Separazioni, mettere un freno alle parcelle degli avvocati - di Pino FalvelliIo penso che...
24/11/2011 - 15.09Che le separazioni siano un grosso giro di affari per gli avvocati non è certo in discussione. Pochi sanno, però, che in taluni casi, se la separazione è conflittuale, si può arrivare a superare abbondantemente anche il centinaio di migliaia di euro per ciascun coniuge. La riduzione in povertà per chi si ritrova a vivere il dramma sociale della separazione è in agguato ed in poco tempo si può arrivare a dilapidare un patrimonio ed a distruggere i sacrifici di una vita di intere generazioni. Pertanto, che i costi della separazione siano accessibili , come spesso gli esperti del settore sostengono nelle trasmissioni televisive, non sempre corrisponde a realtà; anzi, da quanto risulta a chi scrive, quasi mai. Inutile anche sostenere che nelle separazioni ci vuole “buon senso” da parte dei coniugi separandi, poiché, se si arriva in Tribunale, vuol dire che, almeno da una delle parti coinvolte, il buon senso non c’ è stato e, quindi, l’ auspicio è andato a farsi friggere. Una volta che i legali hanno le pratiche in mano, hanno tutto l’ interesse a continuare il proprio lavoro, e la frittata è fatta. Non sempre si incontrano professionisti coscienziosi disposti a rinunciare alla possibilità di poter lucrare e ad andare contro i propri interessi per il bene dei propri clienti. Ovviamente è il loro lavoro e, come qualsiasi tipo di lavoro, viene svolto per ricavarne profitto. E’ nell’ indole umana, per cui non bisogna neppure farne una colpa. Sempre fino a quando non si esagera però ! La gravità è che se qualcuno va oltre certi limiti non ci sono possibilità di tutela, poiché la “forchetta” minimo/massimo consentito è molto ampia e discrezionale, per cui, diventa persino inutile e controproducente rivolgersi a chi di competenza per cercare tutela e/o giustizia. Neppure le Associazioni dei consumatori risulta abbiano mai intrapreso iniziative al riguardo. Allo stato attuale ci troviamo di fronte ad un problema incontrollabile e di difficile soluzione. In tal modo a rimetterci sono i poveri sventurati costretti a rivolgersi ai professionisti per la necessità di dover tutelare la propria persona ed i propri interessi . Se non vogliono soccombere, sono costretti a farlo e ad andare incontro a tutto ciò che ne consegue. Certo, sarebbe opportuno tenere lontano il più possibile i professionisti vari dalle separazioni ( avvocati, psicologi, CTU, CTP, ecc. ) ma non sempre questo è possibile, specialmente quando si ha a che fare con persone furbe e/o in malafede che, magari, producono false accuse appositamente per distruggere e portare alla rovina la controparte nella speranza di poter conseguire i propri obiettivi con facilità. Le nostre Istituzioni, poi, non vigilano e non controllano affatto, anzi, quando le cause vengono definite c’ è la tendenza da parte dei giudici a fare la compensazione delle spese tra gli ex coniugi e così i malintenzionati se la cavano con poco e la povertà per chi si ritrova, proprio malgrado, coinvolto in azioni legali aumenta a dismisura con il passare del tempo (si è del tutto impotenti ! ). E poi parliamo di civiltà, giustizia, tutela dei minori, tutela della famiglia, bigenitorialità, ecc., ma con quale coraggio ? Eppure molto potrebbe essere fatto al riguardo. Perché, ad esempio non cercare di studiare e stabilire un tariffario pubblico ufficiale con importi predefiniti (minimi e massimi prestabiliti senza possibilità di discrezione) per le varie ipotesi di azioni legali che possono verificarsi nel corso delle separazioni sulla base delle esperienze e delle statistiche pregresse ? I motivi del contendere nelle separazioni sono sicuramente ripetitive e comuni e, quindi, individuabili. Un tariffario ufficiale con una lista di professionisti che lo accettano ed aderiscono all’ iniziativa su tutto il territorio nazionale può certamente contribuire ad abbattere i costi e potrebbe essere la soluzione ideale per mettere un freno alle parcelle troppo elevate e all’ operato di eventuali malintenzionati. Non è certamente concepibile che per una separazione si possa arrivare a spendere centinaia di migliaia di €. , quando per sposarsi basta solo un semplice “SI” e qualche firma. Lo scrivente spera che la proposta trovi ampio consenso soprattutto tra i legali (ce ne sono molti seri e corretti) e tra le varie Associazioni interessate al grave problema. Probabilmente, moltissimi legali sono ben lieti di aderire e di fornire il proprio contributo per migliorare lo stato dei fatti e per isolare coloro che, magari, approfittano di certe situazioni.
Pino FALVELLI Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 1129 volte
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| 07.22 di lunedì 05/12/2011 | ||
| scritto da Gennaro Frulio | ||
| Concordo pienamente quello che hai scritto, io mi sono già trovato in queste situazione, amche se non così accentuata. Oggi, in vista del 25 gennaio 2012, sono in attesa della prima udiuenza di separazione giudiziale, per ricevere tutto quello che avranno il coraggio di farmi. La mia situazione è un po´ simile a quella del caro amico Sergio Nardelli. E´ orami tanto tempo che seguo vicende simili alla mia, e grazie a questo sistema ed alla conoscenza dell´incoscienza giudiziaria sono veramente demotivato e scoraggiato, la mia impressione è solo quella di andare davanti al plotone di esecuzione con la consapevolezza e la speranza di non soffrire troppo. Mi dispiace ammeterlo, sono italiano e in questo momento mi sento straniero nel mio paese.
Un caro saluto a tutti i genitori separati, che chiedono solo di essere presenti quando il nostro minore ha bisogno di noi. Gennaro F. | ||
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| 19.09 di domenica 04/12/2011 | ||
| scritto da Sal | ||
| Caro Favelli, volevo solo aggiungere che buona parte di questi problemi sono causati dai giudici con l´invenzione del neologismo "genitore collocatario".
Infatti con questa vergognosa prassi lor signori giudici ci hanno legato mani e piedi. Siamo già colpevoli ancor prima di entrare in tribunale che è ormai per molti fonte di ingiustizia. Tramite questo concetto si è potuto eseguire espropri a danni dell´altro genitore ovvero quasi sempre l´uomo e padre, grazie a questa parola si può costringere l´altra persona a pagare sempre e al collocatario ricevere un vitalizio parassitario e per alcuni praticamente a vita per chi ha figli piccolissimi come il sottoscritto. La vera battaglia e da fare contro questi giudici che non applicano la legge, che vivendo al di sopra della legge possono permettersi di applicare non solo ciò che non è scritto ma anche di andare nella direzione opposta della legge ovvero la famigerata 54/2006. Ovviamente molti avvocati, operatori del settore vanno a nozze su questo, perchè si sà già che oltre il 90 per cento andrà sempre e solo in una direzione. Basta veramente poco per equilibrare le sorti di molti processi ma il genitore collocatario non ammette nessun cambiamento, e lor signori dovrebbero pagare per le ingiustizie inflitte di proposito molto probabilmente per seguire un ideologia, e diciamola pure, quella femminista. Un saluto ai partecipanti alla class action e a voi tutti | ||
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| 13.05 di martedì 29/11/2011 | ||
| scritto da Dario | ||
| Molte riforme stentano a partire proprio perchè ci sono moltissimi oppositori che non intendono perdere i loro privilegi.
Non illudiamoci di poter cambiare il sistema, ci sono troppi interessi in gioco. | ||
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| 18.59 di domenica 27/11/2011 | ||
| scritto da Giuseppe P. | ||
| Concordo e mi unisco a tutto ciò che dici e che proponi. Apprezzo il tuo coraggio e credo che moltissimi papà separati sono dalla tua parte. Ti prego vivamente di non mollare mai ! Fallo per tutti noi e per i nostri ragazzi i quali un giorno diventeranno anche loro uomini esposti alla malagiustizia . Sei un grande. | ||
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| 08.43 di sabato 26/11/2011 | ||
| scritto da Luca da V ICENZA | ||
| Caro Pino concordo pienamente con la tua analisi mail corporativismo degli avvocati sicuramente avrà la meglio sulle buone intenzioni dei colleghi che sono favorevoli alla tua proposta.Calcola poi che la fetta considerevole viene dalle false denunce per violazione degli obblighi famigliari e dai maltrattamenti in famiglia (guarda la recentissima campagna televisiva)e relativi procedimenti penali.
Ti saluto e attendo buone nuove | ||
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