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Storia di Pasquale S.: se protesti con civile perseveranza, allora sei matto

Cronache dai tribunali


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Storia di Pasquale S.: se protesti con civile perseveranza, allora sei matto
Pasquale (a sinistra) il 5 ottobre a Roma

05/12/2011 - 23.01

La storia di Pasquale S., 44 enne infermiere presso un noto ospedale di Milano, inizia come quella di tanti altri papà, che recentemente - ma solo in parte... - è stata riprodotta dalla fiction di RAI1 con Beppe Fiorello. Sette anni fà la separazione riduce Pasquale S. a dormire dentro uno sgabuzzino, visto che il suo stipendio finiva interamente per pagare il mutuo della casa (assegnata alla moglie) e gli alimenti. Pasquale riesce solo dopo diversi anni a prendere in affitto un monolocale e ad avere un affido condiviso che gli permetta di tenere con se i suoi bambini  in weekend alterni.

Spesso - troppo spesso - le disposizioni del giudice vengono disattese, e Pasquale inizia a presentare denunce per tutelare il suo diritto alla paternità. Nel febbraio 2011, all'improvviso, tutto crolla. Infatti, nonostante le relazioni dei servizi sociali lo descrivano come un ottimo padre, a Pasquale vengono sospesi i pernottamenti dei bambini presso la sua abitazione. Si chiede il perchè, ma nessuno vuole dargli delle risposte. Allora lui chiede l'autosospensione del "diritto di visita", e inizia una forma civilissima di protesta in tribunale, dove si recava spesso per sensibilizzare i magistrati verso una concreta applicazione del Condiviso.

I giudici che incontrava ormai lo conoscevano bene, quello strano tipo, gentile e sorridente, che una volta dava loro un volantino, un altra chiedeva di non applicare l'abominio del domicilio prevalente. 

Pasquale dava fastidio, questo è certo. In quel tempio dove la malagiustizia viene elargita a passi felpati, i suoi sorrisi e i suoi volantini facevano tanto rumore. Troppo rumore. Non trascorre molto tempo che a Pasquale arriva il risultato della CTU, secondo la quale i bambini devono essere affidati in via esclusiva alla madre, e Pasquale li può rivedere solo se si sottopone a cura farmacologica e psichiatrica.

Ma lui non è pazzo; è un infermiere, esercita regolarmente la sua professione in una struttura pubblica e le relazioni dei servizi sociali sono sempre state favorevoli.

A febbraio del 2011 Pasquale smette di essere padre ma solo per la legge, perchè lui non si arrende a questa decisione assurda. Sa che ai suoi figli piace tanto  il melograno, e così il 9 novembre, vinto dal desiderio di vederli, decide di recarsi a scuola dopo averne raccolti due, vorrebbe donarglieli e fargli una sorpresa, ma non riesce ad incontrarli; all'uscita della scuola si ferma a parlare con una mamma - solite chiacchiere fra genitori - ma in pochi istanti tutto diventa come in un film. Si materializza una pattuglia dei carabinieri che chiedono di parlargli privatamente; Pasquale li segue e all'improvviso è circondato da polizia municipale e carabinieri, che lo bloccano, lo ammanettano legandolo al cancello della scuola di fronte agli occhi increduli di bambini e genitori......

Soltanto oggi, dopo che Pasquale si sta lentamente riprendendo da un T.S.O. (Trattamento Sanitario Obbligatorio) che doveva spezzarlo, è stato possibile ricostruire quello che, a detta di lui stesso, sembrerebbe una sequela gravissima di abusi.

Andiamo per ordine.  Un provvedimento del tribunale, emesso qualche giorno prima, disponeva di effettuare un A.S.O (Accertamento Sanitario Obbligatorio). Trattandosi di un semplice accertamento, e non di accompagnamento, Pasquale subisce il primo abuso: non poteva essere prelevato e ammanettato. Ed invece, egli viene prelevato con la forza, picchiato (secondo abuso) e accompagnato in ospedale.

Pasquale è un infermiere, un "addetto ai lavori", e chiede di essere sottopostto ad indagine radiologica per poter dimostrare di aver subito una violenza. L'indagine non viene effettuata, e anzi, al contrario, viene richiesto dal pronto soccorso un T.S.O. (terzo abuso) che il sindaco di Trezzano Sul Naviglio avrebbe emesso senza esitare e senza accertarsi di persona delle condizioni e dei fatti accaduti.

A dimostrazione della sua assoluta lucidità, Pasquale registra un video (che ora è nelle mani del suo legale, e che abbiamo visionato oggi) dal quale si evincono ematomi, ecchimosi al cranio e altre contusioni.

Pasquale viene portato nel reparto psichiatria dell'ospedale San Paolo di Milano, dove rifiuta qualunque terapia e dimostra nei giorni successivi di essere una persona sana ed equilibrata, tanto che martedì 29 novembre il primario del reparto decide di dimetterlo perchè non riscontra alcuna patologia psichiatrica ma...arriva il ricatto: Pasquale potrà essere dimesso solo se accetta di sottoporsi a C.P.S. (centro psico sociale - quarto abuso), ossia una sorta di libertà vigilata in cui l'obbligo di firma corrisponde a continui controlli presso un ambulatorio psichiatrico da individuarsi sul territorio.

A quel punto scatta l'esasperazione di Pasquale, che ancora una volta si vede costretto a dover dimostrare la sua integrità mentale. Dopo 20 giorni di ricovero, dopo aver documentato di non essere malato, è spaventato, e sa che tutto questo non gli consentirà più di vedere i suoi bambini. Si rifiuta, alza la voce, non ci sta. Arrivano i carabinieri e lo bloccano ancora una volta con la forza (quinto abuso). Pasquale viene legato e sedato con psicofarmaci potenti. Da allora il silenzio, almeno fino all'arrivo di una mail di un suo collega che scrive denunciando quanto avvenuto.

Dalla segnalazione all'attivazione di contromisure il passo è breve, ma ci vuole la determinazione di molti per ottenere risultati. La sollecitazione di Antonella Flati porta la famiglia a nominare immediatamente l'avv. Miraglia, il quale chiede spiegazioni alla direzione sanitaria dell'ospedale che, finalmente, permette ai familiari di entrare e far visita a Pasquale. E' venerdi 2 dicembre. Pasquale viene trovato "contenuto" (legato al letto) e sedato. L'avvocato Miraglia e Vezzetti (che lo aveva visitato una settimana prima, trovandolo perfettamente sano) si accertano delle sue condizioni fisiche. Mostra contusioni ed ematomi alla caviglia, dolori allo sterno e alla mandibola,  muove il collo a fatica e dichiara di essere stato malmenato ed immobilizzato. Inequivocabili documenti fotografici attesterebbero la veridicità di ciò che dice, e risalta all'attenzione il non aver trovato referti radiologici. 

Stando così le cose, apparirebbe evidente una violazione dei diritti umani, e nei prossimi giorni ADIANTUM promuoverà preso le forze politiche tutte le azioni possibili per verificare se, nel caso di Pasquale S., le più elementari regole del diritto siano state, o meno, osservate.

Si può essere scomodi a fare quello che fa Pasquale nei tribunali, e per questo essere puniti in maniera esemplare ? Pare di sì.

Pasquale è vivo, e presto potrà raccontare direttamente l'esperienza che ha vissuto. Qualcun altro, invece, dovrà spiegare, spiegare, spiegare.


Fonte: Redazione

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Ci sono 21 commenti


19.48  di venerdì 09/12/2011
scritto da  Rita

qua´ ci sta una grossa violazione dei diritti umani !!!io sono una mamma separata ma nn vorrei mai vedere il padre dei miei figli in qst condizioni ma ke razza d madre e´ qst ke permette tt cio?


17.02  di venerdì 09/12/2011
scritto da  Augusto O.
Mi chiedo quanto lo Stato Italiano sia ancora da ritenersi una democrazia e quanto invece uno stato di regime. Sembra di essere tornati al medioevo, al terrore della rivoluzione Francese, con buona pace di chi sbandiera diritti, sempre più di gruppi selezionati (le madri, la Donna) e sempre meno di coloro che, non si sa per quale ragione, non sembrano aver voce in capitolo.
Esprimo la mia solidarietà per questo povero padre! Che il suo caso possa rappresentare le lacune dell´informazione e della difesa dei diritti nello Stato Italiano!
Penso comunque che certe notizie dovrebbero essere fatte conoscere all´estero, perchè, a quanto pare, da noi non trovano risonanza.

15.58  di giovedì 08/12/2011
scritto da  Raffaele Bottacchi
Non è azzardato dirVi che fra poco è probabile che facciano lo stesso a me perchè nel mio piccolo sto protestando troppo di fronte all´evidenza di un sistema completamente fuori dalle Leggi e quindi dal diritto.
Troverò il modo di informare tutti.
raffaele bottacchi 3287675167 oggiogno@libero.it

11.44  di giovedì 08/12/2011
scritto da  remo maurizio
sono solidale con Pasquale ho subito anche io una perizia psichiatrica ecc ecc.io sono quasi arrivato alla conclusione che in Italia una persona deve farsi gistizia da solo, oggi mi vergogno di essere italiano. forza a tutti perchè come Pasquale in Italia ce ne sono molti.

21.43  di mercoledì 07/12/2011
scritto da  Pasquale Abruzzo (CH)
Totalmente una macellazione sociale e giudiziaria, quanto un papà si rivolge ai Tribunali M. sperando di poter dare il dovuto ai propri figli. Ciò succede allo scrivente, dove mio figlio vive nella Provincia di Na.. Proprio in questi giorni in quel tribunale si è deciso dalla figlia di Parolisi; Ebbene: il predetto in carcere, la madre di mio figlio ha un procedimento penale al T. di Nola, il GUP data 21.09.11 invia ha giudizio la mia EX per maltrattamenti minacce pressioni Psicologici commessi antecedente e prossima di Aprile 2008 nei confronti del figlio, e con modelli criminosi nei confronti del figlio dal provvedimento del 2003, il piccolo reso orfano di padre dall´Aprile 2008 dopo di 3 anni di percorso genitoriale della madre e sostegno del piccolo. nel novembre 2007 la madre perde l´affido del figlio ma il piccolo resta ha vivere presso di Ella, dopo 3 anni che viene sottratto e sequestrato allontanato dal padre senza parere del G.D con l´aiuto dei S. Sociali, la madre viene premiata nel gennaio2011 con affido esclusivo. giugno il P.M. del penale invia le documentazioni al GUP, dove parte offesa il piccolo e il padre. Nel luglio 2011 la Corte D´Appello di Na. conferma l´affido esclusivo alla madre incontri protetti per lo scrivente. il 21.09.2011 il GUP ritiene parte offeso e parte civile il piccolo nei confronti della madre per centomila Euro di danni padre-figlio. L´ASS. Sociale che ha seguito il piccolo ter 8 anni viene escluso dalla Corte D´Appello per conflitti del padre verso la medesima, la quale dovrà rispondere al panale per sequestro di persona e sottrazione del minore con favoreggiamento ai maltrattamenti e violazione art. 388c.p.. il G.D il 25.10.07 sostenne R. lo metterò in croce deve vivere dalla madre. rivolgendosi ollo scrivente sostenne: Pasquale! R. non te lo farò vedere più poi ti metterò difronte ai Psicologi e tuo figlio lo vedrai con il cannacchiale come effettivamente sta succedendo. non´ò riuscito a tutelare mio figlio come la scorta non riuscivano a tutelare i Giudici Eroi nella strage di capace e via D´Amelio. IL piccolo reso orfano di padre (fortunatamente vivo) come i figli del Generale della Chiesa caduti sotto i sicari della mafia. il Piccolo reso orfano di padre come i figli del Giudice Alessandrino caduto sotto i sicari delle B.R Brigate rosso. evidente che alcuni Giudici Psicologi e S. Sociali sono simili a dei C........... usando l´Arma giudiziaria coinvolti alcuni Avv. cia forza e coraggio che nessuno ci aiutano


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