La criminalizzazione antimaschile - di Fabio NestolaParlando con franchezza...
10/06/2012 - 21.53Cerchiamo di riflettere sulle strategie di chi, autonominadosi Democratico, maschera una faziosità endemica che da democrazia ed imparzialità è lontana anni-luce. Terminale di una strategia di criminalizzazione, con la complicità dei media asserviti alla logica di Sistema Come i fatti vengono riportati, come si utilizzano i titoli, quali notizie passano sotto silenzio e quali vengono enfatizzate, quanto spazio viene riservato e con quale ripetitività. Derby a S. Siro: scontri fra tifoserie, due accoltellati, alcune auto distrutte Qualcono ha mai letto il titolo MILANESI CRIMINALI? Gli sforzi di tutti, dai commentatori televisivi ai cronisti dei quotidiani, dal Questore ai vertici FIGC, convergono nel circoscrivere il fenomeno ad una minoranza di teppisti, organizzati o cani sciolti che siano. I veri tifosi non hanno nulla a che fare con questa minoranza. Stesso principio per qualunque impresa dei vandali da stadio, anche quando ci scappa il morto: per il poliziotto ucciso a Catania non diventano criminali tutti i siciliani, per il tifoso ucciso a Genova non diventano criminali tutti i liguri, per i pestaggi a Pisa non diventano criminali tutti i toscani. Ovvio: migliaia di eventi sportivi ogni settimana, se in tre o quattro di questi si verificano degli incidenti - anche gravi - sarebbe folle sostenere che gli italiani sono criminali. Esiste una minoranza di violenti, da emarginare e condannare pesantemente, ma la grandissima maggioranza è sana Un centinaio di teppisti, decine di milioni di persone oneste Quando un marito maltratta la moglie o quando un fidanzato uccide la ex, sotto accusa è l’intero genere maschile. Non “alcuni uomini”, tutti; in questo caso i distinguo non esistono. Le grandi firme del giornalismo, ma anche opinionisti da operetta e professionisti della banalità, fanno a gara nel condannare il comportamento del “maschio”, termine ormai trasformato in insulto. Parte sempre lo stesso copione: gli uomini vanno rieducati, sono immaturi, violenti, possessivi, incapaci di accettare la fine di un rapporto, pronti a reagire solo col sangue … tutti sotto accusa come categoria, non per caratteristiche individuali. Per l’episodio di violenza domestica non valgono le stesse logiche della violenza da stadio Allo stadio la minoranza viene riconosciuta come tale, in famiglia la minoranza diventa “tutti”. Quanti rapporti finiscono? Che incidenza percentuale ha l’episodio da cronaca nera? Coppie conviventi e coppie sposate, fidanzatini adolescenti, amanti clandestini … le coppie scoppiano a centinaia di migliaia ogni anno, forse milioni. Un centinaio di decessi, e “il maschio” italiano è criminale[1]. Non ho mai letto di una minoranza da isolare e condannare, non ho mai sentito giornalisti, parlamentari ed opinionisti dire che la maggioranza della popolazione maschile è sana. Meglio sparare nel mucchio, meglio criminalizzare l’intero genere, la strategia è questa Terrorismo psicologico, ormai il popolo bue è aggiogato.
Ecco come i fatti vengono riportati, come si utilizzano i titoli, quali notizie passano sotto silenzio e quali vengono enfatizzate, quanto spazio viene riservato e con quale ripetitività. Sicilia, 2003: un uomo viene ucciso dalla convivente con modalità raccapriccianti: bruciato vivo, agonizza tra le fiamme davanti ad un bambino di tre anni che assiste. Ecco come la stampa nazionale ha riportato l’episodio Il Messaggero di Roma, una dozzina di righe nella rubrica in breve. La vittima stava morendo di tumore, definito testualmente “in fase terminale”. L’omicida però aveva fretta di incassare, meglio ammazzare il convivente in modo barbaro piuttosto che attendere il decorso della malattia. Non si tratta di un delitto d’impeto al termine di una lite degenerata, ma è un delitto pianificato, attentamente studiato a tavolino con tanto di complice, narcotico per stordire la vittima, trasporto in luogo appartato, etc. Forse la stampa locale avrà dedicato qualche spazio in più, ma nel resto d’Italia una stringata sintesi del lancio ANSA è più che sufficiente: a Roma dodici righe e il dovere di cronaca è rispettato, a Firenze ne bastano sei, a Milano e Torino la notizia non esiste. Poi il silenzio … dimenticare in fretta è la parola d’ordine? Se la vittima fosse stata una donna? Inviati speciali delle varie testate, giornalisti e telecamere delle reti televisive, copertura per giorni, settimane, mesi, interviste ai parenti della vittima per farsi dire che aveva tanta voglia di vivere, agli amici per farsi dire che era speciale, ai carabinieri che hanno arrestato gli assassini, agli avvocati per confrontare le versioni, al giudice per carpire qualche particolare del processo, all’assicuratore per sapere se con l’omicidio la polizza è valida lo stesso, etc. Melania Rea è diventata un caso mediatico, Simonetta Cesaroni lo è ancora dopo vent’anni, anche dove c’è un colpevole assicurato alla giustizia (Elisa Claps, Meredith Kercher, Alberica Filo Della Torre) il caso non viene abbandonato da stampa e tv. Ma la vittima ragusana è un uomo, del dolore dei parenti e degli sviluppi del processo non interessa a nessuno, non vengono riportate nemmeno le generalità o le iniziali puntate. E’ politically correct solo enfatizzare il femminicidio. Meglio mettere sotto i riflettori esclusivamente le vittime femminili, altrimenti qualcuno potrebbe aprire gli occhi ed iniziare a parlare pure di maschicidio. [1] La massima condanna per gli autori ed il massimo rispetto per le vittime, ma 150 decessi ogni anno non sono la prima causa di morte per le donne italiane, come la propaganda vorrebbe far credere.
Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 976 volte
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| 13.15 di mercoledì 13/06/2012 | ||
| scritto da Roberto | ||
| Quando leggo questi articoli, su cui sono pienamente concorde, la prima domanda che mi sorge spontanea è: le donne (femministe o nazifemministe) hanno tutto l´interesse affinchè si divulghi tale falsa propaganda, ma gli uomini? Perchè così tanti uomini subiscono in silenzio, pur avendo la possibilità di parlare e di smentire?
Ad oggi non ho ottenuto risposta. Ogni giorno si sente parlare di donne colpite da stalking, violenze di ogni genere, discriminate nel lavoro e in famiglia, poi ci si guarda intorno e si trovano notizie di donne che perseguitano l´ex compagno / marito, che uccidono uomini, figli ecc..., magari si entra in un centro commerciale e si trovano solo donne alle casse, ai reparti, alla direzione, all´amministrazione, e così per chi ha provato ad entrare in un tribunale (giudici, cancellieri, e perfino tecnici dell´audio),sono tutte donne, se il tribunale è dei minori allora aumenta a dismisura anche il numero delle avvocatesse; o in un´assicurazione, provate a chiamare all´ACEA (Lazio) e troverete solo donne, così in un ufficio delle entrate, in banca. Eppure si continua a strillare ovunque che le donne sono discriminate, occorrono le quote rosa. A volte mi sembra un´invasione silenziosa, una conquista come avvenne per i nativi americani. La differenza è che lì utilizzarono la violenza fisica, oggi si usa quella mediatica e dei tribunali. | ||
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| 18.04 di martedì 12/06/2012 | ||
| scritto da A riguardo posto anche qui due articoli | ||
| un intitolato
"L´infame abilità femminista nello spargere menzogne e calunnie" pubblicato su Uomini 3000 e l´altro intotolato "Le fondamenta della dottrina femminista" pubblicato su Antifeminist Forum , buona lettura Spartano Sarebbe il caso di studiare ed approfondire quella vigliacca abilità delle femministe nel versare sulla veste pulita della stragrande maggioranza degli uomini che , non stuprano e non usano violenza sulle donne , le più volgari diffamazioni e calunnie , e ciò per far comprendere il pericolo insito in simili adepte . Per raggiungere i loro subdoli obiettivi non c´è nulla che queste aralde dell´informazione non sappiano servirsi . Esse vogliono penetrare nella più intima sfera privata e non si stancano finchè il loro grugno non riesca ad annusare un qualche fatto per poter eliminare la vittima di turno . Ma se nonostante questa loro abilità da segugi non riescono a trovare nulla nella vita privata o pubblica della vittima prescelta , allora si aggrappano solo e soltanto alla diffamazione con la perfida sicurezza che nonostante vengano puntalmente smentite ne rimanga sempre qualcosa e che ripetendo tali calunnie innumeravoli volte , con l´aiuto dei loro degni compagni femministi impotenti e gay , si otterà la distruzione della vittima da sacrificare sull´altare della loro follia . E , per rendere tutta quest´opera credibile agli occhi dell´opinione pubblica , mentre tale canaglia lorda le sue vittime di turno nella maniera più sconcia , ella riesce a mischiare con astuzia tali parole insieme ad espressioni patinate , disquisendo di doveri morali e di cronaca nei confronti di tutta la società di modo che nelle varie assemblee dove si riuniscono , tutte costoro si sostengono vicendevolmente . E sono questi elementi che producono il 90% dell´informazione dell´opinione pubblica dalla quale poi scaturiscono tutte le leggi di discriminazione "positiva" a noi tristemente note . 2°Articolo "Le fondamenta della dottrina femminista" La femminista si è sempre contraddistinta per delle peculiarità specifiche ma mai per degli ideali propriamente detti . Allo scopo di sviare l´attenzione dalla sua attività si è dovuta dotare di uno strumento , di un "inghippo" . Lo strumento che potesse far apparire che il suo modo di fare fosse in buona fede fu il concetto di "ideale femminista" . Ma anche in questo caso tale concetto è stato scopiazzato , è ricettazione o meglio è il provente di un furto spirituale della femminista di idee di uomini che hanno creato ex novo il femminismo stesso come ad esempio Engels , ciò è dovuto al fatto che la femminista per la sua intima natura non può in alcun modo essere promotrice e portatrice di ideali poichè le manca ogni forma di idealismo . La miglior prova di ciò è dovuta dal fatto che se vuoi date un´occhiata ai siti femministi sia liberali che di sinistra vi accorgerete subito che tali siti non propugnano alcun tipo di ideale ma sono soltanto delle guide pratiche e redditizia per poter vivere a spese degli uomini e della società . La dottrina femminista è innanzitutto un insieme di norme comportamentali che disciplinano i rapporti tra le femministe ed il resto della società . Ma anche in questo caso il fine ultimo non sono affatto i problemi che possono sorgere nell´ambito della dialettica uomo-donna ma si tratta sempre e soltanto di motivi di carettere economico , di carriera e di soldi . Attualmente sul valore etico della dottrina femminista vengono condotte numerose analisi dettagliate (non certo da parte femminista , poichè gli studi femministi sono rivolti al raggiungimento di un obiettivo specifico) , tali studi ci fanno capire che questa dottrina è completamente assurda in base al modo di pensare di un uomo . E , la prova regina di ciò è il frutto di tale dottrina ovvero la femminista stessa . La prima grande menzogna è che il femminismo non sia una cricca di affariste ma un ideale e da questa fonte ne scaturiscono tutti gli altri affluenti mendaci . In tal guisa rientra la grande abilità che hanno le femministe nel raccontare bugie , tale abilità non consiste nel come riescono ad esprimersi ma nel come riescono a nascondere i loro veri intenti . Scrive di parità tra uomo e donna , ma pensa da femminista , e mentre redige i suoi articoli su mass media come il Corriere della Sera non fa che dar sfogo al suo modo di essere . Fino a quando la femminista non sarà diventata la padrona degli uomini , non potrà fare a meno di utilizzare gli uomini stessi , ma non appena gli uomini saranno diventati suoi servi , dovranno imparare le regole femministe di modo che la femminista possa dominare gli uomini più agevolmente . Tutta la dottrina femminista si fonda su una continua bugia . | ||
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| 17.56 di martedì 12/06/2012 | ||
| scritto da A riguardo posto anche qui due articoli | ||
| Sarebbe il caso di studiare ed approfondire quella vigliacca abilità delle femministe nel versare sulla veste pulita della stragrande maggioranza degli uomini che , non stuprano e non usano violenza sulle donne , le più volgari diffamazioni e calunnie , e ciò per far comprendere il pericolo insito in simili adepte . Per raggiungere i loro subdoli obiettivi non c´è nulla che queste aralde dell´informazione non sappiano servirsi . Esse vogliono penetrare nella più intima sfera privata e non si stancano finchè il loro grugno non riesca ad annusare un qualche fatto per poter eliminare la vittima di turno . Ma se nonostante questa loro abilità da segugi non riescono a trovare nulla nella vita privata o pubblica della vittima prescelta , allora si aggrappano solo e soltanto alla diffamazione con la perfida sicurezza che nonostante vengano puntalmente smentite ne rimanga sempre qualcosa e che ripetendo tali calunnie innumeravoli volte , con l´aiuto dei loro degni compagni femministi impotenti e gay , si otterà la distruzione della vittima da sacrificare sull´altare della loro follia . E , per rendere tutta quest´opera credibile agli occhi dell´opinione pubblica , mentre tale canaglia lorda le sue vittime di turno nella maniera più oscena , ella riesce a mischiare con astuzia tali parole insieme ad espressioni patinate , disquisendo di doveri morali e di cronaca nei confronti di tutta la società di modo che nelle varie assemblee dove si riuniscono , tutte costoro si sostengono vicendevolmente . E sono questi elementi che producono il 90% dell´informazione dell´opinione pubblica dalla quale poi scaturiscono tutte le leggi di discriminazione "positiva" a noi tristemente note . | ||
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| 16.09 di lunedì 11/06/2012 | ||
| scritto da Gino | ||
| Tutto vero e stabilito che la campagna anti-uomo è fenomeno ormai di massa , qualcuno si è fatto la vera domanda? PERCHe´? La risposta è da ricercarsi nel senso del padre. Elimina il padre e avrai eliminato il depositario del trascendente divino da questa terra, avrai eliminato cioè la coscienza dell´autodeterminazione dell´uomo. Elimina il padre e avrai una società femmina e femminizzata, regolata sul principio di autoconservazione ad ogni costo che è connaturato alla donna, unico principio deterministico, lo stesso principio che spinge al consumismo sfrenato, al controllo delle masse attraverso " LA REGOLA".
Elimina il padre e avrai un mondo pienamente e genuinamente satanizzato. | ||
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