Trento, interrogazione della Maffioletti sulla fuga di due minori dalla casa famiglia di BedolloLe Associazioni raccontano
28/04/2012 - 16.56
Premesso che recentemente le cronache dei media trentini hanno trattato la vicenda dei due minori in fuga dalla casa famiglia di Bedollo. Apparentemente i ragazzi avrebbero trascorso tutta la notte al freddo in mezzo ai boschi. Dalle ricostruzioni giornalistiche i ragazzi sono scappati per tornare dal papà. Inoltre un media riferisce della “reticenza” dei genitori affidatari che hanno fatto perdere tempo ai soccorritori.
Questa casa famiglia ospita anche ragazzi del comune di Trento come ho avuto modo di constatare anche personalmente, e fa parte della Casa Generalizia della Pia Società Torinese di San Giuseppe Comunità Murialdo, via Endrici, 20 38122 Trento.
Nel 2011 il comune di Trento ha versato € 118.294,60 a questa organizzazione. Nell’agosto del 2011, le cronache dei media trentini hanno riferito di tre ragazzini scappati dal Villaggio S.0.S. del Fanciullo che hanno errato per ore nel comune capoluogo cittadino alla ricerca di un mezzo che li trasferisse nelle loro originarie abitazioni. I genitori ne sono venuti a conoscenza solo nel corso di un colloquio avuto con il figlio e apparentemente le forze di polizia e i servizi sociali non erano nemmeno stati informati. Dai resoconti dei media i responsabili hanno tentato di minimizzare l’accaduto. La comunità si chiama Cooperativa di solidarietà Sociale SOS Villaggio del Fanciullo – Nostra Signora d’Europa, via H. Gmeiner, 25 38122 Trento.
TUTTO CIÒ PREMESSO L'INTERROGANTE CHIEDE DI SAPERE: v Quali siano gli strumenti e le strutture di verifica e di controllo sulle comunità per l’infanzia e le case famiglia finanziate dal comune di Trento; v Con quale frequenza vengono effettuate queste ispezioni e se vengono stilati dei resoconti di tali ispezioni. Si chiede di avere copia degli stessi per tutto il 2011 e 2012; v Se l’amministrazione effettua delle ispezioni a sorpresa e se sono stati stilati dei resoconti delle stesse. Si chiede di avere copia degli stessi per tutto il 2011 e 2012; v Chi è la persona o le persone (si richiedono nomi e cognomi e titolo lavorativo per favore) incaricata/e di programmare ed effettuare queste ispezioni; v Se la giunta o l’assessore competente ritenga di dover intervenire, per quanto di competenza, al fine di verificare quale tipo di indagini siano state espletate sulla comunità di Bedollo in merito all’accaduto. Si chiede di avere copia dei resoconti delle indagini; v Se corrisponde al vero, come affermato dalla stampa, che i responsabili della comunità di Bedollo siano stati reticenti nei confronti dei soccorritori. Che cosa è successo esattamente; v Se il fatto è stato segnalato ai servizi sociali competenti e ai genitori; v Se non sia il caso di segnalare l’accaduto in Procura al fine di verificare eventuali responsabilità penali; v Poiché per entrambi i casi di fuga segnalati di cui sopra i bambini cercavano di ricongiungersi alle famiglie d’origine richiedo formalmente l’accesso agli atti al fine di permettermi di verificare le decisioni e provvedimenti adottati nei confronti di questi bambini.
Gabriella Maffioletti Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 963 volte
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| 16.16 di giovedì 13/12/2012 | ||
| scritto da Andrea | ||
| Nelle case famiglia, che un minore sia incensurato o meno, che abbia problemi oppure no, non importa!! una volta entrato lì, anche se sei adolescente non puoi uscire da solo, usare pc, cellulari, invitare amici!! nulla di nulla!! i controlli andrebbero fatti in forza di una legge che preveda l´esatto contrario, ossia che i ragazzi possano uscire anche da soli, purchè rispettino delle semplici regole presenti anche in una comune abitazione, perchè finire in una casa famiglia non è una colpa!! | ||
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| 09.28 di mercoledì 09/05/2012 | ||
| scritto da Luca RB | ||
| Se queste comunità fossero come vengono dipinte dai mass media locali, dovrebbero essere dotate di servizi di sicurezza (cancelli, sorveglianza all´ingresso, identificazione delle persone che entrano ed escono). Invece le storie di "fuga" dei ragazzini dimostrano che sono luoghi molto aperti, verrebbe da dire "familiari".
Ma cosa chiede allora l´interrogazione? Che vengano inasprite le misure di sicurezza? Che venga reso impossibile l´allontanamento non autorizzato dei minori? Si rendono conto di cosa significherebbe per i minori stessi? Credo che attaccare sula tematica della sicurezza rischia di far trasformare le cosiddette "casa famiglia" in carceri minorili. Ovvero di peggiorare la situazione dei minori ospiti. | ||
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