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Il tribunale ordina la sottrazione, San Patrignano si oppone. Madre e figlio restano

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Il tribunale ordina la sottrazione, San Patrignano si oppone. Madre e figlio restano
San Patrignano

18/04/2012 - 15.08

A San Patrignano, celebre comunità di recupero per tossicodipendenti, si stava consumando l'ennesimo episodio di sottrazione di stato, ai danni di un bambino la cui unica colpa sarebbe quella di avere una mamma "fragile", come fragile può essere una donna che si sta disintossicando. Il padre è sparito da tempo in Nord Africa, di lui non si hanno più notizie, ma la mamma e il bambino, dentro la comunità, erano riescite a creare una famiglia unita, anche grazie ad una coraggiosa decisione dei servizi sociali, che avrebbero fatto di tutto per iunire madre e bambino, ma che si sono trovate nell'imbarazzante ruolo di "braccio armato" che, in questa particolare vicenda, non avrebbero mai voluto interpretare.

Un giudice minorile di Firenze, infatti, aveva disposto l'inizio di un percorso che, in tutta probabilità, prevedeva l'allontanamento del bambino (attaccatissimo alla mamma e ben voluto da tutta la comunità, che oggi conta diverse migliaia di persone) e la sua chiusura in una casa famiglia per minori; e poi, una probabile adozione. 

Il malcostume di separare bambini e genitori, anche quando (come in questo caso), l'ambiente circostante e le strutture garantiscono le migliori condizioni di vita - San Patrignano è una "piccola città", dove esistono regole rigide di convivenza civile e dove gli ospiti più giovani non vengono mai a contatto con le persone che si trovano all'inizio della terapia - non cessa pertanto di trovare applicazione in sede giudiziaria, e così il tribunale dei minori di Firenze, lo stesso che pochi mesi aveva riunito mamma e figlio, ha cambiato impostazione, intimando che il bambino venga riportato in una casa protetta, in vista di un percorso destinato a sfociare nell'adozione.

A San Patrignano nessuno vuole crederci e si preparano a lottare: "È una scelta inspiegabile", scrivevano dalla comunità di recupero, "Il piccolo sta vivendo con serenità il rapporto affettivo con la madre. Un repentino distacco rappresenterebbe un ulteriore trauma: ci opporremo con tutti i mezzi consentiti dalla legge". La prima azione di resistenza è andata in scena quando alle porte della comunità si sono presentati i servizi sociali per prelevare il piccolo. "Oggi è malato, non può essere prelevato, ripassate un'altra volta", avevano risposto gli operatori di San Patrignano. Poi, improvviso, il dietro-front. Era al telefono, in diretta su Canale 5, per parlare del proprio caso a 'Pomeriggiocinque', quando gli avvocati di San Patrignano le hanno comunicato che i giudici di Firenze avevano sospeso la decisione con cui le avrebbero tolto il bimbo di tre anni. E' stata la stessa Samantha, toscana di 41 anni, ad annunciarlo gioiosa: ''Non mi tolgono piu' il figlio''.

Adesso, nonostante la sospensiva, bisognerà guardare "dentro la notizia". San Patrignano ha costruito in 30 anni un centro di eccellenza e, innegabilmente, di influenza sociale e politica. Il contributo dato in tutti questi anni alla Società Civile dalla Comunità è sotto gli occhi di tutti, così come la sua influenza culturale attorno alla quale si sono sempre concentrate le attenzioni di tutti gli operatori della giustizia, oltre che della politica. La speranza, inutile a dirlo, è che San Patrignano possa sostenere, con i suoi mezzi importanti, la battaglia di civiltà che si impone per cambiare il malcostume dilagante della "sottrazione facile", di cui si macchiano costantemente i tribunali minorili della Repubblica.


Fonte: Redazione

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Ci sono 2 commenti


08.13  di venerdì 20/04/2012
scritto da  un babbo
Effettivamente cara Stefania San Patrignano è una vera corazzata mediatica e con appoggi ad altissimi livelli. Questa volta è andata bene, purtroppo nella stragrande maggioranza dei casi finisce diversamente.
Volevo soffermarmi sulla notizia e su come sia stata affrontata dai lettori e frequentatori dei vari blog - vedi corriere.it o repubblica.it. Avete notato l´asprezza di molti commenti? L´opinione pubblica pensa che il bambino in questa fattispecie non sia stato tutelato. L´opinione pubblica pensa che l´interesse del bambino sia quello di crescere in una famiglia ,sana, pulita, senza vizi, (magari etero), benestante, cattolica e magari con cane e giardino.
La società non vuole farci morire quando vogliamo, la società rifiuta la morte e la considera innaturale. La stessa mentalità giorno dopo giorno sta spostando e modificando il concetto di diritto alla paternità/maternità. Ma i poveretti, gli straccioni, i tossici, gli ex tossici, hanno diritto di fare figli? Se non dichiari almeno 30mila annui hai diritto a fare figli?
E´ questa la società che voglimo?

12.54  di giovedì 19/04/2012
scritto da  stefania
felice per questa notizia che questo bimbo è riuscito a scamparla dall´essere separato a vita dalla sua mamma (indipendentemente dai problemi di lei) e che cosí possono continuare a vivere e crescere insieme. Ma per evitare un tale intervento dal Tribunale e dai Servizi Sociali, bisogna avere le spalle coperti, grintose, valide come la Comunità di San Patrignano???


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