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Case famiglia: la logica del denaro comanda sulla cultura dello spreco

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Case famiglia: la logica del denaro comanda sulla cultura dello spreco

10/04/2012 - 00.21

In Italia c'è una parola che non passa mai di moda: spreco. Da noi si spreca su tutto. Sulla spesa sanitaria, sulle opere pubbliche, nella publica amministrazione, sulla gestione finanziaria, nei costi della politica, sulle spese per la difesa (e chi più ne ha, più ne metta). Si potrebbe dire che da noi lo spreco è un fatto endemico, storicamente documentato e - direi - quasi genetico. Hanno sprecato gli americani sul c.d. Piano Marshall. Hanno sprecato i democratici cristiani e i socialisti (con la benedizione dei comunisti) consentendo la crescita smisurata del nostro debito pubblico.

La politica, con la sua tattica mortale del clientelismo, spreca da sempre risorse preziose. Se assumiamo quale indice dello spreco un buon 5% del Prodotto Interno Lordo - ritenendolo un dato molto prudente -, l'Italia oggi non avrebbe più la Questione Meridionale, potrebbe essere il paese con il più alto tasso di tecnologia delle comunicazioni, avrebbe costruito gratis il ponte sullo stretto e avrebbe potuto raddoppiare la rete autostradale, garantendo l'alta velocità su tutta la rete ferroviaria. Il reddito pro-capite sarebbe tra i più alti del mondo e non avremmo docuto subire un "nuovo ventennio" nefasto.

Non stupiamoci, pertanto, se l'Italia è anche il paese delle case famiglia da 200 euro al giorno (o giù di lì) per bambino, perchè è un fatto perfettamente riconducibile allo spreco. Sulle comunità di accoglienza, però, la filosofia dello spreco ha raggiunto livelli di altissima raffinatezza politica, del tutto simmetrici alla bassezza di abbiette finalità che prevedono lo sfruttamento dei bambini quale strumento per creare occupazione e potere sociale per operatori senza scrupoli e - spesso - senza arte nè parte.  L'ISTAT - che certo non brilla per indipendenza e obiettività - parla di 23.000 minori ospitati nelle comunità di accoglienza italiane. Recentemente, durante una nota trasmissione andata in onda su un canale nazionale, si è parlato di una retta pari a circa 130 euro al giorno per ogni bambino ospitato. Facendo una botta di conti, il calcolo è presto fatto: 23.000 x 130 € x 365 gg = 1.091.350.000 € (unmiliardonovantunomilionitrecentocinquantamilaeuro) l'anno. A questi vanno aggiunti i soldi spesi per le consulenze psicologiche, per le medicine e tutti gli extra. Ogni casa famiglia, mediamente, ospita 10 minori, per cui è ipotizzabile (con buona approssimazione) che in Italia esistano oggi circa 2.300 strutture (23.000/10), ognuna delle quali fattura circa 474.500,00 € l'anno.

Come vengono spesi tutti questi soldi ? Fanno 47.450,00 euro a minore. Io ho due figli ma, perbacco, non spendo tanto per loro. Mi piacerebbe poterlo fare, ma faccio fatica a pensare come poter spendere 3.954,00 €  al mese cadauno. Probabilmente finirei per fare una "crestina"........ come resistere, con tutta questa abbondanza ?  

Battute a parte, qui la faccenda è seria. Nelle case famiglia la cresta si fà, oppure no ? Forse si dovrebbe allertare la GDF, perchè il sospetto c'è, ed è anche abbondantemente condiviso da tutti coloro che parlano come mangiano - cioè poco, di questi tempi -, ma pensano molto. Ed un pensiero ricorrente è quello che riconduce, appunto, allo spreco. Se ipotizziamo che, su 23.000 minori in comunità, almeno un buon 70% di essi - è una percentuale più che attendibile - sia vittima di veri abusi, abbandoni e/o violenze (anche sessuali), e pertanto la casa famiglia sia per loro una struttura necessaria ancorchè utile, il rimanente 30% parla di minori allontanati dai propri genitori e rinchiusi dentro le case famiglia per motivi opinabilissimi, ossia per indigenza economica o per alta conflittualità familiare dovuta alla separazione. Si tratterebbe, pertanto, di 6.900 minori che costano allo Stato - cioè a noi tutti - ben 327.405.000,00 € (6.900 x 130,00 € x 365 gg). Se ipotizziamo che lo Stato possa spendere 1.500,00 € al mese per dare supporto domiciliare ad ognuna di quelle famiglie disagiate - cioè 6.900, ma anche meno se i figli sono più di uno per ogni nucleo - la spesa complessiva si ridurrebbe a  124.200.000,00 € (6.900 x 1.500,00 € x 12 mesi). Il risparmio per i contribuenti sarebbe di circa 200.000.000,00 di euro (duecentomilioni)

E' finito qui, il conteggio dello spreco ? Per niente, perchè c'è ancora da rispondere al quesito principale, il "quesito dei quesiti", "la madre di tutti i quesiti"....con 4.000,00 € al mese per ogni bambino, le case famiglia che ci fanno ? Gireremo la domanda all'on. Alessandra Mussolini, che in questi giorni si sta occupando della comunità di Montalto nelle Marche e, sopratutto, presiede la Commissione Bicamerale per l'infanzia. Nel frattempo, il tassametro dello spreco gira al ritmo di 2.990.000,00 € al giorno.

Se trovo una licenza per questo particolare tipo di taxi, me la compro subito.

 

MASSIMO BONAVENTURA


Fonte: Redazione

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Ci sono 2 commenti


22.25  di lunedì 07/05/2012
scritto da  già segnalato al ministero?
sono certo che lo avrete già scritto nel form del ministero per la segnalazione degli sprechi (da tagliare).
Magari se accadesse che per risparmiare, una volta tanto in Italia, si risolvesse anche un grave problema sociale.

12.07  di venerdì 13/04/2012
scritto da  Lorenzo
Non posso che plaudere a questo articolo. Lo invierei per mail a Rizzo e Stella. Non vedo infatti perché, se la "libera informazione" può rigirare come un guanto Parlamento e Ministeri, in questo caso debba "parlare sottovoce". Da quello che so, il tempo dei "misteri di Stato" è finito (o dovrebbe essere finito), con i cupi anni ´70.
Viste le cifre, e deducendo che appare altamente improbabile che ogni singolo minore ubicato in una casa famiglia benefici -in assistenza ed altro- del reddito netto annuo di un lavoratore benestante (47.450 euro diviso 14 mensilità farebbero oltre 3.000 euro al mese!), sorgono spontaneee alcune domande. Provo a riassumerle:
a) quanto sono pagati gli assistenti sociali che operano in queste "case famiglia"?
b) probabilmente non sono pagati molto. E questo dà il "la" alla seconda domanda: quanto sono pagati i dirigenti di queste strutture????
c) qualora nè gli uni nè gli altri avessero stipendi da capogiro, come sono impiegati i soldi che avanzano?
d) mi sembra di capire che queste "case famiglia" siano comunque degli enti privati, ma destinatari di contributi pubblici. Ma il loro essere enti di diritto privato, non li favorisce indebitamente? Laddove la pubblica amministrazione deve -che so- fare una gara per le proprie forniture, costoro prendono un sacco di soldi senza rendere conto a chicchessia.... è davvero così?
e)qualora queste case famiglia siano riconducibili ad entità religiose, non dovrebbero essere finanziati con il gettito dato dall´ 8x1000, senza ulteriori aggravi di spesa per gli enti locali?
f) e più in generale: se lo Stato si rivolge ad enti privati per l´espletamento di un servizio pubblico (la costodia di minori), non sarebbe opportuno introdurre discipline che prevedano la loro selezione tramite apposita procedura concorsuale?
g) esiste una normativa di riferimento cui queste case famiglia sono obbligate nella selezione e nell´assunzione del loro personale?

Non si può e non si deve "parlare sottovoce" quando in gioco c´è il futuro del Paese, ossia i nostri bambini. Ogni minore presente in quelle strutture è un bene nazionale. Non si può e non si deve rimanere in colpevole silenzio.


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