A Mediaset va in onda il buon senso, ma niente viene concesso senza pagare un prezzoIn Primo Piano
23/02/2012 - 09.50A Mediaset, in seconda fascia, un gradito "secondo tempo" di una trasmissione a tema (Matrix) che riprende un discorso interrotto la scorsa primavera. Tutti abbiamo visto gli amici di sempre Vezzetti, Timperi, Sabatinelli e Adornato - impegnati a rappresentare egregiamente una larga fetta di italiani - e i soliti "tecnici" (Cavallo, Bernardini De Pace) che, ognuno con diverse modalità, rappresentano molto ma poco raccolgono. Il buon senso di cui al titolo è riferito essenzialmente ad un elemento: la visibilità data alle associazioni e a chi gravita attorno ad esse. Attenzione, però, a non pensare che tutto ciò sia avvenuto gratuitamente, senza che tutte le parti in causa abbiano sostenuto un costo elevato. A partire dal più famoso, Tiberio Timperi, fino all'ultima persona che ha gridato allo scandalo (la meravigliosa Annalisa Marchese Ragona, mamma vittima di Alienazione Genitoriale), per tutti loro il prezzo del biglietto per salire al parterre di Mediaset è salato. Timperi, a causa del suo impegno civile, potrebbe mettere a repentaglio una carriera costruita con il sudore della fronte. Si sa, le major televisive gradiscono poco la solidarietà - se non come contorno marginale nella politica di prodotto - nelle trasmissioni popolari e ad alto rendimento pubblicitario. Per chi fa televisione, come lui, il rischio è elevatissimo. Vezzetti, dal canto suo, ha dovuto vendere, da scrittore auto-prodotto, ben 10.000 copie del suo libro, girare in lungo e in largo la nostra Penisola, spendere tanti risparmi e montare un caso letterario - molti scrittori di buon nome 10.000 copie se le sognano... - per avere una visibilità di gran lunga inferiore a quella che meriterebbe. Diego Sabatinelli ha fondato la Lega Italiana per il Divorzio Breve e sensibilizzato le Istituzioni e il Parlamento su un tema - quello del doppio e inutile binario separazione/divorzio - che piace solo agli avvocati di certe associazioni smaccatamente contro il Vero Condiviso e chiaramente "pro conflittualità". Tutto questo, naturamente, gratis. Fabrizio Adornato staziona ormai da 8 mesi di fronte al Quirinale, a fasi alterne (per via dei suoi doveri da maresciallo capo dei CC) ma sempre presente. 3 ricoveri in ospedale per lo sciopero della fame, notti all'adiaccio in brandina e il rischio di provvedimenti disciplinari sono il prezzo da lui pagato finora. Annalisa Marchese Ragona è una mamma che non vede i figli da 4 anni, alienati dal padre, e non si dà per vinta. Lei, insieme a tanti altri genitori, è la testimonianza che l'Alienazione Genitoriale esiste, e che coloro che la negano sono mossi da oscuri interessi e da un dubbio passato, ancora tutto da chiarire. Sui tecnici c'è poco da dire. L'accoppiata tra chi fattura milioni di euro (Bernardini De Pace) sulle spalle dei genitori separati e chi si accorge solo ora, dopo 30 anni di carriera (Melita Cavallo) che il sistema non funziona è un pò grottesca, anche perchè accanto ai buoni propositi - la B. De Pace parla di affido alternato, la Cavallo di riconoscimento alla PAS e di "inversione del collocamento" - si intravedono mostruose lacune culturali che fanno delle due professioniste testimonial volenterose ma poco credibili. L'avv. De Pace parla ancora di un primato della stabilità abitativa (al posto di quella affettiva) dei figli, e la Cavallo - non lo ha detto ieri ma lo avrebbe affermato in molte occasioni nel recente passato - privileggerebbe la tesi che fino ai 3 anni di età i bambini non possano essere accuditi dal padre, "vista le tenera età". Loro - i tecnici - non pagano dazio, ma piuttosto sono tra coloro che lo hanno fatto (e lo fanno) pagare. Per sostenere la causa della Bigenitorialità, servono persone di nuova cultura e altri opinion leader . A Matrix, i veri tecnici sono stati quelli che hanno pagato un prezzo. Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 997 volte
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| 07.32 di domenica 26/02/2012 | ||
| scritto da Francesco | ||
| Ho visto la trasmissione per ben due volte, la seconda in streaming, e ancora una volta tante belle parole....p.s.: come al solito sia il Presidente del Tribunale che l´avv. Bernandini de Pace, si sono arrampicati sullo specchio.
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| 10.35 di sabato 25/02/2012 | ||
| scritto da Mariasol | ||
| Ho visto anche io la puntata e ho trovato molto interessante l´intervento della Bernardini De Pace, che reputo un´eccellente professionista, molto preparata nella sua materia. Il vero peccato è che trasmissioni così interessanti vengano trasmesse in seconda serata... | ||
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| 10.20 di sabato 25/02/2012 | ||
| scritto da carlo zeuli | ||
| In udienza, quando il mio avvocato mi ha opinato che le mie dichiarazioni erano troppo forti, ho opinato che la Melita Cavallo sostiene che i casi estremi dei Padri separati ammontano solo a 4 o 5! Se i Padri separati non denunciano, loro poverini non possono saperlo! Ipocrisia plateale. Ho risposto al mio avvocato che la mia denuncia in udienza era la risposta alla Melita Cavallo. Comunque, il 23 febbraio ero solo in tribunale! Tutti i miei 460 amici di facebook avevano altro da fare, piuttosto che sostenere me e, tramite me, la loro causa e i loro figli. Il 22 marzo sferrerò l´attacco finale in tribunale. Vedremo quanti padri separati verranno a sostenere la LORO causa, durante la mia udienza, con la loro presenza silenziosa, in incognito. | ||
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| 08.29 di venerdì 24/02/2012 | ||
| scritto da Sheyla | ||
| Ottima puntata ed eccellente articolo! | ||
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| 18.28 di giovedì 23/02/2012 | ||
| scritto da Matteo Viscardi | ||
| Si ma il nome delle Associazioni non si è visto. Perchè mettere esplicitamente i radicali e non Adiantum? | ||
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