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Dal nucleo familiare ISEE al nucleo ISEEU. Una breve rassegna

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Dal nucleo familiare ISEE al nucleo ISEEU. Una breve rassegna

03/11/2011 - 14.51

In principio era la “famiglia anagrafica”, quella che si rileva dallo storico “stato di famiglia” che, almeno una volta, chiunque di noi ha chiesto agli uffici dell’anagrafe comunale. Poi fu introdotto il nucleo familiare ISEE, come strumento di valutazione – nelle speranze del legislatore, oggettivo ed equo – finalizzato a determinare la reale situazione patrimoniale ed economica della famiglia e ad individuare chi veramente avesse diritto alle prestazioni assistenziali, legate al reddito, erogate dalla Pubblica Ammministrazione. Fu la volta, successivamente, dell’ISEEU, un correttivo all’ISEE per limitare le troppo frequenti elusioni verificatesi nell’accesso alla riduzione delle tasse di iscrizione universitaria ed alla concessione delle borse di studio.

A questi strumenti di valutazione era sempre rimasto affiancato, per la concessione degli “assegni familiari” ai lavoratori dipendenti, il nucleo familiare ANF di concezione INPS. Negli ultimi tempi sono sempre più numerose le amministrazioni comunali che, per stringere i cordoni del bilancio, reso sempre più asfittico dalla riduzione dei trasferimenti statali e dai “vantaggi” apportati dal federalismo fiscale, hanno abbandonato qualsiasi riferimento al nucleo familiare ISEE ed utilizzano, invece, il nucleo familiare IRPEF per regolare la domanda di erogazione di contributi per le rette relative ad asili nido e mense scolastiche.

Ci chiediamo quali siano i soggetti più penalizzati da questo cambio di rotta. In principio era la “famiglia anagrafica”, quella che tutti noi conosciamo e la cui composizione risulta dal certificato di “stato di famiglia” rilasciato a richiesta dall’anagrafe del comune di residenza. Poi venne il “nucleo familiare”, entrato ormai nel linguaggio corrente con l’introduzione della Dichiarazione Sostitutiva Unica ai fini dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (il suo acronimo è DSU/ISEE) introdotto come sistema di valutazione, oggettivo ed equo, della situazione economica per la richiesta di prestazioni assistenziali legate al reddito.

Una delle difficoltà insite nella compilazione della dichiarazione sostitutiva ISEE è la determinazione del nucleo familare. Dalla composizione del nucleo familiare, infatti, dipende poi la valutazione della situazione patrimoniale e reddituale del richiedente che, a sua volta, determina il diritto a fruire delle prestazioni sociali agevolate concesse dallo Stato, dalle Regioni o dai Comuni. Per capire come è strutturato il proprio nucleo familiare ai fini ISEE bisogna chiedere assistenza ad un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) Come se non bastasse si aggiunse, successivamente, la definizione di nucleo familiare ai fini ISEEU, un particolare indicatore ISEE modificato, che introdusse specifici e più stringenti criteri per l’università – così come previsto dall’articolo 5 del decreto della presidenza del Consiglio dei ministri del 9 Aprile 2001 (Uniformità di trattamento sul diritto agli studi universitari, ai sensi dell’articolo 4 della legge 390 del 2 dicembre 1991). Per beneficiare delle agevolazioni concesse per gli studi universitari (riduzione tasse di iscrizione, concessione di borse di studio, eccetera) e tenere adeguatamente conto dei soggetti che sostengono effettivamente l’onere di mantenimento dello studente e contrastare l’elusione, dunque, bisogna far riferimento al nucleo familiare ISEEU e non a quello ISEE. A differenza e ad integrazione di quanto previsto per il nucleo familiare ISEE, appartengono al nucleo familiare ISEEU, oltre allo studente che richiede i benefici, anche:

•tutti coloro che risultano nello stato di famiglia dello studente alla data di presentazione della domanda, anche se non legati da vincolo di parentela;

•il genitore che percepisce gli assegni di mantenimento dello studente, nei casi di divorzio o di separazione legale;

•i genitori dello studente, se non legalmente separati o divorziati, e i figli a loro carico, anche qualora non risultino conviventi dalla documentazione anagrafica;

Inoltre, per essere considerato unico componente del proprio nucleo familiare ISEEU, lo studente deve trovarsi, alla data di presentazione della domanda di accesso ai benefici previsti, in entrambe le seguenti condizioni:

•residenza esterna all’unità abitativa della famiglia di origine da almeno due anni rispetto alla data di presentazione della domanda in alloggio non di proprietà di un suo membro (sono considerati membri della famiglia di origine tutti coloro che sono indicati nello stato di famiglia anagrafico dei genitori dello studente alla data di presentazione della domanda). Qualora lo studente sia comproprietario dell’immobile con un membro della famiglia di origine, lo stesso non viene considerato indipendente anche in presenza della condizione di cui al comma successivo;

•redditi da lavoro dipendente o assimilati fiscalmente dichiarati, da almeno due anni, non inferiori a € 7.212.

Se pensate che esistano solo due definizioni di nucleo familiare, quello ai fini ISEE e quello ai fini ISEEU, vi sbagliate! A queste due tipologie di nucleo familiare se ne sono affiancate, nel tempo, altre due:

•nucleo familiare per ANF (Assegno per il Nucleo Familiare);

•nucleo familiare fiscale.

L’individuazione del nucleo familiare ANF serve per l’accesso “agli assegni familiari”, a quella prestazione, cioè, erogata dall’INPS e destinata al sostegno delle famiglie dei lavoratori dipendenti e dei titolari di prestazione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria, che abbiano un reddito complessivo al di sotto delle fasce stabilite ogni anno per legge.

Per determinare il nucleo familiare ai fini ANF il richiedente deve prendere quello ISEE a riferimento e poi apportare alcuni correttivi, e precisamente:

1.eliminare dal nucleo familiare ISEE i figli e gli altri familiari coniugati;

2.includere nel nucleo familiare ANF solo i figli che fanno parte del nucleo familiare ISEE in possesso dei seguenti requisiti: ◦età inferiore ai 18 anni; ◦oppure, età superiore ai 18 anni ma inabili; ◦oppure età superiore ai 18 anni ed inferiore ai 21 se, apprendisti o studenti, e con almeno tre, fra fratelli e sorelle, tutti di età inferiore ai 26 anni.

3.considerare equivalenti ai figli eventuali nipoti in linea retta (figli dei figli) di età inferiore inferiore ai 18 anni e a proprio carico fiscale. L’essere a carico fiscale è requisito presunto in caso di convivenza, mentre, in caso di non convivenza, può essere attestato con dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

4.includere nel nucleo familiare ANF gli altri familiari facenti parte del nucleo familiare ISEE se e solo se si tratta di: ◦fratelli, sorelle e nipoti (collaterali o in linea retta non a carico del richiedente) di età inferiore ai 18 anni e unicamente nel caso in cui essi siano orfani di entrambi i genitori, non abbiano conseguito il diritto alla pensione ai superstiti. ◦fratelli, sorelle e nipoti del (collaterali o in linea retta non a carico del richiedente) di età superiore ai 18 anni ma inabili e unicamente nel caso in cui essi siano orfani di entrambi i genitori e non abbiano conseguito il diritto alla pensione ai superstiti.

In tempi di vacche magre i soldi a disposizione per le prestazioni di tipo sociale sono stati sempre pochini. Ma, quelli attuali sono tempi di carestia (vacche scheletriche) per i Comuni che vogliono contribuire, parzialmente o totalmente, alle rette degli asili nido e delle mense scolastiche per i bambini appartenenti alle famiglie meno fortunate. Specie dopo i tagli lineari applicati dal creativo Tremonti che, come tutti sappiamo, hanno fatto grondare sangue al cuore altruista e generoso di Silvio B. E così, numerosi Comuni, al fine di restringere la platea dei soggetti concorrenti per l’accesso a questo tipo di benefici (per evitare cioè la solita guerra fra poveri) hanno deciso di riferirsi, per le graduatorie, ai redditi del nucleo familiare fiscale valido per la determinazione dell’IRPEF e non a quelli del nucleo familiare ISEE.

Fanno parte del nucleo familiare fiscale, oltre al richiedente il beneficio, i soggetti di seguito elencati, purchè non percipienti reddito annuo lordo superiore a 2840,51 euro:

•il coniuge non legalmente separato, anche se non convivente;

•i figli, anche se non conviventi;

•altri familiari ma solo se convivono con il richiedente. Se non convivono con il richiedente fanno parte del nucleo familiare fiscale qualora ricevano da lui un assegno alimentare non risultante da provvedimenti dell’autorità giudiziaria (che può essere attestato con dichiarazione sostitutiva di atto notorio).

Ma quali soggetti sono stati penalizzati dall’adozione del nucleo familiare fiscale al posto del nucleo familiare ISEE? E’ dai tempi remoti dei patti lateranensi che subiamo una intollerabile ingerenza della chiesa cattolica negli affari di stato ed assistiamo alle esternazioni (purtroppo) influenti di un clero aduso a “predicare bene e razzolare male”, compiacente verso i ricchi ed i potenti, ma colpevolmente silente ed indulgente (in cambio di qualche prebenda, come ad esempio l’esenzione al pagamento dell’ICI sugli immobili di proprietà della Chiesa) quanto a comportamenti e condotte che avrebbero fatto rivoltare Gesù nella tomba, se non fosse resuscitato.

Se, di tanto in tanto, costretti malvolentieri da eventi innegabili e non mistificabili dai tiggì, i prelati muovono una flebile voce di ammonimento, non si capisce mai a chi tale ammonimento sia rivolto. Giusto per consentire a qualche saltimbanco da circo di andare in televisione per riferire ed annunciare, come vangelo, l’interpretazione autentica: il porporato si riferiva immancabilmente a tutti coloro che mangiano carne di venerdì, non osservano il precetto pasquale, la domenica non si recano a messa, non confessano i propri settimanali peccati e non prendono la santa eucarestia … Appunto, fra coloro che vivono ai margini dell’etica e della morale cattolica, ed aggiungiamo dell’ipocrisia cattolica (quella contestualizzata ed opportunamente adattata da monsignor Fisichella, giusto per capirci) le vittime del nucleo familiare fiscale: le unioni di fatto con prole. Infatti, compongono il nucleo familiare fiscale, oltre al coniuge non legalmente ed effettivamente separato, le persone a carico per le quali spettano le detrazioni per carichi di famiglia in quanto titolari di un reddito non superiore ad Euro 2.840,51. Esempio di applicazione: madre senza reddito convivente con figli minore e padre naturale non convivente. Il nucleo familiare ISEE sarebbe costituito dalla madre e dai figli soltanto, con reddito familiare nullo. Ma se il padre naturale, non convivente, percepisce reddito e gode delle detrazioni IRPEF per i figli, il nucleo familiare fiscale va a comprendere madre, padre e figli (il nucleo familiare fiscale non potrebbe essere costituito solo dal padre naturale e dai figli minori, essendo questi ultimi presenti nello stato di famiglia della madre).


Fonte: www.indebitati.it

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Ci sono 4 commenti


16.03  di martedì 21/05/2013
scritto da  peppapig
vorrei sottoporre una situazione particolare: figlia che si deve iscrivere all´universitĂ , riconosciuta solo dalla madre e quindi a carico della madre al 100%. La madre convive con il nuovo compagno da cui ha avuto due figli (minori). per la certificazione isee/iseeu e quindi le agevolazioni sulle tasse universitarie, si può considerare solo il reddito della madre?

23.20  di domenica 12/05/2013
scritto da  valentina
Scusate l´ignoranza. C´Ă¨ qualche differenza tra nucleo familiare e nucleo familiare di origine? Se mi chiedono quest´ultimo e io non ho residenza con i meie e non faccio piĂą parte del loro nucleo familiare che ISEE devo portare visto che mi chiedono di origine?

08.58  di venerdì 03/02/2012
scritto da  Maurilio Pavese
Giuseppe hai perfettamente ragione, mi permetto solo di aggiungere che oltre alla scala di equivalenza alla quale tu fai riferimento, viè un altro problema costituito dalle cifre in denaro che uno dei coniugi passa all´altro, non per i figli ma per il coniuge stesso.
In questo caso, fotografando l´isee il reddito dei coniugi prima del trasferimento di denaro, questa cifra viene posta sui due soggetti come se raddoppiasse.
Esempio soggetto "A" che quadagna 30 passa a soggetto "B" 10 per il suo sostentamento, su "A" verrĂ  fotografato 30 e su "B" 10, come se loro avessero a disposizione 40.

10.00  di venerdì 04/11/2011
scritto da  Giuseppe
Nelle famiglie separate con la RESIDENZA dei figli presso la madre il nucleo familiare anagrafico di questa comprende i figli e il valore ISEE è conseguentemente molto ridotto rispetto all´ISE, mentre il nucleo familiare anagrafico del padre, privato della residenza dei figli, risulta composto da un solo individuo, per cui l´ISEE concide con l´ISE. Pur essendo i figli a carico al 50% (ai fini dell´IRPEF) dei due genitori separati, non figurando i figli anagraficamente nel nucleo familiare del padre, questi non può usufruire delle agevolazioni tariffarie in favore dei redditi bassi. Infatti è sufficiente che il padre abbia un reddito lordo da lavoro di 28000 € e sia proprietario della casa di abitazione per superare il limite dei 36000 €, mentre la madre, a paritĂ  di ISE, rientra nella fascia bisognosa di aiuto sociale.

Non sarebbe opportuno tenere conto nell´ISEE di quanto i figli sono a carico ai fini IRPEF?


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