Milano, arrestata assistente sociale. Abusava sessualmente di un 13enneNews e Comunicati Stampa
01/05/2012 - 21.33
La mamma da giorni aveva notato un atteggiamento insolito nel figlio tredicenne, un ragazzino con qualche problema di adattamento. Lo ha tenuto d’occhio con maggiore attenzione, ha letto i suoi sms scoprendo uno scambio di messaggi inequivocabili tra lui e l’assistente sociale che lo seguiva. I carabinieri, subito avvisati, hanno sorpreso insieme l’assistente e il ragazzino. Per lei, trentenne, sono scattate le manette con l’accusa di violenza sessuale.
In cella è finita l’operatrice di una cooperativa che lavora dal 1985 sul territorio, la Diapason. Una onlus costituita da un gruppo di soci, si legge nel sito, per progetti socio-educativi a favore di minori, persone diversamente abili e famiglie in difficoltà, ma anche di animazione sociale rivolti a preadolescenti, nei territori, nelle comunità, nelle scuole di ogni ordine e grado. Proprio per queste competenze il Comune di Milano ha stipulato con la cooperativa un contratto per l’assistenza domiciliare dei minori con disagio psichico. Accordo che l’assessore alle Politiche Sociali Mariolina Moioli ha deciso di rescindere appena si è diffusa la notizia dell’arresto. L’operatrice viene quindi mandata in casa del ragazzino per tenergli compagnia quando i genitori non ci sono e aiutarlo nei compiti delle vacanze. Sulle generalità del minore ovviamente il riserbo è totale. Dovrebbe trattarsi comunque di una famiglia che vive nel centro di Milano, considerando a quale compagnia di carabinieri si è rivolta la madre per la sua denuncia. Il tredicenne sembra reagire bene alla presenza dell’educatrice, una trentenne carina e dolce. Anzi, con il passare dei giorni, appare sempre più tranquillo, è ansioso di svolgere i compiti e non protesta quando deve spegnere tv o computer per dedicarsi allo studio. Questo cambiamento insospettisce la madre che tiene d’occhio il figlio. Sospetti che vengono confermati dal tenore di alcuni sms che legge sul cellulare del ragazzino. Sono scambi di messaggi con l’educatrice dal tenore inequivocabile. La mamma si rivolge immediatamente ai carabinieri che ieri mattina entrano improvvisamente in casa, mentre l’educatrice e il ragazzino sono soli. Li trovano in atteggiamenti che non lasciano dubbi. Lei è sconvolta e tenta qualche giustificazione confusa. Il ragazzino invece reagisce difendendo l’educatrice. «Lo volevo anch’io...», prova a dire. Ma non ci sono attenuanti. I rapporti sessuali con un minore di 14 anni sono violenza anche se l’adolescente è consenziente. Fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200907articoli/45762girata.asp Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 884 volte
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| 21.21 di giovedì 03/05/2012 | ||
| scritto da Scipione | ||
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Pedofila. | ||
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