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4.000.000 di padri separati, 800.000 sotto la soglia di poverta´

Osservatorio sul Condiviso


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4.000.000 di padri separati, 800.000 sotto la soglia di poverta´

29/03/2012 - 20.15

«Mi hanno derubato dell'amore dei miei figli, una delle cose più brutte che possa capitare a un uomo», «se non avessi avuto i miei genitori e la solidarietà degli amici sarei un senza tetto», «vivo in un ripostiglio di 7,3 metri quadrati con un letto, una scrivania e una sedia al settimo piano su un terrazzo», «per mangiare vado a Sant'Egidio e ho trovato un letto all'asilo notturno».

Antonio, Sergio, Stéphane, Marco. Storie di esistenze precarie. Storie di padri disperati che gridano «rivogliamo i nostri figli». Padri defraudati dell'affetto, ridotto spesso a rituali deprimenti, e padri privati di ogni effetto economico . In Italia sono 4 milioni e secondo l'Eurispes l'80 per cento di loro non riesce a vivere del proprio stipendio, tanto che 800 mila sono sotto la soglia della povertà. E così quando non possono contare sui genitori o su un'auto da trasformare in casa, finiscono davanti alle mense di carità, in cerca di un piatto caldo e di un luogo in cui dormire. In fila, insieme ai senza tetto, per sostenere gli obblighi economici della separazione.

Eppure in Italia, dal 2006 è in vigore l'affido condiviso. Una norma che ha rivoluzionato il diritto di famiglia perché «stabilisce di assicurare la bigenitorialità al minore con l'affidamento dei figli ad entrambi i genitori, mettendo fine all'anacronismo di considerare il padre come un genitore del tempo libero. Inoltre prevede che entrambi i genitori debbano provvedere al sostentamento economico dei figli» spiega l'avvocato Massimiliano Gabrielli, coordinatore nazionale dell'Associazione SOS Padri separati che offre assistenza legale a molti padri, «ma è una rivoluzione solo sulla carta, perché la pessima applicazione e l'orientamento dei tribunali rendono nulli i propositi del legislatore».

Su 1020 sentenze campione da Bolzano a Palermo (dati Osservatorio ADIANTUM sul condiviso) nel 90 per cento dei casi la legge in vigore non viene applicata: i giudici concedono il condiviso solo formalmente, perché i contenuti dei provvedimenti, ossia i tempi di permanenza con i figli e l'assegno sono ancora quelli dell'affidamento esclusivo. Il mantenimento diretto viene negato nel 98 per cento dei casi anche tra due ex coniugi con lo stesso reddito. 

Quasi sempre, in base a un principio non scritto, ma consolidato, non viene garantita la parità e la donna diviene portatrice di diritti consolidati e l'uomo portatore di soli doveri. E così, tranne casi sporadici, come la recente decisione del Tribunale per i minorenni di Trieste di assegnare la casa alla figlia e far alternare i genitori nelle visite, ciò che accade nei tribunali rasenta l'incredibile.

Alla Corte di Civitavecchia e a quella di Brescia hanno pensato persino di prestampare i provvedimenti. Ingannevoli spazi vuoti con sentenze già stabilite. Non c'è alcuno spazio da riempire per l'affidamento, perché scrivono' 'i figli vengono affidati congiuntamente ad entrambi i genitori, con residenza presso la madre che si occuperà della ordinaria amministrazione'. Così come non ci sono spazi da riempire al momento di stabilire le misure economiche 'stabilisce che il marito versi'. Non è prevista una casistica differenziata, non è previsto che la moglie possa avere un reddito triplo, che il marito abbia perso il lavoro o sia in cassa integrazione.

Dal tribunale fanno sapere che si tratta di un refuso. Un refuso di cui nessuno si è accorto per 5 anni (fino alla scorsa estate questa modulistica si poteva scaricare direttamente dal sito del Ministero di Giustizia n.d.r.). E sorprendentemente scompare anche la notoria lentezza della giustizia italiana: bastano appena 27 minuti per mettere fine all'amore. E' questa la media calcolata dall'avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell'Associazione Matrimonialisti Italiani. «27 minuti cruciali in cui nella prima udienza i giudici decidono la sorte di una famiglia. E' il tempo dedicato per stabilire il provvedimento provvisorio che si trasforma in definitivo per molto tempo. Perché se tutto va bene tra separazione e divorzio consensuale sono almeno 4 anni e mezzo, se va male un divorzio giudiziale arriva a 13 anni. Due secondi per dire sì, 13 anni per dire no».


Fonte: Liberamente tratto da http://espresso.repubblica.it/dettaglio/papa-separati-i-nuovi-poveri/2177358/1111/0

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Ci sono 3 commenti


03.33  di venerdì 20/04/2012
scritto da  gabriella
la legge non funziona...loro non hanno capito che il genitore collocatario ha il potere di decidere tutto ...i padri..non possono neppure insistere per la visita dei suoi figli perchè se lei decide che oggi non posso,non posso, .....parliamo tanto allora perchè questi padri non vengono anche loro tutelati...ci sono padri che sanno fare il genitore meglio della ex moglie....ma non in italia non funziona....per arrivare ad ottenere qualcosa ti devi fare giustizia......allora avvocati lettere lettere.lei non risponde al telefono...allora lettere non si finisce più...speri sono che i tuoi figli crescono.........ma anche questo..dove sono i tuoi figli....che poi ti accusano........ma tu genitore dove eri quando avevo bisogno di te? vallo a spiegare....da adulto hai perso tutto anche la tua dignitàà......una nonna disperata...............

14.28  di venerdì 13/04/2012
scritto da  Lorenzo
Il problema è che la questione delle separazioni è troppo inquinata dall´ideologia. Questo inquinamento è ravvisabile sia nella legislazione che nelle sentenze.
Molte donne vedono in tutto ciò la realizzazione di una parità. La realtà è che esse stesse sono tratte in inganno: quello che si vede, è solo un´ingiustizia presente ipocritamente giustificata dalle ingiustizie passate.
Le ingiustizie, insegna la storia, provocheranno prima o poi delle reazioni, e nelle stesse donne! Chiediamo ad esempio alle madri dei figli maschi separati come la pensano su questa legge. Facciamo un bel referendum e contiamoci. Siamo sicuri che i sostenitori di questo stato di cose siano la maggioranza? Io non credo proprio.......

10.32  di venerdì 30/03/2012
scritto da  aaa
vorrei vedere se ad elemosinare fossero le donne...... infatti ho sempre riscontrato che se una donna a cui vengono negati i figli va in tv si scatena il pandemonio ma se ci va un adornato qualsiasi non succede mai nulla, è vero che i magistrati sono incapaci di uscire dall´orientamento dettato dai loro superiori ma le vere colpe secondo me sono dei magistrati della suprema corte che nulla fanno anzi a volte sembra che si divertano sulle nostre spalle ad emenare sentenze ridicole e ridicolarizzando noi padri mettendoli non solo in secondo piano verso le donne ma addirittura a volte come è successo in terzo piano dopo le nonne ..... ovviamente materne.... ma a chi cavolo ci dobbiamo rivolgere per essere non sentiti ma solo ascoltati...


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