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Storia di Pasquale S.: se protesti con civile perseveranza, allora sei matto

Cronache dai tribunali


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Storia di Pasquale S.: se protesti con civile perseveranza, allora sei matto
Pasquale (a sinistra) il 5 ottobre a Roma

05/12/2011 - 23.01

La storia di Pasquale S., 44 enne infermiere presso un noto ospedale di Milano, inizia come quella di tanti altri papà, che recentemente - ma solo in parte... - è stata riprodotta dalla fiction di RAI1 con Beppe Fiorello. Sette anni fà la separazione riduce Pasquale S. a dormire dentro uno sgabuzzino, visto che il suo stipendio finiva interamente per pagare il mutuo della casa (assegnata alla moglie) e gli alimenti. Pasquale riesce solo dopo diversi anni a prendere in affitto un monolocale e ad avere un affido condiviso che gli permetta di tenere con se i suoi bambini  in weekend alterni.

Spesso - troppo spesso - le disposizioni del giudice vengono disattese, e Pasquale inizia a presentare denunce per tutelare il suo diritto alla paternità. Nel febbraio 2011, all'improvviso, tutto crolla. Infatti, nonostante le relazioni dei servizi sociali lo descrivano come un ottimo padre, a Pasquale vengono sospesi i pernottamenti dei bambini presso la sua abitazione. Si chiede il perchè, ma nessuno vuole dargli delle risposte. Allora lui chiede l'autosospensione del "diritto di visita", e inizia una forma civilissima di protesta in tribunale, dove si recava spesso per sensibilizzare i magistrati verso una concreta applicazione del Condiviso.

I giudici che incontrava ormai lo conoscevano bene, quello strano tipo, gentile e sorridente, che una volta dava loro un volantino, un altra chiedeva di non applicare l'abominio del domicilio prevalente. 

Pasquale dava fastidio, questo è certo. In quel tempio dove la malagiustizia viene elargita a passi felpati, i suoi sorrisi e i suoi volantini facevano tanto rumore. Troppo rumore. Non trascorre molto tempo che a Pasquale arriva il risultato della CTU, secondo la quale i bambini devono essere affidati in via esclusiva alla madre, e Pasquale li può rivedere solo se si sottopone a cura farmacologica e psichiatrica.

Ma lui non è pazzo; è un infermiere, esercita regolarmente la sua professione in una struttura pubblica e le relazioni dei servizi sociali sono sempre state favorevoli.

A febbraio del 2011 Pasquale smette di essere padre ma solo per la legge, perchè lui non si arrende a questa decisione assurda. Sa che ai suoi figli piace tanto  il melograno, e così il 9 novembre, vinto dal desiderio di vederli, decide di recarsi a scuola dopo averne raccolti due, vorrebbe donarglieli e fargli una sorpresa, ma non riesce ad incontrarli; all'uscita della scuola si ferma a parlare con una mamma - solite chiacchiere fra genitori - ma in pochi istanti tutto diventa come in un film. Si materializza una pattuglia dei carabinieri che chiedono di parlargli privatamente; Pasquale li segue e all'improvviso è circondato da polizia municipale e carabinieri, che lo bloccano, lo ammanettano legandolo al cancello della scuola di fronte agli occhi increduli di bambini e genitori......

Soltanto oggi, dopo che Pasquale si sta lentamente riprendendo da un T.S.O. (Trattamento Sanitario Obbligatorio) che doveva spezzarlo, è stato possibile ricostruire quello che, a detta di lui stesso, sembrerebbe una sequela gravissima di abusi.

Andiamo per ordine.  Un provvedimento del tribunale, emesso qualche giorno prima, disponeva di effettuare un A.S.O (Accertamento Sanitario Obbligatorio). Trattandosi di un semplice accertamento, e non di accompagnamento, Pasquale subisce il primo abuso: non poteva essere prelevato e ammanettato. Ed invece, egli viene prelevato con la forza, picchiato (secondo abuso) e accompagnato in ospedale.

Pasquale è un infermiere, un "addetto ai lavori", e chiede di essere sottopostto ad indagine radiologica per poter dimostrare di aver subito una violenza. L'indagine non viene effettuata, e anzi, al contrario, viene richiesto dal pronto soccorso un T.S.O. (terzo abuso) che il sindaco di Trezzano Sul Naviglio avrebbe emesso senza esitare e senza accertarsi di persona delle condizioni e dei fatti accaduti.

A dimostrazione della sua assoluta lucidità, Pasquale registra un video (che ora è nelle mani del suo legale, e che abbiamo visionato oggi) dal quale si evincono ematomi, ecchimosi al cranio e altre contusioni.

Pasquale viene portato nel reparto psichiatria dell'ospedale San Paolo di Milano, dove rifiuta qualunque terapia e dimostra nei giorni successivi di essere una persona sana ed equilibrata, tanto che martedì 29 novembre il primario del reparto decide di dimetterlo perchè non riscontra alcuna patologia psichiatrica ma...arriva il ricatto: Pasquale potrà essere dimesso solo se accetta di sottoporsi a C.P.S. (centro psico sociale - quarto abuso), ossia una sorta di libertà vigilata in cui l'obbligo di firma corrisponde a continui controlli presso un ambulatorio psichiatrico da individuarsi sul territorio.

A quel punto scatta l'esasperazione di Pasquale, che ancora una volta si vede costretto a dover dimostrare la sua integrità mentale. Dopo 20 giorni di ricovero, dopo aver documentato di non essere malato, è spaventato, e sa che tutto questo non gli consentirà più di vedere i suoi bambini. Si rifiuta, alza la voce, non ci sta. Arrivano i carabinieri e lo bloccano ancora una volta con la forza (quinto abuso). Pasquale viene legato e sedato con psicofarmaci potenti. Da allora il silenzio, almeno fino all'arrivo di una mail di un suo collega che scrive denunciando quanto avvenuto.

Dalla segnalazione all'attivazione di contromisure il passo è breve, ma ci vuole la determinazione di molti per ottenere risultati. La sollecitazione di Antonella Flati porta la famiglia a nominare immediatamente l'avv. Miraglia, il quale chiede spiegazioni alla direzione sanitaria dell'ospedale che, finalmente, permette ai familiari di entrare e far visita a Pasquale. E' venerdi 2 dicembre. Pasquale viene trovato "contenuto" (legato al letto) e sedato. L'avvocato Miraglia e Vezzetti (che lo aveva visitato una settimana prima, trovandolo perfettamente sano) si accertano delle sue condizioni fisiche. Mostra contusioni ed ematomi alla caviglia, dolori allo sterno e alla mandibola,  muove il collo a fatica e dichiara di essere stato malmenato ed immobilizzato. Inequivocabili documenti fotografici attesterebbero la veridicità di ciò che dice, e risalta all'attenzione il non aver trovato referti radiologici. 

Stando così le cose, apparirebbe evidente una violazione dei diritti umani, e nei prossimi giorni ADIANTUM promuoverà preso le forze politiche tutte le azioni possibili per verificare se, nel caso di Pasquale S., le più elementari regole del diritto siano state, o meno, osservate.

Si può essere scomodi a fare quello che fa Pasquale nei tribunali, e per questo essere puniti in maniera esemplare ? Pare di sì.

Pasquale è vivo, e presto potrà raccontare direttamente l'esperienza che ha vissuto. Qualcun altro, invece, dovrà spiegare, spiegare, spiegare.


Fonte: Redazione

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Ci sono 54 commenti


09:05  di domenica 03/03/2019
scritto da  Pasquale Scarano
Buongiorno è passato un altro anno e la situazione non è cambiata, ma peggiorata, nonostante vecchi e nuovi provvedimenti dispongono la ripresa immediate incontri padre figli, ad oggi, dopo 8 anni (3 marzo 2011) non vedo e sento i figli, neanche in foto. In tutti questi anni, giorno per giorno, sono riusciti a contaminare i miei 2 figli a rifiutare il padre e tutto il ramo familiare paterno. A partire dal provvedimento di divorzio 2012 erano previsti incontri in area protetta, ma la madre dei miei figli non si presentava agli incontri, i servizi inviarono relazioni nei posti sbagliati, Anche il tribunale per i minorenni nel 2014 dispose la ripresa incontri, ma la mia la madre dei miei figli non collaborava, i servizi sociali soliti, non seguirono le indicazioni del decreto: non inviarono i minori alla NPI di competenza, non inviarono le relazioni ogni 6 mesi al giudice come da prescrizione. Dopo oltre 3 anni i servizi sociali scrissero al tribunale per i minorenni segnalando che non sono riusciti a far riprendere i contatti padre figli. Ad ottobre 2017 in seguito alla mia richiesta di modifica delle condizioni di divorzio, veniva disposto nuovamente la ripresa immediata degli incontri padre figli, con le solite condizioni eprescrizioni da rispettare bla,bla,bla.... COME SEMPRE L´UNICO A RISPETTARLE LE INDICAZIONI . Nuovamente la madre dei miei figli non collabora, i servizi formulano nel 2018 dei calendari incontri padre figli in area protetta, ma i ragazzi non sono mai stati portati. I servizi sociali a giugno inviarono una relazione, ma anche questa volta nel posto sbagliato diverso da quello indicato nel decreto della modifica di divorzio del 2017. Nonostante la mia segnalazione ai servizi sociali, ad oggi non è stata inviata una relazione a chi di dovere; a dicembre 2018 un operatrice dei servizi sociali (psicologa), mi ha contatto e riferito che stavano preparando una relazione che a gennaio l´avrebbero inoltrata in procura della repubblica del tribunale per i minorenni cosi come indicato nel giudice che ha modificato le condizioni di divorzio. La mia ex moglie ha impugnato il decreto del 2017 portando il problema in corte d´appello. Chiedono l´aumento dell´assegno e la rimozione della disposizione della ripresa incontri padre figli in quanto i ragazzi sono diventati più grandi e non desiderano incontrare il loro padre. Il 13 febbraio siamo stati alla prima udienza in corte d´ appello di Milano, è stato aumentato in via provvisoria assegno per i miei figli, richiesto una nuova relazione dei servizi sociali. Ci sarà una nuova udienza a fine maggio . In sintesi stanno solo facendo passare del tempo, sono cose lunghe, un padre è la palla e loro sono i giocatori da ping pong. Giocano e guadagnano sulla pelle delle persone. In tutti questi anni hanno cercato di distruggermi, psicologicamente, economicamente, , accuse di violento, pericoloso, processi penali, presunte malattie mentali, con ricatti a seguire percorsi e prese in carico psicologo e psichiatra altrimenti gli incontri non sarebbero potuti iniziare. La verità è che la giustizia non esiste. con prove alla mano, posso dimostrare che la madre dei miei figli sin dall´inizio non rispettava le ordinanze dei tribunali, i servizi sociali idem. I giudici puniscono me non la madre e i servizi che non si attengono ai provvedimenti. gli psicologi e psichaitri non prescrivono terapie e non riscontrano in tutti questi anni disturbi patologici e nessuna controindicazioni ad incontrare i figli. Per cui dov´è la verità? chi sono i malati? Questo succede a chi è onesto e cerca di fare il padre. Per ultimo non solo sostengo e dico che la PAS esiste (in Brasile è riconosciuta per legge dal 2010) , mi è capitato di sentire e vedere dei minori che quando incontrano per poche ore il genitore non collocatario (scappano via, sei cattivo, ti sparo, sei brutto, non ti voglio, devi andare in carcere) alla domanda chi l´ha detto? la mamma .

09:20  di domenica 04/03/2018
scritto da  Pasquale

Buongiorno a tutti e un grazie a Marco per il suo commento e gli auguri. Esattamente 7 anni fa in una delle tante udienze del lungo divorzio giudiziario si è dato via alla soppressione della mia figura di padre e di uomo libero. Ultimo incontro con i miei amati figli si è concluso il giorno prima (3-3-2011). Il loro desiderio era quello di passare più tempo con il loro padre (più volte dichiarato da loro stessi ai servizi sociali, allora affidatari). A distanza di tempo mi rendo conto quanta ingiustizia e quanti soldi girano intorno al teatrino del palazzo dell´ingiustizia familiare. La cosa triste è quanti genitori distrugono (fisicamente, mentalmente, economicamente, e affettivamente....molti di loro muoiono in diverse forme) Sono fortunato ad essere sopravvissuto a tanta ingiustizia. Sto ancora aspettando che si avveri quanto dichiarato in quell´udienza dal ctu nominato dal giudce : " I DIRITTI DI VISITA CHE I MIEI FIGLI HANNO PERSO E CHE PERDERANNO CON IL LORO PADRE, CI SARÀ TUTTO IL TEMPO PER POTERLO RECUPERARE ". Chiesi al giudice di mettere a verbale quanto dichiarato dal giovane CTU. Non lo fece, ricevetti la risposta dallo stesso CTU " riceverà tutte le spiegazioni nella sua relazione. Ho lasciato il 3-3-2011 dei bambini che desideravano stare di più con il loro padre, arrivando al 3-3-2018 a dei ragazzi che si rifiutano di incontrare il loro padre. Cosa è successo? Una cosa è certa, i ragazzi non hanno colpa, comprendo la loro rabbia , ma non ho colpa, non sono io che vivo con loro. Un giorno se vorranno gli spiegheró tante cose. Spero solo che conservano il mio inseggnamento, di non dire mai le bugie e di cercare di fare del bene.


17:19  di giovedì 18/01/2018
scritto da  Marco Ferrarelli
Mio carissimo Pasquale, vedo, che ancora la tua storia (come milioni in Italia) ancora non si e´ conclusa, anzi, come da abitudini italiane, come da vizio dei servizi sociali, come da abusi degli operatori dei tribunali italiani (quindi, Giudici togati, gidici onorari e avvocati e psicologi), non solo non operano in Italia gli interessi dei minori, in quanto il primo interesse e´ sempre la dominazione sugli altri ed il proprio portafigli e carriera, ma oltretutto, sono sempre i soliti che fanno ricadere le colpe delle proprie responsabilita´ ed incapacita´ sempre ed esclusivamente sui padri (raramente in qualche madre). Per questo motivo sono convinto che tu stai usando un eufemismo, quando dici meglio far pagare uno che tante brave persone. Infatti, questo uno che deve pagare per tutti e tutto e´ e sara´ sempre solo il Padre dei minori in questione, mentre le tra virgolette brave persone, sono queste incompetenti e maligne malvage che fanno parte sia dei servizi sociali e, sia dei psicologhi che, spesso nelle vesti di giudici onorari, hanno come obiettivo non quello di far del bene al minore, cosi´ da rendergli entrambi i genitori, ma quello di tutelare i loro interessi economici e sessisti, tanto che unico indirizzo mentale e´ quello di distruggere il maschio, il Padre in questo caso. Quindi, dopo aver provato tutte le strade inimmaginabili,sei finalmente giunto a conclusione che, tentare strade diverse per far valere i propri diritti, porta solamente a far guerra contro i mulini a vento di Don Chisciotte. Sono davvero triste nel vedere che, nonostante una legge ultradecennale, in Ialia non solo non e´ cambiato nulla, ma e´ addirittura peggiorato ogni cosa (nel settore genitori figli in cui servizi sociali, avvocati sciacalli, giudici corrotti e collusi con le perfide operatrici dei casi´ denominati centri antiviolenza, fanno solo i propri interessi economici dei loro sporchi affari nella TRATTA DEI MINOREI) . E´ ovvio e palese che tu non hai ne rinuncerai mai a i tuoi figli, ma che sei stato OBBLIGATO dopo l´ennesima tortura alla quale sei stato sottoposto, a dover mollare tutto! In qualita´ di persona con una grande esperienza diretta in merito a queste situazioni, non posso che compiacermi di questa tua decisione, perche´ continuare a perseverare di voler fare il padre in Italia, ti avrebbe solo portato alla distruzione totale. Sii forte e lotta per te stesso, ormai i tuoi figli sono grandi e presto, se lo vogliono sanno come cercarti, ma cerca di stare il piu´ lontano possibile da questi ambienti (servizi sociali e tribunali) perche´ non incontrerai mai gente a te amica, ma solo nemici dediti a far del male al prossimo. AUGURI

16:24  di giovedì 09/11/2017
scritto da  Pasquale Scarano
Esattamente 6anni fa ho subito quanto riportato nell´articolo.
Meglio dare la colpa e far pagare a una sola sola persona che a tante brave persone che continuano a fare tanto bene nel mondo della tutela dei bambini.
Non incontro e sento I miei figli da 6 anni 8 mesi e 6 giorni.
Mi sono e mi sto attenendo alle disposizioni di tutti i provvedimenti.
Ormai I ragazzi sono diventati grandi.
Forse un giorno mi cercheranno loro.

10:20  di giovedì 03/11/2016
scritto da  Pasquale Scarano
Senza vergona allego il Diario del TSO.
Non me la sento di correggere i numerosi errori di ortografia, fa male stare a rivedere quanto ho scritto 5 anni fa e riformularlo e correggerlo. Mi interessa che arrivi ai lettori il concetto.

Diario eventi : prima, durante e dopo il ricovero coatto in psichiatria, con successiva integrazioni e deduzioni al diario sulla base delle cartelle cliniche acquisite.
09.11.2011 scuola-aggressione subita da parte dei carabinieri e vigili.. ricovero coatto in ospedale San paolo reparto di psichiatria
Questa mattina verso le 8,20 mi reco presso la scuola elementare Mario Brutto, per cercare di vedere i miei figli che non vedo e sento da tanto tempo nonostante il giudice del divorzio giudiziale riferisse che potevo sentirli a giorni alterni.
Al mattino recatomi davanti l’ingresso della scuola dei bambini, dopo aver aspettato un po di tempo e non vedendo entrare quasi più nessuno, chiesi alla bidella se i miei figli fossero già entrati.. mi risponde di no. Garbatamente ho ringraziato e mi portai fuori all’ingresso della scuola.. il tempo passava, vidi entrare i ritardatari, tranne i miei figli .. rassegnato e passato l’orario, mi prestavo ad andare via, ma vidi arrivare ( la sig.ra Angela) una mamma che conoscevo che aveva appena accompagnato e lasciato i suoi due figli a scuola… ci conosciamo da molto tempo in quanto lei era la rappresentante di classe dell’asilo di uno dei miei figli.. Ci siamo salutati e scambiato serenamente due parlole e mi chiese del mio rapporto con i miei figli e del perché ero li, Gli spiegai che era da tempo che non vedevo e sentivo i miei figli e preoccupato volevo vederli pur solo passando, ha notato che avevo in mano i due bicchierini di plastica con dentro del melograno che volevo consegnare ai miei figli, a loro piace tanto .. mentre ci allontanavamo da scuola per andare via, vidi sopraggiungere e avvicinarsi due carabinieri ; si avvicinano e mi dicono di volermi parlare.. dissi dite pure.. Mi dicono di scostarmi dalla signora.. dissi che non avevo nulla da celare, e che preferivo essere parlato dov’ero senza alcun problema.. Uno dei due carabinieri inizio ad alterarsi e a brontolare afferrandomi per un braccio e a tirarmi.. dissi con garbo di non mettermi le mani a dosso.. nel frattempo l’altro carabinieri conversava al telefono e senti dire: maresciallo, Scarano e qui! Fa storie, che facciamo? lo prendiamo? sentii aggiungere l’altra pattuglia e qua?! Il tutto questo avveniva in pochi secondi, nel mentre stavo camminando per portarmi verso la mia auto. (uscita scuola) vidi in un attimo altri carabinieri con dei vigili che mi sbucarano davanti, senza alcun preavviso, mi attorniano, e con violenza mi afferrano e tentano di spingermi per terra, riuscii a restare in piedi, ma mi hanno scaraventato violentemente contro il cancello della scuola.. incredulo provavo a chiedere cosa mi stessero facendo, la loro risposta erano gli imprevedibili calci , pugni accompagnati da parolacce. Mi sono ritrovato legato con le manette contro il cancello della scuola a braccia come criso in croce… il volto mi sanguinava, (per poi scoprire in seguito all’ospedale che avevo riportato un taglio alla fronte, una ferita nella zona occipitale, oltre ad un ematoma all’occhio sx .. e un vivo dolore ai polsi) . All’aggressione non avevo opposto la minima resistenza, ma in modo passivo chiedevo solo il perché di tale violenza! Anche dopo che ero stato immobilizzato , chiesi più volte il perchè di tale scempio , ma venivo nuovamente insultato; un vigile mi rispose: io ti do altre botte, e non solo ora, , ma anche quando ci dovessimo incontrare di nuovo.. Di fronte a tanta cattiveria, ribadii picchia pure io non mi oppongo e non reagisco.. Nel frattempo, mi accorsi che nella mano sx non avevo più uno dei bicchierini con il melograno, anche se il polso era broccato con le manette permetteva di scivolare su e giù al ferro del cancello e presi dalla tasca della giacca sx il telefonino e chiamai un mio amico maresciallo della finanza cosa mi stava capitando invitandolo a contattare mio fratello. Mi accorsi che nella mano dx avevo ancora uno dei due bicchierini di plastica sopravvisuti con dentro il melograno. Un vigile, mentre si guardava le sue mani ( probabilmente indolenzite dal colpirmi) mi disse minaccioso: tirerei fuori la pistola e ti sparerei! Risposi, non sentite la minima vergogna per quello che mi avete appena fatto?!
Un carabiniere mi si avvicina a pochi cm dal mio viso e mi dice : Sig. Scarano noi siamo stati allertati, lei è entrato in classe!! Risposi avvicinandomi al suo viso assolutamente no! Ci siamo toccati il volto e mi accorsi che il suo viso si è sporcato del mio sangue...Lo stesso carabinieri si recò a scuola, credo a domandare se io fossi andato in classe dei miei figli.. dopo un po’ è tornato a capo basso e non disse nulla! Sulla Mi accorsi che nella palazzina di sx adibita ad asilo, alle finestre erano affacciati dei bambini che guardavano. Dopo po giunse il maresciallo della stazione dei carabinieri di Trezzano, al quale gli dissi: marescillo, vede cosa mi hanno conciato?!.. pregai di togliermi le manette.. lui mi disse.. se mi prometti che non fai nulla e no reagisci! Sbigotito,lo guardai negli occhi e gli dissi: marescillo, per favore mi tolga le manette, da parte mia in questo luogo non ho arrecato alcun pericolo per nessuno, è stato solo combinato un pasticcio per nulla… nel frattempo uno dei vigili mi disse Sig. Scarano noi la stavamo cercando perché ci è arrivato una notifica per un ASO (accertamento sanitario obbligatorio) Gli risposi che io non ne sapevo nulla!? Comunque il mio numero di telefono e indirizzo di residenza lo conoscevano. Sul posto è arrivata l’ambulanza ed invece di soccorrere me, che ero palesemente sanguinante venni ignorato; pensavano a disinfettare le mani dei vigili e carabinieri (qualcuno presentava lievi escoriazioni.. per i pugni tirati contro di me!) chiamai l’attenzione dei sanitari: scusate, non vedete che sono pieno di sangue e di lividi ? Un sanitario mi ha consegnato una garza con dell’acqua ossigenata.. dopo di chè, mi fanno entrare nella macchina dei carabinieri (senza manette) e mi accompagnano al comando della Polizia Municipale dove rimasi ( i carabinieri andarono via). circa 30’-60’ in sala di attesa in presenza di alcuni vigili .(diversi da quelli intervenuti a scuola). Mi è stato offerto un caffè, abbiamo avuto una pacata chiacchierata, presi coscienza che avevo i vestiti sporchi di sangue, oltre che in parte strappati ( camicia e giacca), ho notato un visibile imbarazzo dei vigili.. Mi comunicano che erano stati chiamati direttamente dalla scuola, mi chiesero perché ero davanti la scuola, Risposi che ero davanti la scuola perché non avevo più notizie dei miei figli, e che mia moglie non mi faceva sentire i bambini neanche per telefono.. Feci presente che non mi è stato notificato alcuna restrizione a non potermi avvicinare vicino la scuola.. Su questo i vigili sostenevano il contrario.. dissi che prima di recarmi a scuola per vedere passare i bambini, mi ero accertato in tribunale che non ci fosse alcun provvedimento restrittivo e che proprio ieri la cancelleria affermava che nulla era cambiato dall’ultimo provvedimento del luglio 2011. Il vigile mi parla dell’ASO che hanno ricevuto e che non sono riusciti a notificarmi in quanto non mi avevano trovato in casa. su questo dispositivo dissi, ma chi l’ha disposto? mi dissero il dr. Giuliani del CPS. Risposi che per me era una disposizione truffaldina iniziata dal CTU del tribunale Benzoni. Senza opporre resistenza mi portano al prontosoccorso dell, Ospedale San Paolo (MI) accompagnato da due vigili, l’autista mi dice che la zona è di competenza dell’ospedale San Carlo, ma i medici dell’ospedale di dove lavoro io, hanno preferito che mi portassero al S.Paolo con il quale avevano già preso accordi. Mi chiesero cosa ne pensavo, sostenni che avrei preferito L’ospedale S.Carlo così si faceva più chiarezza a questa storia con i diretti mandanti. Arrivati Al S.Paolo mi portano all’accettazione e poi subito in ambulatorio psichiatrico dove mi trovo di fronte alla dott..ssa Anna Giraletti, la quale inizia a leggere delle carte con disposizioni del dr. Giuliano e del sindaco di Trezzano, il quale disponeva l’ASO emesso il giorno prima. Chiesi di leggermi di cosa ero ammalato secondo loro.. mi rispose che io ce l’ho con il mondo e altre fesserie.. dissi che non sapevo nulla dell’ASO ( accertamento sanitario obbligatorio). Nonostante la paura, tensione e spavento ho cercato di spiegare con lucidità quanto è accaduto la mattina davanti la scuola, ma sembrava che parlavo al muro.. allora dissi per favore è possibile aver delle garze per pulirmi dal sangue e anche del ghiaccio? Ma la dr.ssa Giraletti, nemmeno rispondeva, era perplessa e persa nelle sue deduzioni psichiatriche.. dopo un po, riusciì ad avere delle garze e del ghiaccio.. poi chiesi come mai non venivo visitato e medicato da un ortopedico o chirurgo, ma dalla psichiatra non mi veniva data risposta.. la stessa continuava a ribadirmi continuamente lei ha aggreditoi carabinieri, è andato a scuola che non poteva andare! Le risposi che non era vero spiegando che ho subito in modo passivo l’aggressione da parte delle forze dell’ordine. In merito alla restrizione a non avvicinarmi a scuola , ho chiamato in sua presenza la cancelleria del tribunale, e parlato con la dr.ssa Spagnolo, la quale conosceva il mio fascicolo di divorzio giudiziale e mi ribadiva per telefono che non vi era alcuna restrizione di avvicinamento alla scuola dei miei figli. La psichiatra finalmente accolse la mia richiesta ad essere sottoposto ad accertamenti e cure, mi manda a fare la lastra al polso dx tumefatto, ma non accolse la mia richiesta di fare lastra del cranio al quale oltre al dolore presentavo un vistoso e grosso bernocolo con ferita lacero contusa! Eseguita la lastra del polso, mi riconducono nuovamente presso l’ambulatorio di psichiatria, vi fù un ‘altro breve colloquio con la psichatra, la quale infieriva su quanto veniva riportato dalle indicazioni dello psichiatra del S.Carlo dr.Giuliani.. pur spaventato dalle circostanze, rispondevo lucidamente a quanto è successo, ma la dr.ssa insisteva dicendomi: io non posso lasciarla andare per quanto è successo questa mattina..( a distanza di tempo ho acquisito dalla cartella clinica, che mentre ero a fare accertamenti radiologici in pronto soccorso la dr.ssa Giralletti ha parlato telefonicamente con il dr.Giuliani ,il quale chiese che io venissi ricoverato e non dimesso) Aggiunse per me lei è agitato e questa mattina era davanti la scuola in uno stato di agitazione-psicomotoria.. Le risposi che non era così! Venni visitato dall’ortopedico.. riaccompagnato in ambulatorio psichiatro, venivo nuovamente accerchiato dai vigili e da un poliziotto, il quale, si infila i guanti, e affiancato da infermieri pronti per intervenire per bloccarmi su una barella che era appena spuntata fuori con pronti i mezzi di contenzione.. con l’intento di portarmi in reparto e attivare in tso (trattamento sanitario obbligatorio) PAZZESCO!! Chiesi alla dr.ssa: se si rendesse conto di quello che stava per farmi? Mi risponde agitata e spaventata, qui ci sono queste carte.. vidi di fronte l’ infermiere con in mano una siringa pronta.. dichiarai che quanto mi stesse per fare è violenza! valutando la situazione, analizzando il contesto per evitare l’inevitabile loro intervento di forza con contenzione e terapia, dissi alla dottoressa che andavo con le mie gambe in reparto (diagnosi d’ingresso:scompenso paranoico).. entrato dentro la guardiola infermieri del reparto di SPDC, la dr.ssa agitata insisteva che mi venisse fatto comunque la puntura, risposi pacatamente, visto che ogni mia spiegazione è inascoltata e sono ricoverato in modo coatto, e vuole che per forza devo prendere qualcosa mi dessero delle gocce… La dr.ssa ordino all’infermiere di somministrarmi 50 gtt di talofen.. esclamai cosa? (conoscendo il farmaco e i dosaggi in quanto infermiere) Non sono mica un cavallo!! E poi io non ho mai preso uno psicofarmaco… trattai con l’infermiere Manlio, il quale, concordammo e mi viene dato 26 gtt di talofen. Andai in camera, dove avevano già pronte per me un letto con i mezzi di contenitivi per i 4 arti .. che ribrezzo!! Per fortuna o meglio per esperienza professionale ho agito evitando il ricovero forzato, ho accettato nel modo migliore il ricovero evitando di ritrovarmi nel letto preparato ad hoc contenuto … Subito dopo aver superato l’ingresso in reparto ed evitato la puntura entrato in stanza di degenza , con il mio cellulare ho registrato un video ( link: https://www.youtube.com/watch?v=UgadtjQceHo) nel quale racconto quanto è successo al mattino a scuola, pestaggio da parte dei vigili e carabinieri, mostrando in video le lesioni che ho riportato. Ho ripreso anche la stanza con il letto dove per mia sopresa, sotto il materasso, avevano per me pronte le fascette di contentenzione che per fortuna sono riuscito ad evitare.
Dal 9-al 17 novembre non ho potuto scrivere giornalmente il diario sul decorso ospedaliero, in quanto il mio computer mi è stato portato in ospedale dai miei famigliari il 18 novembre.
Dal 09.al 29 /11 non ho mai assunto alcuna terapia prescritta (tranne all’ingresso per evitare somministrazione forzate ho assunto le 26 gtt di talofen ) non ho avuto alcun atteggiamento scorretto nonostante l’ambiente e il contesto e relativa privazione della mia libertà.
09.11.2011 Il primo pomeriggio un infermiere di turno di nome Manlio Sacco, mi comunica di essere stato contattato al telefono da una mia collega che lavoro nel SPDC dell’ospedale San Carlo. Si sono parlati e gli ha spiegato che mi conosce dal 1999 e di chi sono.
L’ infermiere Sacco, è stato lo stesso che all’ingresso in reparto , ha contribuito ad evitare che la situazione degenerasse mediando in guardiola infermieri con la psichiatra , anzichè farmi la puntura presi delle gocce di talofen.
L’infermiere Manlio, dopo aver parlato con la mia collega venne a trovarmi in camera e dopo avermi fatto delle domande, mi ha ascoltato con molta attenzione; dimostrai che quanto accaduto davanti la scuola era completamente differente da quanto lui appreso dai verbali clinici, gli feci sentire in viva voce Angela la testimone oculare presente con me davanti la scuola. Al termine l’infermiere Manlio è rimasto perplesso, mi riferisce che tutt’altro veniva notificato e riportato sul verbale di ricovero e nella loro consegna infermieristica.
Mi consiglia di parlare quando prima con i medici, spiegare il contesto reale e fare sciogliere il TSO.
10.11.2011 al colloquio con la Dr.ssa Pasquale e l’infermiere Claudio
Durante il colloquio la dr.ssa Pasquale mi ha fatto una proposta, dicendomi: Sig.Scarano voglio proporle un accordo nostro, ricordo la frase intranos. La situazione è delicata, purtroppo ci sono dei provvedimenti del tribunale,( gli è arrivto il fax con la disposizione del CTU del divorzio dr.Benzoni il quale disponeva di recarmi al CPS per poter rivedere i bambini) seguite da delle disposizioni. Noi la vogliamo aiutare, se Lei accetta di far finta di assumere le terapie e fa finta di accettare il cps, noi gia da oggi togliamo il TSO. Ho provato a spiegare le ragioni per le quali non ho accettato le disposizioni del tribunali sulla base della CTU del dr. Benzoni. Il colloquio si è concluso il rifiuto della sua offerta. L’infermiere presente al colloquio, mi conosce bene in quanto anni prima era dipendente dell’ospedale San Carlo, abbiamo lavorato insieme al CRT di Buccinasco, dove la caposala era sua moglie; ci siamo frequentati anche fuori dal lavoro, conoscevano i miei figli ed erano a conoscenza della mia separazione, sia lui che sua moglie saputo che la madre dei miei figli non mi lasciava i bambini a dormire nei miei weekend in quanto non riteneva idoneo il convitto dell’ospedale e nemmeno le abitazioni di mia sorella e di mio fratello; Claduio e sua moglie avevano messo a mia disposizione la loro villa vuota per permettermi di trascorrere i pernottamenti con i miei figli.La mia ex moglie non me lo permise.
Nei giorni successivi a questo colloquio la dott.ssa Lorenza Pasquale nei miei confronti si mostrava gelida,dalla cartella clinica acquisita dopo il mio ricovero ho saputo che era lei che mi aveva preso in carico come paziente e che si interfacciava oltre che con il maresciallo dei carabinieri di Trezzano S/N e con il dott. Giuliani del CPS il quale aveva disposto l’ASA da non eseguire nell’ospedale dove sia io che lui eravammo dipendenti,, ma presso i suoi colleghi del San Paolo.
In merito al comportamento della dr.ssa Pasquale, ricordo un episodio che mi ha colpito parecchio, un pomeriggio mi aveva contattato un amico che voleva venirmi a trovare Umberto Vaghi, mi chiese a che ora c’era l’orario di visite, andai in guardiola per chiedere agli infermieri, ma in quel momento c’era solo la dott.ssa Pasquale seduta; chiesi gentilmente l’orario ingresso visite, mi rispose in malomodo dicendomi che ne so! Rimasi perplesso risposi al telefono al mio amico, roba da matti te lo faccio sapere appena qualcuno me lo dice.
Doc. Recuperato dalla cartella clinica : Il giorno 11.11.2011 la stazione dei carabinieri di Trezzano Sul Naviglio, fa richiesta all’ospedale di informazioni urgenti: data e reparto di ricovero; medico che attualmente ha in carico il paziente; diagnosi di ricovero; data prevista per la dimissione del paziente. La pratica riveste carattere di assoluta preminente urgenza. Maresciallo S.
Doc. Recuperato dalla cartella clinica: Il giorno 11.11.2011 la dott.ssa Pasquale Lorenza del reparto di psichiatria risponde alla richiesta di informazioni urgenti ricevuta dalla stazione dei carabinieri di Trezzano Sul Naviglio con il seguente contenuto: La persona in oggetto è stata ricoverata in regime di TSO presso il reparto di psichiatria I dell’Ospedale San Paolo in data 9.11.11, di cui è primario il dott. Costanzo Gala. Attualmente il paziente è seguito dalla dott.ssa Lorenza Pasquale, per un disturbo di personalità paranoide e per discontrollo degli impulsi. Non è possibile prevedere la data delle dimissioni in quanto il paziente non sta collaborando a progetto terapeutico, rifiuta l’assunzione dei farmaci ed è minaccioso.dott.ssa Lorenza Pasquale.

Nei giorni seguenti, nonostante tutta la situazione, ho mantenuto un comportamento tranquillo, Ovvio che dopo la mia indisposizione all’accordo proposto dalla dr.ssa Pasquale l’approccio era freddo e teso. Mi veniva comunque permesso di tenere il cellulare, cosa che agli altri non era concesso.. Ricordo che non avevo riscontro alle mie richieste di avere ghiaccio o antidolorifici per alleviare il dolori alla testa e ai polsi. Nel trascorrere dei giorni ricevo la visita di mia sorella, in quell’occasione la dr.ssa Pasquale ebbe un colloquio e chiese a mia sorella se negli ultimi periodi io avevo manifestato dei comportamenti aggressivi. Rispose che solo un giorno avevo risposto male al telefono a suo marito per via di un costume che gli avevo chiesto. Quando mia sorella mi ha parlato del colloquio, e io gli dissi stai attenta a quello che dici e a come lo dici in quando non conosci il perché sono stato ricoverato e quello che mi è stato proposto nel colloquio. In questi primi giorni entravano in camera diversi specializzandi tra cui psicologi, A uno di questi feci parlare con mia sorella facendogli spiegare bene quello che è successo tra me e mio cognato quella mattina e che alla sera ero tranquillamente a cena da loro senza alcun problema.

In questi primi giorni, ho dovuto sopportare le pressioni dei medici oltre alla diffidenza del personale infermieristico sul motivo del ricovero, e dal rifiuto di assumere i farmaci. Per diversi giorni rimasi da solo nella camera composta da 2 letti. Dedicai i primi giorni a pulire la stanza , farmi il bucato, calmare qualche paziente che gironzolando si infilava nella mia stanza.
Durante il giro visita del mattino eseguito dal primario, entravano in camera tante persone (psichiatri, specializzanti, psicologi e infermieri.) osservavo che per loro era un sollievo entrare nella mia stanza ( per l’ordine e la pulizia e l’areazione) dopo essere usciti da altre stanza dove, in quasi se non tutte puzzavano sia perla mancanza di pulizia che dagli stessi pazienti sporchi,(non venivano lavati, ne tanto meno stimolati a lavarsi) soporosi e richiedenti di sigarette e poco collaboranti.
In uno dei giri visita, del lunedì, ricordo che la dr.ssa Pasquale davanti al primario e a tutti gli altri sanitari, espose il mio caso, dicendo che dall’ingresso fino ad oggi non ce stato alcun miglioramento clinico, di non voler assumere terapia e che aveva sentito i familiari i quali anche loro riferiscono che il pz negli ultimi periodi anche con loro ho manifestato aggressione. Risposi con calma dicendo davanti a tutti rivolgendomi al primario Dr. Gala, che non era vero che il decorso clinico abbia manifestato problemi e che doveva sentire gli infermieri o guardare la consegna infermieristica visto che il weekend lei è stata a casa. Riguardo alle dichiarazioni di aggresioni ai miei familiari, mia sorella a spiegato l’episodio allo psicologo il quale, presente interevenne affermando che c’era stato un episodio telefonico banale tra me e mio cognato che si è concluso con un nulla di fatto. Per cui chiesi alla dr.ssa Pasquale” chi sono gli altri familiari che le hanno riferito aggressioni visto che ha parlato solo con mia sorella? Davanti a tutti ho fatto rilevare la strumentalizzazione di una risposta di mia sorella alla sua domanda.
Ricordo la richiesta di una coperta per alleviare il freddi notturno. Non mi fu mai data, durante una visita di mia sorella non ricevendo riscontro alla mia richiesta, mia sorella propose al personale di portarmela lei, ma per ragioni di reparto non si poteva. Mi veniva promesso, ma non mi veniva mai successivamente consegnata in quanto non venivano fornite dall’ospedale. Dopo qualche giorno mi è stata consegnata una coperta di un paziente dimesso. Ricordo il puzzo e il disgusto che sentivo dall’odore che emanava. La presi e la misi in un sacchetto, nel pomeriggio andai in bagno e l’ ho lavata, non immaginate cosa non è uscito da quella coperta.. la strizzai bene, e detro la mia camera la misi ad asciugare sotto la rete dell’altro letto libero. Per chi non lo sapesse la maggior parte dei pazienti psichiatrici, non ha cura della propria persona, indossa gli stessi indumenti, dormono vestiti, quasi tutti fumano, non hanno un regolare rapporto con il sonno-veglia, sono assopiti da farmaci e dormono in qualsiasi ora, il sonno notturno è supportato da una marcata sedazione, il decorso diurno è visibilmente zombizzato .
Ho ricevuto divere visite di amici, parenti e conoscienti. I medici continuamente mi invitano a prendere in considerazione la dimissione seguita dal CPS. Ho sempre fermamente contestato invitandoli ad escluderlo.
Ricordo il Dr Bertani, il quale, mi diceva continuamente che la dimissione non poteva avvenire senza l’adesione al CPS. Ho sempre ribadito che potevo rimanere fin quanto volevano e di non ripetermi la medesima proposta.
Fra l’altro loro stessi hanno potuto constatare il mio comportamento adeguato e la mancanza di assunzione di farmaci e che non ho creato alcun problema ne al personale che ai pazienti. Tutt’altro. Il mio comportamento diventava ostile difronte al programma o decisioni di spingermi ad accettare un programma o percorso che prende origine da una CTU del tribunale dove non ero seguito ne da un legale che da un CTP. Tra l’altro la CTU del dr. Benzoni non me l’ha neanche conclusa in quanto da me rifiutata per le ragioni spiegate al giudice e allo stesso CTU in udienza.
18.11.2011 -- 10 gg di ricovero coatto c/o il reparto di psichiatria dell’ ospedale San Paolo di Milano
Come tutte le notti ho dormito tranquillamente senza alcun supporto terapeutico.. mi alzo alle 7.10 mi faccio consegnare dall’infermiere Manlio il mio farmaco giornaliero ( eutirox) che assumo per l’ipotiroidismo. Vado come tuttte le mattine a fare la doccia.. mentre rientro in camera, in corridoio, come sempre, vi era presente tanto fumo di sigarette.. vidi davanti a me due pazienti Angelo e una donna che dopo aver ricevuto e accesso le sigarette dall’infermiere,dal locale cucuna del reparto, proseguivano il lungo corridoio per andare in sala fumo locale che si trovava in fondo al corridoio.. entrambi avevano la sigaretta accesa… (scherzando dico al pz Andrea mi stai uccidendo con quella sigaretta accesa) l’altro giorno è capitato con un altro pz, il quale mi ha risposto non è colpa mia sono loro che mi accendono le sigarette in corridoio!... come dargli torto! Un vero veleno per chi non fuma svegliarsi e respirare nel corridoio chiuso fumo di sigarette.. nei giorni scorso ho fatto presente a medici ed operatori che sarebbe opportuno consegnare e fare accendere le sigarette in sala fumo anziché davanti la porta d’ingresso dove di solito il personale si trova (cucina) non è educativo e ne salutare per chi non fuma uscire dalla stanza e respirare non solo aria vizziata ma anche fumo. Per questo motivo sono stato costretto a far notare al personale che mi diceva di tenere la porta della stanza aperta che era per non fare entrare il fumo .
Durante la colazione noto la presenza di un nuovo paziente (Fulvio 71 anni) il quale si aggirava per il reparto in stato di agitazione psicomotoria associata da frequenti scoppi pianto e seguito da racconti confusi relativo alla sua persona. Si siede a tavola per fare colazione di fronte a una ragazza.. dissi all’oss di farlo sedere vicino a me, ma non mi diede ascolto. La ragazza vedendo lo stato di qs persona si è spaventata, l’ho invitata a spostarsi all’altro tavolo vicino a un’altra pz tranquilla…così fece.. al suo posto mi sono seduto io..e l’ho aiutato a farlo mangiare..
Giro visita, arrivano il primario con la sua truppa.. mi presento tranquillo iniziamo a parlare in modo scherzoso ma con razionale riferimento al mio ricovero… Il primario dice dobbiamo trovare una soluzione insieme..rispondo io sono disponibile a far luce a quanto mi viene attribuito a mio dire ingiustamente .. Il Primario mi dice chiamiamo il Dr. Giuliani cosi chiariamo…
Ho dato al nuovo paziente un paio di mutande e di calzini puliti.. alla fine chiese delle ciabatte.. o preso dei copri scarpe dal carrello del personale e glie l’ho dato. Al termine l’ho invitato a tranquillizzarsi…chiese una sigaretta dissi che doveva aspettare l’orario.. chiesi al personale a che ora poteva avere una sigaretta disse alle 10,30 mancavano 5 min.. invitai Fulvio a mettersi i calzini ed a calzare i copri scarpa nel frattempo passavano i 5 min e avrebbe ricevuto la sigaretta.. fatto ciò andiamo verso la cucina e chiedo di fargli dare una sigaretta.. esce un infermiera (una delle più antipatiche) dicendomi tu fumi, dissi, no allora chi glie la da la sigaretta visto che non c’è l’ha?! Era lì una paziente di nazionalità Russa, e le chiedo gentilmente se può offrire una sigaretta a Fulvio.. dice certamente..consegna a Fulvio la sua sigaretta appena ritirata e se ne fa consegnare dall’ifermiera un’altra dal suo paccheto.
Faccio il colloquio con gli psicologi..
Mi viene consegnato un test di oltre 500 domande ( credo che siano le stesse che ho fatto tempo fa su indicazione del dr. Moya.) terminate le ho consegnate.. vado a fare la lastra accompagnato dal portantino.. rientro e il dr. Bertani, mi dice Sig. Scarano se la prossima settimana sciogliamo il Tso, lei è d’accordo a rimanere qualche altro giorno ricoverato? Risposi con serenità ribadendogli.. non dovrei essere qui e poco conta la mia volonta, di sicuro non ho nulla incontrario ma di certo non rispecchia la mia volonta.. Mi disse più che altro per darle i permessi ad uscire a prendere i caffè fuori ecc. Rispondo che non credo che io abbia bisogno di un graduale rinserimento sociale, iniziando dalle uscite caffè… Mi rispose capendo e riconoscendo quanto gli dicevo.. Anche facendo presente che oggi sono uscito dal reparto per andare a fare la lastra e non ho avvertito alcuna sensazione diversa da prima di entrare.. mi saluta cordialmente..ringrazio per la comprensione.
Oggi mando un nuovo sms a Maurizio il portantino del San Carlo per chiedergli il numero di Paolo il parrucchiere.. mi risponde scusandosi aggiungendo che ha saputo del mio ricovero e che devo sottopormi alle cure altrimenti non mi fanno uscire..rispondo che mi sento deluso da quanto mi viene detto.. mi replica che ha sentito il reparto di psichiatria e parlato con Mariella la mia collega per cui chi entra in quel posto si è segnati a vita… Rispondo che dopo 10 gg di ricovero mi aspettavo che mi venisse chiesto come stavo… aggiunsi che contrariamente a quanto veniva da loro dedotto la situazione è differente.. che stavo bene ovviamente incazzato per quello che mi stava succedendo, e che comunque non assumevo alcun psicofarmaco.. e la colpa di questo assurdo ricovero e il frutto dell’ingiustizia nei mie confronti per mano del tribunale e del osp. San Carlo con il diretto contributo del dr. Giuliano e Marzolini.
19.11.2011- psichiatria 11gg di ricovero forzato
Mi sveglio verso le 06,40 assumo la mia tp giornaliera per l’ipotiroidismo..faccio doccia e barba.. sono 2 gg che dormo senza coperta, purtroppo nn danno coperte pulite ma riciclano ai nuovi ingressi coperte dei pazienti dimessi… ASSURDO! Immaginate la puzza..(ci sono pazienti che dormono vestiti sopra le coperte.. con pantaloni sporchi di cibo sudore e anche urina) l’altro giorno anche mia sorella ha chiesto gentilmente e se era possibile avere una coperta pulita, o se poteva portarmela lei da casa..Le hanno risposto di non preoccuparsi e che all’indomani avrebbero provveduto a farmi avere una coperta pulita…all’indomani NON HO AVUTO NULLA! Questa mattina ho chiesto gentilmente all’osa come mai non ci sono coperte pulite? Mi risponde che purtroppe vengono mandate a lavare fuori … non ho capito bene dove.. Dissi capisco ma omai sono 11 gg che sono ricoverato qui e non ho visto in deposito neanche una coperta pulita.. Considerando il contesto dopo la doccia ho lavato a mano la coperta.. ora ce l’ho in camera stesa alle spondine del letto libero di fianco al mio.. dopo colazione mi sono fatto dare dall’infermiera un’antinfiammatorio per i dolori ( feci presente che non capivo perché me l’hanno messo al bisogno e solo 1 cps al diè, visto che i dolori sono sempre presenti.. e solo su mia richiesta mi veniva consegnata, ricordo che nei primi giorni dopo averla assunto al mattino, chiesi anche una cps per la sera visto che avevo molto male, ma non mi veniva consegnato alcun analgesico.. chiamarono lo psichiatra di guardia e mi fece riferire che l’artosilene viene data una cps al die. Praticamente ho dovuto sopportare il dolore e tamponare il dolore al polso con del ghiaccio ma il reparto di psichiatria era sprovvisto. Da 2-3 gg grazie alla mia continua richiesta, alla fine un medico mi ha cambiato la prescrizione da 1 cps a 2 al die.
Verso le 9.50 ho chiesto colloquio con il medico di guardia, dove ho chiesto un quadro della situazione clinica… ho avuto un colloquio tutto sommato buono.. ho spiegato la faccenda del cps e del tribunale..
Prima di pranzo è venuto a trovarmi Francesco Impagnatiello.. è rimasto un bel po’ ci siamo fatto una bella chiacchierata..nel primo pomeriggio è venuto a trovarmi Vittorio Vezzetti con la sua compagna.. c’era anche mia sorella.. mi ha lasciato dei suoi libri con la nuova edizione.. uno lo regalerò all’avv. Roberto Scaramella, l’altro al primario del reparto di Psichiatria con la speranza che comprenda le tante realtà che colpiscono persone che potrebbero trovarsi per via della separazioni a cure psichiatriche (ansia,depressione ecc)
Verso l’ora di cena è passato a trovarmi l’avvocato Roberto Scaramella, abbiamo parlato un bel po’, riguardo al divorzio ha voluto i numeri telefonici degli ultimi avvocati che hanno seguito il divorzio.. inoltre mi ha consigliato di valutare un possibile accordo con la madre dei miei figli, tipo: intestare la mia parte di casa ai miei figli, non pagare più l’assegno per i bambini in modi da poter avere a disposizione il mio stipendio per poter vivere in modo più dignitoso.. inoltre rifare la CTU e ripristinare gli incontri con i miei figli con una normale frequenza… riguardo al penale udienza del 21.12.2011 bisognerebbe valutare se la madre dei miei figli rimette le querele.. Roberto dice che le udienze del penale vanno a fortuna.. c’è il rischio che venga affidato ai servizi sociali cosa che non accetterei mai meglio la galera… non credo nella giustizia con tutti gli automatismi annessi… ogni mia denuncia di inottemperanza alle disposizioni del giudice da parte della madre dei miei figli vengono prontamente archiviate… mentre le fesserie dichiarate dalla madre dei miei figli e preparate ad hoc da avvocati senza scrupoli, nei miei confronti diventa oggetto di attenzione e di lunghe indagine per poi rinviarmi a giudizio… costi dei contribuenti per sostenere gli alti stipendi di alcuni magistrati fannulloni e arroganti collusi nella casta speculativa del divorzificio.
20.11.2011- 12 gg di psichiatria
Giornata tranquilla, mi è venuto a trovare nonna Gianca di figli liberi, e nel pomeriggio Umberto Vaghi.. mi ha riferito che domani sera si vedra a cena con Roberto Scaramella..
Sto sentendo i bambini ( miracolosamente la mia ex moglie mi fa sentire i bambini) a gg alterni, chiamo io stanno bene..
21.11.2011- 13 gg di psichiatria
Solita routine (doccia, colazione rifaccio il letto..) prima di pranzo eseguo il test di roshart..poi pranzo e dopo pranzo viene a trovarmi il dr. Bertani il quale ritorna sull’argomento di venerdì scorso relativo allo scioglimento del TSO e a proseguire con il ricovero programmato.. Mi fa capire che la cosa è delicata e devono sentire anche l’equipe della psichiatria del S.Carlo dalla quale è partito il tutto.. faccio presente che ormai sono ricoverato da diverso tempo e che mi sento come una cavia..trattenuto con un ricovero non volontario nonostante io potessi stare sinceramente fuori da qui. Parliamo un po’ dei comportamenti della mia ex faccio leggere la diaria relativo ai miei ultimi incontri avvenuti con i miei figli a scuola.

22.11.2011- 14 gg di psichiatria
Solita routine mattiniera.. Sono tranquillo, il personale è solidale e gentile con me da ieri sera non sono più solo, nella mia camera è arrivato un nuovo paziente.. (apparentemente tranquillo educato e curato nella persona..)Non ho eseguito alcun colloquio con i medici… Ho visto il dr. Bertani, ma non si è fermato neanche a salutarmi… per quanto riguardo la dr.ssa che mi dovrebbe seguire mi è stato riferito nei gg scorsi dallo stesso Dr. Bertani che è ammalata. Praticamente sono parcheggiato qui in reparto.. riguardo a quanto mi era stato detto Venerdì scorso dallo stesso Dr. Bertani ( che mi avrebbero sciolto il TSO e mi avrebbero tenuto per qlc gg in ricovero ordinario) non ne so nulla. Che vergogna!!! Mentre pranzavo ho visto uscire il dr. Bertani.. e a stento mi ha guardato.. senza annuire alcun che.
Nel primo pomeriggio vengo chiamato a colloquio con il Dr.Bertani, mi comunica che oggi ha tolto il TSO parliamo un bel po’.. mi comunica che domani dovrebbe venire il Dr. Giuliani per il colloquio. In serata è passato a trovarmi Daniele l’autista e Francesco Impagnatiello.. al termine della visita usciamo insieme e l’ accompagno all’uscita.. prendiamo un caffè insieme..
----Messaggio originale----
Da: nonnagianca@gmail.com
Data: 22/11/2011 14.10
A:
Ogg: PASQUALE SCARANO
NON CI DIMENTICHIAMO DI PASQUALE SCARANO. VENERDI´ SONO ANDATA A TROVARLO IN OSPEDALE, STA BENE E SALUTA TUTTE LE PERSONE CHE IN QUESTO PERIODO GLI SONO VICINE, CHI CON L TELEFONATE, CHI CON LA LORO PRESENZA COME ALESSIO, UMBERTO, CLAUDIO IO, E TANTI ALTRI, PERCHE´ PASQUALE E´ SEMPRE STATO AMICO DI TUTTI, ED´E´ STATO UNA PARTE IMPORTANTE DELLA VITA ASSOCIATIVA, DAL MOMENTO CHE FACEVA PARTE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DI P.S.L.
NON DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE LASCIARLO SOLO. LE PERSONE CHE FANNO VOLONTARIATO IN GENITORI NEGATI, FIGLI IBERI, GENITORI SOTTRATTI, FIGLI NEGATI LO STANNO SOSTENENDO CERCANDO INSIEME LA SOLUZIONE MIGLIORE PER FARLO USCIRE DALL´OSPEDALE AL PIU PRESTO POSSIBILE.
COME VEDETE NON PARLO DI PROPOSITO DI ASSOCIAZIONI, MA DI " PERSONE" PERCHE´ IL NOSTRO AIUTO A PASQUALE DEVE VENIRE DAL CUORE PER CUI TUTTE LE PERSONE CHE HANNO CONOSCIUTO PASQUALE E ANCHE QUELLE CHE ANCORA NON LO CONOSCONO POSSONO UNIRSI A NOI .
CIAO E GRAZIE PER L´ATTENZIONE E SE VOLETE FATE GIRARE QUESTA MAIL AI VOSTRI CONTATTI CHE POSSONO CONOSCERE PASQUALE
Giancarla

23.11.2011- 15 gg di psichiatria sciolto tso in 2gg
Questa notte non ho dormito benissimo… c’era un pz (Fulvio) in stato di eccitamento psicomotorio.. delirante, e insonne.. verso le 24,00 vengo svegliato dagli schiamazzi..sento urlare in corridoio, esco per vedere cosa stesse succedendo.. era Fulvio che provocava il suo compagno di stanza (Stefano) arrivato vicino c’era anche l’infermiere, invitai, Fulvio a mettersi a letto e a rendersi conto che tutti i pazienti son svegli a causa della sua condotta… non mi rispose male, si giustificava dando la colpa a Stefano. Tornai a letto e verso le 5,00 sono stato svegliato dal forte russare del mio vicino di letto.. dopo un po’ lo svegliai invitandolo a girarsi sul fianco.. verso le 6,00 viene a bussare Fulvio.. il quale voleva un informazione e dell’acqua gli diedi dell’acqua e lo invitai ad uscire.
Ora sono le ore 10,00 attendiamo l’arrivo dei medici per il giro visita.
Nel primo pomeriggio vengo chiamato a colloquio, ad attendermi c’era anche il dr. Giuliani e la caposala del CPS del San Carlo. Spiego che non sono stato mai preso in incarico da alcun cps.. mi dice che gli è arrivato il provvedimento del tribunale per la presa in incarico.. cercano di convincermi iniziare il percorso al cps per potermi fare incontrar i miei bambini… Il tutto con un percorso seguito dalle loro relazioni per superare quanto ristretto dal provvedimento del tribunale… (facendo capire che il programma dei colloqui presso il loro cps invece di 2 anni sarà solo di 1 anno) espongo tutte le mie ragioni in merito all’inutilità di tale percoso al cps, sulla base di come è stata promossa la ctu del divorzio e relativo seguito, con oscuramento delle innumerevoli inottemperanze alle disposizioni del magistrato da parte della madre dei miei figli.. oltre a mettere fuori gioco le relazioni dei servizi sociali perché dichiaravano la mancata collaborazione della madre dei miei figli con i servizi…e la documentata richiesta dei miei figli a passare più tempo con il loro padre. Al di la di tutti gli esempi e chiarimenti da me esposti non ero d’accordo a quanto mi è stato proposto. Ringrazio e sono convinto che a modo loro e in parziale buona fede vogliono aiutarmi… ma per ovvi motivi devo rinunciare.. Saluto tutti e mi congedo dal colloquio. Chiamo Vittorio Vezzetti e spiego tutto..anche lui sulla base delle mie dichiarazioni è del mio stesso parere.
Verso le 16 chiedo di andare in permesso… il medico dice solo accompagnato da parenti o personale.. faccio presente che ieri sono uscito senza problemi… alla fine dopo mia insistenza capìì e mi fece uscire da solo…assurdo essere trattato come un pz inconsciente o poco raccomandabile.. lo feci notare al medico il quale annui riconoscendo che non era il caso di agire con me a certe condizioni.. esco vado in cappella dell’ H ..molto bella ci sono diverse statue. S.Paolo, la Madonna di Lourdes, P.Pio, S.Giuseppe, S. Camillo de Lellis. Tornato in reparto ricevo telefonata da Sergio Nardelli il quale mi dice che è stato contattato dalla Rai rimanendo al telefono per circa 1 ora.. se non ho capito male mi contatterranno.. ricevo anche chiamata da Antonella Flati e stata carina e socievole.. Mi ha chiamato Francesco Impagnatiello, mi ha chiesto dell’incontro con il medico del CPS.. gli ho spiegato del mio rifiuto ad essere seguito dal Cps.. mi è sembrato contrariato, nonostate gli abbia spiegato che ho motivato ogni mia ragione alle loro ipotesi.. Ho telefonato per sentire i bambini al telefono scatta la segreteria telefonica..niente bimbi.
24.11.2011- 16 gg di psichiatria sciolto tso in 3gg
Questa notte come l’altra precedente non ho dormito di continuo…sono stato svegliato più volte dal pz che divido la stanza il quale poverino russava fracassosamente…
Solita mattinata… fino a pranzo non si è fatto vedere alcun medico…
A pranzo mi viene consegnato il vassoio e mi accorgo che il primo patto, la confezione è aperta e manca un pezzo di copertura… ( è successo anche l’altro giorno e non espresso alcun reclamo) faccio presente al personale, mi viene riferito che capita e l’avrebbero segnalato in cucina.. mi viene consegnato un altro primo integro… Questa mattina a colazione non avevano il latte non usano quello confezionato liquido in quanto per le colazioni ai pz usano la macchina erogatrice che fa uscire il latte in polvere la quale qs mattina dicono che è rotta.. per cui tutti hanno bevuto the o caffè d’orzo.. anche i giorni scorsi si è verificato lo stesso problema.. il distributore non erogava latte..
Nel pomeriggio sono uscito per andare in cappella.. Ho intravisto il dr Bertani, non mi ha detto nulla… Ho sentito altri medici che parlavano tra di loro dicendo che la dr.ssa Pasquale oggi e domani non c’è ..(sarebbe il medico che mi ha preso in incarico!!) per cui se ne parla tutto a Lunedì… Se è possibile vorrei chiedere le dimissioni volontarie.. non capisco cosa devo continuare a fare qui!! Mi sento come il primo giorno di ricovero coatto.. i medici hanno l’obiettivo di convincermi ad accettare la presa in incarico al CPS sulla base delle disposizioni del giudice come da indicazione del CTU Benzoni.. Mascherano il tutto dicendo che lo fanno per farmi vedere i bambini..Pazzesco.. Ho le idee chiare ..ho cercato di farglielo capire come stanno realmente le cose..ma loro interessa quello che vogliono loro… Domani chiederò le dimissioni e di concludere questa assurda strumentale e situazione. Ho telefonato per sentire i bambini ..non ci sono riuscito in quanto scatta la segreteria telefonica.. ormai sono diversi giorni che la madre dei miei figli non mi fa sentire i bambini.
25.11.2011- 17 gg di psichiatria sciolto tso in 4gg
Sveglia alle 6,50.. finalmente dopo 3 gg sono riuscito a dormire indisturbato… ieri sera peima di mettermi a letto ho messo dei tappi auricolari di cotone…
Parlo con il dr. Bertani..disponibilissimo, concordo di uscire in permesso qs sabato e domenica dalle 10 alle 17.. mi viene a trovare mia sorella e mio fratello insieme a mia cognata..parlano brevemente con il medico..confermata uscita we.. fissano incontro per martedì mattina.. Il tutto si deciderà sull’incontro con il primario che avverrà lunedì mattina. Sento i bambini tutto bene.. Andrea inizia a parlare di creazione del mondo attribuendo di credere alla scienza e non a Dio. Inoltre parla del catechismo dicendo che non serve a nulla si annoia.. cerco di essere neutrale non soffocando le sue affermazioni…
26.11.2011- 18gg di psichiatria sciolto tso in 5gg
Esco in permesso alle 10,30.. vado a casa a Trezzano Sul Naviglio, sistemo un po di roba accendo i caloriferi.. la macchina non si mette in moto.. è già da un po di tempo che si presenta il problema della batteria…Vado a comprare la batteria nuova e la monto su, e successivamente mi vado a tagliare i capelli.. poi mi reco a pranzo da mia sorella.. Passo dalla cartoleria dove un mesetto fa lasciai ad Andrea titolare del negozio due piccole tombe da stadio della Juventus, da regalare ai miei figli quando li vedeva nel suo negozio..( dato che nell’ultima telefonata mio figlio Andrea mi dice di non aver ricevuto nulla in riguardo..pensai che Andrea del negozio non avesse consegnato gli oggetti) Andai per ritirarli ma mi viene riferito di averli consegnati alla madre..dissi che gli avevo chiesto il favore di consegnarli personalmente ai bambini… Mi dissi non vedendo i bambini che tra l’altro non li vede da tempo in quanto viene sempre solo la madre in negozio… Per cui devo dedurre che la madre dei miei figli ha ritirato gli oggetti e non gli ha mai consegnato ai bambini.
Dopo pranzo vado a lavare la macchina..alle 16,15 ritorno a casa di mia sorella e mi faccio accompagnare in ospedale.. alle 19,40 arriva la consulenza ortopedica che attendevo da parecchio tempo.. mi visita riscontra e conferma contrattura al collo specificando che dalla lastra si riscontra la contrattura anche dalla morfologia della colonna cervicale.. non hanno in reparto muscoril o altro miorilassante e mi viene proposto in alternativa come miorilassante valium 15gg.. Dico all’infermiere che visto che ho in terapia l’antinfiammatorio e che ormai il dolore e la mobilità del collo va molto meglio rispetto ai giorni scorsi prefrisco non prendere in aggiunta all’antinfiammatorio altri farmaci.. Il collega Giuseppe ha compreso le mie motivazioni.
27.11.2011- 19gg di psichiatria sciolto tso in 6gg
Esco in permesso alle 10,00 e rientro per le 17,00 (tutto bene). Vado a casa a Trezzano, mi cambio gli abiti.. Vado a pranzo da mia sorella successivamente guardiamo un film con i miei nipoti..in un secondo tempo vado a casa ad accendere i caloriferi… vedo un dvd Spirit cavallo selvaggio.. al termine mi faccio accompagnare da mia sorella in ospedale.. , Esco nuovamente e vado a vedere in atrio dell’ ospedale la gara di formula 1. Prima di salire su in reparto passo dalla cappella, e incontro padre Luigi.. parlo un po’ con lui del più e del meno..poi vado in reparto.. dopo cena chiamo i bambini..parlo prima con Luca poi con Andrea, Mio figlio grande mi dice papà perché sei entrato a scuola? Cerco di non parlare di questo perché avverto dalla voce che mio figlio mi parla in modo accusatorio e alienato… provo a spiegare che non sono entrato a scuola, ma ho chiesto all’ingresso della scuola alla bidella se eravate entrati altrimenti sarebbe stato inutile aspettare fuori se fossero già entrati. Mi disse che bastava chiederlo alla mamma per saperlo.. e che potevo sentirli per telefono…cerco di fargli capire senza far cadere la colpa sui comportamenti della madre dicendogli che ero preoccupato e che più volte ho provato a chiamarli la sera senza riuscire a sentirli…Mi dice ma la mamma ha due telefonini..gli dico che può succedere che non prende il segnale o che lo lascia a casa involontariamente , per cui i miei tentativi di sentirli non riescono.. gli faccio capire che lui deve stare tranquillo e di non preoccuparsi…è normale che un genitore che vuole bene i figli se non li sente si preoccupa.. Lui mi incalza e dice si ma io non voglio che entri a scuola perché è vietato e che si vergogna.. anche ai nonni non è permesso… Spiego in modo fermo e rassicurante ad Andrea che di qs cose lui non deve sentire ne vergogna e nemmeno deve dubitare che io faccia delle cose che non vanno fatte… Deve avere fiducia e deve essere orgoglioso di suo padre perché si preoccupa di loro e di non dare retta a quello che dicono gli altri e di non interessarsi perché sono cose da grandi.
Mentre parlavo si sentiva il rimbombo della mia voce..e non escludo che ci fosse il vivavoce e che la mia ex registra le chiamate.

28.11.2011- 20gg di psichiatria sciolto tso in 7gg
Qs mattina mi sono alzato un po più tardi del solito.. non ho dormito benissimo durante la notte.. per via del vicino di letto che russava.. purtroppo i tappini auricolari non hanno fatto la differenza.. Dopo la doccia e la colazione vado in camera.. ho avuto una futile discussione con l’infermiera che per la prima volta a creato qlc problema sulla finestra.. non voleva tirare la tapparella su e tenere la luce accesa.. sono 20 gg che tutto il personale mi lasciava la tapparella e finestra aperta ed ora mi viene detto che non si può! Chiesì cortesemente come mai?! Mi risponde per motivi di sicurezza in quanto qualche paziente potrebbe entrare e farsi male.. Feci notare che per me poteva andare anche bene lasciare la finestra chiusa.. in alternativa tenevo la porta aperta, l’importante e che durante l’ora di fumo, le sigarette per i pazienti, venissero accese direttamente in sala fumo, anziché in corridoi,. Alla fine è arrivato Gianluca il quale spiego quanto stesse accadendo e non avevo alcuna intenzione di creare polemiche.. dissi solo che mi spiace che devo far notare che se lasciano la finestra chiusa siamo costretti a tenere la porta aperta e il fumo del corridoio entra in camera..e questo non è corretto oltre che non salutare per chi non fuma.. l’ infermiere Gianluca solidale ha compreso le mie ragioni.
Doc. recuperato dalla cartella clinica- Il giorno 28.11.2011 la stazione dei carabinieri di Trezzano Sul Naviglio, scrive all’Azienda ospedaliera San Paolo, la seguente richiesta : Per urgenti indagini di P.G. in corso, si richiedono a codesta spett.le struttura informazioni relative allo stato di degenza del nominativo in oggetto, in particolare se abbia usufruito di autorizzazioni ad allontanarsi dal luogo di cura. Porgendo distinti saluti, si ringrazia per la gentile collaborazione.
Doc. recuperato dalla cartella clinica- Il giorno 28.11.2011 la dott.ssa Pasquale Lorenza del reparto di psichiatria risponde alla richiesta di informazioni urgenti ricevuta dalla stazione dei carabinieri di Trezzano Sul Naviglio con il seguente scritto : La persona in oggetto è tutt’ora ricoverata presso il reparto di psichiatria ! dell’Ospedale San Paolo no più in Trattamento Sanitario Obbligatorio bensì in regime di volontarietà. Durante il fine settimana ha regolarmente fruito di permessi di uscita dall’ospedale accompagnato dai familiari, premessi che erano stati precedentemente concordati con il personale medico.

Colloquio con il Dr. Bertani: Mi ha riferito che non c’è il primario ci sarà domani.
Si è parlato di come è andato il weekend, delle chiamate con i bambini, del lavoro e dell’episodio della radiologia del San Carlo.. che ho spiegato molto serenamente.
Dopo pranzo torno in camera.. mi metto a letto.. sono stanco per aver dormito male oltre a qs ricovero coatto e strumentale che anche dopo sciolto il Trattamento sanitario obbligatorio da 7 giorni non vogliono dimettermi se non previo mia accettazione alla presa in carico da parte del CPS. Assurdo un obbligo di sistema . Il Dr. Bertana è da tempo che cerca di lavorare nel farmi accettare per questo vincolo che ho chiaramente espresso la mia non disponibilità. Per questo il ricovero sta diventando lungo e problematico per loro .
29.11.2011- 21gg di psichiatria sciolto tso in 8 giornata
Stamattina mi sono svegliato fatto la doccia colazione..sono andato in infermeria per rilevare come tutti i giorni la pressione… gli dico subito che sarà più alta del solito…infatti 140/90.. non è la mia pressione! Ma gli effetti collaterali di questo ricovero coatto in questo luogo chiuso pari a una detenzione … andando avanti dallo stress di sicuro la mia pressione arteriosa salirà ancora di più.. qs è l’unico dato certo che riscontro stando qui dentro.
Gli infermieri di reparto mi fanno presente che da una decina di giorni, i medici parlavano della mia dimissione, non trascurando che ciò poteva avvenire solo con la presa in carico in cps; cosa che ho sempre negato fermamente! (gioco nato dal ctu,Benzoni e successivamente dal dr. Giuliani, del CPS di Corsico al quale gli arrivò il provvedimento, ora ci si mette a sostegno anche il dr. Marzolini responsabile della psichiatria del S. Carlo.
Ore 10:00 Colloquio medici con i mio fratello e sorella, dopo un ora venivo chiamato anch’io e il dr. Bertani mi dice: sig Scarano Le devo premettere che non è prevista la dimissione per oggi! Dissi ok qual è il problema?… Mio fratello si alza e mi dice: il problema non è la dimissine, ma quello che farai quando sarai dimesso; rispondo perplesso …( ricavai che quell’ora di colloquio tra mio fratello e mia sorella,con i medici gli stessi sono stati alienati a condividere la mia dimissione previo l’obbligo della mia presa in carico al cps) Inizio a fargli notare le prese in giro che ormai loro parlavano di dimettermi da tempo in attesa di un mio cedimento ad accettare il cps, per poi sentirmi dire “oggi non è dimesso”… spiego che il problema non è se dimesso oggi o domani , ma il fatto che vogliono dimettermi solo se accetto il cps. Il Dr . Bertani rispose che era così. Io scocciato gli ribadii che ero fermo sulla mia posizione e che non dovevano arrivare ad usare i miei familiari a convincermi.. Dalla disperazione o meglio rabbia della presa in giro volontariamente diedi una manata sulla scrivania del tavolo del dr. Bertana, invitandolo o meglio dicendogli di non plagiare i miei familiari in quanto le decisioni spettano a me.
Da fuori dalla camera di colloquio sopraggiungevano ogni tipo di operatotre…che aprivano la porta chiedendo cosa stesse succedendo.. io stesso anche se arrabbiato, con tono paccato gli dicevo che era tutto a posto e che stavamo mettendo in chiaro delle cose… dopo oltre 20 gg di ricovero non sono mai caduto nelle loro provocazioni di farmi arrabbiare… per la prima volta si è chiuso il colloquio in modo del tutto acceso ( hanno usato i miei familiari cosa insopportabile per me, in quanto a me cari e ignari a cosa sono capaci gli psichiatri ) (problema il dopo dimissione?) Effettivamente esaminando le dinamiche del mio ingresso nella stanza di colloquio:
Mio fratello nel mentre io discutevo con il dr Bertani che mi era seduto di fronte, diviso dalla scrivania, ricordandogli che ad ogni precedente colloquio ho sempre detto come la pensavo, in merito al cps hanno avuto il coraggio di insistere usando i miei familiari a riproporlo? Rispose il dr. Bertani, certo! Gli risposi che è inutile riproporlomelo. Chiudemmo li il colloquio di solo 3 min. Mio fratello cercava di calmarmi mettendomi le mani a dosso… non poteva capire quanto gli avevo da ribadire al dr. Bertani dopo lunghi e pare inutili colloqui..In quanto a decidere sono solo loro. Dissi ai miei familiari di non mettersi più in mezzo e di non avere colloqui futuri con i medici, e li invitai ad andarsene. ( solo dopo mesi mi viene riferito da mio fratelle che nel colloquio avuto con i medici con la presenza del primario dr.Gala, il quale gli ha riferito che la mia dimissione deve essere per forza con la presa in carico al CPS, disse a mio fratello, invitando i medici a far finta di non sentire quanto stesse per dire che sarebbe una presa in carico formale, magari non viene neanche ma deve per forza risultare che si dimette dall’ospedale con accettazione del pz ad essere seguito dal CPS. Ovviamente mio fratello e mia sorella pur di vedermi fuori da quel lucubre reparto condivisero con il primario la loro proposta.. per questo quando io entrai nella stanza di colloquio, e vedendomi rilutante voleva che lo ascoltassi e di non contrastare il dr. Bertani in quanto voleva dirmi che mi conveniva accettare e che poi nella sostanza non ci sarebbero state misure rigide ma solo formali ( Dalla cartella clinica presa in visione dopo la dimissione,su questo incontro veniva riportato che avevo aggredito fisicamente mio fratello e che mi ero calmato solo dopo allontanamento dei mie familiari e colloquio con gli operatori, “tutto falso” non vi fu alcuna aggressione fisica ai miei familiari e successivamente non è avvenuto alcun colloquio con gli operatori che a loro dire mi hanno calmato; inoltre, già nella consegna infermieristica e diario medico del mattino veniva riportata che se non accettavo la terapia farmacologica… facendomi convincere da un mio amico di fiducia, avrebbero provveduto nel pomeriggio a riattivare il TSO e alla contenzione coatta, seguita dalla somministrazione forzata di psicofarmci, per cui quanto è poi accadduto nel pomeriggio era stato già deciso) segue racconto:
Dopo il colloquio, mi reco in camera, alle 12 pranzo pacificamente.. dopo pranzo vado a riposare..
Alle ore 16, mi sveglio, mi vesto in borghese per uscire per in permesso dentro l’ospedale telefono al mio amico Pietro ci mettiamo d’accordo di vederci al bar per un caffè. Nell’attesa che giungesse l’ora di uscita, ho notato che c’era qualcosa di strano in reparto, vidi passare infermieri e medici con aria tesa e sul chi va la. Dissi al paziente Massimo che condividevo la stanza, vuoi vedere che per non aver accettato quanto da loro programmato e non riusciti prima con me e poi con l’aiuto dei miei familiari , devo aspettare qualche brutta sorpresa? Interruzione permessi e riattivazione del tso!!!… (Infatti successivamente scopro che così avvenne)
Pazzesco, il personale infermieristico e i medici erano in guardiola, (al pomeriggio è difficile vedere due psichiatri in reparto se non in casi di emergenza per scompensi e interventi di cura) tesi e sul chi va la, mi osservano attentamente in tutto quello che facevo.. mi fanno vestire in borghese come ho sempre fatto per l’uscita permessi giorni precedenti… Accennai a Massimo il pz di stanza che dopo quanto avvenuto in mattinata prevedevo tutto questo! E’ rimasto sorpreso!
Vado in guardiola infermieristica per chiedere di uscire in permesso, c’era la dr.ssa Lorenza Pasquale e il dr. Bertani, mi dissero: lei non può più uscire, chiesi spiegazione e mi asserirono che al mattino io avevo aggredito fisicamente mio fratello.. chiesi ma state scherzando? Dissero assolutamente no! Aggiungendo che mi avevano riattivato il tso (trattamento sanitario obbligatorio) ! Assurdo! Spiegai che gli chiedevo semplicemente di uscire come i precedenti pomeriggi in permesso per un caffè al bar in compagnia del mio amico Pietro, che tral’altro lavora in segreteria della rianimazione del medesimo ospedale. Risposero di no! Se volevo potevo far salire il mio amico in reparto.
Ho telefonato al mio amico che avevo contattato poco prima e preso accordi ad incontrarci e spiego quanto stesse succedendo invitandolo a salire in reparto. E’ Arrivato il mio amico contemporaneamente con la direttrice sanitaria dell’ospedale chiamata dai medici, qs ultima, provò a mediare, da come mi parlava mi lascia intuire di aver sentito i medici, ribadendo che non potevo più uscire in permesso , aveva in mano un bicchierino di plastica con della terapia in gocce che avrei dovuto assumere ( dal giorno del ricovero 9.11.al 29.11 non ho mai assunto alcuna terapia, il giorno 22 sciolto ilTSO uscito in permesso dentro l’ospedale e anche fuori presso la mia abitazione..assurdo)… dissi che ero arrabbiato e non sarà di certo la sedazione a risolvere il problema di questo ricovero obbligatorio.
La direttrice sanitaria (visto fallito il suo tentativo è uscita dalla stanza e immagino riferito ai medici e con i carabinieri pronti diedero l’ok a procedere) esce fuori dalla sala colloqui e mentre uscivo anch’io e il mio amico, c’erano già pronti in reparto 6 carabinieri, In quel istante mi arriva una telefonata da parte di una mia amica e nel mentre ero al telefono, venni brutalmente aggredito dai carabinieri, strappato di mano il telefono e buttato per terra e hanno iniziato a picchiarmi barbaramente, senza che io, reagissi.in un primo momento i pazienti presenti all’aggressione corsero in mio aiuto, ma vennero allontanati, Anche il mio amico Pietro Placido, sbalordito, ha provato a chiedere cosa stessero facendo, ma venne minacciato ed invitato ad uscire fuori dal reparto ( vedi sua e-mail inoltrata a un’amica comune a fine racconto) . Mentre ero a terra e mi percuotevano, un carabiniere anziano , lo stesso che mando via il mio amico, è salito in piedi con gli anfibi sul mio petto, sobbalzandomi sopra, facevo fatica a respirare, mi rivolsi ai due medici Dr. Bertani e dr.ssa Lorenza Pasquale che erano appoggiati al muro di fronte ai quali riferivo che non respiravo e di farli smettere ( non dimenticherò mai le loro facce d’indifferenza e freddezza) un altro carabiniere mi tiro dei calci provocandomi una distorsione alla caviglia e al polso fracassandomi l’orologio e anche il cellulare mi è stato rotto in quanto trappato e fatto cadere bruscamente a terra. ( chissà cosa hanno raccontato ai carabinieri per fargli agire così! Neanche il più pericoloso delinquente avrebbe meritato quella violenta aggressione, non meno traumatica di quella già subita dai loro colleghi il giorno 9-11-2011 davanti la scuola..e meno male che ero un paziente)
Portarono la barella e mi misero di peso, legandomi polsi e caviglie (mai posto resistenza) un carabiniere mentre mi legavano alla barella con una mano mi stringeva a tenaglia la mandibola procurandomi un dolore insopportabile… ripetevo di lasciarmi che faceva male , ma il carabiniere diceva non ti posso lasciare perché ti devo tenere fermo la testa in quanto ti stai agitando ( assolutamente falso, ma chi poteva smentire)… Assurdo dissi fate fare all’infermiere Sacco Manlio di mettere lui le fascette visto che i carabinieri non erano pratici; di fatto scalpitavano non riuscendo ( i mezzi contenitivi non sono come le manette a loro note , ma di chiudono con delle fascette di cuoio traforate con dei bottoni mettallici non facilmente applicabili per chi non è un infermiere) e mi facevano solo male nonostante io non opponevo resistenza. Quando finalmente riuscirono, mi trasportarono nella mia camera in barella legato, da li a poco arrivavano con la terapia endovena,( l’intento era quello di infondermi la terapia sedarmi pesantemente per poi trasbordato a letto e ricontenermi) dissi all’infermiere Manlio Sacco di togliermi le fascette prima della terapia e sarei passato a letto da solo,, mi disse che anche volendo non poteva in quanto erano presenti in reparto i medici con i carabinieri, ma dopo un attimo di sua iniziativa, disse a un suo collega di mettersi davanti la porta e controllare che non arrivasse nessuno,, mi libero, quietamente mi alzai mi tolsi la roba borghese, mi misi il pigiama e mi recai nel mio letto, guardai l’ infermiere Manlio e dli dissi, fai pure quello che ti hanno ordinato di fare.. Mi rispose commosso e con gli occhi lucidi mi dispiace… Io aggiunsi mi stanno per sopprimermi farmacologicamente , ma non di certo la mia presa di posizione cambierà quando usciro dalla lobotomizzazione farmacologica. iniziarono la terapia, ed in pochi istanti entrai in un vuoto spazio tempo che dal 29.11.2011 mi svegliai dallo stato di coma il 6-12-2011 ( per sospensione dei farmaci endovenosi e intramuscolare) con graduale presa di coscienza, ma rallentato e perso . Il giorno 7.12.2011 venni dimesso dall’ospedale di Passirana di Rho solo grazie all’ intervento dell’ avvocato supportato dalle e-mail inviate in H dalle associazioni. Alla dimissione ero completamente drogato da accumulo di farmaci somministati dal 29.11.al 6.12.2011.

E-mail inviata dal mio amico Pietro Placido (presente all’aggressione) ad alcuni amici delle associazioni


Il giorno 01 dicembre 2011 12:50, Pietro Placido ha scritto:
Ciao Giancarla,
vorrei aggiornarvi sulla situazione di Pasquale, quindi ti chiedo di inoltrare questa mail ai tuoi contatti abituali.
Dopo esserci visti sia venerdì 25/11 che lunedì 28/11, martedì mi ha chiesto se riuscivo a salire da lui (lavoro al S. Paolo) e sono stato coinvolto nel colloquio fra Pasquale ed il medico di turno, che altro non era che una "trattativa" per fargli assumere un farmaco che Pasquale assolutamente non vuole assumere.
La faccio breve, la situazione è degenerata, sono arrivati i carabinieri (non ho ancora capito chi cacchio li ha chiamati) che in 6 lo hanno costretto e legato al letto, perchè Pasquale voleva assolutamente essere dimesso. I


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