Torino. Morire di separazione, di assistenti sociali e di casa famigliaIn Primo Piano
17/02/2012 - 14.37Gliene avevano già sottratti due, di figli, avuti da un precedente matrimonio e che adesso hanno 14 e 15 anni. Se prima erano stati resi orfani di genitori in vita, adesso l'obiettivo definitivo del tritacarne assistenti sociali/tribunale dei kinori ha cinicamente raggiunto il suo scopo: i ragazzi sono "formalmente e umanamente" orfani di madre morta, con il contorno di una sorellina di 4 anni che la madre ha tragicamente trascinato con sè nel baratro più oscuro. Questa, in sintesi, la storia di una donna 33enne di Torino e della sua figlioletta, entrambe ospiti di una comunità (c.d. casa famiglia), che sono morte a causa del gesto disperato della madre. Entrambe sono morte sul colpo. La donna stava vivendo una situazione di difficoltà familiare e psicologica, e per questo motivo era ospitata nella struttura protetta e seguita con la piccola dagli assistenti sociali, rimaste sorde agli appelli del padre, che adesso grida vendetta. Entrambe si sono schiantate al suolo. Agli ospiti della comunità non è stata detto nulla. La donna si trovava nella comunità con la figlia dal gennaio 2011. Nell'ultimo periodo il compagno aveva notato un crescente disagio della donna e aveva detto all'avvocato che li assisteva di essere preoccupato. Il gesto disperato si inserisce in una situazione difficile legata ad alcuni problemi di altri due figli adolescenti della donna, un maschio e una femmina avuti da un precedente matrimonio. Il tribunale dei minori aveva infatti ritenuto che la piccola non dovesse stare insieme agli altri due fratelli e aveva disposto che la donna con la bambina stessero nella comunità di strada San Vincenzo mentre gli altri due figli erano stati mandati in altre due comunità. La giovane donna voleva, invece, riunire la famiglia e portare tutti a vivere con il padre della piccola. L'avvocato Maurizio Vecchio, legale della famiglia, giunto sul posto della tragedia, ha spiegato che la donna voleva trovare una soluzione che facesse uscire lei e la bambina dalla comunità Opera Pia Vinetti. "Nostra nipote non ha avuto alcun sostegno psichiatrico, nonostante da tempo avesse manifestato insofferenza per la sua permanenza in comunità". Lo hanno detto gli zii della donna. "Mi chiedo e ho già chiesto nelle sedi opportune - ha aggiunto l'avvocato Maurizio Vecchio, legale della famiglia - perché almeno la bambina non sia stata affidata al padre. I due non vivevano insieme soltanto perché non avevano ancora trovato una casa". Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 752 volte
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| 20.16 di mercoledì 22/02/2012 | ||
| scritto da sempre dal tritacarne di Torino | ||
| I piccoli mostri crescono.
I mostri delle SS (Servizi sociali) di Torino. I mostri dei centri anti-abusi di Torino. Lo sapete che a Torino i tritacarne dei centri "di aiuto" dei minori sono più di uno? Cercate, ceracte su Internet la "rete" di servizi Torinesi a supporto del Minore. Ce ne sono molti, uno peggio dell´altro. E i risutati dei "supporti" si constatano, si leggono sui giornali. E i giudici convalidano, loro che non sono "esperti". | ||
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