Oggi in tribunale (ogni riferimento a fatti realmente accaduti è voluto e documentabile)Cronache dai tribunali
17/12/2011 - 21.50Sud Italia, aula di un tribunale penale. Si svolge l'interrogatorio di un agente di polizia che è intervenuto presso l'abitazione di una ex moglie che ostacolava gli incontri tra il figlio e il padre. Ecco la "sceneggiatura" fedele di quanto avvenuto. Agente di Polizia (donna):“…Quando siamo arrivati abbiamo visto il signore visibilmente agitato. La signora ci ha riferito che l’imputato aveva scardinato la porta di casa e la aveva insultata e minacciata.” Pubblico Ministero:“Cosa disse esattamente?” Avvocato:“C’è opposizione signor Giudice, il Teste può riferire solo dei fatti a cui ha assistito e non di quello che è riferito da terzi” Giudice:“Non può rispondere, Agente. Ha altre domande Pubblico Ministero?” Pubblico Ministero: “Nessuna, Signor Giudice.” Giudice:“La parola a Lei, avvocato” Avvocato: “Agente, ricorda perché il mio assistito fosse agitato?” Agente di Polizia (donna):“Si…, voleva prendere il bambino con se perché stesse con lui e la signora glielo impediva, perché non era stata avvisata.” Imputato (irritualmente, nel silenzio dell’aula): “Sì, perché il codice civile, pur senza essere separati giuridicamente, prevede l’obbligo del preavviso…” L’avvocato tira un calcio sotto al tavolo negli stinchi dell’imputato. Avvocato: “Leggo dalla relazione di servizio che il portone di casa risultava scardinato.” Agente di Polizia (donna): “Si. Era scardinato” Avvocato: “Ricorda se il portone fosse blindato o fosse un portone in legno o altro materiale?” Agente di Polizia (donna): “Mi pare fosse blindato”. Avvocato: “Dunque, agente, siete arrivati e avete trovato il portone di casa dell’imputato come?…” Agente di Polizia (donna): “Chiuso” Avvocato: “Era chiuso a chiave? Agente di Polizia (donna): “Si, era chiuso a chiave” Avvocato: “Scusi, non era scardinato?....” Agente di Polizia (donna): “Forse abbiamo esagerato nei termini…” Avvocato: “Quindi non era scardinato…Era perfettamente chiuso a chiave. Senta, c’erano altri soggetti presenti?” Agente di Polizia (donna): “Si, i figli dei signori. Uno sulla ventina d’anni ed un altro di nove” Avvocato: “Si ricorda cosa facesse il piccolo?” Agente di Polizia (donna): “Piangeva” Avvocato: “Ha avuto modo di parlargli…di capire perché piangesse?” Agente di Polizia (donna): “Si, piangeva perché voleva andare a dormire a casa del padre” Avvocato: “Voleva andare dal padre, dunque, e la madre glielo impediva…” Agente di Polizia (donna): “Esattamente”. Avvocato: “C’erano altre persone presenti all’episodio?” Agente di Polizia (donna): “Si, c’erano dei vicini di casa” Avvocato: “…che non sono stati inseriti a verbale…” Agente di Polizia (donna): “…No, con il Collega con cui siamo intervenuti non abbiamo reputato utile inserirli a verbale…” Avvocato: “Non ho altro da chiedere, Signor Giudice.”
Il reato di cui è accusato il nostro amico di ADIANTUM è quello di ingiurie. Nessuno ha sentito niente, le testimonianze rese a suo favore già nel corso delle indagini preliminari non riportano nulla di penalmente rilevante, eppure il processo si sta svolgendo lo stesso….L’incompetenza degli agenti è allucinante, lo sperpero dei soldi dei contribuenti nel processo (così come in altri) lo è altrettanto. Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 944 volte
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| 19.22 di domenica 01/01/2012 | ||
| scritto da stefano | ||
| concordo con quanto detto da Claudio Perucci.
L´imputato potrebbe chiedere il rinvio a giudizio dell´agente per aver depositato in un processo prove false. non vi è altro modo. con le difficoltà che ha subito pensate che abbia voglia di impelagarsi in un altro lustro di processi e aule giudiziarie per di più in un contenzioso con un agente ... donna ? finchè la "giustizia " in Italia si comporterà in questo modo, non garantirà la giustizia ma la lite .... | ||
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| 14.03 di giovedì 22/12/2011 | ||
| scritto da luca da vicenza | ||
| mi rivolgo a calunnie femministe .ti racconto:il sottoscritto era stato nel 2006 denunciato dalla ex per maltrattamenti in famiglia e violazione degli obblighi famigliari e dopo regolare processo in cui figuravo come imputato venivo assolto su proposta del pm (donna).a seguito di questo provvedevo a denunciare per calunnia la ex
ma dopo tre dico tre anni la procura di vicenza chiedeva l´archiviazione della mia denuncia "inventandosi" cose che non stanno nè in cielo nè in terra. seguirai il mio destino stanne certo. l´unica è unirci e far uscire questo scandalo. condearies@msn.com | ||
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| 08.41 di martedì 20/12/2011 | ||
| scritto da Claudio Pierucci | ||
| Oggi nei procedimenti penali siamo come al mercato della frutta: chi più strilla più ottiene. Il P.M. non ha più il compito di valutare i fatti e solo nel dibattimento innanzi al giudice e nel contraddittorio col difensore si formano le prove. Questo significa che a prescindere dei fatti si viene sbattuti in Tribunale favorendo così l´uso strumentale dell´azione penale. In conclusione basta imbastire una storia più o meno credibile e il gioco è fatto ed inoltre chi promuove la "falsa accusa" non rischia nulla. Nella realtà l´azione penale è spesso un mezzo di estorsione e sia i giudici che i p.m. sono gli "strumenti" che prestano il braccio per metterla in atto. W l´Italia. | ||
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| 21.09 di lunedì 19/12/2011 | ||
| scritto da Salvo-CT | ||
| In Italia si rinvia a giudizio per ingiurie senza prove...L´UNICA PROVA E´ QUESTA:A SUO DIRE...e si viene anche condannati...vergogna..negli altri stati si devono portare prove..scritte,sms,video..testimoni...VERGOGNA. | ||
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| 15.46 di lunedì 19/12/2011 | ||
| scritto da calunnie femministe | ||
| In un caso del genere ho appreso di essere stato denunciato per minacce ed ingiurie che avrei rivolto a mia suocera, insieme ad un´avvocata femminista di un centro anti-violenza.
Ovviamente senza alcuna prova, salvo la parola calunniosa dell´accusatrice. Avevo un registratore in tasca che la ha smentita totalmente, per cui ho contro-querelato per calunnia. Ma da allora il caso sembra insabbiato. | ||
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