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Ascoli Piceno. Se il giudice decreta per ipotesi, si rivela solo un semplice fannullone

Cronache dai tribunali


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Ascoli Piceno. Se il giudice decreta per ipotesi, si rivela solo un semplice fannullone

30/05/2012 - 11.15

I magistrati - si sa - non amano il super-lavoro. La solita litanìa del "portarsi le carte a casa" è valida per alcuni di loro, ma è soltanto un alibi per molti altri che, invece, affrontano questo compito delicatissimo con supeficialità e pressapochismo. A volte, fino all'estremo. 

Ad Ascoli Piceno una sentenza - uguale a molte altre - sancisce formalmente un prncipio tanto ridicolo (per il diritto e per chi ne è competente) quanto pericoloso: se il tenore di vita antecedente alla separazione era buono e testimoniava risorse economiche dignitose, nessuna valenza hanno i modelli unici e qualunque altra documentazione a supporto, sia pur ufficiale e debitamente comunicata alle amministrazioni fiscali, ed è possibile, senza alcun accertamento, che il giudice disponga di obbligare ad un mantenimento anche superiore al reddito dimostrato.

Così, accade sempre più spesso di conoscere situazioni limite come quella che ha coinvolto un padre separato che, pur avendo depositato la documentazione fiscale attestante un suo reddito mensile di circa 1.000 euro (busta paga), si è visto appioppato un assegno di mantenimento di 1.100 euro mensili in favore della ex moglie, la quale peraltro è titolare di reddito autonomo, e della figlia minorenne. La decisione è del Tribunale di Ascoli Piceno (sentenza n. 312/12) che nel provvedimento ha preso in considerazione - e qui si entra nel ridicolo - la situazione patrimoniale della coppia in costanza di matrimonio. Praticamente, ha fatto finta che la coppia non si fosse separata, ha fatto finta di non sapere che, con la separazione, il montante reddituale precedente non ha più alcuna valenza, ed ha fatto finta di non sapere che i redditi da lavoro autonomo nascondono anche sacche di elusione fiscale che avrebbero dovuto consigliare una verifica più attenta.

Ma ad Ascoli Piceno, tranquilla cittadina di grande tradizione storica, la vita ha il gusto di una passeggiata estiva, magari sorseggiando un aperitivo. Devono averlo pensato anche al tribunale, dove per emanare una simile sentenza si è fatto a gara per chi arrivava primo all'annuale concorso del Giudice Fannullone. Nella vicenda, la ex moglie ha documentato un reddito mensile di 456 euro (....) mentre il marito ha documentato un reddito mensile - con busta paga - di 1.000 euro. Secondo il Tribunale, però, la donna non ha più l'età per avere prospettive di miglioramento della sua situazione occupazionale, mentre il reddito documentato dal marito non sarebbe credibile dato il tenore di vita che la coppia avrebbe avuto in passato.

Da qui - si legge in sentenza - è necessario che il marito garantisca un assegno alla ex moglie che le consenta di far fronte alle proprie difficoltà economiche per garantirle uno stato di vita paragonabile alle condizioni ante separazione quando il menage coniugale le assicurava una situazione di vita serena e di buon livello medio. Per cui, oltre alla stupidaggine del tenore di vita precedente - ma dove vivono i magistrati, in quale pianeta ? -, il Tribunale ha presunto che se la coppia ha avuto in passato un tenore di vita più elevato, rispetto a quanto documentato da entrambi, il marito deve per forza avere un reddito maggiore rispetto a quanto indicato in busta paga. I modelli unici prodotti dal marito non sarebbero veritieri e, tenendo conto della qualità di vita pregressa, si devono ipotizzare capacità patrimoniali maggiori. Il mantenimento, pertanto, viene fissato in 1100 Euro, 100n euro in più della sua busta paga.

L'evasione fiscale esiste, se ne parla ogni giorno ed è certamente un vizio odioso di molti italiani disonesti. Ma il diritto è un altra cosa, e va garantito anche al presunto evasore. In questo caso non si è nemmeno invertito l'onere della prova, ma si è decretato, e basta. Neanche una chance di mostrare (o meno) che il tenore di vita precedente non era più sostenibile. 

Verifiche, indizi, prove ? Nessuna. Il giudice è Dio - il dio dei fannulloni, in questo caso - e il mestiere di chi lavora per ipotesi è già per lui una gran fatica..


Fonte: Redazione

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Ci sono 6 commenti


09.46  di domenica 01/07/2012
scritto da  Marco
Com´è possibile tollerare che questa magistratura possa letteralmente distruggere la vita di questi padri separati, recentemente il mio avvocato mi ha confidato che la maggior parte dei giudici stabiliscono una quota di mantenimento senza lasciare al padre separato alcun margine per garantirgli la propria sopravvivenza, anzi sarebbe opportuno evitare di fare presente tale ingiustizia a questi "giudici" poichè gli stessi non voglio sapere come faranno questi padri disperati a racimolare l´ingente somma da versare all´ex-moglie (non tutti sono capaci di compiere furti e rapine), ne tantomeno se saranno costretti a vivere per strada, se venissero a conoscenza che non dispongono di una dimora dignitosa farebbero intervenire gli assistenti sociali togliendo ai figli la possibilità di vedere il loro padre. Oggi la figura del padre separato viene vista dai giudici come un´entità astratta che non prova caldo o freddo e non necessita di alimentarsi e vestirsi, dal giorno della separazione è stata privata dei propri diritti Costituzionali e condannata a vivere (anche se sarebbe infinitamente più semplice morire) per destinare tutti i propri guadagni all´ex-moglie. Questa situazione ha permesso alla mia ex-moglie di effettuare sei viaggi di piacere all´estero negli ultimi tredici mesi mentre io devo ricorrere a nuovi prestiti personali per poter sopravvivere alla vita di tutti i giorni. E´ necessario introdurre la punibilità per tutti i giudici che operano con parzialità, superficialità e disinteresse per la reale giustizia, in maniera tale da responsabilizzare la loro importantissima attività.

23.48  di giovedì 31/05/2012
scritto da  salvatore
E´ evidente che la magistratura respinge il diritto di famiglia, una repulsione naturale verso tutto ciò che riguarda l´etica la morale,il mondo degli affetti e la famiglia.
Non è più umanamente pensabile rivolgersi alla giustizia per le separazioni;lo dicono e lo ripetono ad oltranza !,bisognerebbe essere sordi per non ascoltare il grido di questa casta di stoici!

10.20  di giovedì 31/05/2012
scritto da  stefano
Vergogna!! Rimango indignato ed ogni decisione che poteva esser presa ne nome del buon senso è sempre quella: umiliare e uccidere (a volte putroppo anche fisicamente) nell´animo, ridurre in povertà economica e morale la figuga paterna. Questi giudici devono assumersi le proprie responsabilità civili e penale del loro operato, così avvocati e pseudo psicologi che lucrano nelle cause di separazione. Vogliamo il condiviso vero è questo il vero bene per il minore, non gli operatori del conflitto e del danaro.

21.45  di mercoledì 30/05/2012
scritto da  Sergio da Taranto
Un giudice che si pronuncia sulle ipotesi, dovrebbe fare il mago o l´indovino, non il giudice...anche xkè un giudice che si pronuncia sulle ipotesi e non sulle certezze...non conosce la legge.

20.18  di mercoledì 30/05/2012
scritto da  Scipione
Purtroppo, non è una novità che il giudice stabilisce un mantenimento che supera il reddito.

Temo però che non sia solo pigrizia da parte del giudice. Lui sa che qualunque decisione prende, non sarà mai chiamato a rispondere e quindi può prendere anche decisioni più che discutibili. In altre parole "se ne frega" perché sa che non ci saranno conseguenze.



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