A Torino un tragico giochino tra servizi antiabuso e parenti avvocatiIo penso che...
18/04/2012 - 14.58In merito alle false accuse e a ciò che andrebbe cambiato per migliorare le cose, io aggiungerei un quarto punto: "è fatto obbligo di astensione, per gli operatori delle ASL e delle SS (Servizi sociali) o di coloro che lavorano nella pubblica amministrazione, a prendere in carico o a occuparsi di minori allorquando sono coinvolti interessi propri, o di parenti entro il quarto grado o conviventi...". A Torino vi sono operatori di servizi antiabuso (associazioni spesate e finanziate dall´amministrazione, con tanto di impegni di spesa della Giunta Regionale) i cui mariti / mogli sono avvocati. Il tragico "giochino", di cui rimangono vittima i minori, è il seguente: l´operatore dell´ASL o delle SS si occupa del minore, l´operatore conferma e convalida gli abusi (generalmente in solitaria, senza altri operatori, con le solite relazioncine spedite alla procura o al tribunale dei minori, piene di condizionali e naturalmente senza prove documentali) e il parente dell´operatore (moglie/marito/convivente) assiste la madre del minore. Se va bene, la questione penale, per il padre innocente, si risolve in due-tre anni; se va male, si protrae per molto più tempo, salvo poi constatare molto tempo dopo che non vi era stato abuso sessuale. Dei danni arrecati al minore, nel caso di falsi abusi, poi nessuno risponde. Non ne risponde l´ASL, non ne risponde la psicologa, non ne risponde il PM. Ne risponde, ovvero ne soffre, il minore. E a quanto sembra, alcuni (GIUDICI COMPRESI, togati con ermellino) pensano che NON vi sia incompatibilità di funzioni, contrariamente a quanto indicato dall´art.6 del DM 28.11.2000 "Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni", oltrechè dalla stessa Costituzione Italiana: "Il dipendente si astiene dal partecipare all´adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri ovvero: di suoi parenti entro il quarto grado o conviventi; di individui od organizzazioni con cui egli stesso o il coniuge abbia causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito; di individui od organizzazioni di cui egli sia tutore, curatore, procuratore o agente; di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati, società o stabilimenti di cui egli sia amministratore o gerente o dirigente. Il dipendente si astiene in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza...". Un TRAGICO GIOCHINO, davanti agli occhi degli operatori del foro di Torino, e una TRAGICA VERGOGNA torinese, patria un tempo di Santi sociali, e ora di intoccabili inquisitori! Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 972 volte
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| 11.29 di lunedì 23/04/2012 | ||
| scritto da Sergio di TO | ||
| ...io vorrei solo aggiungere che su Torino bisogna stendere un velo pietoso.
La lentezza dei tribunali su queste cose è vergognosa, invece la velocità a emettere sentenze o pignoramenti senza interpellare l´accusato (come nel mio caso) è impressionante. Io e la mia compagna siamo stati vittime di false accuse di vilionza nei comfronti di mio figlio maggiore e solo dopo 3 anni (e dopo un accordo ricatto di denaro) siamo riusciti a chiudere il tutto, idem per il pignoramento di casa mia a fronte di mancato mantenimento dove ho tutti i giustificativi dei bonifici e degli assegni che non servono a nulla in quanto il tribunale di Moncalieri non mi ha mai chiamato e in men che non si dica ha emesso il pignoramento. Conclusione: "care mamme, volete un pò di soldini? prendete esempio dalla mia ex. Sparatele grosse e rivolgetevi al tribunale di Moncalieri dicendo di non aver mai ricevuto un cent e il gioco è fatto!". Sono veramente indignato e non credo più alla giustizia italiana! | ||
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