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ResponsabilitaŽ dei giudici. Ministri-avvocati, ANM e PD a braccetto

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ResponsabilitaŽ dei giudici. Ministri-avvocati, ANM e PD a braccetto

21/03/2012 - 17.42

A sentirli parlare, sembra fin troppo chiaro perchè in Italia si sia ucciso il referendum Tortora. In estrema sintesi, un ministro-avvocato con modello unico da 4 milioni di euro, l'associazione-partito dei magistrati (ANM) e un partito vero (il PD) stanno cercando di ammazzare l'emendamento Pini che sancisce la punibilità diretta dei magistrati per i loro errori.

Nell'ANM sono letteralmente terrorizzati da quelle righe. Sudano freddo, e per loro si spalancherebbero le porte di una sana psicoterapia di gruppo, qualora la nuova regola passasse. La chiamano "sindrome da impunibilità perduta", e i giudici soffrono da tempo immemorabile di questo disturbo del comportamento. A pensarci bene, il fatto che vadano a lamentarsi con il Governo non è un pò assurdo ? Somigliano tanto a quei bambini primogeniti che rpotestano per l'arrivo di un fratellino.

Cominciamo da questo concetto: l'ANM non dovrebbe neanche esistere, così come viene utilizzata oggi, e i suoi affiliati dovrebbero evitare accuratamete di disquisire in tema di prerogative parlamentari. La formazione di una legge, sebbene li riguardi, è una di queste, e nessun magistrato dovrebbe permettersi di sindacarla. Ma solo osservarla, "esserne soggetto", come recita la Costituzione. E invece loro, i togati dal Signore, si fanno perennemente gli affari del Parlamento, e decidono allegramente se una legge è degna di essere applicata, oppure no.

"Non bastano modifiche: l'emendamento Pini che prevede la responsabilità diretta va stralciato per garantire autonomia e indipendenza dei magistrati". Questa la posizione dell'Associazione nazionale magistrati in merito alla norma, già bocciata dal Csm, che ha introdotto la responsabilità diretta dei giudici con un emendamento alla legge comunitaria 2011 approvata dalla Camera. Con le toghe si è schierata il guardasigilli, Paola Severino (avvocato con 4 mln di euro di reddito). Secondo lei, la responsabilità diretta dei giudici "non esiste in nessun Paese d'Europa". Per fortuna il capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, chiede rispetto per le prerogative del Parlamento e annuncia che la norma non sarà cancellata. "E' spiacevole - prosegue il senatore Pdl - che si venga in Parlamento a fare una richiesta di abolizione così drastica e poco rispettosa dell'attività del Parlamento". Ironico il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto: "Vediamo che, con modo molto moderato, l'Anm chiede lo stralcio. E' evidente che su questa base è impossibile aprire una discussione seria. Ma la Commissione Giustizia sembrerebbe orientata verso lo stralcio o comunque a un parere contrario all'emendamento Pini. "In tutte le audizioni - fa sapere il presidente Filippo Berselli (avvocato) - non è emersa alcuna voce a difesa della norma". Chiude il senatore Pini, "padre" dell'emendamento della discordia: "E' la difesa corporativa di un privilegio spacciato per indipendenza. Se il ragionamento è solo sullo stralcio, allora sarà confermata l'intenzione corporativa dei magistrati a danno dei cittadini. E nel caso, procederemo con il testo già votato alla Camera".

Su questo fronte, com'è tradizione, il PD è schierato sempre e comunque a fianco dei magistrati.  Secondo Andrea Orlando, presidente del forum Giustizia del Partito Democratico, vede proprio nello stralcio dell'emendamento Pini "la condizione fondamentale per una discussione seria", perché chi difende l'emendamento Pini "si assume la responsabilità di un cortocircuito nel sistema giudiziario". "Le conseguenza di una norma scritta così - avverte l'esponente Pd - non le pagheranno i giudici ma i cittadini, che si imbatteranno in un sistema caratterizzato da un pericoloso conformismo nelle pronunce della magistratura".

Un "pericoloso conformismo". Che significa ? Se Orlando vuole riferirsi alla standardizzazione delle sentenze, sarebbe ora. Non è tollerabile, infatti, che da un tribunale all'altro (o da un piano all'altro del medesimo tribunale) la giurisprudenza possa cambiare così drasticamente, a causa della "interpretazione selvaggia" che molti giudici praticano sulla pelle dei cittadini.

Se la norma è chiara, c'è poco da interpretare. Sarà per questo che l'ANM tenta di annacquare anche l'emendamento Pini ?


Fonte: Redazione

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