Terni, Unione Giuristi Cattolici: quoziente familiare e crisi economicaArea Formazione
24/11/2011 - 10.47L'Unione Giuristi Cattolici, Unione Locale di Terni, in collaborazione con l'ISTESS, ha organizzato lo scorso 7 dicembre il Convegno sul tema “Quoziente familiare e applicazione della Legge Regionale 16 Febbraio 2010 n°13. La sfda della crisi economica in Umbria”. L'evento ha avuto luogo presso il Cenacolo San Marco. Il 2012 sarà l'anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni. La famiglia rappresenta ancora oggi in Italia un “paracadute” molto affdabile contro lo smantellamento progressivo del “welfare”, in tempi di profonda crisi economica. Si è discusso, quindi, di come affrontare la sfda della crisi economica anche alla luce delle recenti attuali finanziarie europee, senza togliere ma anzi, se possibile, aumentando la capacità della famiglia italiana di svolgere quel ruolo di cellula fondamentale della società. La famiglia socialmente responsabile, “fondata sul matrimonio” secondo l'art. 29 della Costituzione, è ancora oggi il luogo della generazione della vita e dell'educazione ai valori umani della fiducia, della gratuità, della cura reciproca, dell'amore e della solidarietà. Gli organizzatori si sono chiesti quale sia lo stato dell'applicazione della legge regionale 16 febbraio 2010 n.13, che nell'intento del Legislatore doveva disciplinare i servizi e gli interventi a favore della famiglia. Sono intervenuti l'Avvocato Simone Pillon, Presidente del Forum Regionale delle Famiglie dell'Umbria ed il Professore Ordinario di Sociologia Generale presso l’Università degli Studi di Perugia Maria Caterina Federici. L'incontro ha avuto inizio con il saluto del Vescovo di Terni, Narni e Amelia, S.E. Mons. Vincenzo Paglia. Fonte: Redazione Vedi Allegato Torna indietro Questa Notizia è stata letta 1436 volte
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| 17.37 di venerdì 30/12/2011 | ||
| scritto da Pino FALVELLI | ||
| Ma quale "Matrimonio" ??? Ci vuole un bel coraggio a sostenere ancora certe cose. Il matrimonio è UN CONTRATTO CAPESTRO SENZA POSSIBILITA´ DI RESCISSIONE a totale vantaggio di eventuali donne furbe e/o in malafede; per cui, andrebbe assolutamente evitato, almeno fino a quando non verrà cambiato il sistema e la legislazione vigente in materia. Non me ne vogliano le donne con la "D" maiuscola ( ovviamente non sono tutte uguali ); che non bisogna generalizzare e fare, come si suol dire, "di tutte le erbe un fascio" è assodato, ma occorre riconoscere che nella malaugurata ipotesi in cui una donna decidesse, quando e come vuole, di separarsi e di rovinare il consorte ha tutte le possibilità per poterlo fare . Quindi, è meglio evitare il matrimonio fino a quando non verrà cambiato il sistema vigente in materia di separazioni e divorzi per garantire equità, pari dignità, pari diritti e pari doveri tra i sessi. Basta con la RENDITE VITALIZIE E PARASSITARIE e con la "collocazione" dei figli quasi sempre presso le madri. La Chiesa e le Istituzioni ne prendano atto e si adoperino per far cambiare le cose se davvero vogliono salvere la famiglia ed il matrimonio.- | ||
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