Le origini della Famiglia. Il processo evolutivo - di Salvatore GarofaloParlando con franchezza...
30/01/2012 - 15.33Non sappiamo se i sentimenti di “legame” fossero presenti nella famiglia primitiva. Non conosciamo se l'amore fosse espressione della coppia genitoriale. Sicuramente il nucleo familiare costituito veniva percepito come qualcosa di importante e gli si “attribuiva” un valore aggiunto. All'epoca del Paleolitico inferiore nasceva la prima forma di espressione artistica. Era il periodo dei graffiti eseguiti sulle pietre. Un'arte semplice, raffigurativa, essenziale. La famiglia ha trovato immediata rappresentazione nelle incisioni che venivano eseguite anche nelle pareti delle caverne. Un fatto importante, un segno del processo evolutivo che dimostra oltretutto la nascita del senso estetico. Probabilmente l'uomo sentiva il desiderio di abbellire l'ambiente domestico. Forse, i graffiti all'interno delle caverne rappresentavano una “fotografia”, un' “identificazione”, un “certificato di residenza”della famiglia stessa. Dunque un auto-riconoscimento come nucleo fondante, indispensabile, necessario. L'uomo degli albori, non appena è stato in grado di esprimersi artisticamente, ha raffigurato se stesso, la famiglia e gli animali che cacciava per sfamarsi o da cui difendersi. Quindi la consapevolezza del “Se”, dello spazio e del tempo. Non ha pensato di raffigurare la natura nel suo insieme ma ha inciso quello che riteneva utile. Al primo posto il nucleo familiare, il suo simile, l'altro genere, i bambini, la gravidanza. Cosa pensava l'uomo delle origini quando alzava lo sguardo al cielo non è dato sapere. Non sappiamo se provava smarrimento allorquando osservava l'immensità che lo circondava o quanta paura avesse al calare delle tenebre o quando sentiva i predatori avvicinarsi. Sicuramente i sistemi biologici di difesa erano molto attivi e pronti. Le strutture primordiali del cervello insieme ai sensi erano molto sviluppati. Il sistema neuro-endocrino pronto alla reazione. Appena un segnale di offesa veniva percepito il sistema ormonale si attivava a cascata per permetterne la sopravvivenza. All'avvicinarsi di un grosso predatore l'organismo del nostro avo attivava immediatamente una serie coordinata di reazioni chimiche catalizzate da un efficiente sistema enzimatico. I sensi trasmettevano al cervello ciò che percepivano dal mondo esterno. Il segnale di pericolo veniva decodificato e per via neuronale diramato a tutto il corpo che reagiva prontamente secernendo catecolamine dalle surreni. Questo ormone aumentava la pressione sanguigna e il battito cardiaco per permettere una migliore ossigenazione di organi e tessuti e quindi avere più forza per la lotta o per la fuga. Si dilatavano le pupille e aumentava la frequenza respiratoria. Si innalzava la glicemia per dare substrato energetico ai muscoli e al cervello. Nel caso la lotta si fosse protratta, il glicogeno epatico fonte energetica di deposito si mobilitava a coadiuvare lo zucchero ematico. Altri ormoni fronteggiavano lo stimolo della paura quali il glucagone, l'insulina, il somatotropo, l'antidiuretico A fronte delle avversità l'uomo primitivo trovava sicurezza nella sua caverna accanto ai suoi simili. Le relazioni con l'altro genere gli infondevano serenità e coraggio. Andava scoprendo quanto fossero importanti l'unione, la carezza, la gravidanza, la prole; in una parola la famiglia. Sono l'esperienza e il beneficio a consolidare nel cammino evolutivo la famiglia. Per ottenere questo successo non basta la volontà dell'uomo. Egli ha percepito che l'unione conduceva a soddisfare le sue necessità. Per un tale risultato era necessario che l'organismo fosse predisposto a recepire e modulare gli stimoli a feedback positivo indotti dall'altro genere. Difatti, una cascata endocrina si attivava quando i due generi entravano in relazione empatica tra loro. Ormoni quali l'ossitocina, la serotonina, la dopamina, le endorfine, la feniletilamina, gli estrogeni e il testosterone hanno aperto la strada “all'innamoramento”, alle effusioni, alla ricerca dell'altro, al consolidamento del nucleo. Ritengo che la storia della famiglia era scritta nel libro della vita così come il desiderio e la necessità di procreare. Tale assunto lo dimostrano l'esistenza dei due sistemi endocrini sopracitati. La selezione naturale non lascia niente al caso. Se la vita e le relazioni tra individui sono iniziate con codeste fattezze (e la selezione naturale ha confermato il percorso) vuol dire che tutti i passaggi sono stati prerogativa della vita. Due grandi raggruppamenti ormonali hanno permesso che l'uomo giungesse fino ai nostri giorni. Oggi, l'uomo “moderno”, con le sue dottrine estemporanee - spesso avulse dai contesti evolutivi- non può e non deve sovvertire quello che da sempre è stato necessario: ossia la famiglia (anche separata) intesa come “strumento” indispensabile per il prosieguo dell'umanità e della civiltà. Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 2149 volte
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| 11.36 di domenica 20/05/2012 | ||
| scritto da Piero Mussi. Torino | ||
| Concisa ed efficace sintesi di elementi sociali psicologici e neuro - biologici. Complimenti ! | ||
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| 19.47 di martedì 14/02/2012 | ||
| scritto da Maria Carolina Palma | ||
| Lo sguardo sulla famiglia proiettato molto lontano, addirittura a partire dalla famiglia ancestrale, conferisce un significato molto vigoroso al valore della famiglia, come sostegno energetico essenziale per ogni persona. | ||
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