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FaS e la possibile convergenza con il pensiero femminista: un percorso comune ?

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FaS e la possibile convergenza con il pensiero femminista: un percorso comune ?
Fabio Nestola

16/09/2012 - 14.27

Di Fabio Nestola - il 4 ottobre sono sotto i riflettori le criticità del diritto di famiglia. Separazioni e cessazioni di convivenza, denari contesi e figli ancora più contesi, minori in istituto e rapporti genitoriali stuprati, leggi applicate col trucco da prestigiatore, DDL che gli oppositori provano a svuotare di contenuti e intanto giacciono in un cassetto aspettando la fine della Legislatura.

Evidentemente la lettura che emerge e le proposte che ne scaturiscono danno fastidio a qualcuno.

Qualcuno che invece di confrontarsi sul piano politico, mette in naftalina la dialettica e impugna l’ascia da guerra.

A parte il bizzarro tentativo di boicottaggio, un neonato gruppo “bigenitoriale” aggredisce in rete chi non si dimostra accondiscendente: non fa differenza su chi dissente, legnate gratis per tutti Inoltre ha tentato di mobilitare le militanti che non ha pescando nel bacino FaS, ma ha ricevuto in risposta una lavata di capo che la metà basta.

Sinceramente, devo ammettere che la cosa mi ha sorpreso.

Non la drittata del gruppo neonato, la reazione pubblica di FaS.

Non mi aspettavo delle precisazioni tanto corrosive, trasformate in stroncature pubbliche senza appello.

Chapeau.

Conscio del ben diverso retroterra culturale che caratterizza i due gruppi, ero certo che FaS non avrebbe accettato passivamente il tentativo di strumentalizzazione.

Immaginavo però chiarimenti più o meno privati, mi ha sorpreso la randellata urbi et orbi. Perché di questo si tratta: non è una semplice presa di distanza, è una critica al vetriolo.

Le neonate non si arrendono: incassata la delusione sul fallito “dispettuccio” della piazza, incassata la reprimenda di FaS, ora si accaniscono contro l’ala femminile che sarà in piazza il 4 ottobre. Sono donne, quindi devono essere contro i padri. Se non sono contro vanno rieducate, anche con gli insulti...

Sono stanco di ripetere che la critica al Diritto di Famiglia è multiforme, i padri sono una delle tante componenti; le neonate non vogliono capire, a loro fa gioco insistere sulla guerra di genere, forse avere il maschio nel mirino è una ragione di vita, le fa sentire bene.

La rabbia delle neonate si sfoga anche con dei post quantomeno curiosi, per non dire altro. Visto che l’iniziativa del 4/10 è dei padri, cosa ci vanno a fare le donne, perché sostengono il principio della bigenitorialità visto che i figli non sono loro?

Un capolavoro. Veramente ammirevole nella sua ottusità!

Se un problema non tocca le mie tasche, la mia salute o i miei affetti, devo fregarmene.

Mai sentito parlare di coscienza politica, coscienza sociale, coscienza civile?

Per quale motivo dovrei essere contro la pena di morte, visto che mio figlio non è sulla sedia elettrica?

Per quale motivo dovrei essere contro l’accanimento terapeutico, visto che Eluana non era mia figlia?

Per quale motivo dovrei approvare la ricerca sul cancro, visto che mio figlio non è malato terminale?

Per quale motivo dovrei essere contro la prostituzione minorile, visto che Ruby non è mia figlia?

Giuro: non sono il fratello di Mubarak. Potremmo andare avanti all’infinito … ci sono centinaia di argomenti sui quali chi ha una coscienza prende posizione, anche senza essere direttamente coinvolto. Ma le donne non possono impicciarsi dell’infanzia in generale, pensino ai figli propri e basta.

Vennero a prendere gli zingari …. (B. Brecht)

Una riflessione sul testo FaS, nel quale trovo molti punti di contatto con quanto scrivo da anni: non è che per caso l’attuale gestione delle separazioni sia degenerata in quanto di più antifemminista possa esistere?

Per quale motivo da sposate alcune donne chiedono la collaborazione maschile nei compiti di cura della prole, ma con la separazione mirano alla gestione unica dei figli?

Guerre all’arma bianca per conquistare e difendere una posizione dominante: per sostenere che il padre è incapace, per dire che i figli soffrono due giorni con lui, per eliminare un pomeriggio, per ridurre i tempi di mezz’ora, per accorciare una vacanza, per non farli vedere ai nonni paterni “...che quelli non li sopporto proprio...”.

Questo accanimento egemonico non contrasta con l’emancipazione?

Il possesso esclusivo della prole non è fonte di limitazioni?

Perché qualche madre si lamenta per doversi occupare troppo dei figli, poi fa di tutto per impedire che se ne occupi il padre?

Meglio al nido o con la babysitter - estranei che se ne occupano a pagamento - ma la presenza del padre, anche di coloro che si rendono disponibili, va limitata il più possibile.

L’innalzamento del muro divisorio tra ruoli maschili e femminili rappresenta un passo indietro di secoli nella storia della civiltà. Eppure accade ogni giorno in ogni tribunale, e nessuno grida allo scandalo. All’uomo sposato viene benevolmente concesso di occuparsi dei figli, ma il messaggio subliminale è “sia chiaro: in caso di separazione scordati i figli, il tuo ruolo torna quello atavico del reperimento di risorse”. Alla donna sposata viene benevolmente concesso di cercare una realizzazione nel mondo del lavoro, ma il messaggio subliminale è “sia chiaro: in caso di separazione scordati la libertà, il tuo ruolo torna quello atavico di gestione della prole”.

Il ruolo di fattrice e balia, un vincolo dal quale la donna ha impiegato secoli ad emanciparsi, eppure sembra che ancora oggi in Tribunale non se ne siano accorti. Hanno deciso che dei figli se ne occupano le donne, punto. Al massimo lasciando qualche briciola agli uomini, ma decreti e sentenze dicono che una larga prevalenza femminile nei compiti di cura è inderogabile.

Allo stesso modo hanno deciso che le risorse le procurano gli uomini, punto. Al massimo lasciando qualche contentino alle donne, ma gli atti dicono che una larga prevalenza maschile nei compiti di approvvigionamento è inderogabile. Il ruolo maschile è quello di garantire il sostentamento della collettività, come quando usciva con la clava ad ammazzare il bufalo mentre la donna rimaneva nella grotta a cullare il pupo e controllare che il fuoco non si spegnesse. Come quando la donna andava al fiume a prendere l’acqua - ma sempre col pupo in braccio - e l’uomo difendeva i confini del clan dagli assalti di altri clan.

Sembra una becera restaurazione dei confini di genere: il tribunale stabilisce compiti femminili e compiti maschili, nessuno si azzardi a sconfinare. Ovviamente vi sono delle eccezioni: donne che se ne fregano del lavoro e uomini che se ne fregano dei figli; ma gli ostacoli vengono innalzati per tutte e tutti, anche per le madri che vorrebbero continuare a lavorare ed i padri che vorrebbero continuare ad occuparsi dei figli.

Non ho sentito il pensiero femminista prendere posizione contro questa forzatura.

Dei punti di convergenza ci sono, eccome. È ora di tentare un percorso comune?


Fonte: Redazione - Fabio Nestola

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Ci sono 13 commenti


11.37  di martedì 18/09/2012
scritto da  x il lupo
Esprimo liberamente il mio pensiero, dove mi danno spazio per farlo.
Qualcuno può concordare, altri no, fa parte della vita.
Non ho manie di grandezza, conosco i miei limiti. Persino Gandhi aveva i suoi oppositori, chi sono io per aspirare ad un consenso globale?
Quindi non è un problema se lei ha pensieri diversi, siamo in democrazia, però potrebbe provare ad esprimerli senza offendere, non crede?
Mi assumo le responsabilità di quello che dico, ci metto il nome e la faccia. C’è invece chi evita di firmare e preferisce nascondersi dietro pseudonimi più o meno fantasiosi.
Veniamo al punto.
Le faccio pena. Pazienza, cercherò di non perdere il sonno per questo.
Però rilegga meglio prima di partire con gli insulti: sa dirmi dove ho scritto che la tragica situazione dei padri separati è colpa dell’antifemminismo?
Sa dirmi dove ho scritto che le donne “oppresse” rifiutavano lavori i pesanti e rischiosi degli “oppressori”?
Lei contesta concetti che non ho mai scritto, la mia analisi è un’altra.
Credo che la donna abbia impiegato secoli ad uscire dal ruolo di balia, poi in tribunale stabiliscono che in caso di separazione deve occuparsi principalmente dei figli perché è il suo ruolo “naturale”.
Lo credo io, magari non è vero, mi dica lei che è più esperto di me.
Ho un taglio fortemente critico nei confronti dei tribunali, trovo strano che questa anomalia non venga contestata in primis dalle donne che desiderano essere autonome, indipendenti, realizzate.
Provo a dialogare così, cercando punti di contatto fra ottiche diverse.
Probabilmente sbaglio, saprĂ  ottenere risultati migliori chi sostiene che le donne siano tutte stronze, avide e calcolatrici.

FN, per gli amici Cappuccetto Rosso

07.54  di martedì 18/09/2012
scritto da  enza tempone perchè odi tanto i papĂ ?
Hai tendenze femministe?

00.15  di martedì 18/09/2012
scritto da  Wolf
" non è che per caso l’attuale gestione delle separazioni sia degenerata in quanto di più antifemminista possa esistere?"(Nestola)


Sì, ora la colpa della tragica situazione dei padri separati è dell´ antifemminismo, non del femminismo! Che pena, Nestola!

" un vincolo dal quale la donna ha impiegato secoli ad emanciparsi,"(Nestola)

Sì, come no, infatti erano "oppresse" perchè non potevano e non volevano fare questi lavori che invece toccavano agli "oppressori" uomini prima che il Femminismo facesse "emancipare" le donne:

http://saigon2k.altervista.org/2012/01/lavori-ripugnanti-il-privilegio-lavorativo-degli-uomin/

Nestola, le do un consiglio: parli solo degli argomenti su cui è molto preparato(affidamento condiviso,padri separati, etc)e lasci stare quegli argomenti(femminismo, antifemminismo, storia del rapporto fra i due sessi) su cui invece non ha nessuna cognizione di causa.

Cordialmente,


20.33  di lunedì 17/09/2012
scritto da  raffaele bottacchi
Ho scritto questa mattina a fikasicula@grrlz.net

In memoria tratto da un articolo credo..... su Femministe sud

"se qualche passaggio non è chiaro, ché sono appena tornata da un lungo viaggio, a chi si interroga su “ciò che scriviamo” sono disposta a un corso accelerato di fikasiculese. Vi basta scrivere a fikasicula@grrlz.net ricordando che è un indirizzo collettivo e che se inviate insulti arrivano a tutti/e noi"

Non ho ricevuto risposta allora il FIKASICULO me lo sono imparato da solo e rispondo

"Chè gientilissima compagna, se pensa non all´altezza, che me lo dice aperto no?" credo vada bene.

Grazie amiche femministe, così davvero ci fate un favore.

14.08  di lunedì 17/09/2012
scritto da  anna
anche le neonate hanno figli, immagino. Ora, o hanno tutte figlie femmine..... o le aspetto con ansia quando al loro figlio maschio verranno tolti i figli, a loro i nipoti, a tutti la casa, e un giudice o chi per esso con un cronometro in mano calcolerĂ  il tempo degli abbracci.

Assisteremo ad un doppio carpiato?


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