Nel film di Fiorello non sono menzionati i veri responsabili - di Salvatore GarofaloPoliticamente Parlando
12/12/2011 - 15.17La fiction di Fiorello è stata seguita da milioni di telespettatori. E' finita già da qualche giorno, ma continua a far discutere. Adesso gli italiani sanno in che Paese viviamo allorquando interviene una separazione coniugale. Ma non sanno distribuire le responsabilità dello sfacelo individuale e sociale che una separazione comporta così come condotta. Forse ancora una volta la colpa del marasma l'attribuiscono alla coppia conflittuale. Dalla fiction la gente ha capito che una parte della coppia genitoriale assume comportamenti devastanti in quanto si sente saldamente tutelata. Di questo si ha incrollabile certezza. Dal film la gente ha capito che se un padre non vede per anni il figlio o vive per strada la responsabilità ricade sulla madre. E' vero. Ma è stato sottaciuto il fatto che la madre non potrebbe fare niente se qualcuno (Tribunali) non avvallassero le richieste balzane (ma sempre politicamente corrette) della parte. In pratica, non si può rovinare un padre se qualcuno non mette la firma. I Servizi Sociali sono appena menzionati (il papà anziano che vedeva il figlio giocare a calcio di nascosto per colpa dell'operato degli Assistenti Sociali). Il regista avrebbero dovuto mettere in “grassetto” il loro modo di agire per fare vedere al pubblico in che “mani” siamo. L'operato degli avvocati è stato ben chiarito: si è visto il legale della madre sicura ed aggressiva (sa che in Tribunale ottiene tutto) e il legale del padre con atteggiamento soccombente e timoroso (sa che in Tribunale non ha speranze). CTU e CTP dimenticati; eppure giocano un ruolo particolare durante un procedimento giudiziale. Giustamente la mediazione familiare non è stata neppure accennata: in Italia è la grande dimenticata, e comunque così com'è intesa (non obbligatoria) non porterebbe ad alcun risultato positivo. In definitiva, il film ha fatto ricadere tutta la responsabilità del conflitto sui genitori e sulla politica. La politica dormiente e faziosa ha sicuramente enorme responsabilità. Viceversa i genitori - seppure non li giustifico - sono i meno responsabili di tutto il sistema, in quanto sono gli attori principali della lite; dunque per definizione i meno ragionevoli e i meno obbiettivi. Il Giudice è il grande assente della fiction. Eppure il suo ruolo è fondamentale e determinante per la “salute” della famiglia tormentata. La sua firma, in prospettiva, condiziona la vita di ogni singolo componente dell'ex nucleo familiare. Ancora una volta si sceglie il silenzio circa l'operato del magistrato. Il silenzio assoluto. Perché? Le risposte sono tante. Lascio al lettore le variegate interpretazioni. Mi limito solo ad affermare che le caste in Italia non si riesce proprio a “toccarle”. Sono come i Totem tribali, e chi li “tocca muore”. Il risultato del film è quello di vedere offuscata la realtà in quanto le vere responsabilità sono state taciute. In conclusione, un film d'autore sarebbe stato più vero e toccante. Se dobbiamo essere grati a Fiorello per la sua interpretazione piena di pathos, non possiamo fare altrettanto con la Rai, che non ha avuto il coraggio di andare fino in fondo. Fonte: Redazione - Salvatore Garofalo Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 2083 volte
|
Notizie Correlate
Le Notizie più LetteClass action Vs Ministero della Giustizia:
Class Action sul condiviso: il Ministero invia ispettori nei tribunali....
News e Comunicati Stampa:
Spagna, Lloret De Mar. Due bimbi trovati morti in hotel, arrestata la...
Cronache dai tribunali:
L´affido condiviso secondo il tribunale dei minori
di Roma
Area Medico Scientifica:
La "febbre dei tre giorni" (sesta malattia) - di Vittorio Vezzetti
Class action Vs Ministero della Giustizia:
ADIANTUM lancia una class action contro il Ministero della Giustizia
News e Comunicati Stampa:
L´incredibile storia del bimbo bianco con gli occhi azzurri nato da...
Cronache dai tribunali:
Il pernottamento in casa paterna secondo il tribunale dei minori di Roma
|
||||||||||||||||||
| ||||||||||||||||||
| 19.16 di mercoledì 28/03/2012 | ||
| scritto da Lorenzo | ||
| Basterebbe "de-giurisdizionalizzare" le separazioni consensuali, riducendole ad una mera pratica amministrativa che non necessita di alcun supporto legale. Basta fissare dei requisiti minimi per legge, e permettere alle parti di risolvere tutto in mezza giornata innanzi ad un semplice impiegato dello stato civile.
Si parla tanto di giustizia ingolfata, questa potrebbe essere una buona via per disingolfarla! Del resto, se le parti hanno già trovato un accordo pacifico, perché consentire alle mani adunche ed avide di denaro di avvocati e servizi sociali di lucrarci sopra per forza, anche trasformando la pace in guerra? Sopra un ceto medio sempre più povero, e sopra il futuro delle giovani generazioni. Più interesse "di casta" di questo, non riesco veramente ad immaginarlo. | ||
| | ||
| 15.39 di sabato 17/12/2011 | ||
| scritto da salvatore | ||
| In compenso è rappresentato molto bene il comportamento degli avvocati,insensibili, materialisti che non danno alcun spazio a relazioni umanitarie con i padri,e che perfino intimidiscono ponendoli davanti allo spettro della giudiziale,come a voler fare gli interessi della controparte,come in definitiva avviene nella realtà. | ||
| | ||
| 17.20 di mercoledì 14/12/2011 | ||
| scritto da carola | ||
| è vero che i magistrati sono assenti dalla fiction, però è pur vero che non tutti portano a quegli eventi disastrosi mostrati nella fiction. molti giudici nominano i ctu, che tutelano i minori, anche se in tempi diversi rispetto ai loro tempi psicologici. | ||
| | ||
1
La redazione si riserva di eliminare o correggere i commenti ritenuti offensivi, volgari e volutamente provocatori
Ogni opinione espressa in questi commenti è unicamente quella del suo autore, si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Adiantum manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.