Maggioranze silenziose e minoranze intelligenti - di Alessandro Gerardi*Parlando con franchezza...
23/06/2012 - 16.51Non vi sembra che il nostro tempo sia pieno di storie incredibili? Basta dare un’occhiata alla nostra giurisprudenza in materia di diritto di famiglia. Confesso che lo faccio malvolentieri, ma bisogna farlo o si rischia di non capire più niente. In ambito familiare, ogni causa si propone come una tragedia che non avrà mai la sua catarsi. Non esistono colpevoli, esiste solo il procedimento giudiziario, che cresce, si sviluppa, fa il suo corso; e alla fine, senza soluzione, rientra nel grembo del nulla, non appena sorge una causa più grossa all’orizzonte. I colpevoli svaniscono, i presunti colpevoli restano dentro, a tirarli fuori c’è sempre tempo. Qualcuno dirà: sono casi limite, casi in cui il nostro diritto di famiglia entra in stallo solo momentaneamente. Il problema però è che dietro questi casi limite, che poi casi limite non sono affatto, c’è chi si adopera per costruire sistemi di intolleranza, di menzogna, di sopraffazione, ma soprattutto per imporre dogmi. E tutti ne hanno uno da imporre, costruito su letture affrettate, su vecchi rancori esistenziali, sulla loro trionfante inferiorità, sulla loro naturale volgarità. Lo scopo è quello di far paura a quelli che non la pensano come loro. La violenza di genere, nuova forma di investimento, di assicurazione per la vecchiaia, se non di vero e proprio terrore ideologico, viene così mantenuta in continua riparazione. Nel frattempo, coloro che subiscono la dittatura del cosiddetto “monogenitoriale imperfetto” appartengono sempre più alla maggioranza “silenziosa”: non hanno più nulla da dire e aspettano. Sono scettici, sanno che difficilmente la situazione potrà chiarirsi, anche perché in questo paese non esiste semplicemente la verità. Rispetto a tutto questo la magistratura ha molte colpe da farsi perdonare, la principale di queste è che in materia di affido dei figli e di tutela dei minori ha deciso di mettersi in retroguardia a causa della sua infingardaggine e della sua arteriosclerosi. Ai cittadini, maggioranza “silenziosa”, si contrappone dunque questa sorta di minoranza “intelligente”, composta da magistrati, scrittrici, giornaliste, filosofe, predicatrici, femministe. Il che mi ricorda un celebre aforisma di Malraux (poi ripreso da Ennio Flaiano): “In ogni minoranza intelligente c’è una maggioranza di imbecilli”. Intanto a studio l’altra sera, al netto dei discorsi sul femminicidio e sulla violenza di genere, mi è venuto a trovare Roberto, un padre separato che negli ultimi anni ha speso quasi tutta la sua fortuna personale per promuovere numerose azioni giudiziarie al fine di dare concreta attuazione al suo diritto di genitore; diritto riconosciuto dal codice civile ma negato da un irresponsabile quanto sconsiderato orientamento giurisprudenziale, sempre più granitico ed intangibile manco fosse la Bibbia. Roberto non ha perduto la speranza che prima o poi la magistratura possa dargli ragione. Chi potrà aiutarlo, ormai? Il suo sereno ottimismo mi sconvolge. Mi ha parlato di una quarta causa che ha in animo di proporre in Tribunale nei prossimi giorni. Roberto è il tipico papà ingombrante che non ha ancora capito e forse non capirà mai il gioco degli interessi creati dai sostenitori del falso condiviso, per questo lo stimo e gli voglio bene. Che sia non-italiano?
* Avvocato, Tesoriere della Lega Italiana Divorzio Breve Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 679 volte
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| 17.24 di sabato 23/06/2012 | ||
| scritto da Stefano da Cagliari | ||
| condivido il pensiero pienamente. Questo concetto è stato espresso con la massima chiarezza(forse mai nessuno l´aveva realizzato così fino ad ora). Cosa mai potrà fare Roberto ? questo padre martoriato, per poter finalmente rinascere anch´egli come la Fenice ? Forse per se stesso non potrà più far nulla, solo illudersi di poter un giorno riabbracciare la Verità, così come l´Autore pieno di tenerezza e compassione ci porta a credere. Forse possiamo far ancora qualcosa per chi è in procinto di cadere nella rete o forse possiamo far qualcosa per i nostri figli. Roberto è diventato un gladiatore e non ha perduto la speranza. | ||
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