Convegno di Trento, un successo scandito da oltre 300 presenzeLe Associazioni raccontano
26/05/2012 - 08.03
A Trento, lo scorso 8 giugno, oltre 300 persone hanno preso parte al convegno organizzato e promosso da CCDU, PSF (Pronto Soccorso Famiglie) e ADIANTUM con il tema tema “Ridateci i nostri figli!”. L'evento si è tenuto presso la Sala di Rappresentanza del Palazzo della Regione a Trento, e aveva come sottotitolo “La crisi economica colpisce le famiglie ma non le case famiglia. Perché psichiatri, psicologi e assistenti sociali hanno il potere di portar via i nostri figli?”: Era questo il leit-motiv dominante dell'evento, che ha spiegato agli intervenuti e alla cittadinanza alcune importanti (e negative) "sfumature" sul problematiche del sistema e sulle possibili soluzioni.
Durante i lavori grande enfasi è stataà data ai cambiamenti in atto. Primo tra tutti, quello che scaturisce dal Senato, che il 22 maggio 2012 ha approvato all'unanimità la richiesta di dichiarazione d'urgenza per l'esame congiunto in Commissione giustizia dei DDL vertenti su materie relative all'istituzione di sezioni specializzate per le controversie in materia di persone e di famiglia e di soppressione dei tribunali per i minorenni. Il convegno ha tratto spunto da un sistema giudiziario - quello dei tribunali minorili, di chiara matrice storica autoritaria e fascista - che, negli ultimi due anni, ha messo in luce tutti i suoi problemi di arbitrarietà, incompetenza e anti-democraticità. Molti i cittadini che partecipano alle manifestazioni e segnalano nuovi casi, tantissimi quelli che vorrebbero cambiare questo stato di cose, e finalmente pare che anche il Senato si sia accorto della scandalo italiano delle case famiglia, dove migliaia di bambini soffrono lontani forzatamente dai propri affetti, e che è necessaria una riforma urgente. Il Trentino da anni, grazie al lavoro di associazioni locali ben ramificate e all'attivismo di alcuni amministratori, non solo non è immune a questa tragedia, ma è secondo solo alla Liguria per percentuale di bambini sottratti alle famiglie, mentre si spendono più di 10 milioni e mezzo di euro per “tutelare” i bambini. A differenza del resto d’Italia, dove il dibattito sui cambiamenti è comunque presente nelle Istituzioni, il "sistema trentino" si oppone a qualsiasi tentativo di riforma. La mozione di riforma dei servizi sociali del consigliere comunale Gabriella Maffioletti non è stata approvata. Lo stesso per le misure di sostegno ai genitori separati. Anche i documenti e DDL presentati da Bruno Firmani e Pino Morandini sono stati bocciati. Nella nostra regione, pochi giorni fa, un bambino di tre anni è stato sottratto alla famiglia mentre la mamma partoriva un’altra bambina, sebbene avesse una forte rete famigliare di sostegno. Piange disperato in una casa famiglia e nessuno lo ascolta. Ci sono decine e decine di segnalazioni di bambini sottratti che vorrebbero tornare in famiglia e non vengono ascoltati. Le recenti fughe di bambini dalla comunità di Bedollo e dal villaggio SOS sono solo la punta dell’iceberg. Finché non verrà cambiata la legge, nessuna famiglia potrà dirsi al sicuro in questo sistema malato. Gli organizzatori del convegno hanno messo a disposizione dei partecipanti un documento con informazioni utili su come difendere i propri figli proprio dal sistema di cui si parlerà. L'evento sarà moderato da Silvio De Fanti, Vice Presidente del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, mentre i relatori saranno l’On. Antonio Guidi, Specialista in neurologia e neuropsichiatria infantile e medico neurologo, l’avv. Francesco Miraglia, Avvocato del foro di Modena e coautore del libro “Ridateci i nostri figli”, Antonella Flati, Presidente dell’Associazione Pronto Soccorso Famiglie e Gabriella Maffioletti, Consigliere del Comune di Trento e delegata Adiantum per il Trentino. Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 1926 volte
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| 10.48 di sabato 02/06/2012 | ||
| scritto da Genitori inascoltati | ||
| Facciamo ospitare nelle case-famiglia i figli di chi ce li manda,
"dal produttore al consumatore", solo così provano sulla pelle il disagio di tanti genitori ! | ||
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