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Class Action e Corte UE: Italia sotto osservazione, occorre agire adesso

Cronache dai tribunali


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Class Action e Corte UE: Italia sotto osservazione, occorre agire adesso

29/01/2012 - 15.29

“A questo punto il Ministero della Giustizia non può giuridicamente non sapere che ADIANTUM discuterà il ricorso al TAR nei confronti del Ministero per il mancato controllo delle Autorità giudiziarie italiane per la inadempiente applicazione della legge 54/2006 che impone l’affido condiviso dei minori ai genitori anche in caso di separazione e divorzi”.

Lo rende noto l’Avv. Davide Romano, Responsabile dell’Ufficio Legale Nazionale di ADIANTUM, che precisa: “abbiamo provveduto a notificare nuovamente al Ministero della Giustizia l’istanza con cui richiediamo al TAR LAZIO di fissare una nuova udienza per la discussione della class action (dopo il rinvio dell’udienza a data da destinarsi avvenuto il 26 ottobre 2011, quando non è stato possibile discutere dinanzi al TAR la class action a seguito dello smarrimento dell’originale del ricorso notificato al Ministero e della mancata costituzione del Ministero della Giustizia). Nelle immediatezze della restituzione del predetto atto da parte dell’Ufficio Notificazioni del Tribunale di Roma, provvederemo al deposito dell’istanza al TAR Lazio, che (siamo convinti) deciderà per la fissazione dell’udienza di discussione in tempi processualmente brevi”.

Ricordiamo che, nonostante la notizia dell’udienza fosse stata ampiamente resa nota attraverso gli organi di stampa e presso il Ministero della Giustizia da autorevoli delegati di ADIANTUM - anche in sede istituzionale - e sia difficile credere che al Ministero della Giustizia non sia pervenuta voce alcuna dell’udienza, il 26 ottobre 2011 nessuno era comparso a rappresentare il Ministero e l’Avv. Romano, unitamente all’Avv. Giorgia Gira, era stato costretto a chiedere un differimento della causa per rintracciare l’atto smarrito - nessuno al TAR ha voluto assumersi le responsabilità - o notificare l’istanza di fissazione di nuova udienza di discussione al competente Ministero. 

Dopo il deposito della suddetta istanza, già notificata al Ministero della Giustizia, spetterà la decisione nel merito della fissazione di nuova udienza al Presidente del Collegio della Prima Sezione del TAR Lazio, il quale si è da subito evidenziato come sensibile alle istanze rappresentate da ADIANTUM, accogliendo la richiesta di rinvio per accertare l’effettivo smarrimento del ricorso e accelerare i tempi di trattazione.

Nel contempo proseguono le adesioni per il ricorso dinanzi la Corte di Giustizia Europea, che dovranno essere sempre più numerose per dimostrare al Ministero della Giustizia che la difesa dei nostri figli è più importante di un rinvio d’udienza. In considerazione della prossima discussione al TAR, si è preferito prorogare di altri 60 giorni il termine per aderire, al fine di aumentare gli aderenti che si sono attestati poco sopra al centinaio. "Chiameremo tutti individualmente, se occorre", afferma Alessio Cardinale, Segretario Nazionale ADIANTUM, "Oggi il quadro internazionale, che vede l'Italia sotto osservazione per le note speculazioni finanziarie sul suo enorme debito pubblico, è radicalmente mutato. L'Europa e il mondo non è più disponibile a concedere sconti al nostro Paese, e riteniamo che le violazioni della giustizia italiana sullla Questione Familiare non verranno più generosamente sottaciute come un tempo". 


Fonte: Redazione

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Ci sono 4 commenti


21.54  di mercoledì 01/02/2012
scritto da  Roberto Zenti
Benissimo....anche io ho inviato il tutto all´Avv. Davide Romano per partecipare al ricorso presso la Corte di Giustizia Europea. Dobbiamo essere in tanti a partecipare è ora di finirla con questo falso affido condiviso...... la legge esiste dal 2006 però i giudici continuano a negarla e a fare orecchie da mercante, scrivono affido condiviso, ma di fatto è ancora un affido esclusivo per il genitore collocatario che di norma rimane la madre.

12.40  di lunedì 30/01/2012
scritto da  Luigi B.
BENE, AVANTI TUTTA.
IO HO GIA INOLTRATO ALL´ AVV. ROMANO VIA FAX UN SUNTO DELLA MIA SITUAZIONE MA NON HO AVUTO NOTIZIE.
FORSE PERCHE´ LA MIA NON E´ UNA SITUAZIONE GRAVISSIMA.
COMUNQUE SIA ANCHE NEL MIO CASO LA LEGGE NON E´ STATA APPLICATA,PER ESEMPIO A MIA FIGLIA E´ STATA CONCESSA LA GRAZIA DI PASSARE 4 NOTTI AL MESE NELLA CASA PATERNA, CONTRO LE 27 CHE PASSA CON LA MAMMA, E TUTTO MASCHERATO CON LA SOLITA TIRANDERA CHE ORMAI NESSUNO PSICOLOGO CONDIVIDE, OSSIA CHE E´ PER IL BENE DELLA BAMBINA.
CHE VERGOGNA, SE AVESSIMO TROVATO UN ACCORDO CON LA MADRE,AD ESEMPIO PER 10 NOTTI CON IL PADRE E 20 CON LA MAMMA, NESSUN TRIBUNALE AVREBBE FATTO OBIEZIONE, MA SOLO PERCHE´ LA MAMMA NON ACCETTA CHE LA BIMBA( CHE VA´ A SCUOLA) PASSI LA NOTTE NELLA CASA PATERNA( COSA CHE DESIDERA) IL TRIBUNALE DECIDE DI CONSEGUENZA.
DECISIONI PRESE PER IL BENE DELLE MAMME E NON DEI BAMBINI, NON LE TOLLERIAMO PIU´.
NON PORTATE LE PERSONE ALL´ ESASPERAZIONE, APPLICATE LA LEGGE.
SONO D´ ACCORDISSIMO POI CHE CI SONO GENITORI CHE SINO AL MOMENTO DELLA SEPARAZIONE SI SONO OCCUPATI POCO E NIENTE DEI FIGLI, IN QUESTO CASO NATURALMENTE OCCORRE ANDARCI CAUTI ED APPROFFONDIRE, STUDIARE CASO PER CASO, FORSE MANCA LA VOLONTA´ O IL TEMPO, O SEMPLICEMENTE E PIU´ FACILE SCARICARE TUTTO SULLE MAMME LAVANDOSENE LE MANI.

IN QUESTO MODO PERO´ NON SI PUO´ DIRE DI FARE GLI INTERESSI DEL BAMBINO.



12.06  di lunedì 30/01/2012
scritto da  Raffaele Bottacchi
La mia iscrizione non è partita perchè nonostante abbia cercato di informarmi, non ho capito se con la consensuale è possibile aderire al ricorso.

3287675167 Raffaele

21.24  di domenica 29/01/2012
scritto da  Massimo
Se mi chiamerete, fate pure conto su di me! ci sarò!


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