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Quando il potere diventa assoluto, i bambini rimangono senza voce

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Quando il potere diventa assoluto, i bambini rimangono senza voce
Gabriella Maffioletti

10/07/2012 - 09.28

Il potere - si sa - tende a perpetuare se stesso, e non tollera che qualcuno possa mettere in luce problemi e situazioni censurabili, specie quando l'evidenza dei fatti e la delicatezza degli argomenti è di una tale forza persuasiva da scardinare alla radice quelle convinzioni diffuse e consolidate fra la gente comune, sulle quali spesso  riesce a far leva la macchina del consenso.

Una di queste convinzioni diffuse nella nostra cultura è anche quella che ritiene di risolvere per il meglio le delicate emergenze minorili rimettendole in via esclusiva nelle mani "sicure" degli assistenti sociali e dei Tribunali dei minori, rimuovendole nel contempo dall'attenzione e quindi dalla consapevolezza collettiva.

I genitori spesso litigano in presenza dei bambini?

La mamma è costretta a trascurare i suoi figli per andare a pulire i pavimenti dei signori?

La casa è fatiscente perchè ambedue i genitori sono disoccupati?

La bambina disegna dei ghirigori e la maestra, colta e raffinata educatrice, interpreta in modo equivoco?

C'è una bella lettera anonima che denuncia comportamenti illeciti di uno o entrambi i genitori?

E' arrivata la segnalazione dei carabinieri che sono stati chiamati dalla vicina infastidita perchè i bambini giocano da soli in strada?

Più di 20 anni fa il papà ha avuto problemi di droga e nella sua casa è stato rinvenuto un narghilè di arredamento?

Il papà ha dato uno schiaffo alla figlia quattordicenne per impedirle di uscire con delle cattive compagnie?

Tranquilli, non c'è nessun problema: una bella segnalazione al Tribunale dei minori da parte dell'assistente sociale e la faccenda è risolta: alcuni provvedimenti provvisori del Tribunale dei minori (non impugnabili dai genitori o dagli aventi interesse a farlo) e poi un affidamento a tempo indeterminato in una bellissima casa famiglia, con tanto di parco giochi, cibo a volontà e televisione a go go.

E i genitori disperati?

E la mamma che ha tentato il suicidio quando le hanno preso la bambina?

E gli zii, il fratello la suocera, i nonni ?

E loro che c'entrano?

Qui c'è una relazione esauriente, dotta, motivata: il perito del Tribunale, in relazione ad una specifica vicenda familiare, ha scritto 300 pagine (non è un errore di stampa) che dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio l'incapacità genitoriale di uno se non di entrambi i genitori. Pertanto si è decretato che padre e madre non hanno diritto né di vivere con i loro figli né di frequentarli regolarmente, neanche in maniera protetta, e perciò in nome della Legge si dichiara che nessun famigliare possa vedere o frequentare il minore fino a quando il genitore/i non ritornerà nelle proprie capacità genitoriali...

La coscienza collettiva viene messa a tacere in nome della legge. I bambini si dice, sono in buone mani. Si certo , si dice negli ambienti, soffrono di tanto in tanto, a volte anche molto spesso, piangono disperati, sono depressi, chiedono in continuazione dei loro genitori, ecc., ma si sa che "i bambini sono bambini, ma è a noi adulti che spetta il compito di gestire al meglio la loro vita, e cosa c'è di meglio che toglierli il peso di una situazione scabrosa ed affidarli alla rigida sorveglianza di istituti specializzati?"

Eh si. Perchè noi adulti abbiamo pensato proprio a tutto e abbiamo preparato per loro istituti appositi che fra l'altro ci costano un patrimonio: come si può anche solo ipotizzare che là dentro in mezzo a personale dedicato quei bambini possano soffrire per la mancanza della loro famiglia? Però la verità è cruda. Per rendercene conto basta ascoltare i resoconti di chi ha vissuto sulla propria pelle un drammatico e definitivo distacco dal sangue del proprio sangue: sono resoconti di vita disperate, consumate nel desiderio di ritrovare i propri genitori e con essi la radice stessa della propria esistenza  e tutto questo pur nella piena consapevolezza delle loro eventuali mancanze, vere o pretestuose che siano.

La potestà genitoriale - checchè ne pensino i servizi sociali ed i Tribunali dei minori - appartiene alla sfera dei diritti inalienabili della persona, cioè a quei diritti connessi alla natura stessa dell'individuo che per nessuna ragione e per nessun motivo possono essere cancellati con un colpo di ... sentenza. Un paese realmente civile non dovrebbe contemplare nel proprio ordinamento giuridico la facoltà di ordinare la sottrazione totale e definitiva della potestà genitoriale esclusi i casi di reati conclamati e contemplati dal codice penale. La verità è che dobbiamo imparare a liberarci delle convinzioni stereotipe ereditate da una certa cultura doppiettara e miope; dobbiamo renderci conto che quelle mani per niente sicure e premurose, nelle quali ci hanno insegnato a rimettere la gestione delle emergenze minorili, forse non hanno dato e non stanno dando i risultati sperati. E le prove sono sotto gli occhi di tutti o se non altro di tutti quelli che non cambiano canale quando vengono alla ribalta della cronaca quei casi di allucinante follia giudiziaria consumata sulla pelle dei minori, veri e propri  ostaggi di un sistema legislativo già di per sé molto farraginoso e spesso anche amministrato nel peggiore dei modi.

Intendiamoci . Non si intende contestare con ciò la necessità sociale di adottare idonee misure di protezione dei minori coinvolti in situazioni di emergenza. Gestione protetta non significa un rapimento di Stato legalizzato! Basterebbe, per ovviare alle storture del sistema, che nessuna segnalazione, nessun esposto potesse essere inoltrato al Tribunale dei minori e nessun provvedimento giudiziario potesse essere attivato, se non a condizione che ai genitori e a chiunque ne abbia interesse, venga in ogni caso garantita la possibilità reale e concreta di avere un giusto contradditorio con possibilità di audizione dei minori capaci di discernimento, dei testi , degli avvocati difensori,  dei periti di parte, cosa ad oggi inesistente.

A dispetto della cultura imperante, pilatesca e disumana dobbiamo imparare a prendere atto che non possiamo permettere che i legami di sangue indissolubili fra  genitori e figli vengano fatti a pezzi da una burocrazia giudiziaria che tutto persegue tranne l'effettiva e concreta salvaguardia del bene più prezioso: l'armonioso equilibrio interiore del minore che anzitutto e prima di tutto necessita di un rapporto diretto e continuo con i propri genitori, per la cui eventuale problematicità possiamo, anzi dobbiamo, intervenire con fermezza e con efficacia senza per questo sottoporre gli uni e gli altri ad un atto di brutale chirurgia giudiziaria, abbandonandoli a sé stessi nei meandri della giustizia minorile che andrebbe riformata al più presto.

Inoltre dovrebbe essere chiaro a tutti - ma pare che non lo sia affatto - che l'affidamento dei minori a delle strutture dedicate esterne alla famiglia dovrebbe essere davvero l'estrema ratio, la soluzione limite quando nessuna, ma proprio nessuna altra soluzione sia possibile. L'eventuale provvedimento di adozione poi non dovrebbe mai essere attivato in presenza di disponibilità dei parenti di subentrare nella gestione della patria potestà  a meno che costoro non siano probatoriamente pregiudizievoli per la crescita del minore stesso.

Ed infine, nel caso limite di adozione, dovrebbe essere garantito ai genitori che lo desiderano la facoltà di depositare le proprie generalità in modo tale che il minore una volta pervenuto alla maggiore età, possa avere la facoltà , se lo desidera, di rintracciare senza problemi i genitori naturali.

La famiglia è sacra  e  la pubblica amministrazione deve sostenerla ed aiutarla nei propri bisogni   e non  intravedere in essa una  industria del sociale ! E' un dovere morale ed etico della società civile di insorgere e di pretendere che le propaggini dello Stato non schiaccino il cittadino ma lo sostengano nel rispetto della carta costituente e del principio di sussidiarietà cui tutti gli Stati membri devono regolare la loro azione amministrativa pubblica.

 

Gabriella Maffioletti

consigliere comunale di Trento e delegata di Adiantum per il Trentino


Fonte: Redazione - Gabriella Maffioletti

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Ci sono 3 commenti


16.53  di giovedì 09/08/2012
scritto da  Lara

Cara Gabriella, l´articolo che hai scritto è speciale . spiega approfonditamente il problema dei rapimenti legalizzati dello stato. sono molto commossa. purtroppo tu sai che chi vive queste tragiche situazioni sulla propria pelle , non si dà pace finchè i nostri bambini non ci vengono restituiti; noi genitori siamo anche disposti ad arrivare a mettere le mani addosso a quella gentaglia che ci ha derubati noi e i nostri bambini degli affetti . Dato che nè assistenti sociali , nè giudici dei tribunali dei minori capiscono la gravità delle cose che loro stessi fanno, bisognerebbe veramente che ci fossero delle persone disposte a punire  sia assistenti sociali e giudici vari dei tribunali dei minori , e poi pubblicare anche le notizie , cosi , altri assistenti sociali e giudici , forse , dico forse, capiscono , si impauriscono un po´ e si comportano con onestà; perchè solo in Italia succedono queste cose, e solo ai bambini italiani , perchè nelle strutture non ci sono bambini di origini marocchine , o albanesi , o rumene, o figli di zingari , perchè gli assistenti sociali e i giudici , di queste categorie di persone hanno paura di avere ritorsioni fisiche . Un caro saluto da Lara


17.26  di venerdì 13/07/2012
scritto da  raffaele bottacchi
Mamma mia!, complimenti articolo stupendo.
Stampo e conservo. Consigliere Comunale? Venga a Milano c´è bisogno di donne in gamba (no la Minetti).
Saluti Raffaele

02.22  di mercoledì 11/07/2012
scritto da  Scipione
Qualcuno si ricorda della madre (Lianne Smith) che soffocò i due figli di cinque anni e di undici mesi in Spagna nel 2010?

Sapete che lavoro facesse? Era capo dell´unità per la protezione dell´infanzia nei servizi sociali.

Sono cose che non si potrebbe inventare.


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