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Genova, false accuse di abusi: perizia scagiona il padre, tribunale sta fermo

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Genova, false accuse di abusi: perizia scagiona il padre, tribunale sta fermo
Il tribunale minorile di Genova

14/04/2012 - 16.06

Malagiustizia a doppia velocità, quella che a Rapallo vede come vittima un padre 25enne e una ex moglie ecuadoregna in vena di facili false accuse di violenza sessuale. E così che la sua bambina di quasi 4 anni non lo vede da circa 10 mesi, anche a causa della totale inattività del tribunale minorile e dei servizi sociali.

L'uomo era indagato per violenza sessuale nei confronti della piccola, ma l’incidente probatorio lo ha scagionato. E nonostante il Tribunale dei minori di Genova abbia deciso (con estrema lentezza...) che anche lui abbia incontri protetti con la figlia, che è stata affidata dai servizi sociali dal capoluogo alla mamma, nessun incontro è stato ancora fissato proprio dai servizi, rei (come quasi sempre accade) di non dar seguito alle disposizioni dei magistrati se non dopo molte settimane.

Questa, finora, è l’evoluzione di una storia dai contorni ancora non ben definiti, che va verso la conclusione giudiziaria ma potrebbe in realtà avere strascichi. Lui, il papà, ha 25 anni, vive e lavora a Rapallo, si è fatto una famiglia dopo la nascita della bimba in questione. Lei, la mamma, ne ha qualcuno più di lui, è ecuadoriana nonostante un cognome italiano, è regolare e lavora in Liguria. L’a figlioletta deve compiere 4 anni, è frutto di una relazione tra i due e, da quando è nata, ha visto il padre poche volte ma a lui, come del resto alla madre, è molto affezionata. La svolta avviene nello scorso giugno, quando la donna, che già aveva chiesto al Tribunale dei minori l’affido totale della bambina, decide di rilanciare e denuncia il ragazzo per maltrattamenti e violenza sessuale verso la piccola. 

Nonostante le numerose segnalazioni e sollecitazioni riguardo l'inspiegabile silenzio dei servizi, il tribunale resta fermo....


Fonte: Redazione

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Ci sono 2 commenti


09.36  di lunedì 16/04/2012
scritto da  Stefano da Roma- aderente class action
Anch´io, a mie spese,e dopo una separazione, mi sono reso conto che entrare nei tribunali (minori) ti rendi conto che la giustizia è inefficiente, arretrata culturalmente e di parte verso le mamme che tutto possono commettere e nessuno le ammonisce, le sanziona, le punisce. Dopo svariate, tre per la precisione, denuncie a mio carico (tutte archiviate), la "mamma" dispensatrice di amore, dopo 4 anni mi denuncia per maltrattamenti e violenza familiare (ove neanche in sede di affido di separazione vengono riportate), il sottoscritto subito rinviato a giudizio! le mie denuncie di continue violazioni da parte della stessa del provvedimento del tribunale dei minori vengono automaticamente archiviate. Ancora... archiviata una mia denuncia di calunnia per la falsa accusa di maltrattamenti e violenza domestica (dopo 4 anni e nessuna segnalazione di controparte negli atti). cosa dire?!

23.18  di sabato 14/04/2012
scritto da  Scipione
Il problema non è solo di velocità.

Conosco un caso dove la madre abusava la figlia. Il Vice-Questore raccomandava l´arresto della madre. Il magistrato non ha fatto niente. Un altro magistrato poi ordinava gli incontri protetti... però per il padre. Lo psicologo diceva che era normale che una bambina di 5 anni copulasse (sic) con le bambole. L´assistente sociale diceva che se la madre non le dava da mangiare la sera, non importava perchĂ© tanto aveva pranzato alla scuola.

Il problema è che le istituzioni sono corrotte e la società è malata. Dio poi ci guardi dai cosiddetti esperti. Studi eseguiti nei paesi moderni dimostrano che il 20% dei perpetratori di pedofilia sono femmine. In Italia, grazie a una mentalità arretrata se non medievale, questi crimini non solo non vengono puniti, ma non vengono neanche percepiti. Sono considerati “impossibili”.

Purtroppo succedono.


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