Trento, la Maffioletti contro le cattive prassi dei servizi. Colpi bassi dal ConsiglioNews e Comunicati Stampa
15/02/2012 - 23.25Trento - Lo scorso giovedì 9 febbraio, in occasione del Consiglio delle Donne, Gabriella Maffioletti è stata vittima di un attacco durissimo, senza esclusione di colpi (bassi), da parte di alcuni consiglieri che non hanno mai visto di buon occhio il ruolo di "disturbatrice" dei servizi sociali attribuito all'interessata. Ma chi è Gabriella Maffioletti ? Consigliere comunale di Trento in carica, è stata contattata, in questi ulmi mesi, da oltre trenta cittadini Trentini che vivono a problematica delle sottrazioni di bambini da parte di assistenti sociali e tribunali minorili. Collabora con le Associazioni che si occupano della stessa tematica, è Delegata di ADIANTUM e soprattutto vanta il primato di avere proposto il primo Ordine del giorno approdato in un consiglio comunale in cui si chiedeva la rivisitazione del ruolo dei Servizi sociali. Con quella iniziativa, la Maffioletti auspicava che il Comune di Trento, città capoluogo di una Provincia Autonoma che in ragione della propria autonomiagode di una speciale autonomia a legiferare in materia di scuola, sanità e politiche abitative, potesse diventare comune capofila di una prima riforma autonoma dei Servizi sociali. Il documento trattato a luglio, con richiesta di voto segreto, non è passato per soli due voti contrari, ma ha comunque tenuto banco per l’intera seduta consigliare ed è stato poi ripreso e votato all’unanimità sia a Roma capitolina che nel comune di Imola (pertanto è stato prodromo in ogni senso ad uno sviluppo della questione). La sera del 9/2, la Presidente del Consiglio delle donne invitava la Maffioletti ad illustrare lo stato d’arte della problematica dei minori sottratti nella Provincia Autonoma di Trento, dove si registra un incremento preoccupante dei dati (al 2° posto in proporzione al numero degli abitanti...). Ma proprio mentre la Consigliera leggeva i dati del Centro Nazionale di Analisi per l’infanzia e adolescenza del Dipartimento nazionale per la famiglia,è partito un attacco personale da parte della consigliere comunale Ivana Di Camillo, capogruppo del PD, e dell’Assessore alle politiche sociali Violetta Plotegher, la quale contestava la scelta operata dalla Presidente del Consiglio delle Donne e cercava in tutti i modi di squalificare la collega. La Plotegher, in particolare, accusava la Maffioletti di essere andata oltre i limiti del suo mandato e di aver preso le parti dei genitori. Inoltre - è questo il dato più preoccupante, vista la provenienza - la minacciava dicendo che dovrà rispondere delle azioni che la collega avrebbe commesso nei confronti dei servizi sociali nelle occasioni in cui è stata presente agli incontri tra i genitori e i servizi sociali. L’Assessore non ha parlato specificatamente di reati o di azioni illegali compiute dalla Maffioletti, ma chi era presente ha chiaramente inteso il senso delle accuse, volte a comunicare che il Consigliere comunale avesse violato la legge. A nulla è valsa la replica secondo la quale si era agito a difesa dei cittadini che si erano rivolti a lei in qualità di Consigliere comunale. Inoltre, l’Assessore Plotegher non ha replicato per scusarsi o per chiarire che non aveva inteso effettuare rilievi di legge alla collega. Pertanto, la mancanza di questa precisazione da parte dell’Assessore confermava che le sue parole erano tutt'altro che casuali. Gabriella Maffioletti, a ben vedere, ha irritato non poco il sistema degli "allontanamenti facili" dei bambini. In due occasioni ha accompagnato due diversi genitori ai colloqui concordati con l’assistente sociale, su delega scritta di proprio pugno dai genitori che temevano di essere messi in stato di inferiorità. In occasione del primo di questi incontri, la Maffioletti ha supportato i genitori che volevano impedire lo spostamento di un minore da una struttura cittadina (dove era inserito da 3 anni) ad una famiglia in affido che risiede in montagna, ricordando invece che i genitori chiedevano di provvedere al collocamento in famiglia. Più recentemente ha assistito i genitori ad opporsi alla procedura di affido di un bambino di poco più di due anni ad una casa famiglia, nonostante la nonna materna abbia fatto più volte presente alla assistente sociale la sua volontà a prendersi in carico sia la custodia della figlia che del nipote. Per queste sue azioni, contemplato peraltro dallo stesso Statuto comunale all'art. 33, il 14 settembre 2011 la Maffioletti veniva fatta oggetto di indagine attraverso una consulenza esterna - costata al Comune la cifra di quasi 5mila euro, che in tempi di ristrettezze economiche non sono pochi - all’avv. Paolo Stella Richter di Roma, per capire se la partecipazione della consigliera ai colloqui genitori-assistenti non fosse inopportuna. Tutto si è chiuso con un nulla di fatto, ma la Maffioletti e i bambini di Trento continuano a vivere mesi difficili... Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 607 volte
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| 09.00 di venerdì 17/02/2012 | ||
| scritto da Gino | ||
| I giudici assassini e i servizi sociali colpiscono ancora : http://affaritaliani.libero.it/cronache/non-mi-toglierete-anche-marianna170212.html
Io a questo punto parlerei di genocidio di stato. | ||
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| 12.44 di giovedì 16/02/2012 | ||
| scritto da Eleonora di Tu sei mio figlio | ||
| Rispettiamo il lavoro svolto dal consigliere G.Maffioletti, riteniamo che il suo impegno meriti attenzione e rispetto.
Grazie! | ||
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