La Severino e il PD inciuciano con i giudici sulla sporca prebendaParlando con franchezza...
08/05/2012 - 23.53Che la Severino, ministro da 4 milioni di euro, sia favorevole ai privilegi della corporazione dei magistrati s'era capito già in occasione dell'emendamento Pini (quello sulla responsabilità civile diretta dei giudici, a lei particolarmente inviso). La conferma è arrivata in questi giorni, quando si è discusso del ddl anticorruzione presentato da Roberto Giachetti (Pd), il quale restringe la possibilità per i magistrati di assumere incarichi fuori ruolo, in altre amministrazioni o Authority, privandoli dell'amatissimo doppio stipendio. Tutti i gruppi hanno votato a favore (28 voti totali), ma il Pd si è astenuto (tranne Paola Concia e Rita Bernardini), nonostante la proposta provenisse da un suo deputato. Il governo, dopo aver dato parere sfavorevole anche all'epoca di Berlusconi con Nitto Palma, oggi ha ripetuto il suo no con il ministro Paola Severino, evidentemente preoccupata di non urtare la suscettibilità e le carriere dei magistrati che affollano le direzioni ministeriali con tanto di stipendio doppio e avolte anche triplo. L'emendamento Giachetti, infatti, prevede che gli incarichi fuori ruolo, nella carriera dei magistrati ordinari, amministrativi, contabili e degli avvocati e procuratori dello Stato, non possano assommare a più di dieci anni e in ogni caso non possano durare per più di cinque anni consecutivi. Chi verrà collocato fuori ruolo, se questa norma venisse approvata nell'attuale formulazione, potrà mantenere "esclusivamente il trattamento economico fondamentale dell'amministrazione di appartenenza". Tale disposizione, che se il testo verrà confermato si applicherà anche agli incarichi già in corso, impedirebbe quindi il cumulo di due stipendi." E' una grande mortificazione - ha commentato Giachetti, presentatore della modifica - il fatto che l'emendamento sia stato votato all'unanimità tranne che dal Pd, che si è astenuto. L'emendamento Giachetti che mette fine alla cuccagna degli stipendi doppi e tripli terrorizza la Casta dei giudici, lenti ad applicare le leggi ma sempre lesti ad alzare gli scudi se si toccano i loro stipendi e la "sporca prebenda". Grazioso il siperietto offerto dai lavori parlamentari: al termine della seduta in commissione, lo stesso Rao, la capogruppo Pd in Commissione Giustizia, Donatella Ferranti, i pidiellini Manlio Contento e Francesco Paolo Sisto si sono confrontati a lungo anche con il guardasigilli Paola Severino che auspica modifiche in aula. Spiegazione ufficiale della Ferranti: la questione dei magistrati fuori ruolo ''necessita di una trattazione più sistematica ed esaustiva'' e l'emendamento Giachetti ''non copre tutte le fattispecie esistenti''. Poi la verità: "Il governo aveva dato parere contrario''. L'ipocrisia del PD è a mille: "Sebbene l'emendamento Giachetti ponga un problema importante e metta in evidenza la questione della disciplina degli incarichi dei magistrati fuori ruolo, non è risolutivo del problema. Per queste ragioni il Pd si è astenuto oggi in Commissione" spiegano Oriano Giovanelli e Donatella Ferranti. "Il lavoro parlamentare - secondo i due democratici - ha permesso di approfondire notevolmente un tema che non era mai stato affrontato in modo adeguato e sistematico. I ministri Severino e Patroni Griffi, rispondendo ad una nostra precisa richiesta, hanno reso noto al Parlamento una mole consistente di dati sul numero e la tipologia dei fuori ruoli presenti tra i magistrati, ordinari, amministravi, contabili e tra gli avvocati dello stato. Hanno inoltre presentato tutte le tipologie di incarichi che attualmente vengono considerati compatibili anche con l'esercizio della giurisdizione. Ne è emerso un quadro molto complesso, regolamentato da normative che si sono stratificate nel tempo e che evidenzia la presenza di possibili conflitti di interesse che minano i principi di trasparenza e di separazione delle funzioni". "Per questo - continuano i due democratici - avevamo ritenuto opportuno delegare il governo ad una riforma organica della materia prevedendo, per legge, la tipologia degli incarichi che i magistrati possono ricoprire in posizione di fuori ruolo, i tempi massimi del collocamento fuori ruolo, le indennità, nonché una disciplina rigorosa volta a evitare il contemporaneo esercizio del ruolo di giudice e di altre funzioni politiche, amministrative o istituzionali. Ecco perché abbiamo giudicato l'emendamento Giachetti parziale e non risolutivo. Si tratta infatti di un intervento che riguarderà poche decine di magistrati". Siamo alle solite. Gli sgherri dei magistrati avanzano con il fondoschiena al posto della faccia, pensando che gli italiani siano tutti fessi. Cosa riceveranno in cambio, dai loro interlocutori, non si sa bene, ma di certo tra rappresentanti di caste ci s'intende alla grande. Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 1057 volte
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| 17.43 di giovedì 10/05/2012 | ||
| scritto da Nino | ||
| Mi pare che sia evidente che tipo di governo si abbia in Italia e che nessuno può pretendere che si taglino i privilegi da soli ...non sono mica scemi.
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