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Il condiviso secondo il tribunale dei minori di Roma

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Il condiviso secondo il tribunale dei minori di Roma

18/03/2010 - 14:13

Questa sentenza si commenta da sola, parla per sè stessa e per chi ha avuto l´animo di scriverla. Non occorrerebbe  altro fuorchè la vostra lettura, ma per il caso in questione vogliamo sperimentare un nuovo tipo di solidarietà: vi chiediamo di inviare i vostri commenti, di esprimervi con le vostre parole. Le raccoglieremo tutte e ne faremo una lettera, corale e collettiva, da spedire ai magistrati autori di questo capolavoro di Giustizia civile. Nel contempo, ne trasmetteremo una copia a chi, tra le istituzioni, ha "narcotizzato" il PDL 2209. Così...giusto per far sapere loro che in Italia, la legge 54 del 2006, nei fatti, non è mai entrata in vigore. 

 

TRIBUNALE PER I MINORENNI DI ROMA. Il Tribunale, riunito in Camera di Consiglio, con la presenza di: Dr. Roberto Ianniello, Presidente - Dr. Armida Del Gado, Giudice - Dr. Giuseppe Parrelli, Giudice Onorario - Dr. Marisa Frasasso, Giudice Onorario, letti gli atti del procedimento per regolazione della potestà genitoriale sulla minore xxxxxxx 

OSSERVA: ricorre la madre del minore in epigrafe, per chiedere una regolazione dell’esercizio della potestà sulla figlia. Ritiene il tribunale che a seguito della istruttoria effettuata sia emersa la sostanziale idoneità di ambedue i genitori ad esercitare la potestà per cui la regolazione della stessa dovrà prendere in considerazione soprattutto l’interesse della minore ad avere rapporti equilibrati con entrambi i genitori, in maniera da mantenere le figure genitoriali anche dopo la separazione delle stesse. Le parti dovranno rispettarsi reciprocamente e consentire a ciascuno dei genitori di svolgere il proprio ruolo, senza indebite sostituzioni o tentativi di limitazione. Tanto premesso va disposto che l’esercizio della potestà sia congiunto tra i genitori, mantenendo allo stato la collocazione della minore presso la madre, dove è attualmente il centro degli interessi affettivi e relazionali della bambina  e prevedendo un rapporto del padre con la figlia, il più ampio possibile. Il padre dovrà provvedere in maniera idonea al mantenimento della figlia, con una somma che avuto riguardo alle situazioni patrimoniali delle parti si valuta congrua in euro 750,00 mensili, oltre alle spese straordinarie per il 50%. La limitata frequentazione tra padre e figlia intervenuta anche per gli ostacoli e le diffidenze della madre della bambina consigliano di disporre una gradualità nel rapporto da ampliare con il tempo. P.Q.M. Definitivamente pronunciando sul ricorso per regolazione della potestà genitoriale sulla minore xxxxxxxxxx dispone che sia congiunto l’esercizio della potestà sulla minore in epigrafe, che resterà collocata presso la madre xxxxxxxxxx. Il padre xxxxxxxxx potrà avere con sé la figlia, a fine settimana alternati, dalle ore 10 del Sabato alle ore 19 della Domenica con prelievo e riaccompagnamento presso la casa della madre. Potrà averla con se per un pomeriggio a settimana (il Mercoledì salvo diverso accordo tra i genitori) dalle ore 16 alle ore 20.00, con prelievo e riaccompagnamento a casa della madre. Potrà averli con se, durante le vacanze natalizie, per una settimana ad anni alterni, dal 23 al 30 Dicembre o dal 31 Dicembre al 6 Gennaio, per cinque giorni, durante il periodo pasquale dal Giovedì prima al Martedì dopo Pasqua; durante l’estate: dal 15 Luglio al 14 Agosto o dal 15 Agosto al 15 Settembre, ad anni alterni, salvo diverso accordo tra i genitori. Le decisioni importanti per la vita della bambina saranno prese congiuntamente dai genitori, ciascun genitore prenderà da solo le decisioni concernenti l’ordinaria amministrazione, quando avrà con se la figlia. Per il periodo fino al 30 settembre 2010  il padre potrà avere con sè la figlia per l’intera giornata del Sabato o della Domenica, a settimane alterne, dalle ore 10.00 alle ore 19, con prelievo e riaccompagnamento alla casa materna. Per le prossime vacanze estive potrà avere con sé la figlia per una settimana, dal 7 al 13 Agosto (salvo diverso accordo tra i genitori). Il padre parteciperà al mantenimento della figlia, versando mensilmente alla madre della stessa la somma di euro 750,00, oltre alle spese straordinarie (scolastiche, sanitarie, ricreative, ludiche e culturali) nella misura del 50%. Decreto immediatamente efficace in relazione all’urgenza di provvedere legata alla materia del procedimento.

Deciso in Roma il 12/01/10 Si comunica per intero al P.M. ed ai genitori della minore


Fonte: Redazione

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Ci sono 75 commenti


02:49  di mercoledì 30/05/2018
scritto da  Massimiliano Corradini
Si tratta di violazione dei diritti dell´uomo,del padre e del minore, si tratta di una discriminazione sessuale ad opera di un tribunale dove la legge dovrebbe essere uguale per tutti...che schifo, che schifo questa Italia, questi giudici e nessuno paga...se pagassero andrebbero più cauti a fare differenze così, solo per ignoranza ed incompetenza in materia di minori

10.31  di martedì 04/11/2014
scritto da  Marco
Ho letto quasi tutti i commenti... ovviamente con diverse affermazioni, modi di pensare ed agire. Ognuno dice la sua, ma tutte con egoismo, semplicemente perché quando succedono queste cose, si tende a tirare acqua verso il proprio mulino usando solo ed esclusivamente il possesso verso il proprio. Non sapendo che chi soffrirá sempre e comunque é proprio il minore, trovandosi in una realtá dove non ha nessuna colpa dei nostri "errori". Non bisogna accusare i giudici, ma bensí chi propone e poi chi fa le leggi da rispettare, a mio giudizio non consone alla serenitá del proprio figlio, perché giá di base sono a "INTERPRETAZIONE" ... Purtroppo é il sistema che bisogna: distruggere, annientare, devastare per poter ricominciare e fare cose eque verso i genitori e verso il minore perché anche nelle peggiori vicessitudini non si allontana MAI un figlio da un genitore uomo o donna che sia, ma semplicemente trovare e far trovare EQUILIBRIO per ogni singola storia. Io AMO mio figlio e vederlo in singoli giorni e in determinate ore non é equo e nemmeno giusto prima per lui poi per i genitori, quando ci si puó vedere ogni singolo giorno. Potrei scrivere tanto sui vari aspetti di quest´ ultimo concetto, ma sono cosí schifato che non pensavo fosse cosí rude(la legge). Ma piú che legge do colpa a quelle mamme che manipolano i figli e gli usano per i propri obiettivi.. La legge peró é a loro favore..ahahahah!!! Basta basta basta... Un figlio non é un oggetto e tanto meno un trofeo quello che in queste storie diventa per una "donna" o femmina. Cara legge iniziamo ad aprire gli occhi nei confronti dei PAPA´. Grazie dal profondo del CUORE.

14.41  di venerdì 06/06/2014
scritto da  Claudio
non c´entra nulla ma vorrei esporre un altro tipo di problema, la mia ex compagna, dalla quale ho avuto una figlia che ha ora poco più di 5 anni, impone a me ed alla bambina (non abbiamo fatto ricorso al giudice tutelare)la condivisone totale, di fatto mia figlia vive una settimana con me ed una con lei. Ho seppur con fatica accettato questa sua imposizione per evitare alla bambina litigi e/o altro ma credo che questa cosa alla lunga possa essere destabilizzante per la bambina. Da tempo chiedo alla mia ex compagna di prendere una decisione in merito, lo chiedo con tutta la pazienza del mondo ma nulla da fare. Ho dato la mia ampia disponibilità ad occuparmi io della bambina, quindi prenderla a vivere con me (non ho un´altra compagna quindi nessun problema da quel punto di vista)e garantendo che in ogni caso lei potrà vedere nostra figlia tutte le volte che desidera, ho dato la mia più ampia disponibilità a lasciare a lei la bambina con la garanzia di occuparmene ma nulla da fare, ho difficoltà a parlare con lei di questa cosa, continua imperterrita con la sua decisione: una settimana con te ed una con me. A questo punto per forzare la mano ho iniziato a rifiutare, le ho comunicato che non sono più disposto a questo ma sono disposto a prendere la bambina un fine settimana si ed uno no ed un giorno infrasettimanale. Non so più cosa fare, ho sbagliato a non ricorrere immediatamente al giudice e quindi stabilire quanto sopra ma credevo fosse possibile, nell´interesse della bambina, mantenere al minimo la conflittualità e dare la mia più totale ed incondizionata disponibilità per l´amore enorme che provo per la bambina. Accetto commenti e consigli.
Grazie epr avermi letto

02.34  di sabato 02/11/2013
scritto da  carmelina a.
La giustizia non esiste, ne´ tanto meno la tutela dei minori. Ci sono padri meravivliosi e madri meravigliose e tutto e´ il contrario di tutto. Le situazioni andrebbero studiate con attenzione e competenza e gli addetti ai lavori dovrebbero essere consci del loro ruolo: decidono della vita altrui, molte volte con superficialità e frettolosità. Mio figlio ha dodici anni, di cui sette costretto a fare il pendolare contro la sua volontà. Si e´ ammalato di una patologia autoimmune invalidante. Neanche in questo caso e" stato esonerato x gli spostamenti, nonostante non gradisca vedere il papà e continua a subire pressioni psicologiche e il giudice continua a rifiutare l´ascolto. L´aveva richiesto tramite la psicologa che lo segue, ma questa ha rifiutato. Il padre ha sempre recuperato gli incontri e i weekend persi. Ogni volta che il ragazzino deve andare dal padre ha attacchi d´ansia e malesseri, ma non interessa a nessuno che anche secondo le assistenti sociali, il rapporto deve essere mantenuto. Peccato che poi lo lascia dai nonni e se ne disinteressa o lo tiene in casa senza occuparsene e quando tor a e´ molto provato sia fisicamente che psicologicamente. Non e´mai stato presente x il figlio, tanto che il pediatra l´ha dovuto convocare. E´ un gran bugiardo ed e" succube dei suoi genitori, che avrebbero voluto prendersi il bambino dalla nascita e io avrei dovuto abbassare la testa. Si sono rivolti al Tribunale x avere il nipote, ho lottato contro un´intera famiglia e un sistema x tutelare mio figlio. Dopo anni e con una valutazione psicodiagnistica del Gaslini, sono riuscita a far riconoscere il disagio del bambino verso i nonni, ma non verso il padre, nonostante le aggressioni nei miei e nei suoi confronti dichiarate dal piccolo. Il T.M. ha emesso ordinanza che sia il bambino a de cedere come, se e quando vedere i nonni. Ma il padre ce l´ha lasciato x tutto il periodo estivo che avrebbero dovuto trascorrere insieme, fregandosene di quelle che sono le volontà del figlio. Il ragazzino passa con il padre i weekend alternati dal sabato sera fino al martedì mattina e poi lo riprende il giovedi delle 14 fino al venerdì mattina e quando non ha il weekend il lunedì dalle 14 alle 19, ma con grande sofferenza del bambino. Sono stata forse l´unica donna che ha rinunciato alla casa coniugale, perché mio figlio non gradiva restarci x la vicinanza dei nonni. Ho preso un´abitazione in affitto. A due giorni dalla firma presidenziale non sono più riuscita ad entrare in casa xche mentre eravamo fuori con il bambino, ha fatto cambiare la serratura. Sono trascorsi due anni da allora, non sono più riuscita ad entrare in casa e a prendermi tutta la nostra ro. Ci ha lasciato senza vestita, senza mobili, con solo quello che avevamo addosso. Ed era un periodo difficile, perche´ reduce di un intervento ad una spalla e quindi ferma dal lavoro che svolgo in proprio come fisioterapista. Sono andata avanti con l´aiuto delle persone x quanto riguarda i letti e quant´altro. Ho avuto lo sfratto, ma per fortuna sono riuscita a salvate la casa. Neanche quando il bambino e´stato ricoverato mi ha permesso di entrare in casa x prendere i pigiami e l´occorrente. Ho fatto denuncia, ma quando e´ stato chiamato ha dichiarato che mi ha dato delle date x andare a prendere la roba, ma che non mi sono presentata. Non ha controllato nessuno e hanno archiviato! La beffa e´ che ora il papà ha chiesto di poter vedere il bambino in casa, quando non se la sente di andare e il giudice ha emesso ordinanza che puo´ entrare in casa mia, mentre a me e´ vietato entrare nella casa coniugale a riprenderci le nostre cose. Avendo ribadito, il giudice mi ha risposto che anziché pensare alla salute di mio figlio, penso agli scatoloni. Non mi sembra giusto, tanto più che al figlio non fa piacere vederlo e si creerebbe una tale tensione e imbarazzo che certo non fa bene alla salute di nostro figlio. E pensare che quando si va o si torna dal Gaslini io e il bambino dobbiamo prendere il taxi,:perché non mi fa salire neanche in macchina! Non concepisco che un padre si comporti in questo modo verso suo figlio, che e´ ben cosciente di tutte le difficoltà e quando va in casa dei compagni vede il meglio della tecnologia, mentre noi non abbiamo neanche il televisore, visto che si e´ rotto e mentre suo padre non si fa mancare niente!!!! Non so più cosa fare per togliere mio figlio da questa situazione cosi pesante anche x la sua salute. Faccio presente che lo scorso anno non e´ neanche riuscito a frequentare la scuola x i grossi problemi e nonostante sia stata depositata la cartella clinica, mi sono trovata in difficoltà xche´ il papa´ ha dichiarato che sono io che voglio tenerlo a casa x avere il pieno controllo sul figlio e staccarlo da lui e dal mondo. Peccato che non riesco quasi più a lavorare x stare dietro al ragazzino e il padre, nonostante l´oreficeria, mi passa 400€ x il figlio e 300€ come contributo per l´affitto, ma io mi devo privare di tutto e mi aiuto con la pensione minima di mia madre, affetta da demenza, che vive con noi!Grazie x la Vs attenzione.SSvalutazione


16.41  di sabato 01/06/2013
scritto da  Cristina
Solidarietà a tutti quei genitori (padri e madri) che incappano in queste strutture IGNOBILI e subiscono ingiustizie immeritate. Sicuramente la casistica infligge condanne maggiori ai padri ma vi posso garantire che sentenze inammissibili colpiscono anche quelle madri corrette e per bene come nel mio caso,forse solo colpevoli proprio dei precedenti di tante donne crudeli.Tradita e picchiata incinta,abbandonata sola con un figlio riconosciuto appena nato ma MAI mantenuto nè curato,per non dire amato.Ho dato carta bianca al padre di vedere il piccolo quando volesse,convinta che un pessimo compagno possa essere comunque un buon genitore,senza pretendere nemmeno un centesimo ma auspicandomi una sua presa di coscienza ed un aiuto.In 5 anni si contano sulla punta delle dita i loro incontri e tutti caratterizzati da vessazioni verbali nei miei confronti in sua presenza e torpiloqui anche verso il piccolo ed i nonni che lo hanno cresciuto in sua vece.Di punto in bianco ora ha chiesto l´affido al tribunale perchè,all´improvviso ha deciso di farmela pagare(parole sue).Il bimbo è terrorizzato all´idea di andare con un semi-sconosciuto ed anche alla presenza delle assistenti sociali incaricate di verificare ha manifestato pianti e grida.Non mi sono opposta agli incontri ma ho chiesto solo avvenissero gradualmente ed in modalità protetta(visto beve ed ha diverse denunce per aggressione).Non sono stata ascoltata da nessuno nemmeno in giudizio nè è stato proprio aperto il mio fascicolo con le mie prove.E´bastato dire che "un padre mica dev´esserci sempre -pure ogni 6 mesi- e lui ha detto che era lei impediva gli incontri".Le menzogne non vengono quindi solo dalle donne e non sono credute solo loro.Hanno deciso in 5 minuti(reali)che può prenderlo e portarlo con sè,senza citare alcun mantenimento (5 anni che vive d´aria),nonostante lo esponga anche a pericoli inutili (lo ha messo sui binari del treno diretto da solo..per gioco diceva!!)e mio figlio pianga e sia visibilmemnte scosso.Ho prove,documenti,foto,testimoni e denunce eppure..nulla! Vivo nel terrore gli accada qualcosa,sperando in un miracolo.. Bigenitorialità per coloro sono GENITORI, non per chi procrea.


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