare le cose dal di dentro se anche un musicista sa che per vendere i CD
deve fare una turnè, come è possibile cambiare il sistema senza passare dalle piazze per farsi conoscere e far conoscere le nostre rivendicazioni?
Sono curioso....

20.31  di lunedì 08/10/2012
scritto da  luca
Un saluto a te barbaro (visto che sei di vicenza spero mi contatterai condearies@msn.com) e a chi gentilmente mi ha risposto.Vedete rispetto chi ha partecipato alle varie manifestazioni davanti ai "palazzi" ,mi permetto solo di far notare che non ci sono partiti contro e pro la situazione dei padri separati (siamo milioni ) delle compagne e dei figli di questi ,semplicemente esistono delle corporazioni che trasversalmente sono presenti in tutti gli schieramenti e che hanno tutto l´interesse a far si che nulla cambi.piccolo esempio:una separazione congiunta costa 1500 euro , una giudiziale......assegno in bianco.
metteteci poi i politici referenti del vaticano presenti anche loro trasversalmente nel parlamento (contrari al divorzio e quindi applicano il teorema :se uno che si separa lo rovino questo sarĂ  un disincentivo forte a non farlo e quindi a braccetto con le categorie di cui sopra).
Aggiungete altre categorie che debbono far mangiare i propri iscritti sulla nostra pelle e il gioco è fatto.
In sostanza chi è "dentro" se ne frega semplicemente perchè l´obiettivo è difendere i propri interessi.
E lo possono fare perchè appunto sono dentro mentre noi no.

17.38  di lunedì 08/10/2012
scritto da  Barbaro Santangelo
Ciao Luca, purtoppo alcuni giornalisti (come tanti genitori) sono assolutamente terrorizzati dal sistema giudiziario, o forse, temono che alcune indiscrezioni utili agli spazi di cronaca non trapelino piĂą per loro, se andranno a "pubblicizzare" le malefatte documentate della giustizia familiare. Anch´io sono di Vicenza ed ho avuto esperienze simili. Conosci qualcuno ? Magari un buon avvocato.. Forse avrai spazio, e dovrai ringraziare. Diversamente accontentati di un articolo, dove almeno il 50 % di quello che dichiari al giornalista, non verrĂ  pubblicato. Un caro saluto


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