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Gentile Barbara Spinelli... - di Fabio Nestola

Cronache dai tribunali


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Gentile Barbara Spinelli... - di Fabio Nestola
Fabio Nestola

13/06/2012 - 23.51

Gentile Barbara Spinelli, il mio pensiero non meriterebbe risposta però vedo che risponde; allora mi adeguo ai Suoi formalismi, maiuscole comprese. Il Suo post era integralmente riportato nel mio scritto originale[1], è stata una scelta dell’editore quella di tagliare la lunghissima parte delle citazioni CEDAW lasciando solo quanto Lei scrive.

Non è quindi mia volontà giocare sull’equivoco oscurando le Sue parole.

In questa occasione Le rispondo per punti inframmezzando il Suo scritto, almeno abbiamo entrambi la garanzia che l’editore pubblichi tutto o cassi tutto, senza distinzioni.

 

"Perché definire il mio post “informazione pilotata”?" 

A quale articolo si riferisce? Ce n’è più di uno …

1) l’articolo originale appare sul sito Adiantum, al link[2]

2) Poi è intervenuta Luisa Betti, al link[3]

3) Alla quale ho replicato con un nuovo articolo, al link[4]

Altri siti, blog e pagine FB riprendono lo scambio, tutto o in parte, ma la discussione originale ed integrale  è su www.adiantum.it . Lei, credo di capire, dovrebbe aver fatto un mix di tutto. Infatti la dicitura “informazione pilotata” compare nel post 3, ma non attribuita a Lei. Forse nel fare il titolo i curatori della testata si sono presi qualche libertà, ma leggendo il testo è facile capire che l’accusa non è affatto rivolta a Lei.

Temo che il disegno generale sia molto più ampio sia di Lei che di me, l’informazione pilotata filtra le notizie e le oscura o le enfatizza, a seconda dell’obiettivo che il Sistema si prefigge.

Quindi riconosco senza ombra di dubbio che non è una Sua colpa pilotare l’informazione, semplicemente perché non è un Suo potere. 

Accodarsi al pensiero dominante, si.

Questa è una responsabilità che - molto presuntuosamente - mi sento di attribuirLe.

Lei non è l’artefice dell’informazione pilotata, ne è solo uno strumento, uno dei tanti strumenti più o meno consapevoli.  

 

"Si tratta di una lettura critica del disegno di legge 957 in discussione in Commissione Giustizia al Senato. Che può essere condivisibile o meno nelle conclusioni cui perviene, ma che certamente è oggettiva nell’individuare alcuni nodi cruciali, attualmente irrisolti, in materia di affido condiviso, e cioè: 1) gli aspetti direttamente discriminatori nei confronti delle donne contenuti nel d.d.l. 957; 2) la necessità di prevedere per legge l’esclusione dell’affido condiviso nel caso uno dei due coniugi sia stato condannato in via definitiva per reati di maltrattamento, violenza sessuale o altri reati che possono integrare violenza domestica; 3) i rilievi sollevati dal Comitato CEDAW in materia".

Lettura critica certamente oggettiva, dice?

Vediamo…

1) Non una sola parola nel testo del DDL discrimina, come Lei dice, le donne. Diversamente il testo verrebbe bocciato dalla Corte Costituzionale, e Lei lo sa. Quindi si tratta di una Sua interpretazione, definirla “certamente oggettiva” mi sembra un tantino presuntuoso, non trova?

2) Doppia capriola! La prima: già oggi le eventualità che cita sono previste, l’affido esclusivo non sparisce dai tribunali. Un genitore viene escluso dall’affido condiviso qualora l’affido anche a quel genitore sia pregiudizievole per il minore; quando un genitore abusa, picchia o maltratta i figli, cosa possiamo immaginare di più pregiudizievole per i figli stessi? Identico discorso per un genitore che abusa, picchia o maltratta l’altro alla presenza dei figli; anche se i bimbi non vengono sfiorati si tratta comunque di violenza assistita.

Quindi il principio esiste, sia nella 54/06 che nei quattro DDL all’esame del Senato; non c’è l’espressa dicitura “nel caso uno dei due coniugi sia condannato in via definitiva, etc”,. ma è sbagliato dettagliare una sola delle possibilità di pregiudizio per il minore.

La rosa dei potenziali fattori di rischio è vasta, allora perché non scrivere anche in caso di genitore tossicodipendente, alcolista, spacciatore, pedofilo, terrorista, trafficante d’armi e di esseri umani, sfruttatore della prostituzione minorile … mettiamoci mezzo codice penale, e morta li.

La seconda: i DDL parlano di “genitori”, anche Lei dice “uno dei due coniugi”.

Visto che la norma si mantiene correttamente imparziale, come mai violerebbe i diritti solo delle donne? Abbiamo visto che il principio già esiste, ma ammettendo per assurdo che debbano esserci espressamente scritte le parole “nel caso uno dei due coniugi sia condannato in via definitiva, etc”, cosa  Le da la certezza che quello tra i due ad essere condannato possa essere solo il padre?

Per quale motivo la mancanza della dicitura che a Lei piace discrimina le donne?

Avvocato, nonché Giurista Democratica, non mi cada in questi errori da matricola … in punta di Diritto la norma deve essere imparziale, poi saranno i dati del Ministero degli Interni a dire se viene applicata al 50% tra donne e uomini, 10% donne e 90% uomini o altro ancora. 

3) Vorrebbe elevare il Comitato CEDAW ad esempio di cristallina imparzialità? Questo è ciò che Lei intende per “certamente oggettivo” ?

Per cortesia, non insulti la Sua e la mia intelligenza, oltre a quella di chi ci legge. Il CEDAW nasce con un ruolo preciso e lo svolge al meglio: osservare le criticità del Mondo secondo un’ottica femminile. Questo ruolo non ha nulla a che fare con l’imparzialità, ogni analisi del CEDAW è unidirezionale per sua stessa natura. Chiediamo all’oste se il suo vino è buono, e poi vogliamo credere che esprima un parere “certamente oggettivo”? Suvvia, non scherziamo…

 

"Lei invece, mi propone una serie di censure con le quali vorrebbe arrivare a sostenere che le mie considerazioni sono “faziosamente assurde”, e mi mette in bocca (anzi, sulla penna, o meglio, sui tasti del pc), parole e concetti da me mai espressi. Chiariamoci: Io non ho mai equiparato la categoria dei padri separati alla categoria di padri violenti e maltrattanti e mai ho messo in discussione la necessità di una legge che garantisca in concreto l’attuazione del principio di bigenitoritorialità. Ciò non toglie che resta valida la mia affermazione con cui nel post esprimevo che “già la legge 54/2006, allo stato dei fatti, si presenti come gravemente lesiva dei diritti fondamentali di donne e bambini”. L’attuale legge sull’affido condiviso infatti è lesiva dei diritti fondamentali di donne e bambini nella misura in cui non prevede espressamente nel suo dettato normativo l’esclusione dell’affido condiviso nel caso uno dei due coniugi sia stato condannato in via definitiva per reati di maltrattamento, violenza sessuale o altri reati che possono integrare violenza domestica".

Già ho risposto, Lei ripete esattamente concetti espressi prima con le medesime  parole 

 

"E' lesiva dei diritti di donne e bambini perché attualmente chi in concreto subisce in percentuale maggiore le conseguenze nefaste di questo vuoto normativo sono le donne, e mi riferisco in particolare a quelle che hanno subito danneggiamenti, lesioni e che sono state uccise proprio in occasione degli incontri in fase di affido condiviso o in conseguenza delle decisioni del giudice in materia".

Scusi, ma come può una persona di Diritto ragionare con queste forzature?

Parla di “vuoto normativo”, quindi sostiene che per colmare il vuoto la legge andrebbe plasmata su chi in concreto subisce in percentuale maggiore… sotto il profilo costituzionale è un concetto inammissibile.

Allora perché non novellare la truffa, tutelando maggiormente i cittadini del Nord? È statisticamente provato che i napoletani e noi romani (si, tra i tanti difetti ho anche questo, sono di Roma) siamo storicamente più creativi di altri nella truffa, quindi l’art. 640 cp come attualmente formulato sarebbe gravemente lesivo dei diritti di torinesi e veneziani.

Voglio sperare che l’articolo rimanga identico per 60 milioni di cittadini, poi a fine anno sarà la Cancellieri a dirci se sono stati denunciati per truffa 3000 napoletani, 3000 romani e un solo milanese, e se le vittime si registrano principalmente a nord di Bologna

Come non posso accettare che il 640 cp sia una violazione dei diritti fondamentali dei settentrionali, così ho estrema difficoltà ad accettare la Sua tesi che l’affido condiviso sia una violazione dei diritti fondamentali delle donne.

Guardi che non sono io a smentirLa, ma l’intero Parlamento italiano che ha approvato la legge all’unanimità, con soli 14 astenuti.

 

"Se circoscriviamo la nostra analisi agli omicidi, quantificabili anche in assenza di dati ufficiali, non mi risulta di uomini che siano stati uccisi dalle proprie ex mogli o compagne in occasione dell’affido condiviso".

Esistono, esistono.... La donna che uccide il compagno col quale ha concepito dei figli è un fenomeno ben radicato, sia prima che dopo l’affido condiviso. Che a Lei non risultino non significa che certi episodi non siano mai accaduti

Provi a documentarsi meglio. Vuole qualche esempio?

 

 

Vi sono siti web che catalogano la violenza di genere a 360°, sia U>D che D>U, con migliaia di episodi tra uxoricidio diretto o su commissione, avvelenamento, soffocamento, investimento, ferimento con arma da fuoco o punta e taglio, con armi improprie, corpi contundenti, percosse con modalità tipicamente femminili come graffi e capelli strappati, ed altre erroneamente considerate esclusive maschili come calci e pugni.. Non solo nel campo “separazioni”, c’è anche una serie infinita di violenze femminili nei confronti di fidanzati, colleghi, bambini, anziani, disabili e perfino di altre donne. Ostinarsi a credere che la violenza sia a senso unico non è altro che un pregiudizio, mi creda. La cronaca nera dice il contrario. Non si tratta di opinioni, ma di fatti.  

 

"In ogni caso, l’introduzione di una simile norma nel testo normativo, posto che avrebbe a destinatari entrambi i coniugi condannati in via definitiva, certo non costituirebbe una criminalizzazione o un nocumento per quella maggioranza di padri non maltrattanti e, addirittura, costituirebbe un beneficio per quelli vittime di violenza da parte delle proprie ex consorti. Non crede?"

Certo che si, non posso che concordare. Anzi, non sto facendo altro che sostenere la simmetria di sanzione in caso di genitore violento. Ma fino ad ora non è stata Lei a sostenere il contrario? Non sono io a definire l’affido condiviso una grave violazione dei diritti fondamentali di donne e bambini.

 

"Non capisco quindi perché Lei mi abbia accusato di fare informazione pilotata."

Ripeto, se rilegge meglio capisce che non mi azzardo ad accusare Lei di creare informazione pilotata. Lei è solo una delle tante persone che la diffondono, probabilmente anche in buona fede. La fabbrica è altrove, le stanze dei bottoni sono molto più in alto sia di Lei che di me e di chi legge.

 

"Poi Lei mi chiede perché io non concentri la mia attenzione anche sugli uomini che subiscono violenza nelle relazioni di intimità. Bene. Ora Le voglio fare io una domanda: secondo lei, concentrare la propria attenzione nella lotta alla discriminazione razziale e alla violenza xenofoba significa negare che anche gli stranieri possano essere violenti? No, è evidente."

Non le chiedo di diventare tuttologa, per carità, non le chiedo alcuna attenzione supplementare. Faccia quello che preferisce. Però quando sostiene che i DDL al Senato sono gravemente lesivi dei diritti fondamentali delle donne, devo dirle che la Sua analisi è monca.

Le manca un pezzo, se ne faccia una ragione. Nessuno la obbliga ad analizzare tutte le criticità, ma analizzando solo quelle che Le piacciono ne esce una teoria faziosa.

 

"Eppure, accanto alla violenza generalizzata, così come esiste una violenza che trova origine nella discriminazione razziale, una violenza xenofoba, altrettanto esiste una violenza che trova origine nella discriminazione di genere, una violenza sessista."

No, non una violenza sessista. Di violenze sessiste ne esistono tre:

Con vittime donne, e se ne deve parlare

Con vittime GLBT[1], e se ne deve parlare

Con vittime uomini, ma non se ne deve parlare per nessun motivo.

È questa ciò che definisco informazione pilotata. Vede che non accuso Lei di crearla? Siamo talmente indottrinati che ormai è “normale” non farci più caso, quindi esiste un solo tipo di violenza sessista.

 

"E’ evidente che ogni forma di violenza è condannabile a prescindere, in quanto tale. Ma questo non toglie che si debba riconoscere che esistono tipi di violenza che sono particolarmente odiosi e particolarmente radicati in quanto trovano origine in stereotipi e pregiudizi duri a morire: parliamo della discriminazione di genere, razziale, ecc. L’OMS ha documentato come, a livello mondiale,  un dato torna costante: gli omicidi delle donne, in una percentuale che varia dal 40 al 70% a seconda degli Stati, sono commessi da parte dei compagni, mariti, partner (o ex) di queste donne. Al contrario, la percentuale di omicidi di uomini commessi da donne che con questi avevano un legame affettivo (o ex) varia dal 4 all’8% a seconda dei Paesi. Ecco perché, posto che in Italia (e in Europa e nel Mondo) statisticamente le persone maggiormente vittimizzate nelle relazioni di intimità sono le donne, io concentro la mia attenzione in particolare sulla violenza di genere."

Ecco, l’OMS, quindi Organizzazione Mondiale Sanità. I dati non riflettono una realtà italiana, nella media delle violenze entrano Paesi ove si uccidono le bambine alla nascita, Paesi che prevedono la lapidazione per adulterio, Paesi che prevedono le mutilazioni genitali, la poligamia, il delitto d’onore, il burqa, i matrimoni preordinati con spose bambine,  oltre ad un gran numero di luoghi ove la vita umana - indifferentemente uomini, donne, bambini - non vale più di un pacchetto di sigarette.

 

"Certo, esiste anche una violenza femminile nei confronti di donne e uomini, ma la violenza di genere ha una sua specificità che non può essere negata. La maggiore vittimizzazione delle donne nell’ambito delle relazioni di intimità è un dato certo per quanto attiene agli omicidi (femminicidi): purtroppo non dipende da me, ma dalle Istituzioni, se mancano rilevazioni ufficiali relativamente agli altri tipi di reati."

Torniamo sempre allo stesso punto, vede che ora se lo dice da sola? Non è Lei a creare informazione pilotata, la decisione è istituzionale. Dopo pagine e pagine di opinioni apparentemente divergenti, alla fine mi da ragione.

Migliaia di ricerche per le vittime femminili, nemmeno una ricerca ufficiale sulle vittime maschili. Questo, piaccia o meno, è un dato di fatto. Ne risulta che puntando i riflettori sempre e solo su un argomento se ne oscurano automaticamente altri, quindi il condizionamento delle coscienze porta a credere la collettività che esista solo l’Argomento Principe.

Per gli altri argomenti la domanda è questa: non se ne parla perché non esistono, o non esistono perché non se ne parla? 

Il femminicidio, neologismo di recente conio, registra accesi declamatori a prescindere dalla realtà dei fatti. Alcune persone sono effettivamente studiose del fenomeno, altre si affannano con sospetto fanatismo a riempirsi la bocca della parola trendy, più espressione di tendenza modaiola per sentirsi “impegnati” che di effettiva consapevolezza. 

Un esempio? Nei giorni scorsi ha tenuto banco la bomba alla scuola Morvillo di Brindisi, i talk show hanno fatto a gara nel dispensare esperti, ipotesi, congetture. Un avvocato particolarmente salottiero ha sciorinato le proprie incrollabili certezze: è l’ennesimo episodio di femminicidio, sicuramente un uomo che odiava la ragazza uccisa o quantomeno un attacco alla scuola intitolata ad una donna, una vendetta, l’ennesima donna uccisa in quanto donna.

Ah, cosa non si farebbe per mettersi in mostra in tv...Prima o poi mi aspetto che qualcuno, nel delirio montante, cataloghi come violazione dei diritti delle donne pure il naufragio del Giglio, il buco dell’ozono e i cantieri infiniti sulla Salerno-Reggio Calabria.    

 

"Se le avessimo a disposizione, probabilmente certe illazioni non sarebbero neppure possibili, e forse si sarebbero già identificate da tempo strategie di intervento molto più efficaci in materia. Quindi si sollecitino le Istituzioni in questo senso (ad oggi mi pare che questa sollecitazione siano state solo le donne a portarle avanti)."

Neanche questo è vero. Mi spiace contraddirla, ma studiosi di diverse discipline hanno constatato che esiste una letteratura scientifica internazionale molto dettagliata, il vuoto è tutto italiano. Quindi la sollecitazione è partita verso il ministero Pari Opportunità, per colmare il vuoto istituzionale e svolgere ricerche a 360°. Le nostre istituzioni non hanno nemmeno risposto.

Inoltre, mi scusi: perché questa divisione fra generi?

Non è vero che “solo le donne” abbiano portato avanti sollecitazioni a studiare le vittime femminili. Un esercito di intellettuali, parlamentari, magistrati, avvocati, docenti universitari e ricercatori si è speso e si spende per condannare, arginare, prevenire, legiferare.

La violenza contro le donne non è una battaglia esclusiva delle donne, tutt’altro: gli uomini perbene (e sono la maggioranza) sono in prima fila. Com’è giusto che sia. Purtroppo a ruoli invertiti non è possibile dire altrettanto

 

"Le ricordo che le grandi riforme nascono sempre in quanto sollecitate dalla società civile: se Lei ritiene ci sia una disattenzione rispetto alla vittimizzazione maschile nelle relazioni di intimità, credo spetti a Lei e all’associazionismo maschile farlo emergere."

Che brutta frase, sessista fino all’osso. Mi perdoni la franchezza, ma trovo questa Sua uscita veramente pessima. Tra le righe ci leggo “se proprio volete studiare il problema rimboccatevi le maniche e fatevelo da soli, non sperate di poter contare sulle donne”.

Non Le sembra una forma di ostilità, neanche troppo velata?

Non è contrapposizione ideologica?

Vittime donne = necessita una lotta dell’intera società civile, donne e uomini uniti;

Vittime uomini = cazzi vostri:

Lo so, non è elegante e me ne scuso, ma ormai è un lessico sdoganato persino in prima serata tv e nelle campagne elettorali. Nella Sua frase trovo una violenza di fondo, una contrapposizione endemica, il più classico dei muro-contro-muro.

Anche in questo caso devo dirLe che ha torto: esistono moltitudini di donne libere da pregiudizi, realtà individuali o riunite in associazioni, che riconoscono l’asimmetria di fondo dell’informazione in generale e del Diritto di Famiglia in particolare, e si spendono per cambiare le cose.

Spero di essere smentito, probabilmente Lei  voleva dire altro

 

"Tuttavia ribadisco (questo passaggio non era chiaro nel suo articolo) che il malessere o addirittura la violenza psicologica subita in una relazione o al termine di essa non possono e non potranno mai giustificare la violenza agita su chi si ritiene essere causa della propria sofferenza."

Non serve ribadirlo, almeno non a me. Se non era chiaro, provo ad essere più semplice e diretto: non sono un condottiero di pericolose orde al testosterone ne’ ho velleità di diventarlo, anzi, mi fa ridere il solo pensarci. Sono solo uno studioso che ha voglia del bene più prezioso: sapere puro, libero da condizionamenti, preconcetti, pregiudizi.

So che non è facile, è il bene più difficile da raggiungere. Però lo studio della violenza a tutto tondo, quindi anche quella inesplorata sulle vittime maschili, non giustifica i gesti criminali che tali rimangono, non è una diminutio della gravità di un uomo maltrattante.

Non l’ho mai detto ne’ lasciato intuire, è una sua personalissima interpretazione. Potrei sbagliare ma sembra una lettura un tantino “rosicona”, se lo lasci dire. Non mi appartiene il carattere risarcitorio: maltrattano perché sono maltrattati non è un’attenuante

Quindi la conoscenza e lo studio delle vittime maschili non ha secondi fini, una ricerca in tal senso serve a tracciare i contorni di un fenomeno che si vuole accanitamente far rimanere sconosciuto. 

Niente di più e niente di meno. 

 

Ricambio la cordialità

Fabio Nestola

 


[1] Gay, Lesbo, Bisexual, Transgender



Fonte: Redazione - Fabio Nestola

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Ci sono 15 commenti


16.37  di mercoledì 04/07/2012
scritto da  Carlo Orecchia
Splendido duello.

Spero che abbia accettato la sconfitta.

...o che magarinon abbia accusato il povero padre citato di essere morto cadendo addosso alla figlia.

10.48  di martedì 03/07/2012
scritto da  Marco

Complimenti al signor Fabio Nestola, mai tali argomentazioni sono state trattate in maniera tanto chiara ed esaustiva. Dopo parecchi decenni di giusta lotta il femminismo oggi si presenta come una casta che difende con unghie e denti tutti i diritti acquisiti, sia quelli giusti che quelli meno giusti, senza curarsi minimamente che perpretando le loro ormai anacronistiche convinzioni ottengono ingenti benefici a discapito dei padri separati, dei nonni della linea paterna e dei loro stessi figli che un giorno, nonostante loro, acquisiranno la giusta maturità per "RINGRAZIARE" le loro madri per aver deciso a nome loro di sottrarre il padre ai propri figli.


12.45  di venerdì 29/06/2012
scritto da  Mihatoltotutto
Signora Spinelli, prenda, incarti e se lo metta sotto l´ascella....

12.09  di sabato 16/06/2012
scritto da  per Luigi
ma quale gran signore, quelli della redazione sono dei pugilatori, e nestola è più pugilatore di tutti
con le parola fa più male di 100 cazzotti in faccia, questa è piena di lividi e prima o poi lo denuncia per violenza parolifera, tanto un giudice che gli da ragione lo trova

armandino

23.26  di venerdì 15/06/2012
scritto da  Armandino VT
accidenti che batosta, chissa se la femminista si riprende
Complimenti per la logica disarmante, bravi


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La redazione si riserva di eliminare o correggere i commenti ritenuti offensivi, volgari e volutamente provocatori

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