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Mal di scuola, osservare il malessere per risolverlo

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Mal di scuola, osservare il malessere per risolverlo

01/11/2011 - 22.40

Le scuole sono cominciate e il primo giorno di scuola è un momento di quelli che non si scordano più, sia per il bambino sia per i genitori e i nonni, che con grande emozione accompagnano il piccolo in un nuovo mondo tutto da scoprire. I primi giorni di scuola sono ricchi di emozioni, compiti, lettere e numeri, compagni nuovi da conoscere e maestre da ascoltare con attenzione e rispetto.

La scuola poi continua nel suo percorso, ma durante l'anno si possono verificare dei momenti, spesso purtroppo anche molto lunghi, in cui alcuni bambini manifestano un disagio interiore, fatto emergere come "mal di scuola".

Questo malessere può presentarsi dalla materna alle medie fino alle superiori, ovviamente con modalità e tempi diversi, manifestazioni però con un comune denominatore, ovvero un qualcosa che non fa vivere bene la scuola da parte del bambino o del ragazzo, i sintomi e i comportamenti possono essere diversi.

Quali i segnali di mal di scuola da non sottovalutare? Alcuni bambini iniziano a manifestare questo “male” psicologico attraverso sintomi fisici reali:

- male alla testa - male alla pancia - pochi e rari momenti di allegria

Si tratta di campanelli d'allarme che non vanno presi alla leggera, ma messi in relazione sia con la salute sia con la sfera psicologica, poiché legati ad una forma di disagio che va presa e affrontata tempestivamente. I genitori non dovrebbero solo considerali semplici capricci, ma vedere al di là cosa significano. In caso il bambino non abbia mai frequentato la scuola materna potrebbe essere normale una situazione di crisi, visto il distacco netto con la madre o altre figure di riferimento; se però il bambino al passaggio dalla materna alle elementari manifesta questi sintomi, la situazione è da osservare con attenzione, valutando i compagni, il rapporto con i maestri, chiedendo al pediatra ecc.

Affrontare il problema con i bambini e i ragazzi. Un colloquio con gli insegnanti, da parte dei genitori, è doveroso e fondamentale, visto che queste figure stanno con i piccoli parecchie ore nell'arco della giornata, parlare poi sicuramente con calma ai figli, infondere loro fiducia, non accusarli e soprattutto non fare “muro contro muro”.

Alle medie i problemi potrebbero essere diversi, perché il ragazzino potrebbe manifestare disagio a seguito di atti subiti, mi riferisco al fenomeno del bullismo, che purtroppo sta crescendo nelle scuole. Però il disagio, oltre alle suddette cause, potrebbe trasformarsi in mal di scuola se alla base vi è la noia, la demotivazione a seguire lezioni in cui si trattano argomenti a detta dell'alunno non interessanti, e questo si trasforma poi in una forma di isolamento e di chiusura. Un genitore, anche in questo caso, deve osservare con molta attenzione e avere fondamentalmente un'apertura mentale e una capacità di ascolto davvero molto grandi, unite a tanta sensibilità e rispetto.

Un ultimo consiglio: il mondo della scuola è complesso e fatto da mille relazioni, equilibri spesso precari, emozioni molto forti, ecco perché il rapporto tra genitori e figli va costruito quando questi sono piccoli e necessitano di ponti, anche apparentemente trasparenti, tra noi e loro, fatti di ascolto, fiducia, interesse vero e sincero, necessità di mettersi al loro livello e mai sopra o troppo in alto.


Fonte: www.amando.it

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C'è 1 solo commento


23.28  di lunedì 20/08/2012
scritto da  roberto padre scontento

Per favore, puoi darmi una mano? Diffondi questo messaggio e partecipa anche tu. Siamo nel 2012 eppure c´è ancora in questo circolo didattico di periferia degratata pisana una scuola dove, al contrario di quanto detterebbe il buonsenso, se sei bravo e intelligente desti sospetti e sei "diverso". E´ una scuola dove le maestre s´improvvisano psicologhe, e dove si psicologizza tutto e tutti, senza che i genitori ne sappiano nulla, senza che possano parlare e partecipare. In questa scuola l´obiettivo dichiarato è rendere tutti uguali (comunismo di ritorno?) e dunque le menti migliori, i bambini svegli e pieni di fantasia sono bollati come diversi. La paura della diversità in questa scuola è così forte che se sei mancino desti sospetti, se l´alunno non è passivo, silenzioso, perfettamente adeguato, che ha un rapporto di terrore con l´adulto, allora è diverso. Insomma questa scuola ipocrita e vecchia è il contrario esatto di quanto sbandierato ovunque: "favorire l´autonomia del bambino" in realtà qui significa renderlo uguale al resto della classe, formare la mediocrità, l´insicurezza e bloccare l´autonomia; "coinvolgere le famiglie" è solo trasmettere ai genitori una serie di luoghi comuni senza senso che rivelano solo la pochezza, la mediocrità e l´estrema insufficienza del personale scolastico che non avendo mai affrontato seriamente le scienze umane preferisce "bollare", questa è la parola d´ordine. Chiedo che tutti i genitori che hanno a cuore la sorte della scuola pubblica nel nostro territorio ricomincino a pensare, a discutere, a farsi avanti, a dare uno spintone per cambiarla, visto che la diversità è bella, la scuola deve ritornare a insegnare ed a far emergere l´intelligenza, i valori, la civiltà e la partecipazione. Noi che paghiamo le tasse non siamo costretti ad accettare l´incompetenza, l´ignoranza, la sciatteria di una scuola ipocrita e creatrice di disagio. Roberto Della Cerra 340 9655061



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