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Responsabilita dei giudici: emendamento della Severino e un nuovo inciucio

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Responsabilita dei giudici: emendamento della Severino e un nuovo inciucio
Il ministro Severino

15/04/2012 - 20.14

Da qualche settimana non se ne parlava più, ma l'inciucio era nell'aria. E così, dopo aver fatto "addormentare" il dibattito sulla responsabilità diretta dei magistrati, e adesso che la Lega Nord è funestata dal dibattito interno ed esterno per le note vicende finanziarie, il momento è buono per il ministro-da- sette-milioni-di-euro Severino per affondare il colpo atteso da tutti i partiti (non senza qualche mugugno).

Già le news on line ne parlano con tono un pò confuso, ma sembra prendere corpo la disinformazione di regime. Alcuni titoli recano "Responsabilità dei giudici, cambia la norma", ma è una bugia bella e buona. Quello che cambia è il contenuto della bozza inviata dal ministro della giustizia ai partiti. Colpisce la tempistica: la Lega in affanno e indebolita dai fatti che hanno minato per sempre la sua immagine di "movimento onesto", ed ecco l'invio di un emendamento che, in pratica, lascerebbe tutto così com'è.

I più maliziosi, anzi, parlano di una stranissima coincidenza (sarebbe meglio dire un "colpo di coda") tra le indagini serrate sulla Lega - partito dal quale è fuoriuscito il testo che prevedeva la responsabilità diretta dei giudici - e questo documento che, magari, costituirà una robusta contropartita per l'ANM, in vista del più classico degli inciuci: io (magistratura politicizzata) sgonfio le indagini e tu (Lega Nord e chiunque altro si sogni di sollecitare ancora la responsabilità diretta) mi voti l'emendamento Severino.

Il testo della bozza prevede che chi ritiene di aver subito un danno ingiusto potrà «agire contro lo Stato», che dovrà poi rivalersi verso la toga che ha sbagliato. Verrebbe dunque modificato del tutto - diremmo capovolto - il principio per cui il cittadino poteva agire in giudizio direttamente contro il magistrato. Ma la rivalsa dello Stato verso la toga diventerebbe obbligatoria. La norma sulla responsabilità civile viene così riscritta dal ministro: «Chi ha subito un danno ingiusto per diniego di giustizia ovvero per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario, posto in essere dal magistrato con dolo o colpa grave nell'esercizio delle sue funzioni, può agire contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivano da privazione della libertà personale». In sintesi, il controverso 'emendamento Pini' alla legge comunitaria, approvato con i voti Pdl alla Camera e fermo al Senato, sara' ineluttabilmente modificato. Via la responsabilita' diretta, ma si stabilisce che lo Stato avra' l'obbligo (oggi e' solo una mera facolta') di rivalersi verso il magistrato, fino alla meta' (oggi e' un terzo) dello stipendio annuale. La toga rispondera' per dolo o colpa grave (la violazione manifesta del diritto, oggi criterio autonomo, verrebbe fatto rientrare - vedremo come - nella colpa grave), e verra' attenuato il filtro di ammissibilita', che fino ad oggi ha garantito impunità anche ai più scandalosi episodi di mala giustizia.

Attenzione, però, perchè il testo del governo restringe la norma alla "privazione della libertà personale" (quindi solo nella giustizia penale) e parla sempre di "dolo o colpa grave", ritornando alla formulazione della pessima legge Vassalli, secondo la quale gli errori commessi nell'attività tipica, ossia l'applicazione e l'interpretazione delle norme, non sarebbero punibili. La giustizia civile, fonte di immenso dolore causato da errori di incompetenza e negligenza molto gravi e pregni di conseguenze sulla vita di chi li subisce, verrebbe ancora esclusa dal "nuovo" testo ? 

Chi chiede l'eliminazione della responsabilità diretta ? Il PD, innanzitutto, da sempre sodale con i magistrati e a qualunque costo (si pensi all'affossamento storico del referendum del 1988, insieme a DC e PSI, dell'allora PCI), ma il Pdl, di suo, continua a chiedere che corruzione, intercettazioni e responsabilita' civile procedano di pari passo. 

La partita più importante nella vita dei cittadini, pertanto, si gioca su un campo dove si incrociano diverse squadre, ognuna con le proprie "esigenze particolari" da accontentare con un valido compromesso.

Valido, ma solo per loro.


Fonte: Redazione

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