Convegno ´Pianeta Famiglia´: Affido Condiviso e sinergie professionaliArea Formazione
18/10/2011 - 22.40Zagarolo (Roma) - Palazzo Rospigliosi ha accolto nella suo bellissimo Salone delle Bandiere il Convegno Pianeta Famiglia, un importante incontro tra operatori del settore, stimolato dalla competenza della Dottoressa Romina Pacitto, Mediatore Familiare. Il Presidente Sandro Vallerotonda dell’Associazione Pro-Loco, con il patrocinio dalla Presidenza del Consiglio della Regione Lazio, hanno abbracciato con entusiasmo questo progetto e con l’assessore ai Servizi Sociali Piero Petrassi e il Sindaco Giovanni Paniccia, con orgoglio si sono attivati nel supportare nel migliore dei modi il Convegno. L’intervento del Presidente del Tribunale di Tivoli Bruno Ferraro ha evidenziato un concetto importantissimo: “La Famiglia è un’isola che il magistrato deve solo sfiorare”. Il fallimento del matrimonio non deve minimamente alterare il ruolo di genitore, ecco perché è importante difendere la Bi-genitorialità con l’applicazione dell’Affido Condiviso e non più esclusivo, che in base alle statistiche ha visto finora affidare i figli quasi unicamente alle madri, penalizzando e diminuendo la funzione paterna nella vita stessa dei figli. Il Presidente Ferraro, con l’esperienza acquisita negli anni ha evidenziato l’importante ruolo del Mediatore Familiare, che non scavalca il compito legislativo ma né è supporto per chi difficilmente riesce a dialogare con il coniuge, e aiuta ad instaurare un percorso di crescita soprattutto per la tutela dei figli e di se stessi. La sua esperienza lo motiva a obbligare la Mediazione, che deve essere sostenuta, incoraggiata e soprattutto imposta, unico rimedio per ottenere ottime risoluzioni e decisioni nelle cause di divorzio e affidamento. Nei Tribunali di Tivoli e Velletri sono già presenti le liste dei Mediatori Familiari, ma ciò non basta. La Dottoressa Romina Pacitto ha esposto con precisione e passione la funzione del mediatore familiare, un esperto in grado di accogliere il dolore consapevole e inconsapevole delle coppie intrappolate nel conflitto, con logiche distruttive tese a contendersi i figli, spettatori inermi della fine di un legame importante. Il Mediatore, spiega, è una persona neutrale in grado di ascoltare entrambi allo stesso modo senza dare giudizi o sentenze, garantendo equilibrio e reciprocità favorendo un clima non più astioso e vendicativo, ma collaborativo, partecipe e soprattutto orientato al futuro, importante traguardo da inseguire, dove le risorse di entrambi i genitori vengono recuperate, rendendoli consapevoli delle scelte definitive proprio sulle loro valutazioni e le proposte ottenendo una soluzione concreta per la gestione dei figli e ricostruire assieme nuovi equilibri familiari. Le fragilità personali, le stressanti ostilità alimentati da troppi silenzi o eccessive aggressioni verbali, le insicurezze riescono ad emergere, preparando il terreno al dialogo. Così grazie all’aiuto di un esperto prende forma l’accordo d’intesa, dove le soluzioni più vantaggiose e anche meno costose per entrambi, scaturiscono consapevolmente da due adulti impegnati ora, nella ricostruzione del rapporto e quindi di un riassetto familiare che tuteli soprattutto il diritto dei figli ad avere e godere del pieno e costante apporto affettivo-educativo di entrambe i genitori. L’Assessore Petrassi ha invitato al dibattito la dolcissima Madre Mariuccia, suora Canossiana che ha spiegato come nella sua quotidianità, e non esperta del settore, con umiltà dona accoglienza e conforto a chi ne chiede aiuto. Chiude con una bellissima frase che veramente raccoglie il senso di quest’ incontro: “Siamo tutti responsabili delle vite che ci sono state assegnate.” All’incontro, esperti del settore, molti giovani avvocati, insegnanti e cittadini del territorio hanno condiviso e ascoltato con molta attenzione i vari interventi, evidenziando particolare interesse alle tematiche esposte. Il contributo della Dottoressa Gioia De Angelis, insegnante Scuola primaria, ha evidenziato, grazie alla sua esperienza edotta negli anni, come i bambini che vivono all’interno delle loro famiglie separazioni complicate, palesano un grave disagio che si manifesta sovente con aggressività, mancanza di curiosità e attenzione. Non riescono da soli a gestire le incertezze come la paura dell’abbandono, della disgregazione famigliare e del rapporto madre-padre unico riferimento della propria esistenza. Hanno bisogno di rassicurazioni, di comprendere che non hanno fatto nulla di sbagliato. La dottoressa De Angelis sottolinea il ruolo importante della scuola non solo per la formazione didattica dei piccoli, ma come mezzo per aiutare, incentivare e accogliere entrambi i genitori come pilastri formativi del benessere dei figli e come sia importante istituire un mezzo come il Mediatore Familiare anche all’interno delle scuole come supporto e aiuto a chi non riesce più a capire e gestire i ruoli di genitore e coniuge. Il Presidente dell’Associazione Nazionale Bigenitorialità Fabio Nestola ha contribuito al dibattito spiegando le Strategie di Deroga, pianificazioni ordite per aggirare l’affido condiviso. Da Studi effettuati da ben 4 legislature si sono accertare le strategie con cui genitori, o meglio un genitore, grazie ad una rete di “stalking indotto” riesce a dimostrare che il proprio coniuge non è adatto a all’educazione e tulela dei figli. Tramite denunce false di stalking, aggressioni e quant’altro si riesce ad evitare l’affido condiviso. Gli operatori del settore hanno rilevato una casistica dove circa l’80% dei casi di queste denunce nei centri antiviolenza sono false accuse costruite con una regia. Il genitore che dopo lunghissimi anni riesce a dimostrare la sua innocenza riceve una ripercussione nel rapporto con il figlio che a volte è troppo compromesso da lacerare le vite in modo irreparabile. Strategie ostative non punibili. Dai contributi degli esperti emerge un quadro allarmante, le incomprensioni, gli stalking indotti, le guerre incessanti sono dei veri stupri dei rapporti fra i genitori e figli e soprattutto un danno irrimediabilmente a senso unico perpetrato contro i propri figli, con condizionamenti, plagi intenti ad ottenere un affido mentre il tempo inesorabile formerà le coscienze di questi piccoli angeli che da grandi giudicheranno tutto il male ricevuto. Al dibattito, l’intervento dell’assessore alle politiche e della Famiglia della Provincia di Roma Claudio Cecchini che rivaluta le politiche del WELFARE sempre più importanti in un momento di recessione attuale e soprattutto sensibilizzare i servizi nel territorio. “Siamo tutti responsabili delle vite assegnateci”… anche se la legge non punisce il genitore che inganna, umilia e danneggia il coniuge e il figlio conteso. Cinzia Marchegiani Fonte: www.comunicazionedigenere.com Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 860 volte
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| 10.13 di giovedì 20/10/2011 | ||
| scritto da Luigi | ||
| E´ ASSURDO, CHI ACCUSA INGIUSTAMENTE DOVREBBE ESSERE PUNITO.
BASTA FINIAMO DI TAPPARCI GLI OCCHI, COME PENSANO CHE POSSA CRESCERE UN BIMBO CHE HA ODIATO UNO DEI DUE GENITORI INGIUSTAMENTE. CHI RIPAGHERA´ IL BAMBINO PER TUTTO QUELLO CHE GLI E´ STATO INGIUSTAMENTE TOLTO( UFFICIALMENTE NEL SUO INTERESSE) AIUTATE QUESTI GENITORI MALATI, CHE POSSANO ESSERE SEGUITI DA MEDIATORI IMPARZIALI, CHE SIANO IN GRADO DI FARGLI COMPRENDERE CHE I FIGLI NON SONO IL TROFEO DELLA LORO STUPIDA GUERRA. AIUTATE ANCHE QUEI MAGGISTRATI, CHE CONSIDERANO IDONEO UN GENITORE IN BASE AL SESSO, NIENTE DI PIU´ STUPIDO E NON AL PASSO CON I TEMPI. IN MEZZO CI SONO I POVERI FIGLI, AIUTATE SOPRATUTTO LORO, FACENDO APPLICARE IL CONDIVISO, CHE ANCHE SE NON SEMBREREBBE E´ LEGGE DELLO STATO. | ||
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