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Ricorso Corte EU dei Diritti Umani. Timperi aderisce, deleghe a quota 100

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Ricorso Corte EU dei Diritti Umani. Timperi aderisce, deleghe a quota 100
Cardinale e Timperi

31/05/2012 - 15.06

Procede a buon ritmo l'iter conslusivo delle adesioni al ricorso di ADIANTUM presso la Corte Europea dei Diritti Umani. Nelle ultime ore, infatti, la Segreteria comunica di aver raggiunto quota 100. "Tutti gli aderenti riceveranno una mail di conferma entro i prossimi giorni", comunica Alessio Cardinale (Segretario Nazionale dell'associazione romana), "e invitiamo tutti gli indecisi a dare una svolta, e inviare il modulo di delega scaricabile dalla pagina dedicata al ricorso". "Tra pochi giorni", aggiunge Cardinale, "verrà pubblicato il testo integralke del ricorso elaborato dall'Avv. Davide Romano, e dal 16 Luglio chiuderemo definitivamente la fase di raccolta. La novità è che il documento comprenderà, oltre al c.d. Falso Condiviso, le lagnanze delle famiglie vessate da provvedimenti incivili di tribunali minorili e servizi sociali. Sottoporremo al giudizio dell'Europa le prassi inaccettabili e antidemocratiche di questi operatori".  

Anche Tiberio Timperi ha aderito con slancio all'iniziativa. "Ci sono, senza se e senza ma !", il suo commento all'invito del Segretario di ADIANTUM.

 

IN ALLEGATO (SCORRI GIU' FINO ALLA FINE DELLA PAGINA) IL MODULO DI DELEGA

 

ARTICOLO PRECEDENTE

 

Nell’attesa che il Tar Lazio decida in merito alla class action presentata da ADIANTUM nei confronti del Ministero della Giustizia - per l’omesso controllo dei sistemi che permettano agli Uffici Giudiziari dei Tribunali della Repubblica Italiana di rispettare il dettato normativo di cui alla Legge 54/2006 - non possiamo rimanere insensibili alle continue violazioni della legge che si tramutano in veri e propri soprusi a danno dei minori. Infatti, la tendenza a disattendere i principi generali dell'Affido Condiviso e non cessa di essere la norma, nei nostri tribunali.

Alcuni di essi, peraltro, continuano ad applicare l’automatica collocazione del minore presso la madre (in alcuni Tribunali anche con la compilazione di moduli prestampati che già contengono il collocamento presso la il domicilio materno, senza attuazione discrezionale valutativa del Giudice),  ad indicare dei periodi di collocazione del minore con uno dei due genitori in misura temporale diseguale rispetto all’altro, senza applicazione del principio di mantenimento diretto del minore, che realizza una disparità economica dei genitori anche nei confronti del minore stesso.

Parimenti, costituiscono la norma. 1. i provvedimenti di mantenimento economico dell’altro coniuge e del minore che impoveriscono la capacità reddituale esclusivamente di uno dei due genitori (con la conseguente diversa possibilità economica di uno dei due genitori durante la collocazione del minore presso di sé) e 2. la automatica assegnazione della casa coniugale alla madre collocataria del minore (in alcuni Tribunali con la compilazione di moduli prestampati che già contengono i dettati provvedimentali, anche in questo caso senza attuazione discrezionale valutativa del Giudice), così come 3. la collocazione del minore presso uno dei due genitori senza la preventiva audizione del minore, anche se ha compiuto gli anni dodici o è capace di discernimento. Sostanzialmente, in molti Tribunali non si applica ancora l’affido condiviso e non si sanzionano i genitori che tentano di produrre nel minore una alienazione dell’altro genitore.

Accanto al tradimento della Costituzione che, in occasione della L. 54/2006, è stato perpetrato da larga parte della Magistratura civile, nell'ultimo anno diverse segnalazioni di abusi di posizione, messi in atto dai tribunali minorili e da servizi e assistenti sociali nei confronti di famiglie inermi, sono giunte in tutte le sedi, e numerose associazioni e gruppi spontanei hanno documentato il grande affare che domina sul fenomento degli allontanamenti dei minori presso le comunità di accoglienza, vere e proprie fornaci in cui viene bruciato, al ritmo di 1,2 miliardi di euro l'anno, il denaro pubblico. Una sostanziale impunità ed un clima di terrore fanno di queste istituzioni, ben lontane dal rispetto dei codici deontologici che pur hanno ufficializzato negli anni, rendono necessario un intervento della Corte Europea dei diritti umani anche in questo delicatissimo ambito.

ADIANTUM non può sopportare oltre l’inerzia della politica e della magistratura. ADIANTUM non può permettere che persistano ancora Medee e che a pagare siano Giasone ed i suoi figli. ADIANTUM non può consentire ancora che i bambini italiani rimangano vittime di un sistema che segna la loro vita per sempre. I diversi casi di alienazione parentale procurata da alcuni padri, così come le opinioni dei "figli dell'allontanamento coatto" oggi diventati giovani adulti e ben disponibili a raccontare la loro terribile esperienza, sanciscono la fondatezza dei nostri assunti (l'Alienazione Parentale è una forma di violenza), e l'infondatezza di quelli di una magistratura perennemente - e strumentalmente ? - sorda alle istanze dell'Italia intera.

E’ ora di dire basta!

Se le lungaggini processuali - ricorderete certamente l'incidente di percorso al TAR del Lazio lo scorso Ottobre - non ci permettono ancora di ricorrere alla Corte di Giustizia Europea se non mettendo a rischio la buona riuscita dell'iniziativa, nè ci consentono di verificare la decisione del TAR Lazio sulla class action presentata da tempo, a pronunciarsi per primo sarà la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

"Entro il prossimo 14 Giugno sarà pronto per essere presentato al Tribunale di Strasburgo il ricorso con cui ADIANTUM denuncia le disfunzioni di applicazione dell’affido condiviso che incidono profondamente sui diritti dell’uomo e del fanciullo". Lo annuncia l’Avv. Davide Romano, responsabile nazionale dell’Ufficio Legale di ADIANTUM. "La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo dovrà pronunciarsi sulle mancanze dello Stato Italiano del rispetto del principio della bi-genitorialità, nonchè sulle manchevolezze del sistema dei tribunali minorili e dei servizi sociali in relazione alla mancanza di tutela e di garanzie democratiche. Un primo passo, in attesa che anche la Corte di Giustizia Europea cassi l’operato dell’Italia".

Il 15 Luglio si chiuderanno definitivamente le adesioni. Nel frattempo, tutti coloro che hanno già aderito verranno contattati dall'Ufficio Legale per eventuale documentazione. Chiunque fosse interessato ad aderire al ricorso, può segnalare il proprio consenso in questo form di raccolta dati e inviare il modulo di delega. L'Ufficio Legale contatterà poi tutti gli aderenti singolarmente, subito dopo il 14 Giugno.


Fonte: Redazione

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Ci sono 7 commenti


19.16  di sabato 09/06/2012
scritto da  raffaele bottacchi
Io non sono capace, ma la vogliamo organizzare una cosa INTERNET dalle proporzioni bibbliche? una di quelle che a tutti arriva in casella il messaggio di partecipazione al nostro movimento politico? Visto che manca e ci vorrebbe, vogliamo fare uno studio serio sui motivi del ´defilarsi´ dei papa?
Chi è abbastanza autorevole per farlo? Vezzetti non va bene?
Vogliamo organizzare un comitato in ogni città che possa presenziare alle udienze degli associati in Tribunale giusto per far vedere che CI SIAMO!!!

20.07  di venerdì 08/06/2012
scritto da  raffaele bottacchi
Grazie Tiberio, Tiberio c´è! Lo sapevo!
Ora di più, a capo del movimento di protesta di Pino Falvelli.

01.39  di venerdì 08/06/2012
scritto da  Giuseppe da Bologna
Considerato il mio caso,devo ammettere che sin dall´inizio ero molto indeciso se aderire o no.Dopo 10 anni di inutili battaglie vissute dentro i tribunali per rivendicare il pieno diritto di essere Padre alla pari della Madre,mi sono sempre trovato dinanzi al solito muro di gomma.Oggi grazie al cielo,alcune cose son cambiate,mio figlio oggi 24 enne vive con me da quando aveva 18 anni,pur nonostante all´età di 14 anni avesse messo per iscritto la volontà di voler vivere col padre. Nessun giudice e tantomeno il CTU si degnarono di accogliere la richiesta del minore,al punto di dubitare che io stesso avessi condizionato e plagiato il ragazzo.Oggi quando sento parlare ed invocare "Nel Supremo Interesse del Minore"mi chiedo di quale Interesse si stia parlando..se non quello del solito genitore. Nella giustizia italiana ho messo una pietra sopra.Mi auguro solo che attraverso la Class Action,chi ha sbagliato prendendosi gioco dei sentimenti oggi sia chiamato a rispondere dei propri errori. come tutti i comuni mortali.

09.50  di mercoledì 06/06/2012
scritto da  raffaele bottacchi
Non c´entra nulla ma.....
TIBERIO dove sei! se ci sei batti un colpo
(nel frattempo vogliamo mobilitarci con un capo autorevole?)

16.37  di lunedì 04/06/2012
scritto da  Sergio di Torino
Non vedo l´ora che la cosa arrivi alla corte europea. Voglio proprio vedere se anche li siamo messi come in Italia?
Intanto ho scritto un paio di letteracce al tribunale di Torino il quale mi ha anche risposto dicendo che aprirà un piccola inchiesta. La mail di ritorno era firmanta addirittura dal presidente del tribunale ma intanto 5 anni sono passati da quando la mia ex ha depositato la "giudiziale" e i miei figli ne hanno passate di tutti i colori e a tutt´oggi non ho la separazione. Una prima risposta del G.I. è stata che a causa dell´alta conflittualità fra i coniugi è stato fatto l´interesse per i minori. Se tenere aperte le cause più di 5 anni è l´interesse dei minori........ Mah...staremo a vedere cosa mi diranno in seguito.
un saluto e un abbraccio a tutti
Sergio


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